sabato, 05 luglio 2008
commenti (2) • tag: confidenze, consigli, amicizie, conoscenze, guai, festeggiamenti, tassorosso, fidelius

Qualche tempo prima del ballo
Il fatto è che potrei morire di curiosità. Nel senso che sono talmente portata a ficcanasare che il mio senso del pericolo viene completamente meno. Non che avessi motivo di dubitare della buona fede di Carlisle, in ogni caso, ma penso che quel Ci sono delle persone che vorrei farti conoscere buttato lì con indifferente distrazione l’avrei seguito anche se a lanciarlo fosse stata un chupacabra.
Ad ogni modo mi sono veramente immaginata di tutto, ma ad una porta che si materializza su un muro senza che nessuno abbia nemmeno pronunciato uno straccio di Apriti sesamo non c’ero arrivata. Una ragazza collo di cigno che mi lancia un’occhiata clinica e mi tempesta di domande (in realtà non più di quattro o cinque, ma ad una velocità disarmante) dopo avermi fatto ingurgitare qualcosa che Carlisle mi chiarisce essere veritaserum. E poi dentro ad una stanza discretamente grande e discretamente popolata. Per l’amor di tutti i Threstal (no, mai visto uno in vita mia, ma si vocifera esistano veramente), qua dentro c’è chiunque! La ragazza di Carlisle apre verso di noi un sorriso che fa luce da sé, seduta poco lontano da Penny (assediato dalla minuscola Isabel) e Milo Ashmore, che lancia occhiate oserei dire al limite del diffidente alla ormai fantomatica Opal. E poi diverse persone che non posso conoscere se non di vista…
Carlisle mi fa cenno verso una delle sedie vuote nei dintorni di Annabel Bennett, che pare incuriosita come un gatto, gli occhi fissi sulla sorella di Ida, Julia.
Julia che apre un rapido sorriso verso i presenti, sfregandosi le nocche sul palmo della mano mentre raccoglie idee e parole.
”Sembra che ci stiamo espandendo” commenta a mezza voce, gentilmente, e pare che la cosa le faccia relativamente piacere. La ragazza delle domande a mitraglietta, in piedi accanto a lei, lancia un’occhiata aerea per la stanza, raccogliendo un rotolo di pergamena da un banco lì accanto.
”Il che non può che tornarci utile” osserva, prima di lanciarsi ad illustrare a noi nuove reclute il punto della situazione seguita da un pratico resoconto sui recenti sviluppi e insorgere di nuovi problemi.
Quindi sì, se avessi avuto anche il minimo dubbio sulla finalità dell’inusuale appuntamento di Carlisle, questa Georgiana avrebbe prontamente provveduto a polverizzarlo. Sta di fatto che, bevendo quel siero e rispondendo in maniera soddisfacente alle domande, io e qualche altra fortunella (questa sera Annabel e Daisy) siamo ufficialmente entrate a far parte di quel club di tutela dei Mezzosangue che è il Fidelius.
“Contenta Polly?” domanda Carlisle dandomi un leggera pacchettino sulla spalla, mentre Georgiana chiude la riunione.
”Potevi dirmelo” sussurro, guardando furtivamente quello che mi si è presentato come Aedan Lywelyn (fratello di quella Lywelyn) ”mi sarei messa carina”

”Parlando fuori dai denti” borbotta Daisy, guardando corrucciata lo zampettante e argenteo scoiattolo che Isabel ha invocato per dimostrazione ”mi sento un attimino in soggezione…”
Non mi sono mai trovata in una situazione più adatta per affermare che capisco quello che prova. Starsene qua, in cerchio attorno alla Sittenfeld, ascoltando le istruzioni che Georgiana ci impartisce per far scaturire anche solo un minimo guizzo perlato dalla punta della nostra bacchetta, devo dire, mette un po’ d’ansia. Soprattutto se attorno a noi sta un branco di altra gente, ormai avvezza nell’arte di expecto-patronare a destra e a manca, che non aspetta altro se non di vederci tentare la prova del secolo.
”Alla fine non è niente d’impossibile” afferma Georgiana risoluta, dando enfasi alle proprie parole con un energico annuire, per poi rivolgere gli occhi da cervo verso noi tre ”Prego”
La signorina Harrington ha la straordinaria quanto inquietante capacità di essere volitiva pur rimanendo cortese. Insomma, qualcosa che suona molto come un invito che non si può rifiutare. Annabel lancia un’occhiata indecifrabile a Daisy, ma dall’apertura innaturale delle sue palpebre posso facilmente dedurre che non crede che Georgiana possa essere seriamente seria. E io stessa sono la prima ad indugiare, per cui la nostra incredibilmente giovane professoressa si sente in obbligo di incoraggiarci, allungando una mano verso Isabel, come se volesse mostrarcela.
”Avanti, basta solo pensare a qualcosa di piacevole!” ci incita, mentre lo scoiattolo si dissolve dolcemente nell’aere e la Sittenfeld arretra per fare posto ad una di noi tre.
Georgiana guarda insistentemente verso di noi, chiaramente non intenzionata a togliere la seduta fin quando qualcuna non si decida a prendere l’iniziativa. Così, sbuffando, precedo di una frazione di secondo Annabel nel prendere questa storica decisione.
”E va bene” dico col tono di una che sta parlando direttamente al suo sacco tirapugni, tirandomi su le maniche della camicia – considerevolmente stropicciata ”Allora, è molto semplice” continuo, armandomi di bacchetta e santa pazienza ”Basta solo pensare a qualcosa di piacevole…” faccio una flebile rotazione del polso ”Dunque, per esempio…per esempio quando i Tassorosso hanno vinto la Coppa delle Case!”
”Ahm…” Carlisle inarca un sopracciglio, guardandomi con perplessità, mentre sento Milo ridacchiarsela sotto i baffi ”Non credo che questo sia mai accaduto da quando siamo qua dentro io e te, Polly”
”E nemmeno prima” puntualizza stranamente Eugene ”Almeno, non di recente…”
”Oh, grazie tante ragazzi” borbotto contrariata, lasciando pesantemente cadere il braccio che avevo già teso in avanti ”Sarebbe venuto fuori un Patrono con i fiocchi…”

La cosa si fa ardua. Decisamente ardua. Tanto che Georgiana è costretta a dichiarare concluso l’incontro prima che anche una sola di noi tre riesca a produrre qualcosa di costruttivo.
”Proprio non capisco” dice Annabel pensosa, scuotendo il capo ”Io sono piena di ricordi felici!”
”Non è quello” rassicura Jillian ”Comunque è un incantesimo d’appello, piuttosto complesso…” sorride rincuorante ”Non è facile che riesca al primo colpo”
Mh, sarà…sta di fatto che di colpi, personalmente, ne ho sparati almeno una dozzina…

”Ah, quante sciocchezze” bofonchio, sprofondando un altro po’ nella poltrona. Dorothy sposta velocemente gli occhi a pesciolino da me a Costance, muovendo con discrezione la sua torre sulla scacchiera magica.
”Quanto sei pratica” fa di rimando Coco, il suo cavallo che affonda senza pietà gli zoccoli sulla zucca di uno sfortunato pedone bianco ”Insomma, alla fine dove sta il problema? L’anno scolastico finisce, non abbiamo nessun esame da preparare…possiamo anche goderci un ballo in santa pace!”
”Io credo potrebbe essere un’utile distrazione” Dot affonda la guancia in una mano, osservando distrattamente la scacchiera ”Non che abbia una particolare affinità con i vestiti da gran spolvero, però…”
”Secondo me non ha un senso logico, tutto questo” replico cocciutamente, portandomi le ginocchia al petto.
”Il problema di fondo è che non sai con chi venirci” Costance fa una smorfietta scherzosamente provocante, che ricambio con generosità.
”Oh, non dire baggianate! Se avessi voglia di venire a quella cretinata di ballo non avrei problemi ad invitare il primo che passa!”
”Meglio se è Milo Ashmore” sussurra con aria da comare Coco a Dot.
”Chi ha messo in giro questa voce?” m’informo con occhio scettico, il sopracciglio flesso, che Costance ignora bellamente, tornando a mettere legna sul fuoco.
”Comunque, non so se te lo hanno insegnato, ma da che mondo e mondo sono i ragazzi che invitano le ragazze, non viceversa”
”I ragazzi d’oggi non sono più quelli di una volta” faccio spallucce.
Bèh, in verità non è che Costance abbia proprio tutti, tutti i torti… diciamo che, se buona parte di questa avversione per i balli concerne proprio il doversi impacchettare in inutili vestiti millefoglie (che per altro uno si deve anche ingegnare a cercare), una minima percentuale potrebbe anche stare nel fatto che, sì, trovarsi un accompagnatore è fondamentalmente faticoso. Gli anni scorsi mi è capitato, quel paio di volte in cui è stato organizzato qualche evento del genere, di andarci col fratello di Costance. Poi lui si è trovato la ragazza, e i tempi d’oro sono finiti…

Non so chi abbia ideato questa fantasticheria dell’allenamento di congedo ma, tutto sommato, è divertente. Se si tralascia il fatto che credo Leasley sia il sedicenne più prolisso che il pianeta terra abbia mai ospitato sulla sua crosta, e che un’occasione del genere richiede quasi necessariamente un discorso semi ufficioso…
Sta di fatto che questa fantomatica oratoria è durata quasi quanto l’allenamento stesso (”Anche quest’anno non è andata particolarmente bene, ma ci siamo divertiti!”) e ho avuto bisogno di una doccia doppia per riprendermi. Non è un cattivo ragazzo, anzi, all’uopo è anche divertente, basta solo ricordarsi d’impedirgli oratorie. Ma, essendo che è il capitano della squadra, che adora chiacchierare e che di soddisfazioni atletiche gliene abbiamo date parecchio poche (con conseguenti pochi discorsi da fare), con quale cuore lo si potrebbe privare anche di qualche solenne parolina di fine anno? Persino io, che ho una riserva di pazienza non troppo generosa, non me la sentirei. Però, quando sono uscita dalla doccia, avvoltolata in un fantastico asciugamano della nonna grande come gli Stati Uniti, e me lo sono ritrovata lì davanti – ancora intento ad asciugare i capelli con un panno – del tutto intenzionato a lanciarsi in altri improponibili sleghi, non ce l’ho proprio più fatta.
”Hai già qualcuno da portare al ballo, Lee?” gli ho chiesto spiccia, troncando sul nascere il suo rimpiangere quel paio di elementi che abbandonano la squadra con i M.A.G.O.
”No” ha risposto senza battere ciglio, facendo spallucce ”Volevo invitare Loretta, ma ha già un accompagnatore…”
”Scordati la tua Loretta” l’ho ammonito perentoria, e mi sono ritrovata con un fantastico cavaliere dalla chiacchiera estremamente facile da portare al ballo. Se non altro saprò come ingannare il tempo…
Una volta eliminato il problema cavaliere si propone quello vestito.
”Penso potrei sistemare un po’ la camicia da notte” dico, scherzosa fino a un certo punto, mentre esco dalla Stanza delle Necessità assieme ad Annabel.
Le nostre pratiche col Patronus non portano ancora frutti apprezzabili. La Bennett è l’unica che è riuscita a fare sputacchiare qualcosa di semi consistente alla propria bacchetta. Non riesco a capire quale sia il problema. Come dice Georgiana, alla fine, non è poi così complesso: un movimento molto elementare col polso, una formula semplice da pronunciare con convinzione e un pensiero felice a cui aggrapparsi.
”Tu hai mai provato a invocare un Patronus?” domando a Costance una volta raggiunta la tavolata Tassorosso per la cena. Carlisle mi lancia un’occhiata d’avvertenza di sottecchi, che io ignoro. Certo che non ho nessuna intenzione di raccontare tutta la storia del Fidelius a Coco! Semplicemente sarei curiosa di sapere se lei, che anche se è finita tra i tassi è sempre stata discretamente solerte nell’apprendimento, ce l’ha mai fatta. Costance mi guarda come se le stessi suggerendo di condire la sua insalata di frutta con della senape.
”E perché avrei dovuto?” domanda dubbiosa. Faccio spallucce, tornando ad occuparmi del mio cibo.
”Bèh, così” mi defilo ”Sembra una cosa divertente
Milo scoppia a ridere ”Peccato che Georgiana non sia qui ad ascoltarti”, frase che termina in un ouch soffocato dopo un movimento sospetto da parte di Carlisle, che ho come il dubbio abbia centrato in pieno lo stinco del suo compare con un calcio relativamente discreto.

