sabato, 29 settembre 2007
commenti • tag: lezioni, festeggiamenti, grifondoro, corvonero

audrey15 Settembre
È la sera del Ballo d’Apertura, e da una settimana si vedono scene della peggior specie: dal romanticismo più smielato nel fare la proposta all’oggetto del desiderio, alle crisi isteriche di chi è stato rifiutato o non ha ancora ricevuto il tanto bramato invito. “Sembra che solo io ne sia immune” penso, mentre pettino i capelli di Rachel. Sarò strana io, o sono gli altri quelli spostati?
“Insomma, non è che io sia alla ricerca di un marito o chissà che, però…”
"Però?" mi domanda Rachel.
“Non voglio venire al ballo tanto per venirci, con qualcuno che neanche mi interessa. Per poi dargli delle false speranze. Tanto vale che me ne stia da sola.”
Dallo specchio, Rachel mi rivolge uno sguardo di comprensione. Tuttavia poi dice:
“Per me ti fai troppi problemi. Un invito al ballo non è come chiedere di impegnarsi sul serio in una storia.”
“Ma è un appuntamento lo stesso.”
"Beh… questo è vero."
Stiamo zitte entrambe per qualche secondo, mentre termino l’acconciatura. Rachel potrebbe usare la magia, ma visto che secondo lei sono molto meglio le mie mani, mi sono ritrovata a trafficare con pettine e mollette. Mentre si rimira nello specchio, esclama:
“Hai fatto un ottimo lavoro, Audrey!”
“Casomai fallissi su tutta la linea nel mondo magico, potrei sempre aprire un salone di bellezza a Brighton.”
“Non so come la prenderebbe l’orgogliosa famiglia Salinger, ma tua zia te lo lascerebbe fare senza problemi.”
“Già.”
"Allora, come sto?" mi chiede ansiosa.
“Tranquilla, sei bellissima.”
Ed è vero. La accompagno nella sala comune, dove la attende il suo cavaliere: ormai lei e Toby stanno insieme da quasi due anni. Li vedo allontanarsi, mentre camminano in un’aura di luce e felicità.
Non sono in molti a non partecipare al Ballo d’Apertura dell’anno scolastico, ed i pochi che se ne astengono non sono proprio la compagnia migliore: ragazze inacidite, ragazzi tristi. Così decido di andare sulla torre dove si tengono le lezioni di Divinazione. Mentre mi allontano, incrocio la squadra dei Principi che zampetta  allegra verso il ballo. Più mi allontano dalla Sala Grande, meno gente incontro: un apprezzabile miglioramento.
I gradini della torre sono stretti e ripidi: ne mancano sì e no una decina alla botola, quando mi scontro contro qualcosa. Solo che di fronte a me non c’è niente, finché una figura maschile non emerge dal nulla.
Si volta all’improvviso, mentre sta cercando di disincagliare con difficoltà un mantello (anche questo apparso dal nulla), impigliatosi nella ringhiera di metallo.                                                                
“Peter?!”                                                                               
Peter Halbury mi osserva con uno sguardo fra il sorpreso ed il diffidente. Lo conosco da circa un paio d’anni, anche se l’ho sempre visto in giro. È all’ultimo anno, appartiene alla casa di Grifondoro: un ragazzo divertente, simpatico, anche se non proprio affidabile. È più alto di me, gli arrivo al naso; ha profondi occhi nocciola dallo sguardo a tratti dolce, a tratti ironico; i suoi capelli castani sono sempre in disordine, anche in questo momento. Ci siamo lasciati un mese prima delle vacanze estive. 
"Cosa ci fai tu qui?" mi chiede con tono stridulo.
"E tu allora?" replico "A proposito, quello è un Mantello dell'Invisibilità?" aggiungo, indicando un logoro drappo di stoffa.
Peter dà una rapida occhiata a quel pezzo di stoffa consunta, e annuisce. Dalle scale sentiamo un rumore: in men che non si dica, mi ritrovo con lui sotto il mantello, ma non era che un falso allarme.
"Meno male..." dice "Scusami, ma io in teoria sarei in punizione".
Cosa che non mi stupisce, fra i Grifondoro… beh, fra tutti gli studenti è proverbiale il numero di punizioni che Peter riesce ad accumulare.
“Le mie labbra sono sigillate.”
Non smette di guardarsi in giro con fare sospettoso, ed è chiaro che è tutto fuorché tranquillo. Così lo saluto e salgo in fretta i pochi gradini che mi restano. Una volta nella stanza, mi siedo su una poltrona vicina al camino, dove ardono ancora alcune braci: aggiungo un po’ di legna per riaccendere il fuoco, poi mi preparo una tazza di tè.
Pur continuando a chiedermi il motivo del suo strano comportamento, mi dico di lasciar stare. Ognuno è libero di fare quello che vuole, no?
 
