01/08/2008

E giùnta la fine anche per morsmordre.
Non me ne vogliate, so che mi odierete per questo, ma è giusto così.
15.07.07: Creazione blog ||
01.08.08: Chiusura blog.
Questo gioco era stato creato da me con tanto amore (e anche a suo tempo dalla chia). E' un gioco che ho meditato molto prima di aprire, a cui ho lavorato prima di metterlo on-line. Un gioco che adora
vo, a cui tenevo in modo particolare.
Ma adesso, lui, non ha più niente di quel gioco che tanto ero orgogliosa di aver creato.
E chiudo,
chiudo perchè niente è più quello che era agli inizi, tutto è diverso. E’ un po’ come vedere “un sogno svanire”. E siccome
questo era il mio gioco di blog, il
mio adorato gioco di blog, un pò per egoismo, un pò per me e la chia, non ho più voglia di tenerlo aperto e tanto meno di lasciarlo in mano a qualcun altro.
Qualcun altro che conduce le cose in modo diverso. Qualcun altro che, non essendo nè me, nè la chia, porta avanti o avrebbe potuto portare avanti il blog nel modo in cui
noi avremmo voluto. Perchè ognuno, ognuno ha il
suo modo, i
suoi pensieri.
Questo gioco di blog è stato da me ideato, da me aperto e da me verrà chiuso. Sempre dalla stessa mano, perché è giusto così. Ognuno porta avanti le cose come crede, nel modo in cui pensa sia più giusto.
Non riesco più a vedere morsmordre-gdb con gli occhi di prima; perchè infondo, lui non è più quello di prima. Un esempio chiaro è la mia "scomparsa" da questo mondo.
E voglio che sia chiara una cosa, che vi si stampi nei cervellini, che non siete stupide:
non è per colpa di nessuno.
E’ semplicemente che questa la sento una cosa mia e io sono gelosa delle mie cose. Così gelosa che non riesco neanche a lasciare questo gdb in mano a qualcun altro.
Parlo di Mart & Lynd, che nonostante la mia assenza hanno preso le carte in mano e hanno continuato ad andare avanti: idee, forum, layout, post. Ma fondamentalmente anche loro hanno il proprio modo di condurre il gioco, un modo che potranno attuare
qui, su alohomora. E so che non è giusto neanche nei confronti di voi partecipanti, voi che eravate sempre presenti; voi che avete scritto post degni di essere letti.
Ma è così, punto.
Questo gioco di blog è stato da me ideato, da me aperto e da me chiuso. Perché sì, nonostante io non voglia sentirmelo dire; sono egoista, stronza e gelosa delle mie cose.
non contattatemi per dirmi perchè, per infamarmi, per ribattere. le mie motivazioni le ho date, non ho più niente da dire,
apparte che vi ringrazio e che è stato bello finche è durato.
25/05/2008
28/04/2008
La biblioteca e` un posto deprimente, non capisco come i Corvoneri ci nuotino dentro come pesci, io mi trovo decisamente fuori luogo in mezzo a tutti quei tomi pesanti e inutili. Ma se voglio andare decentemente ai GUFO non mi basta passare il pomeriggio alla serra come mi piacerebbe, purtroppo Erbologia non e` l’unica materia che devo passare. Lory mi aiuta come puo`:
“Ma no!!! Rileggi con calma e poi ripeti”. Mi riconcentro sul libro di Incantesimi, tentando di impararmi a memoria alcune regolette. Sto ripassando le cose che abbiamo fatto all’inizio di questo semestre, e mi trovo decisamente in difficolta`.
“Lory ma questo l’abbiamo fatto 30 anni fa!!!” grido esasperata, chiudendo il libro con forza “E` impossibile che io riesca a imparare tutta questa roba prima dell’esame!”
“Concordo” dice Susan, che, in un evento miracoloso, ha deciso di aggiungersi al nostro gruppetto di studio oggi. Chiude anche lei il libro, e tira invece fuori il suo specchietto, rassettandosi i capelli “E` una perdita di tempo, per domani mattina avremo scordato tutto. Il metodo migliore e` studiare tutto la sera prima, funziona sempre con me”
“No se si tratta dei GUFO no!!” grida Lory. Forse abbiamo gridato un po` troppo, dato che spunta da dietro uno scaffale la bibliotecaria, e ci guarda con aria assassina. Lory si avvicina a noi con la sedia. “I GUFO sono una cosa seria, li devi prendere seriamente”.
“E lo faro`, la settimana prima degli esami” Susan scrolla le spalle.
“Guarda che i GUFO sono importanti per la nostra carriera!”
Vedo che si inizia a creare un clima di tensione, e cerco di stemperare la situazione.
“A proposito di carriera. Voi che vorreste fare una volta uscite da Hogwarts?”. Susan si scorda subito di cosa stava per dire e risponde prontamente. “Io avro` una boutique a Diagon Alley, e tutte le adolescenti maghe verrano da me per procurarsi i vestiti. Vedi? Dubito che i GUFO servano a qualcosa per il mio futuro”. Lory agita la mano infastidita, fingendo di non aver sentito.
“Io non lo so, sarebbe troppo bello continuare la mia carriera di Quidditch” inizia Lory “ma e` probabilmente un sogno senza speranza. In alternativa sarei...”
“Te lo dico io, una sfigata” dice Susan mentre afferra la sua borsa “Io me ne vado, questo ripasso e` patetico”. Detto questo la nostra cara amica si allontana, lasciandoci con un palmo di naso. All’inizio penso che Lory l’abbia presa male, ma scopro con stupore che e` anzi sollevata.
“Meno male che e` andata via, devo dirti una cosa”
“Di che si tratta?” chiedo incuriosita.
“Be` io potrei aver organizzato un pigiama party a vostra insaputa con Rah e Cassandra” dice in tono perfavore-perdonami-non-ti-arrabbiare.
“E perche`?” vedo che la domanda e` uscita un po` brusca, prendendo una piega che non volevo prendesse "E perche`?" ripeto in modo piu` pacato e calmo.
“Be` non ho avuto un momento da sola con te, c’e` sempre Susan, e sai che se dico a lei di questa idea mi uccide. Susan ha troppo orgoglio, e` partita con l’idea che Rah non gli piace? E Rah non gli piace! Secondo me e` veramente un peccato, perche` trovo che insieme faremmo un bel gruppo affiatato. Quindi comprendimi, dovevo agire”
“Oh! Lory Agente Segreto! Mi piace, non so come la prendera` Susan pero`”
“Male, ma ci occuperemo di lei domani” dice Lory con sicurezza. Speriamo di evitare scenate.
No...Caspita no...Si stanno avvicinando Rah, assieme a Cassandra, al nostro tavolo. Do un’occhiata a Susan, che ancora ignara di tutto, addenta un biscotto alla vaniglia mentre leggiucchia una rivista babbana. No...ancora Susan non sa niente, dateci il tempo di avvertirla...Troppo tardi. Rah si siede proprio davanti a me, e sfodera un timido sorriso, quasi non credendo di essersi davvero seduta al nostro tavolo cosi`, senza domande ne` preavvisi. Do un calcio a Lory, anche lei alquanto preoccupata di una possibile “Susan scenata”.
“Ciao ragazze! Volevo subito dirvi che per il pigiama party va benissimo, sia io che Cassie siamo felicissime di venire”. Susan distoglie lo sguardo dalla rivista, e che sguardo e`. Pieno di fuoco e rabbia.
“Che pi...” Gli do un calcio da sotto il tavolo, cosi` forte che le escono piccole lacrime dagli occhi. Sfodero un bel sorriso a Rah, che per fortuna non si e` accorta di niente. Si era distratta a ascoltare Cassie, che stava parlando di non so quale cambiamento di Rah con Lory.
“Dovremo cercare un modo per eludere il controllo notturno della Bonnet.Ti giuro che mi ha detto proprio cosi!” dice Cassie ridendo. Lory ribatte:
“Rah che cerca di infrangere le regole! Sconsiderata!"
Rah, con un finto broncio dice: “Almeno ditemi quando lo organizzeremo, insomma. Devo essere preparata psicologicamente!"
"Penso che si potrà fare più o meno tra due sere... con tutti i compiti che abbiamo sarò impegnata sino a tardi con lo studio" dico, pensandoci su. Susan accanto a me emette un gridolino acuto.
“Ragazze! Il tema di Pozioni! L'ho totalmente dimenticato..." Susan sembra seriamente preoccupata, non ci vuole proprio un’altro brutto voto in Pozioni. Meno male che c’e` Rah che salva la situazione.
"Te lo posso passare io se vuoi..."
Susan guarda me e Lory, poi si gira verso Rah e dice: "Ti sarò grata sino alla tomba se me lo passi!".
Nota mentale: L’orgoglio di Susan e` facilmente distruttibile con una semplice offerta, un compito da copiare.
03/04/2008
- E’ assurdo. INCONCEPIBILE. – la mia voce è al limite della sopportazione.
- Possibile, Aedan? Ma io non ti riconosco più! Ma che accidenti ti combina quella fatina tutta occhi blu? Eh? – domando, nervosa.
- Non combina proprio un bel niente, Scarlett. – mi risponde con una voce tranquillissima, forse leggermente assente, la fatina gli fa male. Proprio male. E la cosa non mi piace. Per niente.
- Hai mai pensato al fatto che potrebbe essere una mezzosangue?- domando, leggermente disgustata dall’idea di avvicinamento fra i due.
Un Lywelyn con un…ibrido? No! Nemmeno negli incubi peggiori.
- Non lo è – ribatte lui, vagamente irritato.
- Oh, scusami sai se ti sto insultando la tua mezza strega – la mia voce è velenosa, completamente ostile. Non verso di lui, ma verso questa eventualità.
Qualcosa nella Versten non mi convince. Qualcosa che va oltre Aedan, e ovviamente il pensiero di loro due mi lascia perplessa, a tratti sconvolta. Vorrei che mio fratello, con un sorriso audace, mi dicesse che si tratta tutto di uno scherzo. E comunque, fortunatamente, ho le carte giuste per rimettergli un pizzico di sale in zucca, che ultimamente sembra esser svanito sotto un paio di battenti occhi blu.
Per carità. – Dovresti cominciare a rifrequentare gente di un certo calibro, Aedan. Alla pari con me e te, il che è molto difficile, lo capisco. Ma comunque non impossibile, se si frequentano i giri giusti – Così dicendo consegno fra le sue mani la pergamena invito al Lumaclub.
-Qui, potrai trovare gente che conta, ed è praticamente IMPOSSIBILE che qualche mezzosangue incappi, e se succede, è soltanto per via di uno spiacevole incidente – spiego, con dovizia.
Ed all’osservazione dello sguardo gelido che mio fratello mi rivolge, sento il sangue gelarsi in vena, come coltre di ghiaccio
Mi alzo, forse appena adirata con la sua cocciutaggine. E con l’idea sempre ferma di volerla rimettere in piedi, la sua dignità purosangue.
- Vedi di presentarti – faccio cenno riprendendo i miei libri – è importante – e così dicendo mi avvio fuori da quella maledetta biblioteca.
Questa storia, deve finire. IO devo vederci chiaro. E soprattutto capire cosa accidenti vuole questa qui da mio fratello.
Nervosa, guardo in giro.
Deirdre. Devo parlarne con Deirdre.
Pare che in giro non ci sia traccia alcuna, né di lei né degli altri due principi. Mi spazientisco, cominciando a ricercarli un po’ in giro.
Se c’è qualcosa della quale non ho bisogno ora, è non trovare loro. Che sembrano tre delle pochissime persone che valga la pena respirino qui ad Hogwarts.
Sotto il porticato, osservo fuori, e noto le loro esili figure avanzare verso la struttura.
Potrei aspettare, ma sento nell’aria una sorta di novità aleggiante, e non posso non sapere di cosa si tratti. Mi avvio.
La raggiungo, in cortile. E la vedo avvicinarsi accerchiata da Jasper e….Edward…
Edward???
Incredula nel vederlo solo, senza la “carissima”
[ come una macabra allergia ] Traviston, mi avvio verso di loro.
- Eih… - attirando la loro attenzione. - ..vi avevo cercato ovunque. – quasi un rimprovero offeso.
Dè mi rivolge un sorrisone da copertina allargando l’espressione, ora gioiosa, con un:
- Adesso ci hai trovati e siamo proprio tutti. -
Ho il tempo di notare gli sguardi tra lei e Jasper che i suoi obiettivi mi risultano chiari. Limpidi come acqua cristallina, seguiti poi dalla sua conferma.
- …Edward era così solo.. – miagola teneramente, mettendosi sottobraccio con Jasp, che ridacchia divertito.
Sorrido, leggermente stuzzicata dalla situazione.
- Non sia mai che Norwood rimanga da solo. Sarebbe controproducente, immagino. – annuisco, scostando i capelli. Affiancandomi poi a lui stesso, che mi concede un occhiolino audace, degno del più grande marpione della scuola.Sembra che Edward sia tornato, buone nuove, oggi.
- Sala comune?- prima che possano rispondere Deirdre è già protesa in avanti, sembra quasi che abbia una spasmodica voglia di raggiungere il luogo della mia proposta.
Chissà come mai.
Un sorrisetto, nella penombra.
Da lei, posso aspettarmi di tutto.
E la cosa mi piace, particolarmente.
Spingiamo le porte,e subito le intenzioni della mia amica mi si palesano davanti come brillante diversivo.
La pruriginosa Traviston è seduta ad un tavolo, e fulmina la nostra folgorante entrata, quasi avesse visto un fantasma poco gradito.
Notando lo sguardo soddisfatto-vincente di Deirdre, deduco che le sue (mie) speranze hanno finalmente fatto capolino.
Si. Sono. Mollati.
Mol.la.ti. Sfioro la mano della principessa gioiosa, facendole l’occhiolino. Il cinque, ce lo scambieremo più tardi.
La fastidiosa pulce evita lo sguardo di Edward, e sembra (con mia somma gioia) che lui non lo ricerchi nemmeno, anzi, è talmente preso dalla conversazione concitata e divertita fra
NOI che nemmeno ci pensa, alla sua presenza.
Vorrei riderle in faccia, ma la mia compostezza me lo impedisce. Per non parlare poi del fatto che, ho senza dubbio di meglio, molto meglio, da fare.
Arrivederci,
Violet “allergia” Traviston. Sei stata una brutta parentesi passeggera.
Doccia, dopo cena è quello che ci vuole per rilassarsi completamente. Nel silenzio della mia stanza, parlo poi con Deirdre, finalmente riusciamo ad avere un tempo da dedicare al nostro fine pettegolezzo.
- Allora – esordisco spazzolando i capelli – Novità brillanti? – chiedo con un sorriso audace, rendendo palesemente vive le mie intenzioni ai suoi occhi. Come se già non sapessi.
Lei sfavilla di contentezza, informandomi.
- Ed ha mollato la simpaticona – dice, ridendo.
- Sia ringraziato il cielo! – le dico, facendo un sospirone teatrale. Divertita.