La sera del ballo
Ce l’ho fatta! La mia fantastica scimmietta è venuta fuori dalla bacchetta e ha anche saltellato in giro per qualche metro prima di dissolversi in un batuffolo di brillantini. Certo, non è il Patrono più vigoroso che si sia mai visto, ma avrà modo di crescere, immagino.
”Lo chiamerò Einstein!” ho annunciato, in preda all’entusiasmo.
”Perché mai dovresti dare un nome ad un Patronus!” ha obiettato Opal, piuttosto stranita da quell’eccesso di zelo.
Bèh, è che non mi capita spesso di raggiungere traguardi del genere in ambito magico. Insomma, un incantesimo d’appello! E io sono riuscita ad eseguirlo! Ovviamente con i dovuti tempi, ma come si dice finché c’è vita c’è speranza, e prima o poi, con calma e senza fretta, ce la facciamo tutti.
Sono così su di giri per la mia scimmietta (e sono così frustrata perché non posso urlarlo a mezzo mondo), che quasi non mi accorgo nemmeno di tutto il trambusto che riempie i dormitori femminili, in queste ore prima dell’inizio del fatidico ballo.
”Accidenti!” Costance è isterica ”Che diavolo ha questa chiusura?”
”Tesoro, dubito sia la chiusura” punzecchia Ursula, intrufolata in una camera non sua.
Non so perché la gente si metta dietro con i preparativi tanto tempo prima. Va poi a finire che, quando è ora di uscire, la maggior parte gli accorgimenti di belletteria apportati al proprio personale durante queste agonizzanti ore se ne sono già andati a ramengo (vedi trucco sbavato, capelli in disordine, ripresina dell’ultimo minuto che cede rovinosamente…). Dal canto mio ho adottato il metodo fai una doccia e rilassati, e me ne sto da venti minuti buoni a contemplare beata il rivestimento del baldacchino, mentre quelle altre ocarine fanno un pollaio della miseria.
”Polly! Vuoi muovere quel tuo sederino?” mi richiamano all’ordine ”Ma ce l’hai uno straccio di vestito da metterti?”
”Ho rimediato un cavaliere, vuoi che non abbia un vestito?” e, siccome mi provocano, mi butto giù dal letto, spalanco con molta poca grazia il baule, e tiro fuori il vestito che mi sono fatta spedire dalla mamma. È un po’ sgualcito, perché per dargli un’occhiata ho disfatto il pacco con cui mi era arrivato e non sono più stata capace di piegarlo, ma basta un colpo di bacchetta e…
”Ma cos’è” fa Costance piatta, totalmente priva d’espressione, guardando il vestito con occhio vacuo ”una tovaglia?”
Dorothy la guarda interrogativa, esordendo con un flebile ”Oh, Coco…”
”Mannò!” esclamo, guardandola torva, per poi sorridere placida riportando gli occhi sul mio abito ”Era una tenda. Ma mia nonna è una sarta eccezionale, non ti pare?”
”Per Merlino, Polly!” Costance sembra quasi esasperata mentre Ursula se la ride ”Potresti prendere le cose un attimino più sul serio, ogni tanto?”
Leasley non è solo il più prolisso, ma – e grazie al cielo, in momenti come questi – anche il più lento adolescente del pianeta. Così, quando esco in Sala Comune in netto ritardo rispetto alle mie compagne, lo pesco mentre sta per abbandonarsi su una delle poltrone, probabilmente appena uscito dalla camera.
”Allora?” dico con un’occhiata alla guarda che so perfettamente che sei arrivato prima di me solo per pura fortuna. Leasley mi fa uno dei suoi mastodontici sorrisi giulivi, riacquistando l’equilibrio dopo quella scomoda manovra per rinunciare alla comoda seduta.
”Allora?” ripete, per poi aggiungere un allegro ”Come siamo carine!”
Faccio una smorfietta divertita, puntellando le mani sui fianchi e guardandolo di sottecchi ”Frase di rito?” lo pungolo sorniona.
”Frase di rito” ammette lui, porgendomi il braccio, al quale mi aggrappo come la mia scimmietta argentata ”Bèh grazie” replico ”Apprezzo lo sforzo”
La Sala Grande è una piazza piena di coriandoli. I balli sono sempre una sfilata di colori che farebbe invidia ad Arlecchino, anche se questa sera pare che il rosa – antico, confetto, shocking… - vada per la maggiore.

Dopo un deflagrante tentativo di approcciarci alla pista ho suggerito a Leasley di piantare le tende il più lontano possibile da quel vorticoso svolazzare di gonne. Così abbiamo preferito farci una simpatica passeggiata (non priva di ostacoli) in giro per il salone e fermarci a fare due chiacchiere su chi di conosciuto incontravamo sui nostri passi. Ho incrociato parecchie reclute del Fidelius a inizio serata, tutti quanti abbastanza ottimisti a giudicare dai sorrisi. Anche se poi, è bastata un’occhiata a Julia per capire che sì, ottimisti va bene, ma non è mai il caso di abbassare la guardia. Raggiante e tesa al contempo, anche se ancora senza moventi d’allarme. Ed è filato effettivamente tutto più o meno liscio fino ad adesso.
Milo esce dalla folla a passo svelto, quasi impassibile, come se tutto fosse normale, anche se ha più fretta del solito. Mi urta con un braccio, si ferma a sincerarsi su come stia.
”Scusa” dice ”Non ti avevo vista”
”Che succede?” ficcanaso fino al midollo sì, ma tutta questa fretta in una persona come Milo mi mette qualche pulce. Lui mi guarda un attimo come per decidere il da farsi, poi lancia un’occhiata nei paraggi e, una volta constatato che Leasley si è perso a parlare con terzi, mormora un ”Julia e Riddle. Si sono dati meta nella Foresta”
Spalanco gli occhi oltre misura.
”COSA?” esclamo, forse a voce un po’ alta, perché Milo ricorre prontamente ad un discreto shhhh di cui io prendo atto, e continuo ad indagare a voce bassa ”E adesso?”
”Adesso le serve una mano” ribatte lui, e nel tono ricompare tutta la fretta del suo passo.
”Vengo anche io!”
No è talmente tassativo che mi spiazza, e probabilmente se ne accorge ”No Polly, tu non…il tuo Patronus è ancora troppo debole, gli altri incantesimi…”
Sbuffo, incrociando le braccia.
”Mi stai tagliando fuori per la mia incapacità magica?” chiedo, scura in volto.
”Qualcosa del genere, sì” replica gentilmente.
”Questa è discriminazione”
”Questa è prevenzione, Polly”
Bofonchio, corrucciandomi. Purtroppo, c’è poco da blaterare e cercare punti a mio favore, in questo caso Milo non ha tutti i torti. Il mio livello magico non è certo all’altezza di persone come Georgiana o Julia, e molti Serpeverde sospettati di star dietro le sottane di Riddle hanno fama ottima in campo d’incantesimi, qua a scuola. Lo so, calpestare l’ego fa male, ma non è il caso di fare i ciuchi questa sera.
”E va bene, va bene sbotto, un po’ impermalosita ”Ma fate i bravi, intesi?”
Milo sorride, annuisce.
”Vedi che infondo non sei proprio così testa dura” dice soddisfatto, e fa per andarsene.
”Ehi, Milo!” lo richiamo all’ordine, prima che venga risucchiato una volta per tutte da questa bolgia infernale.
”Che c’è?”
”Buona fortuna”












domenica, 04 maggio 2008
commenti (5) • tag: consigli, amicizie, dubbi, grifondoro, corvonero, duelli

Qui la situazione si sta facendo più piacevole del previsto; è la frase con cui ho iniziato la lettera per Valentie, e quella che mi ronza in testa da un paio di giorni, da quando - per lo meno, non sono così tanto isolata. Che poi, essendo ancora al sesto anno, non devo preoccuparmi di nessun esame per cui recuperare ancor più frettolosamente di quanto io già stia facendo, il programma che ho perso per via del trasferimento. Me ne sto seduta su una delle poltrone della sala comune, e tra le pagine del libro che sto leggendo, "Il giovane fabbricante di pozioni", c'è questo biglietto ben fatto, che recita in una calligrafia rotonda e un poco insicura, l'invito al Lumaclub. Qualcuno m'avesse spiegato cosa sia, poi, il Lumaclub. Il biglietto si è materializzato con un piccolo mazzetto di fiori - che ho lasciato sul tavolino accanto a me. In realtà questa precisione mi ha un po' insospettito, o inquietato, nel caso in cui qualcuno sapesse sempre dove mi trovo.
« Tutto bene? », la bella voce di una ragazza bionda, boccolosa, irrompe nel silenzio interrotto solo dal grattare delle piume di alcuni studenti del quinto, seduti più in la, impegnati a stilare i loro temi.
« Oh, ciao Audrey ..tutto a posto, zì, se non fosse per mazzi di fiori e biglietti che si materializzano da un momento all'altro! »
« Ti sei già fatta gli ammiratori, Leen? », domanda, con una vena d'ironia, e un sorrisetto che la esprime totalmente.
« Ich glaube nein.. cioè, qui parla di un certo Lumaclub, dici che dovrei preoccuparmi? », mi scosto con una mano i capelli dal viso, con uno sbuffo.
« Ma no! », ridacchia, placidamente « No no, Leen, il Lumaclub è ..il Club del professor Lumacorno! »
« Il club ..del professore? », non so che espressione abbia la mia faccia, ma devo essere abbastanza sconcertata. Cos'è, qui invece di accalappiarti ti invitano ad un club? ..in questo il professor Ebersbacher aveva più stile e senso romantico, devo dire. E devo dire che era anche un tantino più giovane, coff. Ok, una volta con un professore mi è bastata: capitolo chiuso, benintesi, niente più professori, nemmeno quelli che mi mandano dei fiori.  
« Sì ..è solito invitare le persone con una certa popolarità, discendenza o famiglia, insomma, quelli che si distinguono. », Ah, ok, mein Gott. Sono più tranquilla. « Ma fidati, forse è meglio che tu non ci vada, quel posto sta diventando il secondo quartier generale dei Serpeverde, e poi Lumacorno è un tale lumacone.. »
« Wie bitte? » quel suo 'lumacone' mi fa sorridere, anche se non so cosa significhi. E' strano, pronunciato in quel modo.
« Ehm, scusa ..lascia perdere, tu non fidarti troppo di quel club, siamo intesi? », adduce, portandosi un attimo la mano alle labbra come se volesse nascondere il fatto di non essersi fatta capire anche se per un solo attimo.
« Intesi, Audrey ..grazie! »
« Di niente ..ora scusa, ho una cosa da fare. Ci vediamo dopo, ochei? », con un occhiolino, si allontana, con i suoi boccoli ondeggianti ai lati del viso.
« Jawohl. », ho solo il tempo di rispondere.