22 Settembre
È passata una settimana dal ballo, e se ne vedono le conseguenze. Nuove coppie, che girano per i corridoi mano nella mano, a profusione. Come tutti gli anni, sembra di vivere un San Valentino anticipato. Anche se molte non reggeranno nemmeno fino a Natale. Ma questo ancora non lo sanno.
Rachel ed io stiamo pranzando sedute al tavolo dei Corvonero, un po’ in disparte rispetto al nostro solito gruppo di amici, che hanno capito la situazione e ci lasciano tranquille.                                                                                                              
“Allora, Peter non si è più fatto vivo?”
“No, e non c’è motivo perché lo faccia.”
“Ma l’hai coperto.”
“Rachel, non sono un’infame! L’avrei fatto per chiunque. Vabbè, tranne che per…”
Mi blocco giusto in tempo prima i pronunciare il nome di Toby, il fidanzato della mia migliore amica. Che in uno dei suoi soliti impeti di gelosia è riuscito a rovinare la serata.
“No, dillo pure, non preoccuparti.”
Mi arrabbio per l’ennesima volta con Toby: possibile che non riesca ad essere un ragazzo meno possessivo? Quella sera, Rachel aveva scambiato due parole con Eric Morton, una sua vecchia cotta, mentre lui era andato a prendere da bere. Al ritorno di Toby, Eric se n’era andato quasi subito, ed era scoppiata la bomba. Non aveva fatto una scenata, ma quando ero ritornata in stanza, avevo trovato Rachel in lacrime, sdraiata sul letto vestita. Vederla in quello stato mi faceva sempre male.
Anche adesso ha le lacrime agli occhi, ma l’arrivo di Peter Halbury la distoglie per un momento dai suoi pensieri.
Peter si piazza proprio accanto a me, mentre lo guardo con un’espressione interrogativa, e forse anche ostile.
“Ciao ragazze. Oggi posso unirmi a voi?”
C’è un’intera tavolata di Grifondoro alle nostre spalle, che lo chiama con grandi gesti e urla. Peter non può rifiutare, a meno di non fare un gesto plateale di riavvicinamento alla sottoscritta. E per come erano finite le cose fra noi, non capisco come mai ci potrebbe provare.
Infatti si alza e raggiunge i suoi compagni. Mi impedisco di guardarlo mentre si allontana, e reprimo la tentazione di alzarmi e fuggire via. Sento fissi sul mio viso gli sguardi dei miei amici e dei suoi, e mi sforzo di non far trasparire emozioni. Non so come, riesco parlare in modo normale, a ridere e scherzare.
 