- Adesso, finalmente non avremo più questa grossa zecca attaccata ad un fianco. Era snervante – la smorfia della ragazza è al limite della sopportazione.
Deve esser stato brutto per lei ritrovarsi di colpo senza due amici.
In fondo, Eveline è andata via, e Vì
“allergia” aveva spodestato Edward dal suo gruppo.
Sono contenta che sia tornato tutto come prima. Fondamentalmente per una cosa personale, ma anche per la mia amica. Ricevere uno smacco simile, non deve essere troppo bello.
Per non parlare poi del fatto che la faccia adirata della pulce, è qualcosa di assolutamente delizioso.
-Se si scherza con il fuoco, ci si brucia prima o poi Deirdre. Non dimenticarlo mai. – e così dicendo le rivolgo un sorriso, sornione.
- Se poi il fuoco viene scatenato, è ancora meglio. No? – la sua voce è divertita. - Assolutamente si. – annuisco, fermamente convinta.
- Un po’ come stavolta, giusto? – sorride, portandosi la mano di fronte le labbra, per trattenere una risata con grazia.
- Oh si, stavolta poi…era un fuoco assolutamente splendido. E il rogo finale, l’ho semplicemente adorato. -
- Tutto merito del tizzone da dover bruciare, tesoro. Ci ha riempito la giornata. –
Queste, sono le parole
PIU’ BELLE che oggi avrei mai potuto sentire.
13/03/2008
Ho caricato una nuova grafica, penso che ve ne siate accorte! Spero che vi piaccia!
Purtroppo non c'è più la tag, quindi per ora vi prego di usare commenti e forum, visto che ne siamo dotate.
Mart
16/02/2008
Sono stati cancellati dei
pg:
- Margot Zoe Leroi (mancate idee e tempo per muoverla della proprietaria -moi)
- Noir Varesco (mancata presenza, avrà postato si e no due volte. Grazie per la correttezza della proprietaria, sono ironica ovviamente, nell'averci avvertite)
- Elliot e Blaine torneranno ad essere ruolati, al più presto si spera.
Inoltre aggiungo che ci sarà la possibilità che io molli il gdb (tempo, voglia, parti della storia hanno ormai il suo peso) del tutto, anche con Edward. Indipercuidiciò, non contate troppo su mie idee o/e decisioni per quanto riguarda il blog.
Per quanto riguarda gli
avatar nei post mi trovo dinuovo a specificare che:
- non va messo il bordo, o la linea, quel-che-sia, perchè c'è già incorporata.
- quando lo allineate usate il destra - sinistra scritto in italiano e non quello in inglese.
20/01/2008
CI SONO NOVITA'! Per evitare di dover avere 384939384932843 account di splinder, uno per ogni pg, abbiamo eliminato il nickname del personaggio.
Ognuno potrà usare un account solo ( esempio, io userò quello di Violet ) per postare con tutti i personaggi che muove.
E' importante però che d'ora in poi vi ricordiate di mettere l'avatar all'inizio del post, visto che sarà l'unico elemento identificativo.
baci baci!
13/01/2008

Cammino con le mie sorelle lungo il viale che porta alla mia villa sotto un cielo interamente coperto da dense nuvole grigie. Il vento gelido che soffia implacabile mi graffia il viso e tento inutilmente di coprirmi il più possibile, mentre il parco tutt'intorno a me è ricoperto da un alto strato di neve candida; persino le grandi sculture classiche che l'adornano sono nascoste da un velo bianco. Finalmente a casa dopotutto. Arrivo fino all'ingresso dove, appena messo piede sul piano d'entrata, la porta si spalanca di fronte a me e riesco a percepire il calore che viene dall'interno. Ad accoglierci c'è un insignificante elfo che si occupa immediatamente dei bagagli. La grande sala è completamente adorna di addobbi preziosi, e anche qui tutto è bianco, proprio come all'esterno. L'albero posto al centro del salone fa risplendere i suoi cristalli mentre la magia fa cadere piccoli fiocchi bianchi sull'arbusto. Mi guardo intorno per riprendere familiarità con l'ambiente quando sento la voce di mia madre che ci da il benvenuto e lo zampettare di un piccolo cane che ci corre in contro festoso. "Snow!", mi abbasso ad accarezzargli il piccolo musetto nero, in netto contrasto col suo curato pelo bianco, ironia della sorte. "Forse hai un pò esagerato col bianco quest'anno, mamma."sento parlare Belinda alle mie spalle. "Non dire sciocchezze cara, ma entrate che fuori si gela!"
"E' tutto meraviglioso..."questa volta è la voce di Utopia,"quest'anno sarà proprio un bianco natale!". Mia mamma ride, spero non davvero divertita dalla battuta, mentre io e Beli la guardiamo un pò stranite. Quando un leggero rossore comincia a colorarle le guance però, le sorrido, "Hai ragione... sarà un bianco natale!"
Natale. L'autorità di mio padre si fa subito sentire in casa: tutti obbediscono agli ordini, gli elfi domestici cercano di farsi vedere il meno possibile e la mia libertà è decisamente limitata.

Giusto ieri ha voluto controllare che il nostro rendimento scolastico fosse impeccabile, e così Belinda si è dovuta subire dei duri rimproveri e l'obbligo di intrattenere gli ospiti di natale per tutta la sera, compito di una noia mortale, e che di solito tocca alla sottoscritta. "Bene Deirdre, non vedo tutti gli Eccezionale che vorrei ma siamo sulla buona strada.", è stato uno dei massimi complimenti che mio padre mi abbia mai rivolto, e che mi ha risparmiato una serata tra vecchie signore snob che amano troppo se stesse per comprendere la loro ecclatante stupidità. Guardo mio padre, ora appoggiato al muro, perfetto nel suo abito fasciato, lo sguardo duro che non abbandona mai e la sigaretta stretta nelle dita. Charles Blackster, troppo facile descriverlo: conservatore, attaccato all'onore e al prestigio della casa Blackster più che alla sua stessa vita, membro di prestigio al Ministero, temuto e rispettato da tutti. Se solo tenesse alle figlie almeno quanto tiene all'onore, non comprerebbe il nostro amore con i regali più costosi. Ma in fondo, va bene anche così...
Distolgo gli occhi da lui per concentrarmi su un punto davanti a me. Sono agitata mentre sto in piedi davanti alla porta d'ingresso, con al mio fianco le gemelle e con come giudice imparziale mia madre. Indossiamo alcuni tra i nostri abiti migliori mentre aspettiamo i nostri primi e più importanti (e graditi) ospiti: la famiglia
Rakovski.
"Bene..perfette! I Rakovski dovrebbero essere qui a momenti..mi raccomando!". Mi sudano le mani e continuo a cambiare posizione, forse per tensione, forse per impazienza. "De così fai agitare anche me! Non puoi fare così ogni anno!" "Si hai ragione Beli..scusa...". Ci provo, giuro, ci provo ma non riesco a togliermi di dosso quel senso di vuoto, un misto di paura, eccitazione, e... "Sono arrivati!" esclama mia madre. Pietrificata; nemmeno un incantesimo potrebbe mai farmi restare più ferma di come sono ora.
I miei genitori si apprestano ad accogliere personalmente gli ospiti, come fanno nelle occasioni importanti. "Benvenuti! Accomodatevi...E' un piacere avervi qui!". Due figure varcano per prime la soglia, ma non sono loro che aspetto tanto impazientemente: subito dietro di loro infatti, un ragazzo e una ragazza infreddoliti entrano a loro volta e salutano cordialmente i vecchi amici di famiglia. Lei è Amalia Rakovski, una delle mie più care amiche, sempre frizzante e brillante; mentre il ragazzo al suo fianco è suo fratello, Axis. Mi toglie letteralmente il respiro quando si gira verso di me.
"Seguite pure Deirdre e le gemelle, vi accompagneranno alle stanze che vi abbiamo riservato. Assar, Diodora, io e Charles vi accompagneremo invece nei vostri alloggi..."
Saliamo le scale nel silenzio più assoluto finchè i nostri rispettivi genitori non spariscono dalla visuale...
"Nell'ultima lettera mi dicevi che volevi chiudere con il tuo ragazzo, Geert vero?", chiede Amelia già pronta per la serata, mentre osserva attentamente la mia vasta collezione di rossetti e lucidalabbra.
"O si...già fatto...spero almeno che lui l'abbia capito, sai non era molto sveglio...". Mi guardo allo specchio, indecisa se scegliere il vestito bianco, oppure quello blu. Sono entrambi molto belli...
"Ma stasera ci saranno anche Edward e Jasper?"
"No...". Il vestito di seta blu fa la sua scena, ma quello bianco è decisamente più elegante: l'ideale per questa sera. Faccio il giro su me stessa con indosso l'abito candido.
"Che peccato..."
"Penso di aver scelto...vada per il bianco!". Indosso le scarpe nere,alte, aperte davanti ed in tinta con le righe che ornano il
vestito. "Allora, andiamo?". dico esortando la biondina sul letto.
"Certo...", mi risponde Amalia, con uno sguardo un pò risentito, probabilmente a causa delle scarse attenzioni che le ho appena rivolto,"ma prima Dè...ti piace ancora parecchio mio fratello, vero?"
Rispondo solo dopo parecchi secondi, "Mi piace...". Forse farei meglio a dire che mi fa impazzire e che è come una calamita per me, ma meglio non sbilanciarsi troppo visto il profondo legame dei due fratelli.
"Bene, allora ti farò una confessione...". La guardo incuriosita e la mia amica nota il cambiamento del mio atteggiamento verso di lei, così fa un sorriso tra il malizioso e il divertito,"Axis mi ha chiesto di te durante il viaggio...e per uno come lui, può significare solo una cosa: gli interessi davvero!"
Rimango basita e cerco di non far trasparire troppo l'emozione che mi sale come un brivido per il corpo: Axis mi piace da una vita, e inoltre è il protagonista di una vecchia scommessa tra me ed Eve, una scommessa che punto di vincere entro l'anno nuovo. A capodanno, ormai ne sono sicura, vincerò la sfida, e non appena Eve tornerà, dovrà riconoscere la mia vittoria e fare qualcosa per me...
Destandomi dai miei piani per i giorni successivi, ricordo chi sia la persona in piedi di fronte a me: "Ok Amy...cosa vuoi in cambio di quest'informazione?". Il suo viso si illumina.