***


Alla fine, ho seguito il consiglio di Audrey; non sono andata alla riunione del fantomatico Lumaclub, e in realtà non ho intenzione di andarci, nè ora, nè mai. Solo perchè, poi, sono la figlia di un professore della Durmstrang o chissà per quale altro motivo - io credo il primo, comunque; non sarebbe una sorpresa scoprire che i professori sanno, dal primo all'ultimo, che Philipp Krauz Neumann, duro e severo professore di DCLAO della fredda Durmstrang, ha mandato qui la sua figlioletta prediletta con tanto di raccomandazione. Chissà poi, che impressione si devono essere fatti di me - come se alla fine me ne importasse veramente qualcosa.
Seduta sugli spalti dello stadio, osservo il campo vuoto; non mi è mai piaciuto giocare, però osservare sì. Alexander è cercatore della squadra della nostra casa, a Durmstrang, ed io e Valentie assistiamo alle sue partite dal primo anno. Purtroppo, ora lei dovrà farlo da sola, senza di me. A volte vorrei riuscire a volare io, in quel modo, senonchè ho una schifosa paura di togliere i piedi da terra. Un fischio mi distrae, lasciando sparire l'immagine perfetta che mi ero creata nella mia testa, i giocatori di Durmstrang, accanto a me la mia migliore amica. Tutto sparito, scomparso, come quel piccolo sogno ad occhi aperti che è, in realtà.
« Ehi, mangia-krauti. », Garet Haslett; unico studente di una casa che non sia Corvonero che sto frequentando più o meno giornalmente, tanto perchè è una delle prime persone a cui ho rivolto la parola e uno dei pochi che non si diverte a parlarmi alle spalle. Sale gli spalti, nella sua linda tuta da Quidditch, sfoderando un sorriso sghembo.
« Giochi a Quidditch? », domando, seguendolo avvicinarsi.
« Ohssì, Battitore ..e tu, hai mai giocato? », si ferma accanto a me, senza sedersi, trattenendo la sua scopa nella mano destra e la mazza per respingere i Bolidi nella sinistra.
« Io non so nemmeno salire su una scopa! », esclamo, scuotendo appena il capo con un sorrisetto; avrò tutta la fiducia in me stessa di questo mondo, ma l'unica cosa che ho sempre voluto senza risultati, è stato imparare a volare.
« Non mi dire che hai paura. », ribatte lui, arcuando appena le sopracciglia, scettico.
« Ochei, non te lo dico. », gli rivolgo un piccolo sorriso, divertito, senza rispondere altrimenti.
« Mi deludi, biondina! »
« Quand'è che comincerai a chiamarmi con il mio nome di battesimo? » domando, alzando appena gli occhi al cielo. Lui ridacchia appena, senza rispondere; alcune volte è così timido che mi riesce difficile anche solo parlarci - quando mi ha mostrato il castello, per esempio; sono riuscita ad estorcergli qualche parola in croce. Altre volte invece, come oggi, sembra essere molto più pimpante del suo solito. Non riuscirò a capirlo mai del tutto, credo.
« Cos'è, un incantesimo, quello degli occhi? », fa dopo avermi squadrato il volto a lungo.
« Ohw ..nein, nein », accidenti, ho dimenticato la lente. « No sono ..sono così. Metto una lente al sinistro, per nascondere che è verde ..ma no, sono così. », da piccola mi stufavano parecchio i commenti delle persone sui miei occhi, "ma tu hai un occhio verde ed uno azzurro!", perciò ho deciso di applicare giornalmente quella lente azzurra per nascondere la bicromia: solo che oggi me la sono dimenticata.
« Non dovresti farlo. », mi redarguisce Garet, con un cipiglio leggermente inseverito. Poi si apre nuovamente in un sorriso, piacevole. « Per me, sono bellissimi. »


***


Sulla pista del Club dei Duellanti; Georgiana Harrington, di fronte a me, le bacchette alle mani e una lieve adrenalina che mi percorre fino alle dita, con cui stringo la bacchetta, impaziente di cominciare. Georgiana è una delle migliori duellanti che io abbia mai visto, e lo sfidarla mi entusiasma parecchio, anche perchè è da quando sono partita che non faccio qualche incantesimo come si deve, come dico io. « Saluto! », esclama Jason Jensen. Faccio scattare delicatamente la bacchetta davanti al viso, così come la Caposcuola, il cui sguardo deciso e tenace deve essere, più o meno, lo specchio del mio: ne sarà valsa la pena, nonostante l'esito.
« Conjunctivitus! », esclama, puntandomi la bacchetta contro. E' rapida, e precisa: ma è per questo che ho studiato tanto con il professore Ebersbacher - anche studiato tanto, gli incantesimi non verbali. Protego, creo con la bacchetta uno scudo davanti a me che devia il colpo di Georgiana: questa ha un piccolo lampo, negli occhi, dato dalla consapevolezza della mia abilità. Dominusterra, velocemente dalla mia bacchetta schizza via un getto di luce veloce e preciso che va a colpire la pedana, senza danno: solo dopo qualche secondo il terreno comincia a tremare, segno che il mio incantesimo è andato a buon fine, quando le scosse si fanno più potenti. Qualche studente spettatore, oltre la pedana, perde l'equilibrio. Invece Georgiana ha i piedi ben piantati a terra, contro le mie previsioni, e casta un Finite Incantatem potente che fa cessare il terremoto. « Expelliarmus! » casta, mentre un getto di luce schizza prepotentemente verso la mia bacchetta, ad una velocità che mi prende quasi di sorpresa, e solo per un pelo riesco ad ergere un nuovo scudo capace di respingere anche quell'incantesimo. E' arrivato il momento di fermarla: Languelingua, se l'incanto dovesse andare a buon fine la sua lingua si attaccherebbe il palato e lei non sarebbe più capace di parlare, e quindi di castare un incantesimo, e io potrei facilmente vincerla. « Defendo! » anche lei però, riesce a deviare il mio incantesimo all'ultimo con una difesa notevole, e il mio digrignare i denti è già una distrazione che non dovevo permettermi, visto che castando un Waddiwasi notevole, lei riesce finalmente a mandarmi al tappeto. Cado a terra, perdendo di mano la bacchetta. Oltre la pedana qualcuno applaude, Jason fa un cenno del capo a Georgiana e lei, con soddisfazione, mi si avvicina di qualche passo, porgendomi poi la mano, con un sorriso amichevole. « Ottima tattica, Leen. » si complimenta, docile - in duello sembra tutt'un'altra persona, invitandomi ad alzarmi. Con un sorriso soddisfatto, le stringo la mano: come ho detto, ne valeva la pena.













martedì, 29 aprile 2008
commenti (7) • tag: consigli, amicizie, lezioni, conoscenze, corvonero

Essere al sesto anno ha dei grandi vantaggi. Ad esempio non avere né G.U.F.O. né M.A.G.O. da preparare, e poter studiare senza essere sincopati, agitati o stressati più del necessario.
A parte che io l’anno scorso ero quasi contenta di avere gli esami: mi distraevano da Peter e dal suo tradimento.
Mi appoggio alla sedia e sospiro, guardandomi in giro.
Sulla bacheca della Sala Grande, il foglio che decanta le mie abilità non ha più talloncini da staccare. E l’ho appeso non più di ventiquattr’ore fa.
“Cos’è quel sorrisetto soddisfatto?”chiede Jillian di fronte a me.
“Pensa al suo bel Grifo. O a tutti i soldi che farà con le ripetizioni.”risponde Rachel.
“Sono proprio un libro aperto…”ribatto stupita.
Al momento ci troviamo in Sala Grande per la colazione. Molti ragazzi del quinto e del settimo, già a quest’ora, stanno mangiando con uno o più libri aperti davanti. Ogni tanto, un urlo emerge nel brusio:
“Oh, no! Ho macchiato di succo di zucca il libro di Pozioni! E ora?!”
Fra noi Corvonero, in particolare, lo stress sta raggiungendo livelli critici. I ragazzi dell’ultimo anno, soprattutto, sono molto nervosi. Gli unici di mia conoscenza che mantengono una parvenza di serenità sono Georgiana ed Aedan Lywelyn. Fra l’altro, la prima sta guardando in cagnesco il secondo, che a dir la verità sembra piuttosto affaticato.
“Ragazze, è ora di andare…”dice la voce di Jill.
Così ci alziamo e raggiungiamo la classe, lasciando irrisolto il piccolo mistero di questa mattina.


A lezione con Lumacorno. Quell’uomo ha una folle passione per chiunque si distingua, non importa di che casa, ascendenza o famiglia. Fino al quarto anno frequentavo abbastanza di frequente il suo Lumaclub, in pratica solo per i pasticcini che ci forniva, vere leccornie. Ho lasciato perdere quando ha iniziato a tramutarsi in una succursale di Serpeverde; i discorsi sulla purezza di sangue iniziavano ad essere un po’ troppo frequenti, per quanto il professore non penso ne sapesse qualcosa.
Oggi, Lumacorno è particolarmente interessato a una ragazza nuova, che è appena arrivata da Durmstrang. Leen Neumann, bionda e tedesca. Oggi è la sua prima lezione di Pozioni.
“Non sopporto il suo accento.”dice una Tassa alle mie spalle.
“E guarda quante arie si dà. Senza contare che viene da Durmstrang. Dovevano metterla con le Serpi.”aggiunge un’altra.
Non so molto bene cosa pensare. La mia nanny proveniva da Potsdam, e per me l’accento tedesco è un rimando immediato all’infanzia. Tuttavia non è il momento adatto per farmi ottenebrare dai ricordi di Helga e delle sue fiabe.
La studierò, questa Leen. Chissà.
“Signorina Neumann, prego, voglia sedersi accanto alle sue compagne, non stia lì da sola a quel calderone. Signorina Salinger, c’è posto fra i banchi dei Corvonero?”
A quanto pare potrò iniziare ad osservarla da subito.
“Sì, professore. Qui davanti.”
Leen muove pochi passi nella direzione della mia fila, e viene a sedersi davanti a me. Sta per sedersi, quando all’improvviso si volta e mi dice, porgendomi una mano:
“Hallo, mi chiamo Leen.”
“Audrey, piacere di conoscerti.”
Chissà.
Gli allenamenti di Grifondoro. Gli esami. Peter è sempre più latitante, in quest’ultimo periodo, e devo dire che mi manca molto. Tuttavia, per il poco che riusciamo a vederci, lo sento sempre più legato a me.
Esco dalla scuola proprio per andare ad assistere ad uno dei suoi allenamenti. Per quanto il tempo nuvoloso tendente al temporalesco mi invogli molto, però. Mancano pochi minuti, ma anche se arriverò in ritardo so bene di non perdermi niente: ci vado solo per poterlo vedere. Sulla porta della scuola, sosta un pensoso Aedan Lywelyn.
“Cosa ci fai qui tutto solo?”chiedo.
“Pensavo di andare a vedere Julia agli allenamenti. Però non sono sicuro…”
“Dunque, le mie conoscenze psicoanalitiche mi permettono di fare due deduzioni. O sei incerto perché non sai se lei ti voglia lì, o sei incerto perché non sai se puoi andarci, visto che giochi per i Corvi.”
“Colpito e affondato.”