27 Settembre
Oggi diluvia. Viene giù una cataratta d’acqua che mai si è vista prima nella storia del mondo, gli alloggi dei Serpeverde potrebbero finire allagati.
La lezione dell’ultima ora, Erbologia, è solo teorica, la concentrazione non è con me e i miei pensieri vagano liberi. La voce della professoressa Bonnet agisce come soporifero: gli usi e gli abusi dei semi di melograno mi lasciano del tutto indifferente. I miei neuroni implorano: “Dateci una tregua!”. Davanti a me, le spalle larghe di Tom Riddle. I suoi capelli neri hanno un riflesso quasi verdastro alla luce della finestra, sulla quale le gocce di pioggia picchiettano senza sosta. La sua mano si muove senza sosta sul foglio, e mi domando come diavolo riesca a stare attento. Io reprimo a malapena uno sbadiglio.
Da quando ha cercato di sedersi al tavolo con me e Rachel, non ho più visto Peter. O meglio, non l’ho più incontrato abbastanza a lungo da poter parlare, al limite l’ho intravisto durante i pasti o per i corridoi della scuola. Mi sono vietata di cercare di incrociarlo frequentando i suoi stessi posti, ma è difficile. A parte i finesettimana, non ci possiamo muoverci da Hogwarts. Non posso che tentare di evitare i pensieri che lo riguardano.
Odio queste situazioni di attesa, in cui aspetto che accada qualcosa; e più aspetto, più sembra che le cose siano decise a stagnare. Forse dovrei fare qualcosa io. Ma cosa? Fargli bere un po’ di Veritaserum e interrogarlo sotto tortura? Mi espellerebbero, anche se l’idea ha un che di attraente. 
Odio anche Peter, che mi ha fatto piombare in questo umore del cavolo, mentre dovrei stare accanto a Rachel e dedicarmi solo a lei. Ha chiarito con Tony, ma i problemi di fondo non sono spariti.
Inizio ad odiare anche la professoressa Bonnet, adesso che ci penso; Erbologia non è mai stata una delle mie materie preferite, ma proprio oggi doveva scegliere un argomento così noioso? Se almeno fossimo andati nelle serre, mi sarei distratta un po’.  
Caspita, il mio umore sta in fretta peggiorando verso l’abisso.
Spero che nessuno mi faccia arrabbiare, o altrimenti potrei scagliargli una delle Maledizioni Senza Perdono.
Spero che Peter si tenga alla larga finché non sarò un po’ più aperta al dialogo, o in ogni caso all’ascolto.
Spero che non finiremo per farci ancora del male, attività in cui superavamo noi stessi.
Spero che non finisca per farmi ancora del male. Non so se lo sopporterei.
Ma finalmente la campanella suona e possiamo andarcene. Prima di uscire, la professoressa Bonnet mi ferma e mi chiede se va tutto bene, perché mi ha vista un po’ spenta durante la lezione.
La rassicuro:
“Sì, non si preoccupi. Tutto a posto. Sono solo un po’ stanca.”
La professoressa mi saluta e io esco dall’aula. Non ho ancora raggiunto la sala comune dei Corvonero, che una mano mi agguanta il braccio.
Una ragazza con la divisa di Grifondoro, credo della mia età, mi fissa truce.
Sono davvero terrorizzata, che fiero cipiglio inalbera.
“Senti, tu devi lasciare stare Peter. Va bene? Hai già fatto abbastanza danni.”
Dopo un’ultima pressione sul braccio, se ne va: ci mancava solo una scenata di gelosia da parte di una che neppure conosco. la conclusione perfetta di una giornata idilliaca.












venerdì, 28 settembre 2007
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[15 settembre]

Preparativi.
Indosso il mio abito senza spalline. Stretto al seno e largo dopo. I capelli semplicemente lisci e legati, soltanto alcune ciocche, dietro con un fermaglio a forma di fiore, proprio come i disegni del mio abito.
Bree è allo specchio, si sta truccando. Indossa un abito bellissimo che abbiamo comprato insieme questa estate, blu.
"Finalmente riuscirai a fare il tua ballo con Matt" esclama poi lei dal nulla. Già, io e Matt non eravamo mai riusciti a partecipare ad un ballo insieme. O per problemi familiari, o per problemi fisici, o per punizioni scolastiche. Sembrava quasi fosse una condanna: in sei anni, mai un ballo insieme e ormai ci avevo quasi fatto l'abitudine.
"Già..forse questo sarà il mio, il nostro, anno fortunato!" rispondo con un filo di voce che lascia trapelare amozione. Bree si gira a mi trascina verso lo specchio dove inizia a truccarmi. Un semplice rigo nero e il mascara "perchè tu hai il viso semplice e stai bene così" conclude poi rimettendo a posto i suoi marchingegni.