"Mi conosci troppo bene...voglio un appuntamento con uno dei Principi. Non mi importa se Ed o Jasp." La richiesta non sembra neanche troppo gravosa, ne per me, ne per i principini immagino.
"Non c'è problema...Capodanno va bene?"
"E' perfetto!Grazie Dè"
"No...grazie a te...". Sapere di piacere a Axis per me era fondamentale, le cose così cambiano e tutto diventa più semplice. Sento già il sapore dolce della vittoria..."Non vedo l'ora di Capodanno", sussurro appena, mentre mi accingo a fare strada alla mia preziosa ospite fino alla sala riservata alla cena, decorata ad arte e resa straordinaria dalla lunga esperienza di mia madre nel campo. La stanza è piena di persone, ma a me ne interessa una in particolare. I miei occhi passano veloci tra i volti degli invitati finchè lo vedo, appoggiato al muro, tra le mani un calice che sorseggia ritmicamente, bello come non mai. Mi avvicino con passo deciso al mio obiettivo, sempre più prossimo...che il gioco abbia inizio...
Mi sembra impossibile che anche queste vacanze invernali alla fine si siano concluse. I rumori assordanti della locomotiva in movimento non mi fanno conciliare il sonno, che eppure sento gravare sugli occhi, senza che questi si chiudano effettivamente: sembra che non ne vogliano sapere di concedermi una tregua! Con la schiena appoggiata alla cabina rivolgo uno sguardo furtivo a Ed e Jasp, che sembra si stiano scambiando i propositi per il nuovo anno, con troppo entusiasmo a dirla tutta. Belinda e Utopia questa volta hanno sdegnato la nostra presenza in favore dei loro compagni d'anno, anche se questa storia mi stupisce alquanto...
Ho ormai già rinunciato da un pezzo a dormire quando prendo carta e penna per scrivere ad Eve, che sembra che presto tornerà ad Hogwarts. Le scrivo delle vacanze, dei regali, dei Rakovski e lascio volutamente in sospeso la festa a casa di Edward l'ultimo dell'anno..."...ti racconterò tutto di persona, quindi cerca di tornare presto o mi passerà la voglia! Sappi solo che ho vinto la scommessa...Mi manchi. Torna presto, tua Dè." Soddisfatta di me stessa piego la lettera e la infilo nella busta analoga, dove scrivo l'indirizzo del destinatario. Ho ancora in mano il tutto quando lo sportello dello scompartimento si apre all'improvviso e appare il volto di Riddle. E' molto strano trovarlo sul treno, infatti solitamente passa il Natale a scuola, la sua unica vera casa, o almeno così pensavo fino ad ora...
"Scusate il disturbo...", dice con la solita voce zelante, "volevo avvisarvi che ho indetto una riunione riservata ai Serpeverde, ecco...ad
alcuni Serpeverde, quindi vi prego di non farne parola con nessuno; che sia chiaro, con
nessuno, "nelle sua voce si avverte un piccolo cambiamento di tono, che fa risuonare la frase come una minaccia. Davanti ai nostri sguardi attenti, e leggermente sorpresi, Riddle continua il suo discorso, "Bene, luogo e orario vi verranno comunicati il giorno stesso. Buon viaggio.". Un leggero rumore proveniente dal corridoio costringe Tom a voltarsi quando ancora non ha chiuso del tutto le porte della cabina. L'ultimo fievole suono che sento provenire dalla sua bocca è 'stupida ragazzina', poi le porte si chiudono con uno schiocco e Riddle sparisce, lasciandoci perplessi, e al tempo stesso incuriositi dalla confidenza rivoltaci dal Caposcuola. Una riunione riservata: per quale motivo? E perchè nessuno, e su questo punto Riddle era stato fin troppo chiaro, doveva venirne a conoscenza? A quanto pare doveva essere una cosa molto importante, o estremamente urgente...
Improvvisamente un'immagine si fece chiara nella mia mente. Osservando Riddle aprire lo sportello avevo avuto modo di rimettere gli occhi sul suo anello nero, e osservarlo con più precisione trovandomi di fianco all'ingresso stesso, e ripensandoci...sapevo cos'era quell'oggetto: ricordavo perfettamente dove l'avevo già visto, che stupida, come ho fatto a scordarmene! La consapevolezza di ciò che quell'anello significa mi colse in un secondo. "Jasp, Ed...lo so...". I due accanto al finestrino mi fissano come se fossi impazzita.
"Non capite, non ricordate?"
"Dè, scusa ma penso che Riddle ti faccia uno strano effetto..."
"No...ascoltate, l'anello...". Jasper alzò gli occhi al cielo: l'avevo tormentato con questa mia fissazione, ma ora la cosa era diversa, io
sapevo e
non potevo crederci."non vi ricorda un libro che vi ho mostrato quando eravamo piccoli? Il libro che mi leggeva sempre mio padre, quello su Salazar e sulla Casa Serpeverde!"
Era grazie a quel libro che mio padre era certo che sarei finita a Serpeverde, non avrebbe mai considerato la possibilità che finissi in un'altra casa, non la sua primogenita, non sua figlia, non sangue del suo sangue! Comunque i miei amici mi guardano allibiti, probabilmente staranno pensando che mi si sia fuso il cervello..."L'anello, dai l'anello!!!"
Dopo una pausa di silenzio, un lampo di genio passa per gli occhi di Edward, "Ah...dai Dè, non crederai..."
"E invece si!"
"Impossibile...", continua Ed, sempre più allibito e turbato dalle mie parole.
"L'ho visto da vicino, non può che essere lui! e no, non è una copia ne sono più che sicura", continuo, prevedendo la domanda che sicuramente Edward mi avrebbe fatto di lì a poco.
"Scusate, potete spiegare anche a me, o è una cosa tra voi due?", si intromette Jasper. Rispondo con una punta di impazienza nella voce, "E' l'anello, il
Suo anello...l'anello di Salazar!!"
Jasper sgrana gli occhi incredulo e visibilmente scettico, "Dai Dè, sii seria,"rivolge uno sguardo ad Ed in cerca di sostegno, ma quello guarda fisso davanti a se, probabilmente nel tentativo di esaminare i fatti,"..ciò significherebbe..."
"...che Tom Riddle è l'erede di Salazar Serpeverde...". Concludo per lui la frase, dopodiche nello scompartimento cade un silenzio profondo ed inquietante. C'è solo silenzio mentre i nostri sguardi allarmati si incrociano. Non so per quanto tempo non abbiamo parlato, so solo che tutto tace quando vedo spuntare all'orizzonte le guglie della nostra cara Hogwarts...
07/01/2008
AVVISO
Un piccolo appuntino veloce per tutte voi. Come ho scritto in tag nel forum purtroppo sono un pò impedita per via di un dolore intercostale (fatica a respirare, muoversi etc etc) e evito il più possibile di non stare sdraiata e di muovermi, quindi non vengo molto al piccì. Spero che la cosa svanisca presto perchè non ne posso più. Intanto vi lascio un assaggio del post di Edward, teoricamente doveva contenere anche le vacanze natalizie ma non riesco, per adesso, ad aggiornarlo, quindi lo leggerete più in là. Ancora scusa, chiedo venia.
Hogwarts. Ormai mancano pochi giorni all’inizio delle vacanze. Le cose da fare sono molte, soprattutto perché i professori irrompono nella tua vita con la fissa dei voti. E infatti la settimana prima delle vacanze Edward vegeta.
Sono i pochi giorni in cui lo si vede strano rispetto al solito. E’ più nervoso e irascibile, forse perché, per colpa dello studio, non riesce a stare dietro alla cose futili, ma vitali per lui, come le donne e il divertimento. Si perché nonostante tutto, nonostante Edward sia perfetto per la sua famiglia, deve riuscire ad ottenere buoni voti. E’ l’unica richiesta dei familiari, per il resto Edward fa quello che vuole. Edward è perfetto, è bravo, è il migliore, perché si dovrebbe mettere bocca in quello che fa?! Tutto quello che compie, dice, scrive è giusto, perfetto.
“Porca puttana Edward! Chi cavolo ti ha mandato quel biglietto allora?!” Fisso Jasper che mi ha raccontato del suo incontro ravvicinato con Violet.
“Effettivamente, non ne ho idea!” Già, chi è quella stupida che vuole finire sulla forca?! Mai prendersi gioco di un Norwood, mai.
“Chiunque l’abbia fatto, ha commesso un grosso errore!” dico poi alzandomi dalla poltrona dove ero comodamente seduto, per dirigermi verso l’uscita della sala comune. Idiota, stupida creatura senza cervello. Come hai osato fare questo a me, me: Edward Norwood. No carina, ti sei infilata in un brutto guaio. Credi che le cose da adesso in poi per te saranno così tanto semplici? Ti ostacolerò la strada come meglio potrò, mi impegnerò con tutto me stesso per vendicarmi. Il nervoso che mi sale quando ripenso a quello scherzetto del biglietto è tanto. Non capisco lo scopo, perché lo abbiano fatto. Probabilmente è qualche pischella gelosa, che non ha ancora ricevuto da me le attenzioni che adesso sto dedicando alla Traviston. Stupida mentalità femminile. Mai prendersi gioco di un Principe.
Ascolto la lezione della Merrythought. Interessante, ma mai quanto le sue curve sotto quei vestiti che porta. E’ una donna veramente affascinante, fortunato Riddle che se la spupazza quando vuole.
“Hey Ed, ho deciso di chiudere con la corvonero!” lo fisso, mentre finalmente torno a pensare che il suo cervello abbia riiniziato a funzionare. Era l’ora, tanto quella biondina non te la dà Jasper.
“Bene” esclamo squadrandolo
“E quando hai intenzione di dirglielo?”
“Proverò a rubargli un bacio prima di andare via e poi… tock!” Si batte le mani l’una contro l’altra, a mo di: e poi finita!
“Bhè una scenetta da vedere, avvertimi quando la metterai in atto, mi nasconderò da qualche parte con coca-cola e pop-cron” sorrido a pensare alla rottura dei due, povera piccola biondina. Il suo cuore verrà diviso in mille pezzi, che cadranno lentamente, uno ad uno, sul pavimento: tin – tin – tin! Ghigno ancora quando davanti a me si piazza una Deirdre furiosa. Non vanno molto bene le cose con Geert, cioè per lui vanno, ma per lei no. E’ stanca.
“Dè è soltanto uno stupido moccioso del settimo anno tutto rose e fiori! Quando ti deciderai a lasciarlo?” la fisso negli occhi
“Presto.” Conferma il mio pensiero.
Hogwarts - Partenza. Fisso il mio baule, per meglio dire, i miei bauli, chiusi. Sono pronto, elegante e impeccabile come sempre. E’ il momento dei saluti, cosa odiosa da vedere in sala grande e nei corridoi, da veramente sui nervi. Strilli, lacrime, abbracci, -mi scriverai vero? Ti raccomando fallo sennò mi offendo!-. Stupidi, non c’è altro modo per definirli.
“Vi rivedrete tra pochi giorni emeriti imbecilli, mica tra qualche secolo!” irrompo nel silenzio che echeggiava tra me e i miei amici.
“Proprio non li capisco!” aggiunge poi Deirdre squadrandoli schifata.
“Ragazzi adesso vi lascio, ho una cosa da fare, una persona da salutare!” prendo e inizio a scendere le scale dopo aver fatto un occhiolino a Jasper. Appuntamento con Violet Traviston esattamente un minuto fa all’albero nodoso davanti al lago. La ragazza deve essere già là dato che vedo una figura scura in lontananza, ben coperta dato che la neve ha deciso di imbiancare tutta la scuola e le zone vicine. Arrivato davanti a lei la fisso negli occhi.
“Violet!”
“Edwar! Volevi parlarmi?”
“No, volevo solamente salutarti” Afferro la sua testa tra le mie mani, raggiungo le sue labbra con le mie e la bacio. Tutti i movimenti precedenti al bacio sono stati leggeri ma veloci, così che non potesse scappare. Ci stacchiamo, finalmente. Mi guarda, non riesco a decifrare il suo sguardo. All’inizio sembra sognante, poi si trasforma, velocemente, in duro. Mi avvicino al suo orecchio e inizio a sussurrargli:
“Smettila Violet, è inutile che continui a fare la strafottente, a tirarti indietro.. tu hai solo paura di soffrire, di stare male, così non fai altro che soffrire di più. Tanto ormai sei cotta di me, ci sei cascata”. La lascio così, sfiorandole il lobo dell’orecchio con le miei labbra. E mentre mi allontano, di spalle, le auguro un buon natale.
01/01/2008
Cambio di layout dedicato ai serpeverde. I prossimi saranno per le altre casate!
Spero sia di vostro gradimento : )
E visto che ci siamo: un buon duemilaotto da me e la fra!
28/12/2007
27/12/2007
ATTENZIONE
Visto che il personaggio di Riddle è molto complesso e non è utilizzato da nessuno, ci ritroviamo qua a scrivere delle 'basi' per riuscire a muoverlo nel miglior dei modi e possibilmente in modo simile tra tutti noi partecipanti.
Harry Potter e il principe mezzosangue:
- "col passare del tempo, raccolse intorno a se un gruppo di amici zelanti; li definisco così [..], Riddle non provava alcun affetto per loro. Questo gruppo esercitava una sorta di fascino oscuro all'interno del castello. Erano una compagnia eterogenea: un misto di deboli in cerca di protezione, ambiziosi in cerca di glora condivisa, e di bruti che gravitavano intorno ad un capo in grado di mostrare loro forme più sofisticate di crudeltà. In altre parole erano i precursori dei mangiamorte."
- "Strettamenti controllati da Riddle non furono mai sorpresi a compiere aperte malefatte, anche se i loro sette anni ad Hogwarts furono segnati da una serie di incidenti ai quali non furono mai collegati con piena soddisfazione."
- "Riddle non diede alcun segnale di arroganza o aggressività. Essendo un orfano di insolito talento e di bell'aspetto, fin dal suo arrivo attirò l'attenzione e la comprensione dei professori. Sembrava educato, tranquillo e avido di sapere. Quasi tutti furono assai favorevolmente colpiti da lui."
Informazioni generali:
- La scoperta porta Tom Riddle a compiere il primo diretto omicidio: egli giunge nel paesino di Little Hangleton e lì massacra il padre e i nonni paterni facendo ricadere la colpa sullo zio Orfin che verrà quindi portato ad Azkaban, mentre la polizia babbana non riuscirà mai a trovare un colpevole alle incredibili morti. Riddle s'impossessa dallo zio Orfin dell'anello di Serpeverde che fino ad allora era appartenuto per linea diretta ai Gaunt. Ad Hogwarts, intanto, Riddle si circonda di numerosi personaggi che poi entreranno nelle fila dei Mangiamorte. Molti di questi frequentano il circolo del professor Horace Lumacorno, docente di pozioni, avido di conoscenze importanti. Lumacorno non vede, come molti suoi colleghi, la piega che Riddle ha ormai preso e nel corso di un incontro gli rivela il segreto degli Horcrux, che Tom Riddle sta già ipotizzando di usare per vincere la morte.
[è al sesto anno che lo si vede con l'anello di Serpeverde].
Pagina che potrebbe essere aggiornata. Controllate!
02/11/2007
Ritorno al mondo reale. Apro gli occhi e mi ritrovo nel mio letto, non nella stanza dell’infermeria come ieri. Alla mia destra non c’è il corpo invisibile di un Serpeverde addormentato, ma sul comodino ecco un mazzo di fiori, che ho trovato ieri pomeriggio, quando sono tornata nella mia camera. Rose bianche, i miei preferiti. È ovvio, senza biglietto. Sono stata tentata di gettarli via: ma alla fine ha prevalso il senso di appagamento che danno alla vista.
Mi preparo come tutte le mattine, ma lo specchio riflette un volto cereo. Mi cade l’occhio sul fard, ma io non voglio coprire troppo il pallore: insomma, esco da uno Schiantesimo, non da una settimana in crociera.
Non appena metto piede in Sala Grande, i Corvonero mi tributano un applauso scrosciante e qualcuno si lascia addirittura andare a cori da stadio. Faccio un sorrisino forzato e poi, con gli occhi bassi, mi servo e mi siedo al tavolo.
“Che vergogna…” dico a Rachel, che sta attaccando un muffin. Lei adora i muffin, e quando siamo nel mondo babbano, a volte glieli preparo apposta. Eh sì, sono una ragazza dai molteplici talenti.
“Ma che t’importa?” ribatte lei.
“Mi guardano tutti, e non per un buon motivo. Vorrei proprio essere invisibile.”
Già. Invisibile, come chi indossa un Mantello dell’Invisibilità. Come Lucas l’altra notte. Con cautela, do un’occhiata intorno: eccolo là, di spalle, con Edward Norwood, Jasper Lewis e gli altri Serpeverde. Norwood intercetta il mio sguardo e dice qualcosa a Lucas, che quindi si volta verso di me. Mi sorride, strizzandomi l’occhio.
Se un ragazzo si presenta clandestino da te nel bel mezzo della notte, di certo non è per chiederti aiuto con l’ultima incomprensibile lezione di Antiche Rune. Ma se poi questo ragazzo si limita a dormire abbracciato a te?
“Per forza che ti ha solo abbracciata. A tre metri di distanza c’era l’infermiera Mound che vigilava!” mi ha detto Rachel.
Ho passato così quella notte: con la testa appoggiata sul petto di Lucas Forsythe, con i battiti cadenzati del suo cuore che mi rassicuravano. Fuori pioveva, pioveva a dirotto, ma nella stanza regnava un calore rassicurante. Il suo respiro era regolare, le sue labbra appoggiate alla mia tempia destra, le sue braccia mi proteggevano. Fra noi c’era solo la distanza di un bacio.
A ripensarci, mi tornano i brividi per l’emozione: non so come ho fatto a non avere un infarto in quel momento.
Cos’è questo silenzio? Mi scuoto dai miei pensieri e vedo che in Sala Grande è appena entrata Alice Knox, dimostrando parecchio coraggio. Si dirige a passo svelto verso il tavolo dei Grifondoro. Nessuno la saluta, le parla o le rivolge la parola, e lei inizia a mangiare in tutta tranquillità. Alcuni Grifondoro si alzano dai loro posti; Elliot Clark viene a salutare Micheal, e mi rivolge uno sguardo di supporto senza dirmi nulla. “Micheal…” penso “Trattala bene questa ragazza!”. Gli altri in piedi sono giocatori di Quidditch; Peter raggiunge Alice e le dice qualcosa, chinandosi appena per non farsi sentire dagli altri. I brusii aumentano a dismisura, i pettegolezzi si sprecano.
“Le avrà dato un appuntamento.” butto lì con noncuranza, tanto per dimostrare ai miei amici che non si devono preoccupare per me.
“È proprio un cretino!” squittisce Medea Diamond; detto da una che, pur essendo Mezzosangue, crede che Edward Norwood stia sul serio andandole dietro… significa che è davvero evidente.
A proposito di Serpeverde, quello che mi interessa è in avvicinamento a ore dodici, accompagnato dai due Principi. Norwood si dirige verso Medea, e Lewis… da Jillian Mc Kanzie?! Questo mi sorge nuovo.
Lucas si siede a cavalcioni della sedia di fronte a me, lasciata libera di Micheal che se n’è andato con Elliot.
“Caspita, sei già in forma!”
“Certo, eccomi come nuova!”
“Secondo me una notte in infermeria è troppo poco…”
“Avresti preferito che fossero di più?”
Per fortuna il vero significato di questo dialogo è noto solo a Rachel, la quale finge di non ascoltare, ma che in realtà ha dilatato al massimo i padiglioni auricolari per captare ogni parola.
Lucas mi rivolge uno sguardo eloquente, e poi cambia discorso:
“Posso scortarti in classe?”
“Non ho bisogno di una scorta. Però se ti va puoi accompagnarmi.”
Abbozza un sorriso, e così ci alziamo per raggiungere i rispettivi luoghi di tortura.
Pomeriggio inoltrato. La luce del tramonto illumina di luce arancio la Sala Comune dei Corvonero. Ho appena finito di copiare gli appunti di Storia della Magia, quando sento il suono che fa un libro chiuso di colpo. Per la precisione, si tratta di un enorme tomo rilegato in rosso, sbattuto da una Jillian piuttosto arrabbiata.
“Tutto bene?” chiedo.
“Certo, soltanto che avrei voglia di strangolare quello che ha inventato Aritmanzia!”
“Hai bisogno di una mano?”
Jillian non mi risponde. Così avvicino la mia sedia alla sua ed esamino la situazione: il problema con cui è alle prese è abbastanza complesso, anch’io devo rifletterci qualche secondo. Jillian non è stupida come alcuni studenti a cui do ripetizioni, dunque basta un mio piccolo suggerimento riguardo al metodo da lei impiegato per farle trovare la soluzione corretta.
“Grazie, quel problema mi stava proprio rendendo la vita difficile. Avrei dovuto farlo ieri, ma non ci sono riuscita. Tra l’altro, fra poco ho un impegno per vedere una persona, e quindi ho finito giusto in tempo.”
“Jasper Lewis?”
Forse ho detto la cosa sbagliata: Jillian arrossisce ad abbassa lo sguardo.
“Come fai a saperlo?”
“È solo che stamattina a colazione vi ho visto parlare. È un appuntamento?”
“No, è solo un progetto per Incantesimi. Benton ci ha chiesto di gestire una lezione.”
“Caspita! È un bell’impegno… in tutti i sensi!”
“Già!” Jillian sembra più rilassata per fortuna “Adesso, però devo andare, altrimenti arrivo in ritardo davvero!”
La sua gattina nera la segue per qualche metro, poi torna ad accoccolarsi su una poltrona.
Con Jillian ho iniziato da poco a parlare; la cosa che ha davvero sciolto il ghiaccio fra noi è stato il suo aiuto nel duello. È stata lei a chiamare i soccorsi dopo l’incontro fra me ed uno Schiantesimo. Credo che il suo interesse per Jasper Lewis non sia di tipo solo scolastico, e spero che non sarà delusa. È molto bella, di stirpe pura, intelligente, ma i Principi non cercano questo. Forse non cercano niente, se non il divertimento di una sera o di un’ora.
Questo mi fa pensare che anche Lucas potrebbe essere così. Uno che in me cerca solo un po’ di cambiamento. Tuttavia, anche se le cose stessero in questo modo, non mi importerebbe più di tanto: non sono innamorata di lui, mi piace come ragazzo e basta. E se il suo scopo è solo usarmi e poi gettarmi via, perlomeno lo so. Lo so e non avrò brutte sorprese.
Ecco, lo sapevo, ecco che arrivano le lacrime, ecco che si affaccia la voglia di scappare. Fisso la pergamena davanti a me, per non incontrare lo sguardo di qualcuno che riconosca il mio dolore, che venga a consolarmi. Io vorrei solo restare sola.
Mentre cerco di mantenere l’autocontrollo, faccio su le mie cose e raggiungo la torre di Divinazione.
Appena arrivo, mi getto su una poltrona e reprimo il desiderio di urlare. Perché non riesco a lasciarmi alle spalle Peter e tutto quello che è successo? Perché non appena mi sembra di prendere una boccata d’aria, avviene qualcosa che mi riporta nell’abisso? Perché quei due non mi lasciano vivere in pace e continuano la loro storia alla luce del sole?
Lo sto chiedendo al fuoco, che arde tranquillo e sicuro di fronte a me. O al sole, che muore all’orizzonte.
Ma non c’è risposta.
La scuola è in uno di quei momenti in cui sembra deserta. Gli studenti dei primi tre anni, si aggirano con espressione annoiata, mentre noialtri delle ultime classi, chi più chi meno, ci prepariamo ad andare a Hogsmeade.
Oggi è una giornata tiepida, rispetto alla media dei giorni passati: il sole mi scalda il viso, mentre a occhi chiusi mi godo la temperatura mite.
“Sei la Bella Addormentata? O Giulietta?”dice una voce alle mie spalle. È un ragazzo di Grifondoro a parlare, uno dei compagni di squadra di Peter. Jack Adams, ovvero il nemico giurato di Micheal Parker. Forse sta aspettando proprio lui ed Elliot, giusto per rovinare loro la giornata.
“Se ti senti così romantica, potevi pensarci due volte prima di mollare Halbury, no?”
Jack ha una visione molto semplice dei rapporti interpersonali: primo, tutti gli esseri umani di sesso femminile vogliono stare con lui, anche se affermano il contrario; secondo, se offendi un suo amico, offendi anche lui. Quindi diciamo che non mi vede molto di buon occhio.
“Senti, non ho voglia di discussioni. Quindi vattene.”
“Ah, già… ti hanno appena schiantato. Beh, non posso dire che ci siano andati leggeri.”
Non gli rispondo e mi limito a guardare altrove.
“Me ne vado… vedo che non sono richiesto!”
Si allontana baldanzoso, per niente sfiorato da alcunché. Beato lui che vive così, senza farsi problemi.
Rachel mi raggiunge, e dunque… si va!
Ne avevo bisogno, ne avevo proprio bisogno. Dopo una settimana così, mi ci voleva un pomeriggio passato in compagnia della mia migliore amica. Entriamo subito nel nostro negozio di dolci preferito, e Rachel mi sfida ad assaggiare uno strano dolcetto rosa. Lo addento temendo il peggio: e infatti è al gusto di… carne cruda! Che schifo! 
La cameriera, una strega dagli incredibili capelli blu, ci fa strada fino ad un tavolo appartato. Poco dopo, arrivano le cioccolate calde che abbiamo ordinato, fumanti e con uno spruzzo di panna. Rachel mi guarda impensierita:
“Devo dirti una cosa."
Se è ancora quel cretino di Toby a farla preoccupare, stavolta potrei non contenermi. Rachel appoggia la tazza vuota a metà sul piattino, e fa un respiro profondo.
“Io non so come vedo la storia fra te e Lucas.”
“Che cosa?”
“Lui è un Serpeverde, ed è anche amico di Riddle. Io sono una Mezzosangue.”
“Non capisco il punto della questione. Pensi che io dovrei lasciarlo? Anche se non stiamo neppure insieme, a dire il vero.”
“No, ma… ho paura che ci allontaniamo.”
“Stupida! Figuriamoci se per un ragazzo mollo la mia migliore amica!”
Rachel ha gli occhi lucidi: urge un abbraccio.
“È che negli ultimi tempi ti vedo sempre così strana.”
“Lo so, ho un po’ di cose per la testa. Ma questo non significa che io pensi di essere superiore a te, o qualcosa del genere.”
Rachel annuisce, poi con una risata stemperiamo la tensione.
Sono davvero un disastro nei rapporti interpersonali.
Evviva. Il professor Crale ha avuto davvero un’idea geniale. Redistribuzione degli studenti nelle varie stanze del dormitorio perché ce ne sono troppe piene a metà.
“Ragazzi, dobbiamo sfruttare meglio gli spazi. Anche perché potrebbero servirci in futuro.”
Domani i sorteggi. Speriamo in bene.
19/10/2007
Nuovo layout e comunicazione:
Ho creato un
nuovo layout di sfondo per morsmordre gdb. Mi rendo conto che non è bello come quello della chia, ma volevo cambiare un pò, inserendo anche i nuovi personaggi.
Inoltre vi sto scrivendo per
dirvi che:
- Quando postate, per posizionare l'immagine, non fatelo con le scritte in lingua inglese, ma fatelo con quelle in italiano. Cioè:
quando mettete l'avatar ad inizio post, con volto e nome del vostro pg, ad allineamento mettete sinista e non ccs left.
inoltre quando mettete immagini extra, se non le modificate con photoshop e le prendere semplicemente da splinder, nella casellina bordo (sempre nella finestra dove si inserisce l'immagine direttamente da splinder) mettere bordo 1 px.
- Per fare la 'linea' di fine argomento nei post, non fatela tramite i trattini della tastiera, ma con l'apposito bottoncino di splinder che è quello sopra all'allineamento del testo in giustificato, con le A e la linea che li divide orizzontalmente.
- Sono state create nuove categorie per quando postate (potete crearle anche voi!), sono quell'elenco che trovate accanto alla casella di world dove scrivete. Mettete la V su tutte le categorie a cui si riferisce (se nuove conoscenze, amori, litigi etc) il vostro post e non solo alla casata a cui appartenete.
Grazie mille e scusate la rottura :)
03/10/2007
[15 settembre]
Mi avvicino a Lenoire. E' seduta sul muretto fuori dalle classi che si affacciano sul cortiletto. Chissà se mi stava aspettando, o se, proprio oggi abbia deciso di "rilassassi" proprio davanti alla classe di Trasfigurazioni, per di più proprio alle undici, orario di fine lezione del sesto anno serpeverde. Jasper appena l'ha vista mi ha tirato una gomitata, salutandomi per poi allontanarsi con Deirdre ed Eve
"Hey Lenoire!"
"Edward!" si certo, adesso fa anche la sorpresa, come se non fosse ovvio il motivo della sua presenza. Mi chino su di lei e gli stampo un bacio sulle labbra. Arrossisce, effettivamento non avevo mai fato un gesto "sentimentale" in pubblico, con lei. Le ragazzine tutte intorno guardano stupite e a me scapa un sorrisetto malefico. La ribacio ma questa volta per bene, non mi basta più un semplice bacetto di saluto. Un bacio passionele, un bacio che deve far parlare di me. Mi stacco e con molta non-chalange le chiedo di venire al ballo con me. Lei accetta molto volentieri.
La sera mi trovo litigare con Jasper per lo specchio. Indosso il mio abito nero con rifiniture pregiate in raso. Le mie scarpe, rigorosmente nuove, fanno un pò male, devono ancora predendere la forma del mio piede.
"Edward sei un vero pezzo di figo!" esclama Jasper appena si gira cedendomi finalmente lo spechio e, diciamoci la verità, anche lui è stupendo "Lo sai Jasp, se fossi una donna firmerei un contratto con satana pur di averti!". Scoppiamo entrambi in una risata, è la pura verità.
Insomma Jasper ha deciso di andare al ballo con Belinda..se Deirdre venisse a sapere di tutte le scappatelle di quei due sarebbero guai amari. Ma tanto per il caratterino che ha Belinda dubito che venga a scoprirlo.
"Ed.......ma secondo te..se io e Belinda andiamo..oltre?" ecco cosa succede quando ti ritrovi a farti con la sorella della tua milgiore amica. Ti ritrovi a dire cose come: "andiamo oltre" anzichè "ci vado a letto" o "ci faccio sesso!" ecco cosa succede.
"Bhè..se voi andarci oltre...vacci! Belinda non è così stupida da rendersi conto poi delle posibili conseguenze."
"Hai ragione". Finalmente siamo pronti, un ultimo tocco alla cravatta e via.
Lenore è in compagnia di Mandy, serpeverde del suo anno, infondo alle scale. Con loro c'è anche Riddle, accompagnatore appunto di Mandy. Chissà la dolce Eve che cosa combinerà questa volta, se riuscirà a stupirci più del solito. Io ancora non lho vista. Si è chiusa in camera a progettare probabilmente qualche catastrofe mondiale. Squadro Leonore prima di andare a prenderla: indossa un vesito che le arriva sotto al ginocchio. Nero. Le spaline larche con scollo a "vu" che mette in mostra il suo decoltè, non troppo vistoso ma presente. Ancora di più a sottolineare il suo seno è il fatto che il vestito sia stretto soltanto nella zona del seno, poi cade libero, fino a lasciar ben in vista le sue gambe, che finiscono in due scarpe dal tacco alto.
Vado là e la saluto, portandomela via, nel bel mezzo della pista da ballo. Ballo un pò fino a quando, sotto accordo con Jasper, non ci troviamo alle bevute, dove decidiamo di dare un pò di vita alla festa. Allunghiamo le bibite con dell'alcol "sarà divertente vedere i piccoletti che non sanno reggere l'alcol cantare come dei pazzi, ci sarà da ridere!".
Infatti, come ben progettato, poco dopo qualcuno ha iniziato a dare numeri: persone che vomitano, e chi non si regge in piedi, e chi litiga con l'amico di una vita per la compagnia di una ragazza. L'unica cosa, o meglio ancora, l'unica persona che riesce a farmi staccare da questa scena divertente, seduto con in compagnia di Lenore è Violet Traviston. La seguo e la raggiungo.
Dopo una conversazione con la ragazza vengo congedado con una stupida scusa, decido quindi di tornare al ballo, dove, parlando con Jasper, mi trovo a promettere che "prima o poi riuscirò a spezzare il cuore a quella ragazza!".
Vagando per la sala, dopo aver lasciato Jasper e Belinda scomparire chissàdove, raggiungo Lenore,
"Ti va se andiamo fuori un pò io e te?" annuisce e, prendendola per mano, la trascino fuori. Prima di lasciare del tutto la sala incrocio Utopia. Mi avvicino dolcemente al suo orecchio
"Sei davvero bellissima stasera!" lasciandola poi alle mie spalle completamente in trace.
I giorni, le settimane passano. Non è facile stare dietro ai professori che spiegano e danno compiti a tutta birra, ma torna comodo essere così popolare, avrai sempre quella pronta ad aiutarti, o addirittura a svolgerti i compiti, grazie a qualche semplice e sdolcinata moina.
Il giorno dopo la festa decido di chiedere a Jasper come sia andata con Belinda, e dove erano spariti. La risposta arriva come un colpo al cuore "ci sono andato a letto!" merda. Speriamo che non arrivi niente all'orecchio di Deirdre. Sembra proprio che anche Belinda, avendo paura della probabile reazione della sorella, se venisse a sapere il tutto, abbia deciso di tacere e di confidare il fatto soltanto alla sorella che, quando si trova tra i due fuochi (Jasper & Belinda) è in imbarazzo più totale. Ogni volta arriva il cavalieria, alias Edward Norwood, a salvarla.
Eve è sempre più suscettibile, apparte quando non è in compagnia dei suoi adorati principi, probabilmente è in carenza di affetto dato che Riddle continua a non filarsela.
Un giorno mi arrivò un messaggio di Riddle che chiedeva di parlarmi, con posto e ora dell'incontro. Così mi recai da lui e mi disse che i nostri allenamenti per la legilimanzia erano giunti ale termine. Diciamocela tutta, dopo tutte le camicie che ci siamo sudati era anche l'ora. Non aveva più tempo da dedicare a -questa cosa- perchè avrebbe ripreso le lezioni extra con Galatea. La sua nonchalance nel dire il nome, la sua noncura del lei, per questa professoressa mi hanno già fatto capire il loro rapporto. Cosa che poi, poco dopo, mi ha confermato Riddle con le sue stesse parole.
"E' da molto ormai che mi dà lezioni in privato. Dice che ho grosse capacità e sai comè, la voglia del sapere, di essere forte, grande dà sempre appetito" già, inoltre con una professoressa del genere.
"E.." aggiungo io con tono malizioso. Ormai io e Tom eravamo entrati abbastanza in confidenza, cosa che però non dimostravamo in pubblico e che nessuno, nemmeno i principi, sapevano. Era una cosa nostra.
"Bhè cosa vuoi insinuare Edward?!" poi alla fine parlò, anche lui, il grande Tom Riddle. Tra i due c'era anche attrazione fisica, ma niente e nessuno dovevano scoprirlo, sennò sarebbero stati guai amari.