Ha gli occhi segnati dalle occhiaie. È probabile che sia per gli esami. A meno che non c’entri qualcosa Julia.
“Come va fra voi?”
Sembra reticente.
“Diciamo che ci sono stati sviluppi.”
Faccio quasi un salto dalla sorpresa e dalla contentezza.
“Fermo, non una parola di più. È quello che penso io?!”
“Ah, io non ti ho detto nulla.”
risponde lui con espressione da finto-innocente.
“Lywelyn. Tu non perdi tempo. Meno male che non sono un ragazzo, altrimenti avrei da temere…”
Lui sogghigna.
Intanto fuori si è scatenato un temporale.
“Beh, direi che il tuo dubbio è presto risolto, Aedan. Fra poco torneranno anche i nostri coraggiosi Grifi, bagnati come pulcini. Andiamo ad aspettarli in Sala Grande.”
Così togliamo le tende dall’ingresso e torniamo al caldo ed all’asciutto, in attesa delle nostre rispettive metà.

 

 

 














sabato, 26 aprile 2008
commenti (2) • tag: confidenze, consigli, misteri, amicizie, dubbi, tassorosso

RAH04"Un pigiama party???" chiedo a Cassie stupita. Lei annuisce con fare divertito.
"Me ne stava parlando Lory dopo l'allenamento." conferma tranquillamente.
"Strano che non me ne abbiano parlato stamattina a lezione..." dico pensierosa. "Abbiamo avuto varie simulazioni dei GUFO ultimamente ma... non me l'hanno nemmeno accennato"
"Ma cosa ne pensi?" mi incalza lei evitando che divagassi con eventuali pensieri sugli esami o, ancora peggio, che riprendessi a recitare le formule di incantesimi.
"Penso che sia una grande idea!" dico lasciandola a bocca aperta. Lei rimane a fissarmi, mentre io sorrido alla sua faccia basita.
"Tu, Rah Ching Page, che accetti di partecipare a un party alla soglia degli esami?? Il mondo va a rotoli!" afferma ridendo di gusto.
"Non è questo il punto... sai, pensavo che dovremo cercare un modo per eludere il controllo notturno della Bonnet." dico guardandola seria. A questo punto lei scoppia in una risata per nulla trattenuta che attira occhiate da tutti gli angoli della bibblioteca dove ci troviamo.
"Questa poi!" dice riuscendo a reprimere a stento le risate. Io arrossisco ma cerco di non darlo a vedere.
"Stai cambiando Rah, stai cambiando e anche molto in fretta!" mi dice sorridendo "La cosa che mi piace di tutto ciò è che son stata io a causare il cambiamento." aggiunge chiudendo di scatto il libro di trasfigurazione.
Verissimo. In me c'è solo una piccola ombra della timida e associale Rah di qualche mese fa!

Sono in camera a leggere un trattato di Erbologia mentre Cassie legge uno dei suoi libri. Babbani, prevalentemente storie dell'orrore, Poe e Lovecraft. Mi sembra che sia poco concentrata sulla lettura, comunque, sbuffa e si rigira.... sembra che abbia qualche pensiero di troppo dietro quegli occhioni azzurri, e lo sguardo corrucciato conferma la mia ipotesi.
Aspetto che sia lei a parlare ma non sembra intenzionata a farlo ancora.
"Sai il pacco che mi è arrivato l'altro giorno? I miei genitori mi hanno mandato un vinile con pezzi di chitarra classica. Pensavo di non poterlo ascoltare ma poi son passata nell'aula di musica e ho scoperto che lì c'è un giradischi stregato." introduco una conversazione a caso, con le prime cose che mi vengono in mente. "Dovresti ascoltare un pezzo. Si chiama Fantasia n°10 di Alonso Mudarra. é molto bello." concludo.
"mmm" mugugna lei alzando appena gli occhi dal libro.
"Che cosa stai leggendo?" le chiedo.
"Il gatto nero di Poe." risponde assorta. Poi con uno sbuffo si rigira di nuovo sul letto. Io la osservo ancora per un pò e poi mi rimetto a leggere il mio trattato sui fiori carnivori della Cornovaglia.
Sentendola sbuffare di nuovo mi decido.
"Cassie... Cosa c'è che non va?"
"Come?" alza gli occhi su di me e mi guarda con uno sguardo che potrebbe sembrare di autentico stupore. <<Spiacente Cassandra ma non mi freghi!>> il mio pensiero probabilmente si riflette nella mia espressione perchè lei smette immediatamente di fingere stupore.
"E va bene!Mi stanno venendo dei dubbi..." pausa, aspetto che continui ma non accenna a farlo. Sembra che si sia persa nei suoi pensieri invece di formularli a voce alta e qualcosa mi dice che riguardano Ida.
"Cassandra? Ti va di continuare?" le chiedo.
"Oh, si certo... sai quella volta che abbiamo pranzato con Alexa, Lory e Susan? Quando  ho detto quella strana frase su Ida..." quì mi guarda imbarazzata ma io mi limito ad osservarla "Penso di non essere stata molto sincera con te quando ti ho detto che non intendevo nulla. Forse non son stata sincera nemmeno con me stessa. é solo che mi stanno venendo tanti di quei dubbi!" sembra sconsolata, ma io non voglio che finisca lì il suo discorso.
"Che dubbi?" la incalzo seppur con gentilezza.
"Non sono più tanto sicura che sia stato un incidente quello che le è successo." Di nuovo silenzio.
Lei continua ad alzare lo sguardo su di me con riluttanza. Cosa mai le ha fatto pensare una cosa simile? Sono molto spaventata da quel che mi ha detto. Tra una miriade di idee contrastanti una si fa spazio con prepotenza nella mia mente.
"Ida era mezzosangue..." sono stupita io stessa dalle mie parole. Cassandra mi guarda un pò allucinata ma annuisce con tristezza.
"Sai Riddle? Dovevano incontrarsi..." mi dice guardando nel vuoto "Lei era così innamorata di lui."
"Riddle, il caposcuola di Serpeverde? Quel ragazzo ha un'aria così misteriosa..." non riesco a non lasciar trasparire il fatto che lo ritengo un bel ragazzo e Cassandra se ne accorge e mi guarda allarmata.
"Anche Ida l'ha detto dopo averlo visto la prima volta..." mi dice "Quel che mi preoccupa è che è sempre attorniato da tutti quei serpeverde con quelle idee malsane sulla purezza del sangue."
Effettivamente era una cosa che mi aveva colpito. Forse era per questo motivo che non mi piaceva se non fisicamente... avevo la netta sensazione che condividesse tutti quegli ideali che non riuscivo a sopportare!
"Rah... i conti non mi tornano. Ti sembra sensato pensare che sia un caso il fatto che Ida sia morta proprio dopo che lui ha accettato ad incontrarla?" mi dice seria guardandomi negli occhi.
"Mi dispiace Cassie... non sono una Legimens quindi non posso leggere i pensieri di Riddle. Ma posso darti un consiglio." le rispondo "Parlane con Julia."
Alexa mi sorride felice. Siamo a colazione e le ho dato l'ok per il pigiama party. Lory ride con Cassie che le racconta del nostro discorso in bibblioteca.
"Ti giuro che mi ha detto proprio così!" le dice Cassie prendendomi in giro.
"Rah che cerca di infrangere le regole! Sconsiderata!" dice Lory prendendomi in giro. Io rido alle loro battute e faccio un pò finta di mettere il broncio.
"Almeno ditemi qando lo organizzeremo, insomma. Devo essere preparata psicologicamente!" dico stando al gioco.
"Penso che si potrà fare più o meno tra due sere... con tutti i compiti che abbiamo sarò impegnata sino a tardi con lo studio" mi risponde Alexa riportando un tono serio al discorso. Sentimmo un piccolo gridolino. Era Susan che era rimasta più o meno zitta durante tutta la colazione.
"Ragazze! Il tema di Pozioni! L'ho totalmente dimenticato..." disperata guarda Lory e Alexa che la guardano a loro volta esasperate.
"Te lo posso passare io se vuoi..." mi offrò con timidezza. Susan mi era sembrata molto più fredda delle altre nei miei confronti. Lei mi guarda con stupore.
"Ti sarò grata sino alla tomba se me lo passi!" mi dice alla fine.
"Non c'è nessun problema." le dico cominciando a frugare nella borsa. Intanto Cassandra si alza dalla sedia vicina alla mia. Mi giro a osservarla e vedo che non c'è nemmeno l'ombra delle risate di poco fa nel suo sguardo. Porgo il tema a Susan e guardò verso il tavolo dei Grifondoro. Julia è seduta lì affianco al suo amico, Lang. Cassie le si avvicina con un pò di riluttanza e le sussurra qualcosa. Poi entrambe si allontanano dalla Sala Grande.












mercoledì, 02 aprile 2008
commenti • tag: discussioni, confidenze, lettere, famiglia, consigli, amicizie, lezioni, conoscenze, momenti imbarazzanti

Stamattina mi sono risvegliata come l’altro giorno, con un picchiettare continuo alla finestra. Solo che l’altro giorno era dolce, e stavolta era brusco e violento. Cosi` ho dovuto corrrere ancora piu` velocemente dell’altra volta per non svegliare Lory e Susan. La civetta mi ha consegnato la lettera e, proprio mentre la stavo aprendo in tutta fretta mi sono ricordata di cosa avevo scritto io l’ultima volta. Mi sono fermata un attimo, mi vergognavo perfino a leggere la sua risposta. Ma, ripensandoci, forse avrebbe potuto tirarmi su il morale. Cosi` ho aperto la lettera e ho sentito qualcosa che cadeva sui miei piedi.  Era una foto mia, di qualche mese fa, che mi aveva fatto la mamma in giardino in mezzo alla neve. Faceva un freddo assurdo quel giorno, e infatti nella foto si puo` vedere quanto mi ero imbacuccata. Portavo un giaccone pesante e un po` spesso, di colore blu chiaro, che andava benissimo con il cappello di lana che aveva fatto mia madre. Non avevo un filo di matita, eppure in quella foto, con il sorriso che illuminava la faccia infreddolita, i capelli castani che fuoriuscivano dal cappello e le guance rosse dal freddo devo ammetterlo stavo proprio bene. Anche se ero seduta con il culo per terra in una montagna di neve e con un cappottone che al minimo duplicava la mia forma.