Il ballo

E mi trovo ancora qui, da sola. La festa è iniziata da un'oretta e Matt è scomparso da mezzora. Dove cavolo è finito quell'idiota?! E se si è sentito male?! Sono seduta su una delle sedie poste attorno a dei tavolini rotondi in fondo alla sala grande. Tutti si stanno divertendo ed io, per lasciare che si divertissero anche Oliver e Bree me ne sono andata, ma adesso è veramente troppo e la preoccupazione si fa sentire. Cerco Oliver che sta ballando nel mezzo della pista con la mia adorata Bree. E' sempre così bella.
"Ragazzi, avete visto Matt? Lo sto cercando da un pò, ma non l'ho ancora visto"
"Sarà perchè in questo casino è difficile trovarsi. Aspettate là sedute che vado a vedere se trovo quel pazzo!"
esclama Oliver lasciando poi me e Bree sole.
"Tesoro non preoccuparti! Vedrai che è come ha detto Ol!" la ragazza cerca di tranquillizzarmi, io le sorrido e andiamo a prendere qualcosa da bere. So che questo è solo un modo per tenermi tranquilla, lo so. Ma lo accetto perchè questa è una festa e alle feste ci dobbiamo divertire. Ci sarà una buona ragione per il fatto che Matt sia sparito e spero vivamente che la ragione non sia io.
Finito di bere la burrobirra vedo Bree che sorride e indica un punto dietro me con il dito. Mi volto e vedo oliver in compagnia di...Matthew. Finalmente!
"Scusa se ti ho fatto aspettare, ma sai che sono uno stupido..." mi dice appena è arrivato da me con aria colpevole.
"Ma dai, capita di non trovare più una persona in mezzo a tutta sta gente. Mi sei mancato, pensavo di dover passare tutta la serata sola...". Mento io per tranquillizzarlo.
"Te l'ho già detto che sei stupenda stasera? Decisamente la ragazza più bella della sala..." sorrido al suo complimento riparatorio per tutto il tempo che è stato via.
"E dai.....non è vero, piantala...". Ribatto io lanciando uno sguardo veloce a tutte le ragazze bellissime presenti nella sala. Lui mi abbraccia e inizia a parlarmi dolcemente in un'orecchio, concedendomi un bacio e la proposta di ballare. Si deve sentire proprio incolpa. Matt odia ballare. Ma accetto volentieri.
Andiamo in pista dove si presenta un lento. Balliamo e sinceramente pensavo fosse più incapace per come si era sempre rifiutato di ballare. Invece è dolce, un pò goffo e impacciato all'inizio, ma dolce e mi piace. E lo amo.
"Ti amo" esclama, quasi come se mi leggesse nel pensiero. Ma questo non è leggersi nel pensiero, è la verità. Il nostro è un amore sincero, una amore che ci siamo ripromessi di non far mai tramontare in modo volgare. Se deve finire, deve finire bene, con dei bei ricordi. Così ci siamo detti, consapevoli che però eravamo fatti l'uno per l'altra e che, questa situazione non si sarebbe mai verificata. Sì perchè noi siamo Matt&Beth non Matt e Bett.
"Ti amo anch'io"

Finito il ballo Matt decide di riaccompagnarmi in camera. Penso che sia l'unica cosa per la quale infrangiamo le regole di Hogwarts. I ragazzi non dovrebbero mai, mai trovarsi nelle camere delle ragazze e viceversa, ma questa regola per noi non può essere rispettata.
Ammettiamo di essere anche un pò fortunati, l'annoscorso Josie e Kevin, due gemelli tassorosso del nostro anno, rispettivamente in camera con me e Bree e Matt e Oliver, si sono trasferiti in bulgaria, lasciando così la camera libera. Così, quando vogliamo, possiamo avere momenti di intimità con i rispettivi ragazzi.
Aprendo la porta leggo il bigliettino attaccato dietro la porta. Tesoro io sono da tu sai chi. Via libera, ve lo meritavate.
Leggendo il bigliettino io e Matt ci mettiamo a ridere. E' vero, ce lo meritiamo. Così finalmente, da quando siamo rientrati a scuola, io e Matt possiamo dinuovo stare insieme. Sinceramente mi mancava fare l'amore con lui, in estate, io a casa sua, lui a casa mia o in vacanza la nostra vicinanza era diventata quasi morbosa e mi mancava veramente tanto non riaverlo con me. Non sentire il suo corpo e il suo calore vicino al mio nella notte. Non potermi accoccolare tra le sue braccia.