Spesso dopo le lezioni mi ritrovo con Violet a fumarmi una sigaretta in giardino. Il nostro rapporto è cambiato, si è evoluto anche se, ancora, fugge ad ogni accenno di un bacio o di un discorso più serio. Regge comunque i discorsi con rispostine maliziose.
Diretto in giardino con Jasper decido di separarmi da lui per raggiungerla, seduta -tutta sola- sotto un albero, in riva al lago.
"Hey" la saluto, lei ricambia il saluto con un cenno del collo. E' difficile conquistare questa ragazza, nonostante io sia sicuro che lei già è ai miei piedi. Non si concede facilmente e tanto meno si fà corteggiare -probabilmente se succedesse sarebbe già nelle mie mani da un bel pò, facendo così invece riesce ancora a 'proteggersi'-.
Mi siedo vicino a lei, forse anche troppo perchè vedo che gira di scatto il volto verso la parte opposta da dove mi sono seduto.
"Come mai non sei con la tua cara amichetta?" faccio chiaramente riferimento all'ochetta che, è spesso in giro con Violet.
"Certo che te non la digerisci proprio?!" dice in tono acido, sapendo i 'miei sentimenti' per la tizia
"Bhè, comunque, sono sola semplicemente perchè avevo voglia di stare sola. E ho voglia tutt'ora di stare sola, peccato che non ne ho la possibilità!" ma che carina, oggi deve essere proprio contenta, nessuno la deve aver fatta incazzare.
"Un pò acidella tesoro oggi"
"E anche se fosse?"
"Ho già capito, sei intrattabile"
"Esattamente!" così mi giro verso di lei, mentre mi alzo piano piano per lasciare la mia postazione d'attacco -oggi non è proprio il caso, rischio di rovinare giorni di duro lavoro- e, appena alzato prendo il suo volto tra le mani, per lasciarla salutandola con un lieve bacio tra bocca e guancia. Lei rimane immobile, senza protestare, io mi allontano con un sorrisetto maligno sulle labbra, sapendo benissimo di aver fatto centro.
ATTENZIONE: Da ora in poi non scrivete più nei post i giorni. Questa metodologia verrà usata soltanto per date particolarmente importanti: fidanzamenti, festività, balli e eventi. In questo modo sarà più facile giostrarsi i giorni a proprio piacimento e, se capiterà di non postare per un pò, non ci sarà uno sbalzo temporale megagalattico.
14/07/2007
IL GIOCO DI BLOG PARTIRA' A INIZIO SETTEMBRE, SONO COMUNQUE APERTE GIA' DA ADESSO LE ISCRIZIONI.
Per il momento, vi chiediamo di scrivere
DUE case nelle quali il vostro PG potrebbe stare dato che, non potendo bloccare li iscrizioni [essendo in vacanza] potremmo inserirlo dove più giusto. Avranno precedenza le email -quindi i pg- mandate per prima.
Morsmordre è un Gioco di Blog ambientato nella scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, nel periodo di frequentazione di Tom Riddle.
E' durante gli anni scolastici vissuti a Hogwarts che a Tom Riddle sale un amaro disprezzo verso coloro che hanno "sangue impuro". In questi anni Tom inizia a reclutare persone che, come lui, sostengano tali ideali. Si vengono così a fondare dei Club segreti - oltre a quelli tipici scolastici-, più o meno rilevanti, Pro e contro questi ideali.
Con la creazione di questi club, gli studenti più fermi nelle proprie idee prendono posizione e, nascono dei forti dissapori tra i vari schieramenti che non si limitano più a semplici antipatie, alle volte finiscono in veri e propri scontri.
serpeverde
Edward Norwood