Sono passata alla lettera:

 

Cara Alexa,

guarda la foto prima, e poi leggi la lettera.

 

 

L’hai vista vero? E gia` vedo un sorrisetto stampato in faccia. Perche` e` in quella foto che si cela la risposta a tutte le tue domande. Non so chi sia questo Jasper Lewis, ma aime`, io nella mia vita ne ho incontrati pure troppi. Gente senza cuore, che ferisce gli altri per sentirsi migliore, per farsi piu` bello davanti agli occhi degli altri. Mentre in realta` non meriterebbe la considerazione di nessuno, ed e` molto piu` inferiore di te.

Tu Alexa sei bellissima, sei bellissima appunto perche` non sei come Jasper Lewis, te sei felice nella vita, felice con te stessa e con gli altri. Ti trovi a tuo agio con il cerchio di conoscenze e di amici che ti sei creata, e non hai bisogno di impressionare gente.

Alexa, ti prego, spero di non ricevere mai piu` nessuna lettera del genere. Se c’e` una cosa che mi rende triste e` appunto vederti a te triste. Ricordati che sei a Hogwarts, circondata da amici e da gente che ti vuole bene. Perche` tenere il broncio, dopotutto non sei piu` qua in Michigan ad accudire una vecchia pazza!

 

Ti voglio bene

 

Ho riguardato la foto un’ultima volta, e insieme con la lettera l’ho poggiata dentro il cassetto del comodino. Era giusto cio` di cui avevo bisogno, una lettera dolce e rassicurante. E leggendola mi ero accorta di quanto aveva ragione mamma, Jasper era insignificante, non aveva niente a che fare con me, e non dovevo considerare cosa diceva. Per niente.

 

 

Stamattina sei decisamente allegra” dice Susan mentre mi guarda con aria divertita “E anche affamata come vedo”. Chissa` cosa vede lei, cio` che io ho paura di vedere. Una ragazza con i capelli impiastricciati di pezzi di glassa e con la bocca riempita di torta. Ma al momento poco mi importa, dato che non ho mangiato da troppo troppo tempo.

“Alexa non hai mangiato da troppo troppo tempo. Ci spieghi perche` questo digiuno?” Ti pareva. A volte penso che le mie amiche siano telepatiche. Meno male che mi e` impossibile rispondere, data la quantita` enorme di torta che sta occupando la mia bocca.  Sento qualche risata, niente di che, solo il Carlisle fan club che trova molto divertente la mia faccia. Ma fulminate da una mia occhiata le ragazzine tacciono e abbassano la testa imbarazzate. Dopo aver spazzolato per bene il mio piatto mi alzo e caricando la mia borsa pesante sulla spalla mi avvio da sola verso Antiche Rune. Mi siedo a uno dei penultimi banchi, oggi sono particolarmente allegra e ho quindi tanta voglia di parlare con qualcuno. Ma mi aspetta la triste fine del banco da sola, Lory e Susan non ci sono, e i miei altri compagni sono gia` seduti tutti assieme. Oggi pero` ho un colpo di fortuna, il discorso della Winckelman viene interrotto qualche minuto dopo l’inizio della lezione. La porta si spalanca rivelando una affannata Rah. La professoressa e` pero` clemente: “Non si preoccupi signorina Page, vada pure a sedersi.”. Improvvisamente mi sorge un’idea, cerco di richiamare l’attenzione di Rah che si gira e capisce subito. Si siede accanto a me e la saluto.

“Ciao! Susan e Lory?”. Ridacchio sotto i baffi, ormai sono associata eternamente a Susan e Lory!

“Susan non frequenta mai Antiche Rune, trova che sia una materia difficile e noiosa. Lory doveva passare in infermeria a chiedere il decotto per il raffreddore… sembra proprio un’epidemia!” Per un momento una pausa interrompe il nostro breve discorso, poi mi viene in mente un argomento che ci accomuna ad entrambe.

“Come sta Cassandra?” mentre formulo questa domanda ripensa a quell’anima fragile di ragazza, che sicuramente adesso sta soffrendo le pene dell’inferno, e una smorfia si forma sulla mia faccia. Rah cerca di calmarmi.

“Sta meglio dice… è molto forte e sembra essersi quasi ripresa. Anche se so bene che se mi sentisse ora direbbe che si è ripresa del tutto.”

Certe cose lasciano il segno… non so se riuscirei a riprendermi se mi venissero a mancare Susan e Lory.” Un pensiero tira l’altro sono arrivata a questa conclusione. Cosa farei io senza i miei cari? Ci avevo gia` pensato quando mamma stava male, la sola possibilita` di perderla mi faceva impazzire. La morte di Ida e` successa cosi` d’improvviso, nessuno si aspettava un avvenimento del genere dopotutto. Potrebbe succedere a chiunque...Con questo brutto pensiero in mente taglio corto alla conversazione, forse concentrandomi in Antiche Rune riesco a dimenticarmi questo treno di pensieri tristi.

 

 

Finisce la lezione, Rah prende i suoi libri ed esce dall’aula. Io butto tutto alla rinfusa nella borsa e la rincorro fuori.

“Rah che ti prende?” gli chiedo. Durante la lezione l’ho osservata, l’ho vista pensierosa, a disagio, triste. A me non sfuggono queste cose. Lei evidentemente ancora non mi conosce bene per saperlo. Infatti mi risponde dicendo che sta bene e non e` successo nulla. A questo punto mi esaspero: “Senti, capisco che non abbiamo confidenza però questo te lo devo proprio dire. Cassandra ci tiene molto a te. Il ricordo di Ida non cambia la vostra amicizia. Ho sentito la discussione che avete avuto in Sala Grande da poco e so che hai paura e che non hai mai avuto delle vere amicizie ma… devi crederci per una buona volta!”. Oh! Che sollievo! Immediatamente la mia espressione di sollievo si transforma in una di sorpresa, Rah e` scoppiata a piangere. Ma letteralmente scoppiata, e` come se tutto il pianto che si e` tenuta dentro e` uscito proprio in questo momento. Gia` vedo qualcuno che si e` girato e ci guarda con aria interrogativa cosi` prendo per un braccio Rah e la porto in un luogo piu` appartato. Lei mi ringrazia con voce flebile e continua a piangere. E` strano, non sono mai capitata in una situazione del genere. Non ho mai dovuto consolare una persona cosi`, senza parole, solo standogli vicino e facendole sapere che io ci sono.

“Alexa ascolta potresti avvisare Lumacorno che arriverò un po’ in ritardo… Digli che non sto bene.” Mi chiede una volta calmata.

“Sicura che non vuoi compagnia?”

“Credo che tu abbia già avuto troppi problemi con lezioni marinate. Ho sentito per caso la Bonnet che te ne parlava.” Apro la bocca per contestare ma lei e` piu` veloce e aggiunge “Non è un rimprovero. Sono sicura che qualsiasi motivo avessi per marinare la lezione l’altra volta era migliore di questo. Non preoccuparti.” Sorrido. E` stato stupido da me pensare che lei volesse farmi la predica. Mi avvio allora da sola ai sotteranei. Davanti alla porta mi aspetta impaziente Susan.

“Oh! Ma dov’eri?”

“Stavo con Rah, poverina lei...”

“Con Occhi di Mandorla? Perche`?” risponde Susan un po` adirata. Ancora turbata dalla sua reazione rispondo.

“Perche` no scusa? E` tanto simpatica!” Arriva Lory, che ha sentito la nostra conversazione.

“Infatti si Susan, che problema hai con lei?”

Non ho un problema. Quella volta che abbiamo parlato a pranzo, be` appunto non abbiamo parlato! E` proprio una noia di ragazza, non sa comunicarsi!” Susan rotea gli occhi scocciata. Ripensandoci la mia reazione e` stata un po` precipitosa, e` comprensibile che Susan abbbia reagito in questo modo. Lei e` molto selettiva nelle conoscenze e amicizie, gli piace la gente spontanea e con un senso dell’umore particolare. Io pero` non sono una ragazza spontanea, ma bensi` molto timida e impacciata, quindi sono l’eccezione alla regola.

“Ma che ne sai te! Non la conosci neanche, e` una ragazza molto dolce e sensibile che si trova in una situazione difficilissima. E se parlassi sul serio con lei scopriresti anche che ha molto da raccontare e che e` divertente” rispondo decisa.

Gia`, anche Cassandra parla molto bene di lei. Non puoi giudicare cosi` su due piedi Susan, dagli un’opportunita`!”. In quel momento Lumacorno ci chiama ed entriamo in classe.

Professore, Rah si sente poco bene, ma arrivera` a momenti” gli dico, mantenendo la mia promessa.

Un po` di tempo dopo arriva Rah, ha gli occhi ancora arrossati, ma forse li noto solo io che l’ho vista piangere prima. Lumacorno le chiede se sta bene.

“Si si signore” risponde. Si gira verso di noi e io e Lory gli rivolgiamo i nostri migliori sorrisi. Mi giro verso di Susan e con una gomitata ottengo una smorfia che puo` passare per un sorriso. E anche questa e` andata.

 















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ultima

 

serpeverde

Edward Norwood

Edward appartiene ad una delle famiglie londinesi purosangue più prestigiose, la famiglia Norwood. All'età di undici anni, prima di ricevere la lettere per Hogwarts, si imbatte in un grave scontro dove suo padre perde la vita per mezzo dell'Avada Kedavra. Da allora Edward si è chiuso in se stesso diventando un tipo freddo e scontroso. Giurando vendetta a suo padre, nell'estate del suo tredicesimo compleanno decide di trasferirsi per un mese a casa di uno zio, un mago molto particolare, amante di tutto ciò che è illegale. E' proprio grazie agli insegnamenti di questo zio che Edward conoscerà le tre maledizioni senza perdono e si interesserà ancora di più alla magia oscura. Figlio unico, è al sesto anno di Hogwarts. Il cappello parlante non ha avuto nessun problema a trovare la sua collocazione infatti, Edward, ha tutte le qualità per far parte della casata dei serpeverde: astuto, furbo, viziato e ambizioso, oltre ad odiare con tutto il cuore coloro che non sono "puri". E' molto schietto ed è considerato tra i più bei ragazzi del quinto anno. E' dotato di occhi grigi dalle sfumature verdi molto profondi, capelli scuri e un fisico perfetto. Norwood ama mostrarsi sempre ben vestito e curato. Ha un unico vero amico, Jasper Lewis suo coetaneo e compagno di casa. I due si trovano spesso in compagnia di Eve Sanders, Deirdre Blackster e Morgan Lancaster, formando un gruppetto unito che passa la maggior parte del tempo a violare le regole e a sminuire gli altri. Le sue materie predilette sono pozioni e arti oscure in cui è anche molto portato.