[28 settembre]
I giorni di scuola sono volati. Le prime votazioni sono arrivate e quindi anche i punti alle casate. Serpeverde è intesta seguita con corvonero e grifondoro a parimerito. Noi siamo indietro di due punti. I distacchi ancora non sono grandi, per niente. Tra un pò rinizieranno anche le partite di quidditch, chissà chi saranno i nuovi giocatori, sicuramente tra un pò ci saranno le selezioni.

Sono nel cortile mano nella mano con Matt e stiamo parlando con Micheal Parker. Quel ragazzo è così carino, ha un che di angelico. Saranno i capelli biondi un pò lunghi e quei suoi occhi chiari. Stiamo appunto parlando del quidditch e di quando inizieranno le selezioni, sembra proprio che sarò per metà ottobre.
"Bhè, sei contento che riinizia il tuo adorato quiddicth?" Gli domando.
"Hei hei ma poi al ballo con Elliot?"
chiede curioso Matt. Io gli tiro una gomitata centro-costole che gli fa mancare il fiato per qualche minuto mentre Michael scoppia in una grassa risata. Bhè effettivamente non avevamo avuto ancora occasione di parlarne. In questi giorni avevamo da studiare tantissimo e non essendo della stessa casa non riesci neanche a parlarti quando sei a rilassarti in casa comune.

E le giornate a scuola intanto passano, le persone cambiano, gli amori cambiano. E così in poco tempo...