Edward appartiene ad una delle famiglie londinesi purosangue più prestigiose, la famiglia Norwood. All'età di undici anni, prima di ricevere la lettere per Hogwarts, si imbatte in un grave scontro dove suo padre perde la vita per mezzo dell'Avada Kedavra. Da allora Edward si è chiuso in se stesso diventando un tipo freddo e scontroso. Giurando vendetta a suo padre, nell'estate del suo tredicesimo compleanno decide di trasferirsi per un mese a casa di uno zio, un mago molto particolare, amante di tutto ciò che è illegale. E' proprio grazie agli insegnamenti di questo zio che Edward conoscerà le tre maledizioni senza perdono e si interesserà ancora di più alla magia oscura. Figlio unico, è al sesto anno di Hogwarts. Il cappello parlante non ha avuto nessun problema a trovare la sua collocazione infatti, Edward, ha tutte le qualità per far parte della casata dei serpeverde: astuto, furbo, viziato e ambizioso, oltre ad odiare con tutto il cuore coloro che non sono "puri". E' molto schietto ed è considerato tra i più bei ragazzi del quinto anno. E' dotato di occhi grigi dalle sfumature verdi molto profondi, capelli scuri e un fisico perfetto. Norwood ama mostrarsi sempre ben vestito e curato. Ha un unico vero amico, Jasper Lewis suo coetaneo e compagno di casa. I due si trovano spesso in compagnia di Eve Sanders, Deirdre Blackster e Morgan Lancaster, formando un gruppetto unito che passa la maggior parte del tempo a violare le regole e a sminuire gli altri. Le sue materie predilette sono pozioni e arti oscure in cui è anche molto portato.
Jasper Lewis