Jasper Lewis

Sesto anno. Suo padre Leonard è un eminente ricercatore, e, dopo la morte della moglie Mary, l’ha cresciuto da lontano, essendo spesso via per lavoro; il padre gli regala tutto ciò che vuole, anche se la cosa di cui Jasper avrebbe più bisogno è il suo affetto, soprattutto dopo la morte di Sean, il fratello maggiore a cui era legatissimo. Jasper in parte rivede Sean in Edward Norwood, la persona a cui è più affezionato, e in Lucas Forsythe, anche se non al livello di Ed. Ha un’indole scontrosa, e non manca di ambizione, ma possiede una grande insicurezza di fondo; Edward conosce la sua fragilità, e dunque lo sostiene sempre. Spinge Lucas a provarci con Audrey Salinger, perché pensa lui stesso che sarebbe una bella preda, ma ne è intimidito a causa del carattere risoluto e poco manovrabile della ragazza. Purosangue dal fisico longilineo, con occhi verdi e capelli castano chiaro, è un casanova, come il suo compagno di stanza e di anno, e non si preoccupa dei sentimenti delle ragazze a cui ruba il cuore (e di solito anche qualcos’altro); le uniche con cui riesce a mantenere un legame sono Eve e Deirdre, in particolare con quest’ultima. È un buon studente, e dimostra una particolare predisposizione per Incantesimi, che conosce molto bene. Vorrebbe diventare un abile Legilimens come Edward, ed è esperto nell’uso delle Maledizioni Senza Perdono. Gioca nella squadra di Quidditch come Cacciatore.

Deirdre Blackster

Deirdre Blackster discende da una famiglia antica e potente di maghi purosangue. Come tutti i membri della sua famiglia disprezza le persone che hanno sangue impuro, definiti mezzosangue, e maggiormente i babbani. E' una ragazza castana, alta e sottile, e dagli occhi verdi e molto intensi. Nel complesso, Deirdre è una ragazza molto bella ed è pienamente consapevole di esserlo. Frequenta il sesto anno a Hogwarts ed è stata smistata nella casata dei Serpeverde, come lei tutti i membri delle sua famiglia (anche Belinda e Utopia, sue sorelle gemelle, sono al quarto anno serpeverde). Dal carattere caparbio, astuto è inoltre vanitosa, viziata e molto determinata a raggiungere il proprio obiettivo: il potere. Per raggiungerlo Deirdre si finge sempre disponibile con tutti quelli della sua Casa e con i professori, mascherando così la sua vera indole e mostrandosi in questo modo ‘perfetta’. Nonostante la popolarità,c’è solo una persona che la riesca a capire davvero, e questa è la sua migliore amica, Eveline Sanders. er la scuola è sempre in giro col gruppetto formato da Edward Norwood, Jasper Lewis, Morgan Lancaster e , naturalmente, Eve. A scuola Deirdre riesce sempre molto bene grazie alla sua dedizione allo studio, indispensabile per il suo ideale di perfezione che si è prospettata.

Violet 'Vi' Traviston

Sesto Anno. Primogenita ed erede di Bartholomew Traviston, conte del Goulcestershire, viene al mondo presso Upton St.Leonard's, cittadina non lontana dalla tenuta dei Traviston e dalla città di Goulcester. Violet dimostra già precocemente una inclinazione naturale alla magia, alla quale vengono posti dei freni tramite la ferrea disciplina a cui viene abituata sin da piccola e un ampio numero di istitutori a cui viene affidata la sua istruzione. Trascorre l'infanzia nel maniero di famiglia, situato su una scogliera a strapiombo sul mare. Sviluppa un'intensa passione per il disegno, oltre ad un carattere piuttosto chiuso. Compiuto l'undicesimo anno di età, viene iscritta ad Hogwarts. Lodata per l'assiduità nello studio, brilla soprattutto nelle Pozioni e a partire dal terzo anno fa parte del LumaClub del professor Horace Lumacorno. La condotta della ragazza non è impeccabile quanto la sua pagella, ma non si può considerare una criminale o un pericolo pubblico - si limita a compiere qualche bravata, o almeno co ì vuole far credere. In genere viene considerata una snob: oltre all'origine nobile, la loquacità non è tra le sue doti, e preferisce evitare il più possibile i Grifondoro e i Tassorosso. A differenza di molti compagni ed amici, si rapporta in modo non cordiale, ma perlomeno rispettoso con i figli di Babbani. Chi la punzecchia fino ad estorcerle qualche parola lo fa a suo rischio e pericolo: la quindicenne conosce l'arte di colpire con le parole, ed ha nel corso degli anni affinato il suo sarcasmo pungente. Agisce quasi sempre di testa sua, depreca il gioco di squadra, seleziona i suoi amici con scrupolo.

Scarlett Lywelyn

econdogenita di Lord e Lady Lywelyn, , i maghi più famosi e potenti della contea Irlandese. Purosangue al cento per cento, Scarlett conta una ferrea istruzione nell’arte magica che pratica, con successo, fin da piccolissima. Scaltra per dote, diffidente per natura, risulta complicata da comprendere una creatura come lei. Più simile ad un labirinto, a livello intellettivo, che ad un normale essere umano. Spigliata ma al tempo stesso introversa, ha l’abitudine di studiare con meticolosa cura le persone che le si avvicinano, che trovano difficoltoso, a volte, anche solo instaurare un dialogo. Dalla parlantina eclettica e svelta ( spesso velenosa ), riesce a far precipitare chiunque non abbia sicurezza quando le si porge confidenza. La sua schiettezza, a tratti brutale, la porta ad essere un tipo che si odia o si ama, senza vie di mezzo. Tuttavia, il suo aspetto da innocente ragazza le consente di giocare una carta in più quando vuole raggiungere i suoi obiettivi. Non molto alta, ma dal fisico perfetto possiede due grandi ed espressivi occhi verdi, con sfumature castane, che le imperlano il viso, ed una chioma fluente dalle tinte d’ebano. Caparbia, volitiva, possiede una calma che le assicura di mantenere sangue freddo anche nelle situazioni peggiori. Non ama parlare della sua famiglia. Fratello Aedan a parte, verso cui nutre un affetto totale e sincero…nonostante non ne condivida le ideologie sull’indifferenza verso i babbani. Si concede allo studio con buona volontà riuscendo brillantemente. Pratica il corso di magia per circa 5 anni presso Durmstrang , ma riesce a convincere con abile mossa e complicità della famiglia Norwood i suoi genitori a mandarla ad Hogwarts, che considera di sicuro una spanna al di sopra rispetto le altre scuole di magia. Curiosa, dalla mente aperta, ama poter avere sempre un quadro completo delle situazioni che le si palesano di fronte. Guai quando qualcosa sfugge alla sua mente vigile. Punto chiave, le persone che le stanno vicine, e che lei trova simpatiche ( e ciò capita di rado ), possono senza alcun dubbio fidarsi ciecamente. Così come per gli schemi della sua mente le piace essere assolutamente perfetta in ogni situazione. Gli incantesimi attuabili mediante ipnosi sono quelli che le riescono magnificamente. L’induzione è, senza alcun ragionevole dubbio, la sua mossa vincente. Viene vista spesso in compagnia di Edward Norwood, Jasper Lewis e Deirdre Blackster. Adora e studia la magia oscura con interesse sempre crescente.


grifondoro

Julia Versten

Settimo anno. Di origini norvegesi, Julia è nata a Oslo in una tiepida giornata estiva, figlia di un mago e di una Ondina (ninfa delle acque): per questo adora l’acqua, elemento che riesce a manipolare con facilità grazie al sangue materno. La sua risolutezza e caparbietà, talvolta la fanno risultare antipatica o troppo competitiva, ma la rendono un’ottima giocatrice di Quidditch, che pratica nel ruolo di Cacciatore. In campo scolastico se la cava abbastanza bene, in particolare in Trasfigurazione e Difesa contro le Arti Oscure, benché non apprezzi molto la professoressa Merrythought. Pur essendo all’ultimo anno, non ha ancora ben chiaro il suo futuro, anche se è molto affascinata dal lavoro di Auror, per il quale sarebbe portata grazie al suo coraggio. Nonostante la sua origine purosangue, ritiene che le distinzioni in base alla purezza di stirpe siano inutili e stupide, poiché la magia è un dono che tutti i maghi e le streghe possiedono nello stesso modo. L’anno scorso è stata Prefetto di Grifondoro, insieme con il suo migliore amico è Sebastian Lang(adesso Caposcuola), che ha conosciuto il primo giorno di scuola ad Hogwarts: sono legatissimi, ma non vi è alcun interesse romantico fra loro, poiché si considerano come fratello e sorella. Di solito ha rapporti difficili con le ragazze: in genere le sembrano troppo interessate ad argomenti futili, ma è buona amica di Georgiana Harrington. Non ha mai avuto un ragazzo serio, perché di fondo è molto timorosa dell’amore e della perdita di controllo sulla propria vita che può conseguirne. Ha una sorella più piccola, Ida, che frequenta il sesto anno, innamorata pazza di Tom Riddle, per disperazione di Julia, che invece non può vederlo a causa della sua aria di superiorità e della sua arroganza nei confronti dei Mezzosangue.

Damian Denholm

Sesto anno, Grifondoro. Figlio di un potente mago e di una strega residenti negli Stati Uniti. Purosangue, ma con idee ben diverse da molti suoi “simili”. Aperto, socievole, spigliato. Dalla parlantina vivace, e svelta. Raramente riesce a star zitto, e quando questo accade, le probabilità del suo malumore sono altissime, per non dire stratosfericamente certe. Schietto, sincero, non ama mascherare i propri pensieri. Dice tutto quello che pensa, senza preoccuparsi mai. Conscio del fatto che non vuole, in alcun modo, incappare nella menzogna, che considera una scappatoia per persone con la coda di paglia. Divertente e scherzoso, ama la vita e tutto ciò che gira attorno ad essa. Vive ogni attimo come fosse l’ultimo, non ama i rimpianti, né le mezze frasi. O tanto meno le opere incompiute. Coinvolgente, riesce a raggiungere ogni obiettivo percorrendo sempre la strada più difficile, poiché le ritiene ring decisivo per la formazione completa del suo essere. Punta sempre al massimo in qualsiasi cosa, più che per superbia, per rispetto verso se stesso.

Elodie Baudelaire

Elodie Baudelaire frequenta il quinto anno nella casata dei grifondoro. Figlia di padre mago e madre veela, ha preso da quest'ultima gran parte della sua bellezza. Definita da molti una bambola di porcellana, forse per la sua reale somiglianza ad esse: lunghi boccoli biondi che le circondano il viso dalla pelle diafana, guance rosate, profondi occhi blu. Ha un carattere molto sensibile, fa difficilmente amicizia e raramente si affeziona in modo forte alle persone, per paura di doverle un giorno perdere. Chi riesce ad entrare nel cerchio delle sue amicizie è sicuro di avere accanto una vera amica: fedele, comprensiva, che dà tutto pur di far star bene la persona che le è a fianco. Testarda e lunatica alle volte, un'enterna indecisa che però non si fa condizionare dagli altri. Non ha pregiudizi verso le persone ma tende molto a selezionarle, dopo un'accurato studio visivo di esse. Ama gli animali e stare a contatto con essi. Legatissima a schizzo, un kocker che le è stato regalato dalla nonna quando aveva pochi anni. Odia le mezze misure, per lei non hanno senso. O è bianco, o è nero. Decisamente impacciata nelle relazioni con i ragazzi, non solo sentimentali ma anche di semplice amicizia.