mercoledì, 19 settembre 2007
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13 settembre. Venghino signori, è iniziata la caccia al cavaliere per il ballo! Quanto puntate per Edward Norwood, quanto per Jasper Lewis? I sospiri affranti di diversi nugoli di ragazze single ci seguono quando passiamo, subito sorpassati dai Principi che ci rubano la scena. Poco male, è tutto tempo per riprendere fiato; Quentin si aggrappa alla mano sottile di Catherine, tentando in tutti i modi di far capire alle ragazzine che gli si attaccano al mantello che lui è effettivamente già impegnato. Gli eventi della scuola sono la classica occasione nella quale il proprio aspetto fisico diventa un tormento, nel bene e nel male; entriamo a Storia Della Magia evitando gli sguardi da procioni in calore di buona parte degli studenti.
« Questi sono i momenti in cui vorrei essere un'armatura. » mormora Ian, fermando con una mano la porta dell'aula che Deirdre stava gentilmente tentando di sbattermi in faccia. Tra noi non c'è alcun desiderio di fare comunella, è risaputo; non c'è mai stato nessun bisogno di entrare in contatto, se si escludono i nostri piani per mettere fuori gioco Amber Huges. Ci siamo sempre limitate ai convenevoli del caso, qualche chiacchierata di importanza minima, un po' di carinerie di fronte ai nostri genitori tanto per mantenere la fama di Purosangue perbene. Ultimamente, però, entrambe sembrano irritate dai continui tentativi di Edward di approcciare con me - non ci sono Geert e Tom che reggano.
Catherine e io ci sediamo il più indietro possibile; le lezioni di Storia della Magia sono mortali, e non mi riferisco al fatto che Ruf sia un fantasma. La terza fila è già un risultato niente male, visto che c'è chi arriva in anticipo abissale per potersi piazzare in fondo all'aula; è questo il caso dei Principi, che presto assolderanno dei ragazzini che occupino il posto per loro finché si rifanno il trucco in bagno ( maschi e femmine, indistintamente. )
Nonostante la lezione sia cominciata, Catherine continua a parlarmi della sua famiglia; sua sorella si è trovata un ragazzo, a quanto pare mezzosangue, e i loro genitori sono già sul piede di guerra. Se Ariel facesse mai una cosa del genere, impazzirei - e farei di tutto per rimediare al suo errore.
« Voi due, e voi due lì in fondo?! » sollevo appena il capo mentre sussurro incoraggiamenti a Catherine; dubito che il professore possa essersi rivolto a noi. La mia penna autoscrivente continua a prendere diligentemente appunti; sulla pergamena compare chiara la frase "voi due, e voi due lì in fondo?". A quanto pare, mi sto sbagliando; Ruf passa attraverso i nostri compagni, piombando dritto dritto sul nostro banco; con un cenno secco del dito semitrasparente, fa cenno a Cathie di raccogliere le sue cose, e dopodiché prosegue fino all'ultima fila. Il gesto si ripete, e attraverso di lui vedo Edward che fa armi e bagagli. Si alza e procede con nonchalance lungo la fila di banchi, ammiccando alle ciccine che gli lanciano sguardi languidi.
Realizzo in un attimo confuso che sta per sedersi di fianco a me. Incrocio il suo sguardo mentre alzo la testa e gli rivolgo un'occhiata fredda; anche lui non sembra poi così contento della sistemazione, anche se non si può dire nemmeno l'opposto. Si lascia sfuggire un sorrisino malizioso, ricordandomi che la sua vicinanza si tramuterà entro dieci minuti in un tormento a base di battutine spinte.
« Ciao, Violet. » Devo ancora scoprire quale sia stato il momento preciso in cui l'ho autorizzato a chiamarmi per nome come se l'avesse fatto da quando è nato.
« La tua presenza mi ricorda che mia madre mi ha sempre suggerito di non chiacchierare in classe. » ribatto rigidamente, dando un colpetto alla penna d'aquila che continua a scrivere tutte le nostre frasi sconnesse.
« Sarebbe un modo carino per darmi il benvenuto in terza fila? »
« E' un modo carino per dirti di non rompermi le scatole, Norwood. » Seguo con lo sguardo Ruf che ci passa a fianco, suggerendoci di evitare di parlare in classe se non vogliamo incorrere in punizioni ben meno clementi; come dire, lo scambio di posti è solo l'inizio della fine per voi. C'è qualcosa che non va in quest'anno scolastico. Ad esempio, ho come la sensazione che la gamba di Edward si stia strusciando contro la mia sotto il banco; sono convinta che sia solo un'impressione, ma con un movimento lento, dolce, allontano il mio polpaccio dal suo; non ho intenzione di sentirmi dare della prevenuta, ma neanche di stare ai suoi loschi giochini.
Sospetto che la nostra convivenza forzata porterà dei grossi, grossi guai.