Sesto anno. Suo padre Leonard è un eminente ricercatore, e, dopo la morte della moglie Mary, l’ha cresciuto da lontano, essendo spesso via per lavoro; il padre gli regala tutto ciò che vuole, anche se la cosa di cui Jasper avrebbe più bisogno è il suo affetto, soprattutto dopo la morte di Sean, il fratello maggiore a cui era legatissimo. Jasper in parte rivede Sean in Edward Norwood, la persona a cui è più affezionato, e in Lucas Forsythe, anche se non al livello di Ed. Ha un’indole scontrosa, e non manca di ambizione, ma possiede una grande insicurezza di fondo; Edward conosce la sua fragilità, e dunque lo sostiene sempre. Spinge Lucas a provarci con Audrey Salinger, perché pensa lui stesso che sarebbe una bella preda, ma ne è intimidito a causa del carattere risoluto e poco manovrabile della ragazza. Purosangue dal fisico longilineo, con occhi verdi e capelli castano chiaro, è un casanova, come il suo compagno di stanza e di anno, e non si preoccupa dei sentimenti delle ragazze a cui ruba il cuore (e di solito anche qualcos’altro); le uniche con cui riesce a mantenere un legame sono Eve e Deirdre, in particolare con quest’ultima. È un buon studente, e dimostra una particolare predisposizione per Incantesimi, che conosce molto bene. Vorrebbe diventare un abile Legilimens come Edward, ed è esperto nell’uso delle Maledizioni Senza Perdono. Gioca nella squadra di Quidditch come Cacciatore.
Deirdre Blackster

Deirdre Blackster discende da una famiglia antica e potente di maghi purosangue. Come tutti i membri della sua famiglia disprezza le persone che hanno sangue impuro, definiti mezzosangue, e maggiormente i babbani. E' una ragazza castana, alta e sottile, e dagli occhi verdi e molto intensi. Nel complesso, Deirdre è una ragazza molto bella ed è pienamente consapevole di esserlo. Frequenta il sesto anno a Hogwarts ed è stata smistata nella casata dei Serpeverde, come lei tutti i membri delle sua famiglia (anche Belinda e Utopia, sue sorelle gemelle, sono al quarto anno serpeverde). Dal carattere caparbio, astuto è inoltre vanitosa, viziata e molto determinata a raggiungere il proprio obiettivo: il potere. Per raggiungerlo Deirdre si finge sempre disponibile con tutti quelli della sua Casa e con i professori, mascherando così la sua vera indole e mostrandosi in questo modo ‘perfetta’. Nonostante la popolarità,c’è solo una persona che la riesca a capire davvero, e questa è la sua migliore amica, Eveline Sanders. er la scuola è sempre in giro col gruppetto formato da Edward Norwood, Jasper Lewis, Morgan Lancaster e , naturalmente, Eve. A scuola Deirdre riesce sempre molto bene grazie alla sua dedizione allo studio, indispensabile per il suo ideale di perfezione che si è prospettata.
Violet 'Vi' Traviston

Sesto Anno. Primogenita ed erede di Bartholomew Traviston, conte del Goulcestershire, viene al mondo presso Upton St.Leonard's, cittadina non lontana dalla tenuta dei Traviston e dalla città di Goulcester. Violet dimostra già precocemente una inclinazione naturale alla magia, alla quale vengono posti dei freni tramite la ferrea disciplina a cui viene abituata sin da piccola e un ampio numero di istitutori a cui viene affidata la sua istruzione. Trascorre l'infanzia nel maniero di famiglia, situato su una scogliera a strapiombo sul mare. Sviluppa un'intensa passione per il disegno, oltre ad un carattere piuttosto chiuso. Compiuto l'undicesimo anno di età, viene iscritta ad Hogwarts. Lodata per l'assiduità nello studio, brilla soprattutto nelle Pozioni e a partire dal terzo anno fa parte del LumaClub del professor Horace Lumacorno. La condotta della ragazza non è impeccabile quanto la sua pagella, ma non si può considerare una criminale o un pericolo pubblico - si limita a compiere qualche bravata, o almeno co ì vuole far credere. In genere viene considerata una snob: oltre all'origine nobile, la loquacità non è tra le sue doti, e preferisce evitare il più possibile i Grifondoro e i Tassorosso. A differenza di molti compagni ed amici, si rapporta in modo non cordiale, ma perlomeno rispettoso con i figli di Babbani. Chi la punzecchia fino ad estorcerle qualche parola lo fa a suo rischio e pericolo: la quindicenne conosce l'arte di colpire con le parole, ed ha nel corso degli anni affinato il suo sarcasmo pungente. Agisce quasi sempre di testa sua, depreca il gioco di squadra, seleziona i suoi amici con scrupolo.
Scarlett Lywelyn

econdogenita di Lord e Lady Lywelyn, , i maghi più famosi e potenti della contea Irlandese.
Purosangue al cento per cento, Scarlett conta una ferrea istruzione nell’arte magica che pratica, con successo, fin da piccolissima. Scaltra per dote, diffidente per natura, risulta complicata da comprendere una creatura come lei. Più simile ad un labirinto, a livello intellettivo, che ad un normale essere umano. Spigliata ma al tempo stesso introversa, ha l’abitudine di studiare con meticolosa cura le persone che le si avvicinano, che trovano difficoltoso, a volte, anche solo instaurare un dialogo. Dalla parlantina eclettica e svelta ( spesso velenosa ), riesce a far precipitare chiunque non abbia sicurezza quando le si porge confidenza. La sua schiettezza, a tratti brutale, la porta ad essere un tipo che si odia o si ama, senza vie di mezzo. Tuttavia, il suo aspetto da innocente ragazza le consente di giocare una carta in più quando vuole raggiungere i suoi obiettivi. Non molto alta, ma dal fisico perfetto possiede due grandi ed espressivi occhi verdi, con sfumature castane, che le imperlano il viso, ed una chioma fluente dalle tinte d’ebano. Caparbia, volitiva, possiede una calma che le assicura di mantenere sangue freddo anche nelle situazioni peggiori. Non ama parlare della sua famiglia. Fratello Aedan a parte, verso cui nutre un affetto totale e sincero…nonostante non ne condivida le ideologie sull’indifferenza verso i babbani. Si concede allo studio con buona volontà riuscendo brillantemente. Pratica il corso di magia per circa 5 anni presso Durmstrang , ma riesce a convincere con abile mossa e complicità della famiglia Norwood i suoi genitori a mandarla ad Hogwarts, che considera di sicuro una spanna al di sopra rispetto le altre scuole di magia. Curiosa, dalla mente aperta, ama poter avere sempre un quadro completo delle situazioni che le si palesano di fronte. Guai quando qualcosa sfugge alla sua mente vigile. Punto chiave, le persone che le stanno vicine, e che lei trova simpatiche ( e ciò capita di rado ), possono senza alcun dubbio fidarsi ciecamente. Così come per gli schemi della sua mente le piace essere assolutamente perfetta in ogni situazione. Gli incantesimi attuabili mediante ipnosi sono quelli che le riescono magnificamente. L’induzione è, senza alcun ragionevole dubbio, la sua mossa vincente. Viene vista spesso in compagnia di Edward Norwood, Jasper Lewis e Deirdre Blackster. Adora e studia la magia oscura con interesse sempre crescente.
grifondoro
Julia Versten