Annabel Bennett

Grifondoro del sesto anno e secondogenita di una semplice famiglia di babbani, residenti nei quartieri Nord di Londra, Annabel è una ragazza come tante altre. Dalla parlantina facile e la battuta sempre pronta, tende a dire sempre quello che pensa e questo spesso irrita chi le sta vicino, specialmente i soggetti più sensibili: in realtà conoscendola bene si può trovare in lei un'amica sincera. Estremamente leale, ama ridere e di conseguenza nutre una grandissima stima per chi provoca in lei questa reazione, attraverso qualunque mezzo. Non particolarmente incline allo studio, se la cava grazie a quel poco che riesce ad ascoltare in classe e alla sua abilità nella parte pratica delle lezioni, specialmente per quanto riguarda Pozioni e Incantesimi. Assolutamente incapace dal punto di vista canoro, in realtà ama cantare e lo fa spesso e volentieri, assicurandosi prima che tutti gli altri esseri umani siano a qualche isolato di distanza, per evitare di graziarli con i suoi toni soavi. Tutta la sua famiglia è sempre stata scettica riguardo alla sua situazione di strega e preferisce tenere nascosto tutto a più persone possibile, eccezion fatta per la sua sorellina minore, che durante le vacanze non fa altro che tartassarla di domande sul mondo magico e quel che è in relazione ad esso. Campionessa di figuracce, non passa attimo che non inciampi in qualcosa o si distrugga la reputazione; ma in fondo, dietro gli occhioni nocciola e il viso tondo di questa ragazza si nasconde una tenerezza infinita, che aspetta solo di essere scovata da qualcuno che la apprezzi per come gli viene presentata. E' raro che si arrabbi, e nelle poche occasioni in cui succede tende a passarle subito.

Daisy Brown

Proviene da una famiglia molto numerosa, è infatti la quarta di cinque fratelli, Evelyn, la maggiore, Carl, Doug ed Alice, la più piccola. E poi c'è lei, grifondoro del quinto anno, non tanto alta, capelli neri e lisci, carnagione chiara, magra, dal petto ed i fianchi piatti. Casa sua è sempre spaventosamente caotica e confusionaria, ogni giorno succede qualcosa, c'è sempre un parente più o meno stretto che viene a cena, o a prendere un the, o semplicemente a fare una visita. Se i primi anni in cui era ad Hogwarts ne sentiva la mancanza, dal quarto ha iniziato a palesare la sua insofferenza e a ritenersi fortunata di trascorrerci solo le vacanze. La sua materia preferita è pozioni, seguita da trasfigurazione e talvolta ottiene dei buoni risultati anche in Difesa contro le arti oscure. Non è eccessivamente riservata, ma nei momenti in cui ha bisogno dei suoi spazi non ammette di essere disturbata. Non è molto paziente e quando è nervosa per conto suo ha il vizio di essere scontrosa con tutti, salvo poi pentirsi un attimo dopo aver parlato. Ha spesso un'aria totalmente disinteressata ed annoiata, tanto da sembrare non avere attrazione per attività alcuna. Recentemente ha scoperto la passione di scrivere poesie, ma non le ha mai fatte leggere a nessuno, perchè se ne vergogna troppo; differentemente ha sempre mostrato attitudine nel disegno ed in particolar modo trova soddisfazione nell'eseguire le caricature dei professori o compagni. I genitori ed i fratelli sono maghi, ma in famiglia ci sono molti halfblood e babbani. Non ha mai dato peso alle prese in giro che le venivano fatte a causa della sua origine, anche se ultimamente le sembra che la situazione a scuola sia peggiorata, pur non essendo al corrente di niente.


tassorosso

Apollonia Pasco

Sedicenne Tassorosso figlia di babbani, di origini bretoni ma cresciuta nello Yorkshire. In una parola, il Disordine. L’organizzazione è qualcosa di avulso da lei, una confusionaria in senso lato. Distratta nel riporre la roba, nel vestirsi, nel fare i compiti, è anche piuttosto imbranata. Energica, vivace, ai limiti dell’iperattività, si muove continuamente, in alternativa parla. Scherza molto, ride molto, e lo fa in modo poco signorile. È una persona molto alla mano, con cui è facile parlare, basta solo non farla innervosire. Tendenzialmente ottimista, è d’altra parte anche un soggettino nervoso e facile alla rabbia. Cocciuta come un somaro, è permalosa e reagisce con irruenza ai torti subiti, non facendosi problemi ad arrivare alle mani. È molto orgogliosa; ammettere i propri errori le costa tremendamente tanto, e la maggior parte delle volte evita di farlo. Fierissima delle proprie radici, sia geograficamente e che magicamente parlando, coltiva la passione per le tradizioni bretoni e difende a spada tratta la popolazione babbana. Il suo rendimento scolastico è nella media, con voti particolarmente bassi in pozioni e note particolarmente alte in babbanologia. Detesta a livelli cosmici il proprio nome, e si presenta sempre e solo come Polly.

Eugene Pennington

VI anno. Nato e cresciuto a York in una famiglia basso-borghese, senza quasi entrare in contatto con il mondo magico e soprattutto con i nonni materni. E' infatti, nipote degli esponenti di due importanti famiglie nobili del nord dell'Inghilterra. Il problema fondamentale sono le origini di suo padre, figlio di Babbani. Lo stesso Eugene si è convinto che sia il suo sangue 'sporco di seconda generazione' ad essere l'origine del suo scarso talento magico, che è stato un grande motivo d'imbarazzo scolastico finché non l'ha ammesso pubblicamente, smettendo di scatenare l'ilarità altrui. La sua vera passione è la musica; dopo numerose pressioni sulla professoressa Bonnet, è riuscito ad ottenere l'istallazione di un pianoforte a coda in sostituzione di quello a muro presente nella stanza di Musica di Hogwarts. Fa parte del coro della scuola sin dai tempi in cui la sua straordinaria voce era bianca come la neve. Timido, introverso, non ha quasi nessun amico. Può dare l'impressione di voler essere misterioso, affascinante, ma non c'è alcuna premeditazione nel suo comportamento. Lo si vede raramente in giro per la scuola: quando passa, si può seguire solo la scia della sua testa biondissima, o al massimo il suono del motivetto che sta intonando. Frequenta molto volentieri Carlisle Hunnam, una delle poche persone per le quali non provi invidia, fastidio o astio. Non ha mai avuto una ragazza; certo è che sono poche quelle che sono riuscite ad approcciarlo, ma neppure lui ha mai dato segni di volere una relazione.

Rah Ching Page

Rah Ching è stata adottata da una famiglia di Babbani londinesi, non sa nulla delle sue origini di cui mantiene solo il nome. Sin da piccola si dimostrò timida con chiunque le rivolgesse la parola, rimane spesso taciturna. Cercò sempre più di scoprire qualcosa sulle sue origini ma i Page, i genitori adottivi, tentarono di tenerla in ogni modo lontana da qualsiasi cosa riguardasse il suo passato, la Cina e i suoi genitori. Questa situazione la rese sempre più insofferente e ogni volta che otteneva risultati negativi nelle sue ricerche o che la signora Page la scopriva a informarsi su qualsiasi cosa riguardasse la Cina la luce della stanza in cui si trovava Rah cominciava a lampeggiare e la lampadina scoppiava, oppure le pentole in cui la madre stava cucinando si fondevano e bruciavano. All’età di 11 anni ricevette la lettera che la metteva al corrente che avrebbe potuto frequentare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. I genitori adottivi le raccontarono allora la verità sui suoi genitori: erano dei maghi che l’avevano abbandonata perché pensavano che fosse una Maganò, che non avrebbe mai avuto un posto nella società magica. Ora Rah frequenta il 5° anno a Hogwarts ed eccelle in tutte le materie di studio, anche se predilige Trasfigurazione, Incantesimi e Difesa Contro le Arti Oscure.

Carlisle Hunnam

Sesto anno. Carlisle è nato e cresciuto a Londra, figlio di due eminenti personalità del mondo magico: il padre, Charlie, è primario al San Mungo, mentre sua madre, Hannah, è una famosa ricercatrice che collabora con l'ospedale. Purosangue. Sebbene non gli sia mai mancato nulla, sin da bambino dimostra di avere un'indole incredibilmente generosa e disponibile, al punto da trasformarmi, con il passare negli anni, in un vero e proprio galantuomo, l'incarnazione di un romanzo di fine '800. Studente nella media, si distingue particolarmente in Cura delle Creature Magiche e Difesa contro le Arti Oscure, ha la strordinaria capacità di ricordare tutto ciò che legge, indipendentemente da dove lo legga e quando lo legga. Ha un discreto successo tra le ragazze, ma non è particolarmente interessato a far strage di cuori, al punto da essere considerato universalmente l'Anti-Principe per eccellenza e da essere cordialmente detestato da Edward Norwood, sentimento ricambiato con altrettanta intensità. Le radici di questo odio tra i due belli per antonomasia rasentano oramai il mito e la leggenda: c'è chi vocifera, addirittura, del coinvolgimento di una bellissima Veela. Cerca sempre, costantemente, di rimanere fedele a se stesso e sa assumersi le proprie responsabilità, non teme i confronti e men che meno gli scontri. Le ragazzine di Tassorosso del primo anno gli hanno dedicato un fan-club.