***

15 settembre. Partiamo dal fatto che non approvo le feste idiote che servono solo a mostrare al Ministero che la scuola funziona a pieno regime e cresce ragazzi sani e forti; aiutano chi è popolare a mettere i piedi in testa ai poveri sfigati, e in genere preludono ad una settimana di atroci torture in quanto "non è che se vi divertite nel week end, la baldoria possa durare fino al successivo".
Le decorazioni sono quasi noiose, si limitano agli stendardi delle casate e allo stemma di Hogwarts riportati milioni di volte su ogni superficie disponibile. Gli insegnanti indossano abiti di deliziose tonalità che vanno dal grigio al tortora e di nuovo al grigio, se escludiamo l'originale nero di Lumacorno e l'audacissimo blu oltremare sfoggiato da Silente. L'accompagnamento musicale è affidato alla solita orchestra di dieci elementi piazzata sul solito palchetto, con intervento del coro di Hogwarts a rovinare l'appetito a tutti i presenti. Probabilmente potrei andare avanti ancora per qualche centinaio di punti, ma la mia attenzione è attratta dalla variegata scelta di abiti delle mie compagne di scuola.
Abbiamo un folto campionario di meringhe semoventi, strati e strati di dolcezza e orribili decorazioni in tinte pastello; generalmente sono loro quelle che preferisco mangiarmi in un boccone ( scusate la battuta arguta, mi è sfuggita. ) con un paio di frasette ben piazzate, ma per questo nuovo anno scolastico abbiamo una nuova gamma di candidate alla pubblica lapidazione. I rossi accesi e i tagli finto-sartoriali delle Wanna Be Popolari hanno infestato la sala come un attacco di varicella. Le poverine sciamano ripetutamente attorno ai tavoli dei Principi e di altri elementi noti della scuola; le squadre di Quidditch sono attorniate da sciaquette che con pessime qualità recitative lanciano sguardi infuocati ai giocatori. Non mancano le macchie di sudiciume Mezzobabbano e altra feccia di vario stampo, ma sono le ochette sopracitate a catturare la mia attenzione.
Improvvisamente, una ciccina avvolta in metrate di chiffon rosso si palesa ad una distanza d'allarme dal nostro tavolo, mettendo in agitazione Ian; ci siamo appositamente piazzati nell'ombra, seminascosti dal tavolo dei docenti, per evitare le sue fan che instancabilmente tentano di avvicinarlo in ogni occasione possibile. La ragazzina, età massima quinto anno se è anche un pochino indietro con lo sviluppo, sbatte le palpebre finché le ciglia non cominciano a minacciare il crollo. Mi fischiano le orecchie, quindi mi sfugge la perla di raffinatezza che sbrodola nonappena si accosta al tavolo. Mi limito a raccogliere lo sguardo pieno di terrore di Ian; allungo lentamente una mano, sino ad infilare le dita in mezzo ai suoi capelli biondissimi, quasi bianchi. La ragazzina coglie il gesto come una sfida, e si sporge in avanti tentando di mettere in mostra le prugne secche che si trova al posto di un seno decente. Momento chiave, se Ian non coglie il significato del mio gesto è la fine; Quentin e Catherine sono immobili, se escludiamo gli occhi che freneticamente scrutano me, poi Ian, poi la ragazzina e di nuovo me.
« Ian, tesoro... » mormoro avvicinando la mia sedia alla sua. La ciccina fa un passo all'indietro, sgranando gli occhi.
« Scusa, ma Violet vuole ballare.. » dice imbarazzata in direzione della povera illusa, che con aria mortificata ci fa largo mentre ci alziamo.
Sono queste le soddisfazioni della vita, checché ne dicano i Grifondoro.