Settimo anno. Di origini norvegesi, Julia è nata a Oslo in una tiepida giornata estiva, figlia di un mago e di una Ondina (ninfa delle acque): per questo adora l’acqua, elemento che riesce a manipolare con facilità grazie al sangue materno. La sua risolutezza e caparbietà, talvolta la fanno risultare antipatica o troppo competitiva, ma la rendono un’ottima giocatrice di Quidditch, che pratica nel ruolo di Cacciatore. In campo scolastico se la cava abbastanza bene, in particolare in Trasfigurazione e Difesa contro le Arti Oscure, benché non apprezzi molto la professoressa Merrythought. Pur essendo all’ultimo anno, non ha ancora ben chiaro il suo futuro, anche se è molto affascinata dal lavoro di Auror, per il quale sarebbe portata grazie al suo coraggio. Nonostante la sua origine purosangue, ritiene che le distinzioni in base alla purezza di stirpe siano inutili e stupide, poiché la magia è un dono che tutti i maghi e le streghe possiedono nello stesso modo. L’anno scorso è stata Prefetto di Grifondoro, insieme con il suo migliore amico è Sebastian Lang(adesso Caposcuola), che ha conosciuto il primo giorno di scuola ad Hogwarts: sono legatissimi, ma non vi è alcun interesse romantico fra loro, poiché si considerano come fratello e sorella. Di solito ha rapporti difficili con le ragazze: in genere le sembrano troppo interessate ad argomenti futili, ma è buona amica di Georgiana Harrington. Non ha mai avuto un ragazzo serio, perché di fondo è molto timorosa dell’amore e della perdita di controllo sulla propria vita che può conseguirne. Ha una sorella più piccola, Ida, che frequenta il sesto anno, innamorata pazza di Tom Riddle, per disperazione di Julia, che invece non può vederlo a causa della sua aria di superiorità e della sua arroganza nei confronti dei Mezzosangue.
Damian Denholm

Sesto anno, Grifondoro.
Figlio di un potente mago e di una strega residenti negli Stati Uniti. Purosangue, ma con idee ben diverse da molti suoi “simili”. Aperto, socievole, spigliato. Dalla parlantina vivace, e svelta. Raramente riesce a star zitto, e quando questo accade, le probabilità del suo malumore sono altissime, per non dire stratosfericamente certe. Schietto, sincero, non ama mascherare i propri pensieri. Dice tutto quello che pensa, senza preoccuparsi mai. Conscio del fatto che non vuole, in alcun modo, incappare nella menzogna, che considera una scappatoia per persone con la coda di paglia. Divertente e scherzoso, ama la vita e tutto ciò che gira attorno ad essa. Vive ogni attimo come fosse l’ultimo, non ama i rimpianti, né le mezze frasi. O tanto meno le opere incompiute. Coinvolgente, riesce a raggiungere ogni obiettivo percorrendo sempre la strada più difficile, poiché le ritiene ring decisivo per la formazione completa del suo essere. Punta sempre al massimo in qualsiasi cosa, più che per superbia, per rispetto verso se stesso.
Elodie Baudelaire

Elodie Baudelaire frequenta il quinto anno nella casata dei grifondoro. Figlia di padre mago e madre veela, ha preso da quest'ultima gran parte della sua bellezza. Definita da molti una bambola di porcellana, forse per la sua reale somiglianza ad esse: lunghi boccoli biondi che le circondano il viso dalla pelle diafana, guance rosate, profondi occhi blu. Ha un carattere molto sensibile, fa difficilmente amicizia e raramente si affeziona in modo forte alle persone, per paura di doverle un giorno perdere. Chi riesce ad entrare nel cerchio delle sue amicizie è sicuro di avere accanto una vera amica: fedele, comprensiva, che dà tutto pur di far star bene la persona che le è a fianco. Testarda e lunatica alle volte, un'enterna indecisa che però non si fa condizionare dagli altri. Non ha pregiudizi verso le persone ma tende molto a selezionarle, dopo un'accurato studio visivo di esse. Ama gli animali e stare a contatto con essi. Legatissima a schizzo, un kocker che le è stato regalato dalla nonna quando aveva pochi anni. Odia le mezze misure, per lei non hanno senso. O è bianco, o è nero. Decisamente impacciata nelle relazioni con i ragazzi, non solo sentimentali ma anche di semplice amicizia.
Annabel Bennett

Grifondoro del sesto anno e secondogenita di una semplice famiglia di babbani, residenti nei quartieri Nord di Londra, Annabel è una ragazza come tante altre. Dalla parlantina facile e la battuta sempre pronta, tende a dire sempre quello che pensa e questo spesso irrita chi le sta vicino, specialmente i soggetti più sensibili: in realtà conoscendola bene si può trovare in lei un'amica sincera. Estremamente leale, ama ridere e di conseguenza nutre una grandissima stima per chi provoca in lei questa reazione, attraverso qualunque mezzo. Non particolarmente incline allo studio, se la cava grazie a quel poco che riesce ad ascoltare in classe e alla sua abilità nella parte pratica delle lezioni, specialmente per quanto riguarda Pozioni e Incantesimi. Assolutamente incapace dal punto di vista canoro, in realtà ama cantare e lo fa spesso e volentieri, assicurandosi prima che tutti gli altri esseri umani siano a qualche isolato di distanza, per evitare di graziarli con i suoi toni soavi. Tutta la sua famiglia è sempre stata scettica riguardo alla sua situazione di strega e preferisce tenere nascosto tutto a più persone possibile, eccezion fatta per la sua sorellina minore, che durante le vacanze non fa altro che tartassarla di domande sul mondo magico e quel che è in relazione ad esso. Campionessa di figuracce, non passa attimo che non inciampi in qualcosa o si distrugga la reputazione; ma in fondo, dietro gli occhioni nocciola e il viso tondo di questa ragazza si nasconde una tenerezza infinita, che aspetta solo di essere scovata da qualcuno che la apprezzi per come gli viene presentata. E' raro che si arrabbi, e nelle poche occasioni in cui succede tende a passarle subito.
Daisy Brown

Proviene da una famiglia molto numerosa, è infatti la quarta di cinque fratelli, Evelyn, la maggiore, Carl, Doug ed Alice, la più piccola.
E poi c'è lei, grifondoro del quinto anno, non tanto alta, capelli neri e lisci, carnagione chiara, magra, dal petto ed i fianchi piatti. Casa sua è sempre spaventosamente caotica e confusionaria, ogni giorno succede qualcosa, c'è sempre un parente più o meno stretto che viene a cena, o a prendere un the, o semplicemente a fare una visita. Se i primi anni in cui era ad Hogwarts ne sentiva la mancanza, dal quarto ha iniziato a palesare la sua insofferenza e a ritenersi fortunata di trascorrerci solo le vacanze. La sua materia preferita è pozioni, seguita da trasfigurazione e talvolta ottiene dei buoni risultati anche in Difesa contro le arti oscure. Non è eccessivamente riservata, ma nei momenti in cui ha bisogno dei suoi spazi non ammette di essere disturbata. Non è molto paziente e quando è nervosa per conto suo ha il vizio di essere scontrosa con tutti, salvo poi pentirsi un attimo dopo aver parlato. Ha spesso un'aria totalmente disinteressata ed annoiata, tanto da sembrare non avere attrazione per attività alcuna. Recentemente ha scoperto la passione di scrivere poesie, ma non le ha mai fatte leggere a nessuno, perchè se ne vergogna troppo; differentemente ha sempre mostrato attitudine nel disegno ed in particolar modo trova soddisfazione nell'eseguire le caricature dei professori o compagni. I genitori ed i fratelli sono maghi, ma in famiglia ci sono molti halfblood e babbani. Non ha mai dato peso alle prese in giro che le venivano fatte a causa della sua origine, anche se ultimamente le sembra che la situazione a scuola sia peggiorata, pur non essendo al corrente di niente.
tassorosso
Apollonia Pasco

Sedicenne Tassorosso figlia di babbani, di origini bretoni ma cresciuta nello Yorkshire. In una parola, il Disordine. L’organizzazione è qualcosa di avulso da lei, una confusionaria in senso lato. Distratta nel riporre la roba, nel vestirsi, nel fare i compiti, è anche piuttosto imbranata. Energica, vivace, ai limiti dell’iperattività, si muove continuamente, in alternativa parla. Scherza molto, ride molto, e lo fa in modo poco signorile. È una persona molto alla mano, con cui è facile parlare, basta solo non farla innervosire. Tendenzialmente ottimista, è d’altra parte anche un soggettino nervoso e facile alla rabbia. Cocciuta come un somaro, è permalosa e reagisce con irruenza ai torti subiti, non facendosi problemi ad arrivare alle mani. È molto orgogliosa; ammettere i propri errori le costa tremendamente tanto, e la maggior parte delle volte evita di farlo. Fierissima delle proprie radici, sia geograficamente e che magicamente parlando, coltiva la passione per le tradizioni bretoni e difende a spada tratta la popolazione babbana. Il suo rendimento scolastico è nella media, con voti particolarmente bassi in pozioni e note particolarmente alte in babbanologia. Detesta a livelli cosmici il proprio nome, e si presenta sempre e solo come Polly.
Eugene Pennington

VI anno. Nato e cresciuto a York in una famiglia basso-borghese, senza quasi entrare in contatto con il mondo magico e soprattutto con i nonni materni. E' infatti, nipote degli esponenti di due importanti famiglie nobili del nord dell'Inghilterra. Il problema fondamentale sono le origini di suo padre, figlio di Babbani. Lo stesso Eugene si è convinto che sia il suo sangue 'sporco di seconda generazione' ad essere l'origine del suo scarso talento magico, che è stato un grande motivo d'imbarazzo scolastico finché non l'ha ammesso pubblicamente, smettendo di scatenare l'ilarità altrui. La sua vera passione è la musica; dopo numerose pressioni sulla professoressa Bonnet, è riuscito ad ottenere l'istallazione di un pianoforte a coda in sostituzione di quello a muro presente nella stanza di Musica di Hogwarts. Fa parte del coro della scuola sin dai tempi in cui la sua straordinaria voce era bianca come la neve. Timido, introverso, non ha quasi nessun amico. Può dare l'impressione di voler essere misterioso, affascinante, ma non c'è alcuna premeditazione nel suo comportamento. Lo si vede raramente in giro per la scuola: quando passa, si può seguire solo la scia della sua testa biondissima, o al massimo il suono del motivetto che sta intonando. Frequenta molto volentieri Carlisle Hunnam, una delle poche persone per le quali non provi invidia, fastidio o astio. Non ha mai avuto una ragazza; certo è che sono poche quelle che sono riuscite ad approcciarlo, ma neppure lui ha mai dato segni di volere una relazione.
Rah Ching Page

Rah Ching è stata adottata da una famiglia di Babbani londinesi, non sa nulla delle sue origini di cui mantiene solo il nome. Sin da piccola si dimostrò timida con chiunque le rivolgesse la parola, rimane spesso taciturna. Cercò sempre più di scoprire qualcosa sulle sue origini ma i Page, i genitori adottivi, tentarono di tenerla in ogni modo lontana da qualsiasi cosa riguardasse il suo passato, la Cina e i suoi genitori. Questa situazione la rese sempre più insofferente e ogni volta che otteneva risultati negativi nelle sue ricerche o che la signora Page la scopriva a informarsi su qualsiasi cosa riguardasse la Cina la luce della stanza in cui si trovava Rah cominciava a lampeggiare e la lampadina scoppiava, oppure le pentole in cui la madre stava cucinando si fondevano e bruciavano. All’età di 11 anni ricevette la lettera che la metteva al corrente che avrebbe potuto frequentare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. I genitori adottivi le raccontarono allora la verità sui suoi genitori: erano dei maghi che l’avevano abbandonata perché pensavano che fosse una Maganò, che non avrebbe mai avuto un posto nella società magica. Ora Rah frequenta il 5° anno a Hogwarts ed eccelle in tutte le materie di studio, anche se predilige Trasfigurazione, Incantesimi e Difesa Contro le Arti Oscure.
Carlisle Hunnam

Sesto anno. Carlisle è nato e cresciuto a Londra, figlio di due eminenti personalità del mondo magico: il padre, Charlie, è primario al San Mungo, mentre sua madre, Hannah, è una famosa ricercatrice che collabora con l'ospedale. Purosangue. Sebbene non gli sia mai mancato nulla, sin da bambino dimostra di avere un'indole incredibilmente generosa e disponibile, al punto da trasformarmi, con il passare negli anni, in un vero e proprio galantuomo, l'incarnazione di un romanzo di fine '800. Studente nella media, si distingue particolarmente in Cura delle Creature Magiche e Difesa contro le Arti Oscure, ha la strordinaria capacità di ricordare tutto ciò che legge, indipendentemente da dove lo legga e quando lo legga. Ha un discreto successo tra le ragazze, ma non è particolarmente interessato a far strage di cuori, al punto da essere considerato universalmente l'Anti-Principe per eccellenza e da essere cordialmente detestato da Edward Norwood, sentimento ricambiato con altrettanta intensità. Le radici di questo odio tra i due belli per antonomasia rasentano oramai il mito e la leggenda: c'è chi vocifera, addirittura, del coinvolgimento di una bellissima Veela. Cerca sempre, costantemente, di rimanere fedele a se stesso e sa assumersi le proprie responsabilità, non teme i confronti e men che meno gli scontri. Le ragazzine di Tassorosso del primo anno gli hanno dedicato un fan-club.
Alexa Robinson