Alexa Robinson

Alexa nasce in una ridente cittadina del Michigan, negli Stati Uniti, da madre babbana e padre mago. Deve scoprire le sue potenzialita` da maghetta da sola pero`, dato che il padre non e` mai in casa, e quando lo e` si limita a dormire e a picchiare e sgridare lei e la madre. Il padre ha da tempo rotto ogni contatto con il mondo magico e vive solo nella realta` del mondo babbano. Quando Alexa compie i sette anni il padre abbandona la famiglia scappando in macchina con una giovane ragazza. Da quel momento in poi Alexa e sua madre si devono rimboccare le maniche per sbrigarsela da sole. In questo modo Alexa si costruisce un carattere forte e perseverante, diventa una ragazza che difficilmente si arrende, e trova sempre un modo di superare gli ostacoli. Per queste ragioni Alexa viene smistata nella casata di Tassorosso quando arriva agli undici anni a Hogwarts. A scuola si trova un po` in difficolta`, si sente una estranea fra tutti i ragazzi dell'alta societa` inglese e cerca disperatamente di nascondere il suo marcato accento americano. Inoltre e` disprezzata ancor di piu` dai Purosangue perche` l'unica radice che l'attacca al mondo della magia, il padre, ha da tempo rinnegato il suo mondo, abbandonandosi ai piaceri babbani. Riesce comunque a fare subito amicizia con due simpatiche ragazze che diventeranno le sue compagne di stanza e amiche del cuore, Lory e Susan. Nonostante la sua personalita` decisa e forte Alexa ha una bassa autostima, e non e` il meglio a socializzare. Sa tirare fuori il suo lato combattivo e aggressivo quando e` necessario. E` alta e castana, ha un sorriso bellissimo, che sfodera solo agli amici piu` intimi. Ama scambiarsi pettegolezzi fra amiche nella sala comune di Tassorosso, davanti a un fuoco e con una barretta di cioccolato da gustare. Frequenta il quinto anno, ma il primo semestre lo ha trascorso a casa per accudire la madre malata. La sua materia preferita e` Erbologia.




corvonero

Audrey Salinger

Sesto anno. Nata e cresciuta nella città di Brighton, nel sud dell’Inghilterra, Audrey è figlia di Isabel e Julian Salinger; sua madre scomparve, quando lei era piccola, dunque suo padre decise di affidare l’educazione della figlia alla sorella della donna. Benché la sua famiglia sia fieramente purosangue, Audrey non condivide le loro idee in merito alla purezza di stirpe, grazie anche all’influenza di sua zia Diane. Non molto alta, ha un fisico esile, la pelle chiara e gli occhi verdi; tiene molto ai suoi boccoli biondi ed alle sue mani belle e curate. Fin da bambina manifesta i suoi poteri di strega, e stupisce la sua famiglia quando è assegnata a Corvonero invece che a Serpeverde. Possiede una memoria molto precisa e un’intelligenza brillante, non le interessa molto studiare, a differenza degli altri Corvonero; tuttavia, grazie alle sue doti, riesce bene anche nelle materie più complesse, e in modo particolare eccelle in Trasfigurazione ed Aritmanzia. È gentile con chi le si rivolge, ma riservata; la sua migliore amica e compagna di banco è Rachel Casey. È molto paziente, e talvolta dà ripetizioni agli studenti che lo chiedono, facendosi pagare profumatamente. Ama la natura, e spesso passeggia nel parco di Hogwarts; quando è triste, cerca un posto solitario e si rifugia lì finché non le passa la malinconia. Le piace molto leggere e disegnare.

Jillian McKanzie

Nata con lo scoccare del solstizio d'autunno nel castello di famiglia poco fuori Edimburgo, Jillian si è trasferisce a Londra alla tenera età di tre anni, in seguito all'assunzione dei genitori al San Mungo: proprio a causa della loro scarsa presenza in casa, la bimba viene cresciuta dalla nonna materna che, tra un biscotto e una fetta di torta scopre la spiccatissima dote della nipote per gli incantesimi. Di salute cagionevole, studia a casa fino ai suoi undici anni, quando la fatidica lettera di Hogwarts arriva, invitandola a frequentare quello che si rivelerà essere il più traumatico anno della sua vita: spaesata dalla frenesia scolastica, dalla confusione e dalle tante persone, fatica ad ambientarsi in quel mondo così diverso dal suo. Solo al terzo anno, le cose iniziano ad andare meglio e avviene la metamorfosi: da invisibile studentessa modello, Jillian si trasforma in una malinconica ma sempre sorridente splendida fanciulla. Adesso frequenta il sesto anno nella casata corvonero. E' una grande osservatrice, di indole schiva e per questo spesso scambiata per snob: in realtà è solo molto diffidente dei confronti di chi non conosce. Sebbene sia molto graziosa, con lunghi capelli biondi e occhi verdissimi, non ha un grande successo con i ragazzi a causa di una forma di timidezza cronica che la porta ad arrossire furiosamente ogni qualvota viene colta di sorpresa. Cosa che accade praticamente ogni volta. Ama particolarmente le giornate autunnali, quando i raggi del sole ancora scaldano la pelle. Ha una gattina nera, Chipie, che adora.

Georgiana Harrington

Caposcuola della casa di Corvonero. Figlia unica, nasce e cresce a Stratford-Upon-Avon, Warwickshire, che già diede i natali a William Shakespeare. Figlia dei proprietari di un serraglio del quartiere magico di Stratford, ama sin dalla più tenera età i gatti, che rimangono però uno dei pochi animali che possa sopportare. Influenzata dalla fama suo illustre concittadino, ama scrivere racconti dove regala le più improbabili personalità a lei e ai suoi amici; perde ore intere e fiumi d'inchiostro nell'immaginare le sue fantastiche vite. L'idea di frequentare Hogwarts non fa altro che gettare un'aura dorata sul suo futuro, tanto che il ritardo della sua lettera d'ammissione ( assegnata ad un gufo scarsamente affidabile e poi prontamente rintracciata ) le provoca una crisi di panico che richiederà un ricovero al San Mungo. Schietta, di carattere aperto, non riesce a stare per più di tanto tempo senza fare una battuta. Socializza con facilità ed è pronta ad aiutare il prossimo nei limiti del possibile. Dedica anima e corpo ai suoi compagni di casa, uno dei motivi per cui è stata nominata prima Prefetto, e ora Caposcuola. Grazie allo studio e ad una mente brillante ottiene ottimi risultati scolastici, in particolare in Trasfigurazioni; nutre una vera e propria adorazione per Albus Silente, d'altronde ricambiata dalla stima del professore. Detesta il Quidditch e non è praticamente in grado di salire su una scopa. Continua ad avere una fervida fantasia e non ha smesso di scrivere; ha un numero imprecisato di taccuini, e ne porta sempre uno con se. Ha lasciato il suo ultimo ragazzo a metà del sesto anno e per ora è single. Ha moltissimi amici, anche se solo pochi possono affermare di conoscerla veramente bene.

Aedan Lywelyn

Primogenito di Lord e Lady Lywelyn , i maghi più famosi della contea Irlandese. Studente modello dalla bellezza eterea si distingue per il suo carisma innegabile [ e per la lunga lista di conquiste nel corso degli anni di studio. ]. Dalla memoria pronta e sempre vigile, denota un curriculum scolastico inappuntabile.Nelle sue vene scorre sangue purissimo che gli permette di predisporre di una attitudine verso la magia innegabile.Quasi irreale.Plateale, ma per niente spaccone, si diverte nel mostrarsi.Vanesio senza dubbio, conquista e stravolge con il suo modo di fare esuberante ma mai fuori posto.Amante del bello e del divertimento, ambizioso e per nulla scontato.Dietro un sorriso si nasconde una creatura difficile da capire per conoscenti comuni, che tiene debitamente alla larga dal suo privato.Sottile e meticoloso nelle considerazioni personali, fa gruppo con pochi ragazzi a scuola, che però considera sicuramente gente fidata.Tra queste persone, strano a dirsi per le attitudini generali, fa coppia fissa con la sorella minore, Scarlett, anche lei studentessa di Hogwarts.Legati da un rapporto particolare, Scarlett è la sola che riesca a capirlo anche da uno sguardo.Silenzioso, valuta bene ogni mossa.La sua mente sveglia, straordinariamente incline nel prevedere le mosse altrui, lo fa risultare, senza dubbio un mago da cui è meglio guardarsi bene.Pronto a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi.Dall’aspetto forte e deciso, trae in inganno per i suoi modi di fare a volte teatrali.Gli eccessi della sua personalità, però, conducono ad una trappola, non facendo sospettare affatto la straordinaria pericolosità che può raggiungere, se provocato.

Sophie Davies

Frequenta il quinto anno nella Casa di Corvonero. Nata da madre strega e padre babbano nella cittadina di Harwich(est dell’inghilterra), Sophie rientra nella schiera dei cosiddetti ‘mezzosangue’, ma non nasconde per nulla le sue origini, anzi, ne va fiera. Ha un’intelligenza spiccata che ha ereditato dal padre e una certa spigliatezza(che mostra solo quando ne ha voglia), che è eredità materna. Adora ascoltare e guardare le persone con attenzione, cercando di coglierne ogni piccola sfumatura. Ha un fratello più grande, Randal, al quale mira come modello e col quale ha un buon rapporto di amicizia e di stima; proprio per la sua influenza, Sophie appare più grande della sua età. Non ha particolari difficoltà a crearsi nuove amicizie, ma sono davvero pochi quelli che possono definirsi suoi ‘amici’ nel vero senso della parola; in particolare è legata a Elodie Baudelaire, al suo stesso anno, ma smistata in una casa differente e ha un migliore amico, Henry Hallward . Persona simpatica e sincera. Nonostante non sia una ragazza superficiale, adora vestiti di ogni genere e si diverte a creare nuove mode o provare nuovi abbinamenti. C’è un’altra cosa che Sophie ama fare sin dalla tenera età, e quella cosa è cantare: canta sotto la doccia, canticchia nei corridoi, canta quando è triste o quando è felice; insomma la sua vita è il canto e cantare è la cosa che la rende più felice e la fa sentire accettata in una scuola in cui non è sempre facile sentirsi ‘diversi’.

Leen 'Ute' Neumann

Tedesca dal sangue puro; la sua famiglia è composta esclusivamente da maghi da generazioni e generazioni, ha un albero genealogico che sembra non finire mai. Questo, l'ha aiutata ad ambientarsi per bene a Durmstrang - scuola nella quale ha passato i primi sei anni scolastici prima di essere spedita ad Hogwarts. Ancora non si capacita di come, i genitori, abbiano potuto fare una cosa simile: ha dovuto abbandonare fidanzato, amici e studi e senza nemmeno poter aspettare ancora qualche mese - prima della fine dei corsi, per lo meno. Questo ha reso il suo trasferimento difficile e a suo dire, la decisione oramai presa è ingiusta e sconsiderata. Lei è quella che, forse per la troppa incoscienza, forse per la connaturata caparbietà che molti le attribuiscono, è convinta ad andare sempre fino in fondo, senza fermarsi neanche a costo di rischi inutili, sebbene neanche una volta abbia smesso di fingersi più forte di quello che è in realtà, ripugnando in quasi ogni circostanza le lacrime. Sicura, tuttavia: nel complesso è socievole, pacata quanto serve. Tende ad essere schieta, se colta in imbarazzo permalosa e acidella. Sa, però, essere di una fragilità e di un'ingenuità disarmante, spesso, per indole caotica e tragicamente sregolata. Bionda, i suoi occhi sono caratterizzati da bicromia oculare ( destro azzurro, sinistro verde ) ma è un particolare che spesso nasconde, tramite una lente colorata. Una naturale predilizione per incantesimi e pozioni, un rinomato fenomeno nei duelli.




morsmordre

Morsmordre è un Gioco di Blog ambientato nella scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, nel periodo di frequentazione di Tom Riddle.

E' durante gli anni scolastici vissuti a Hogwarts che a Tom Riddle sale un amaro disprezzo verso coloro che hanno "sangue impuro". In questi anni Tom inizia a reclutare persone che, come lui, sostengano tali ideali. Si vengono così a fondare dei Club segreti - oltre a quelli tipici scolastici-, più o meno rilevanti, Pro e contro questi ideali. Con la creazione di questi club, gli studenti più fermi nelle proprie idee prendono posizione e, nascono dei forti dissapori tra i vari schieramenti che non si limitano più a semplici antipatie, alle volte finiscono in veri e propri scontri.



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