Alexa nasce in una ridente cittadina del Michigan, negli Stati Uniti, da madre babbana e padre mago. Deve scoprire le sue potenzialita` da maghetta da sola pero`, dato che il padre non e` mai in casa, e quando lo e` si limita a dormire e a picchiare e sgridare lei e la madre. Il padre ha da tempo rotto ogni contatto con il mondo magico e vive solo nella realta` del mondo babbano. Quando Alexa compie i sette anni il padre abbandona la famiglia scappando in macchina con una giovane ragazza. Da quel momento in poi Alexa e sua madre si devono rimboccare le maniche per sbrigarsela da sole. In questo modo Alexa si costruisce un carattere forte e perseverante, diventa una ragazza che difficilmente si arrende, e trova sempre un modo di superare gli ostacoli. Per queste ragioni Alexa viene smistata nella casata di Tassorosso quando arriva agli undici anni a Hogwarts. A scuola si trova un po` in difficolta`, si sente una estranea fra tutti i ragazzi dell'alta societa` inglese e cerca disperatamente di nascondere il suo marcato accento americano. Inoltre e` disprezzata ancor di piu` dai Purosangue perche` l'unica radice che l'attacca al mondo della magia, il padre, ha da tempo rinnegato il suo mondo, abbandonandosi ai piaceri babbani. Riesce comunque a fare subito amicizia con due simpatiche ragazze che diventeranno le sue compagne di stanza e amiche del cuore, Lory e Susan. Nonostante la sua personalita` decisa e forte Alexa ha una bassa autostima, e non e` il meglio a socializzare. Sa tirare fuori il suo lato combattivo e aggressivo quando e` necessario. E` alta e castana, ha un sorriso bellissimo, che sfodera solo agli amici piu` intimi. Ama scambiarsi pettegolezzi fra amiche nella sala comune di Tassorosso, davanti a un fuoco e con una barretta di cioccolato da gustare. Frequenta il quinto anno, ma il primo semestre lo ha trascorso a casa per accudire la madre malata. La sua materia preferita e` Erbologia.
corvonero
Audrey Salinger

Sesto anno. Nata e cresciuta nella città di Brighton, nel sud dell’Inghilterra, Audrey è figlia di Isabel e Julian Salinger; sua madre scomparve, quando lei era piccola, dunque suo padre decise di affidare l’educazione della figlia alla sorella della donna. Benché la sua famiglia sia fieramente purosangue, Audrey non condivide le loro idee in merito alla purezza di stirpe, grazie anche all’influenza di sua zia Diane. Non molto alta, ha un fisico esile, la pelle chiara e gli occhi verdi; tiene molto ai suoi boccoli biondi ed alle sue mani belle e curate. Fin da bambina manifesta i suoi poteri di strega, e stupisce la sua famiglia quando è assegnata a Corvonero invece che a Serpeverde. Possiede una memoria molto precisa e un’intelligenza brillante, non le interessa molto studiare, a differenza degli altri Corvonero; tuttavia, grazie alle sue doti, riesce bene anche nelle materie più complesse, e in modo particolare eccelle in Trasfigurazione ed Aritmanzia. È gentile con chi le si rivolge, ma riservata; la sua migliore amica e compagna di banco è Rachel Casey. È molto paziente, e talvolta dà ripetizioni agli studenti che lo chiedono, facendosi pagare profumatamente. Ama la natura, e spesso passeggia nel parco di Hogwarts; quando è triste, cerca un posto solitario e si rifugia lì finché non le passa la malinconia. Le piace molto leggere e disegnare.
Jillian McKanzie

Nata con lo scoccare del solstizio d'autunno nel castello di famiglia poco fuori Edimburgo, Jillian si è trasferisce a Londra alla tenera età di tre anni, in seguito all'assunzione dei genitori al San Mungo: proprio a causa della loro scarsa presenza in casa, la bimba viene cresciuta dalla nonna materna che, tra un biscotto e una fetta di torta scopre la spiccatissima dote della nipote per gli incantesimi. Di salute cagionevole, studia a casa fino ai suoi undici anni, quando la fatidica lettera di Hogwarts arriva, invitandola a frequentare quello che si rivelerà essere il più traumatico anno della sua vita: spaesata dalla frenesia scolastica, dalla confusione e dalle tante persone, fatica ad ambientarsi in quel mondo così diverso dal suo. Solo al terzo anno, le cose iniziano ad andare meglio e avviene la metamorfosi: da invisibile studentessa modello, Jillian si trasforma in una malinconica ma sempre sorridente splendida fanciulla. Adesso frequenta il sesto anno nella casata corvonero. E' una grande osservatrice, di indole schiva e per questo spesso scambiata per snob: in realtà è solo molto diffidente dei confronti di chi non conosce. Sebbene sia molto graziosa, con lunghi capelli biondi e occhi verdissimi, non ha un grande successo con i ragazzi a causa di una forma di timidezza cronica che la porta ad arrossire furiosamente ogni qualvota viene colta di sorpresa. Cosa che accade praticamente ogni volta. Ama particolarmente le giornate autunnali, quando i raggi del sole ancora scaldano la pelle. Ha una gattina nera, Chipie, che adora.
Georgiana Harrington

Caposcuola della casa di Corvonero. Figlia unica, nasce e cresce a Stratford-Upon-Avon, Warwickshire, che già diede i natali a William Shakespeare. Figlia dei proprietari di un serraglio del quartiere magico di Stratford, ama sin dalla più tenera età i gatti, che rimangono però uno dei pochi animali che possa sopportare. Influenzata dalla fama suo illustre concittadino, ama scrivere racconti dove regala le più improbabili personalità a lei e ai suoi amici; perde ore intere e fiumi d'inchiostro nell'immaginare le sue fantastiche vite. L'idea di frequentare Hogwarts non fa altro che gettare un'aura dorata sul suo futuro, tanto che il ritardo della sua lettera d'ammissione ( assegnata ad un gufo scarsamente affidabile e poi prontamente rintracciata ) le provoca una crisi di panico che richiederà un ricovero al San Mungo.
Schietta, di carattere aperto, non riesce a stare per più di tanto tempo senza fare una battuta. Socializza con facilità ed è pronta ad aiutare il prossimo nei limiti del possibile. Dedica anima e corpo ai suoi compagni di casa, uno dei motivi per cui è stata nominata prima Prefetto, e ora Caposcuola. Grazie allo studio e ad una mente brillante ottiene ottimi risultati scolastici, in particolare in Trasfigurazioni; nutre una vera e propria adorazione per Albus Silente, d'altronde ricambiata dalla stima del professore. Detesta il Quidditch e non è praticamente in grado di salire su una scopa. Continua ad avere una fervida fantasia e non ha smesso di scrivere; ha un numero imprecisato di taccuini, e ne porta sempre uno con se. Ha lasciato il suo ultimo ragazzo a metà del sesto anno e per ora è single. Ha moltissimi amici, anche se solo pochi possono affermare di conoscerla veramente bene.
Aedan Lywelyn

Primogenito di Lord e Lady Lywelyn , i maghi più famosi della contea Irlandese. Studente modello dalla bellezza eterea si distingue per il suo carisma innegabile [ e per la lunga lista di conquiste nel corso degli anni di studio. ]. Dalla memoria pronta e sempre vigile, denota un curriculum scolastico inappuntabile.Nelle sue vene scorre sangue purissimo che gli permette di predisporre di una attitudine verso la magia innegabile.Quasi irreale.Plateale, ma per niente spaccone, si diverte nel mostrarsi.Vanesio senza dubbio, conquista e stravolge con il suo modo di fare esuberante ma mai fuori posto.Amante del bello e del divertimento, ambizioso e per nulla scontato.Dietro un sorriso si nasconde una creatura difficile da capire per conoscenti comuni, che tiene debitamente alla larga dal suo privato.Sottile e meticoloso nelle considerazioni personali, fa gruppo con pochi ragazzi a scuola, che però considera sicuramente gente fidata.Tra queste persone, strano a dirsi per le attitudini generali, fa coppia fissa con la sorella minore, Scarlett, anche lei studentessa di Hogwarts.Legati da un rapporto particolare, Scarlett è la sola che riesca a capirlo anche da uno sguardo.Silenzioso, valuta bene ogni mossa.La sua mente sveglia, straordinariamente incline nel prevedere le mosse altrui, lo fa risultare, senza dubbio un mago da cui è meglio guardarsi bene.Pronto a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi.Dall’aspetto forte e deciso, trae in inganno per i suoi modi di fare a volte teatrali.Gli eccessi della sua personalità, però, conducono ad una trappola, non facendo sospettare affatto la straordinaria pericolosità che può raggiungere, se provocato.
Sophie Davies

Frequenta il quinto anno nella Casa di Corvonero. Nata da madre strega e padre babbano nella cittadina di Harwich(est dell’inghilterra), Sophie rientra nella schiera dei cosiddetti ‘mezzosangue’, ma non nasconde per nulla le sue origini, anzi, ne va fiera. Ha un’intelligenza spiccata che ha ereditato dal padre e una certa spigliatezza(che mostra solo quando ne ha voglia), che è eredità materna. Adora ascoltare e guardare le persone con attenzione, cercando di coglierne ogni piccola sfumatura. Ha un fratello più grande, Randal, al quale mira come modello e col quale ha un buon rapporto di amicizia e di stima; proprio per la sua influenza, Sophie appare più grande della sua età. Non ha particolari difficoltà a crearsi nuove amicizie, ma sono davvero pochi quelli che possono definirsi suoi ‘amici’ nel vero senso della parola; in particolare è legata a Elodie Baudelaire, al suo stesso anno, ma smistata in una casa differente e ha un migliore amico, Henry Hallward . Persona simpatica e sincera. Nonostante non sia una ragazza superficiale, adora vestiti di ogni genere e si diverte a creare nuove mode o provare nuovi abbinamenti. C’è un’altra cosa che Sophie ama fare sin dalla tenera età, e quella cosa è cantare: canta sotto la doccia, canticchia nei corridoi, canta quando è triste o quando è felice; insomma la sua vita è il canto e cantare è la cosa che la rende più felice e la fa sentire accettata in una scuola in cui non è sempre facile sentirsi ‘diversi’.
Leen 'Ute' Neumann

Tedesca dal sangue puro; la sua famiglia è composta esclusivamente da maghi da generazioni e generazioni, ha un albero genealogico che sembra non finire mai. Questo, l'ha aiutata ad ambientarsi per bene a Durmstrang - scuola nella quale ha passato i primi sei anni scolastici prima di essere spedita ad Hogwarts. Ancora non si capacita di come, i genitori, abbiano potuto fare una cosa simile: ha dovuto abbandonare fidanzato, amici e studi e senza nemmeno poter aspettare ancora qualche mese - prima della fine dei corsi, per lo meno. Questo ha reso il suo trasferimento difficile e a suo dire, la decisione oramai presa è ingiusta e sconsiderata.
Lei è quella che, forse per la troppa incoscienza, forse per la connaturata caparbietà che molti le attribuiscono, è convinta ad andare sempre fino in fondo, senza fermarsi neanche a costo di rischi inutili, sebbene neanche una volta abbia smesso di fingersi più forte di quello che è in realtà, ripugnando in quasi ogni circostanza le lacrime. Sicura, tuttavia: nel complesso è socievole, pacata quanto serve. Tende ad essere schieta, se colta in imbarazzo permalosa e acidella. Sa, però, essere di una fragilità e di un'ingenuità disarmante, spesso, per indole caotica e tragicamente sregolata. Bionda, i suoi occhi sono caratterizzati da bicromia oculare ( destro azzurro, sinistro verde ) ma è un particolare che spesso nasconde, tramite una lente colorata. Una naturale predilizione per incantesimi e pozioni, un rinomato fenomeno nei duelli.