***

Odio ballare alle feste eleganti; mi dà fastidio dover stare attenta a come si mette la gonna, a non pestare i piedi al mio cavaliere e ad altre sciocchezze che trascurerei se avessi addosso un bel paio di jeans. Sorseggio il mio drink lanciando sguardi gelidi a chi sembra essere sul punto di iniziare una conversazione con la sottoscritta. Gli altri si sono già dati alla macchia, io sono stata costretta a zampettare dietro a mio cugino mentre salutava i suoi amichetti. Zampettare è il verbo giusto, perché il connubio delle mie gambe traballanti e dei detestati tacchi crea l'effetto tacchino nonappena distolgo l'attenzione dalla mia postura da regina del mondo.
Lancio qualche sguardo assassino mentre attraverso con passo cauto la sala, osservando con disprezzo i soliti cretini che sono riusciti a sbronzarsi, un paio di docenti compresi. Un ultimo sguardo all'ambiente radioso di luce prima di uscire nel corridoio, che per contrasto è rischiarato da qualche candela i cui riflessi si specchiano sulle armature lustre. In qualche angolo sono nascoste coppiette che tubano o ragazzine che piangono a causa del loro cuore infranto. Passo sotto l'arco di pietra che apre il corridoio verso i sotterranei, dopo poco apro porta di ebano che precede le scale in discesa; non mi interessa poi molto di come appaio ai quadri, ai fantasmi o a Pix, quindi mi siedo sul primo gradino gelido e mi sfilo le scarpe, massaggiandomi delicatamente i piedi.
Mi sfugge un sospiro, socchiudo gli occhi. Silenzio, umidità e freddo anche nel pieno dell'estate, è questo che amo dei sotterranei. Ignoro la serie di colpi che provengono dal fondo del corridoio; il Barone Sanguinario può anche tentare di uccidermi, se vuole, ma io non mi muoverò da questo gradino finché non ne avrò voglia.
« Violet, tutta sola nel cuore della notte. » Apro gli occhi: davanti a me, Edward. Il suo modo di pronunciare il mio nome è uno dei miei diversivi preferiti, uno dei pochi; sorride, la solita lieve nota beffarda. Porta solo una camicia stropicciata e un paio di pantaloni troppo eleganti, che stridono con il mantello della scuola che porta sulle spalle. Lascio che un piede nudo si posi sul gradino più in basso.
« Edward, tutto solo nel cuore della notte. »
« Passeggiata al chiaro di luna. » Risponde stringendosi nelle spalle. « Tu piuttosto ... non hai freddo? » Accenna alle mie spalle scoperte e ai piedi nudi sulla pietra levigata.
« Le principesse non hanno mai freddo. » scandisco una delle decine di regole che mi ha inculcato mia madre, mentre lui si avvicina, salendo un paio di gradini della lunga scala. Se non fossimo a Hogwarts, potrebbe sembrare una scena da favoletta per l'infanzia. Mi allunga una mano, sorridendo; perchè queste cose succedono a me, per tutti i folletti? E perchè lascio che mi prenda la mano e mi aiuti ad alzarmi, e lascio che mi aiuti a scendere le scale, e mi dimentico le scarpe sul pianerottolo? E per giunta non muovo un dito finché mi attira a se, sin troppo vicino.
« E tutte le principesse hanno un principe, se non sbaglio... » Oh, per le brache di Merlino. Sei quasi svenevole, tesoro, potrei quasi cedere alle tue avances.
« Ma tutte le principesse tornano a casa a mezzanotte, ed è già l'una passata. » Cinica e barbara, dovrei vergognarmi di me stessa. Gli poso una mano sul petto, allontanandolo gentilmente, e poi prendo praticamente il volo dirigendomi verso il quadro che maschera l'ingresso alla Sala Comune.
Bella, questa serata, proprio bella.













martedì, 18 settembre 2007
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-15 Settembre-
Non posso credere che siano già passate due settimane dall'inizio della scuola, mi sembra tutto strano: è l'ultimo anno, ho molti amici (o per lo meno più di quanti mi sarei mai aspettato di avere) ma soprattutto sto ancora con Beth. Quest'anno facciamo ben sette anni insieme e ancora non posso credere di avere al mio fianco una ragazza così spendida. E' solo grazie a lei se sono riuscito a superare il divorzio dei miei e anche tutti questi anni a scuola, e oggi la devo rendere fiera di me.
Questa sera infatti è il giorno del gran ballo di apertura e nonostante lei continui a negarlo, so quanto è importante per lei. Il problema è che, a suo contrario, non mi capita spesso di andare a un ballo o a una festa simile e non ho molti abiti adatti, ma più importante non sono assolutamente capace di muovere un passo di danza! Per i vestiti sono a posto pensandoci, userò quello che ho messo per il matrimonio di mia cugina, il vero problema saranno le danze.
"Oliver mi devi assolutamente dare una mano!! E dai....non posso mica fare la figura dello scemo!!"
"Perchè pensi che ti possa dare una mano? Non sono messo molto bene neanch'io con la danza!"
"Sicuramente molto meglio di me...non so fare mezzo passo!! Ti prego, Beth ci tiene tantissimo...non posso deluderla..".
Oliver mi guarda per un pò senza dire una parola. Faccio la faccia più triste che posso.
"Ok, ok...dovrei avere mezz'ora libera questo pomeriggio...diciamo per le 17.15, ma non ti assicuro niente!"
"SI!!Grazie Oliver, sei davvero un'amico...oltre che la mia salvezza naturalmente".
"Si si certo... ma adesso andiamo a mangiare o faremo tardi a lezione.."

-ore 17.15-

"Ma dov'è finito...doveva già essere qui a quest'ora!!.....giuro che quando arriva gliela faccio pagare!!". Passano due ragazze del secondo anno e mi guardano male. Ok, forse mi hanno preso per pazzo visto che parlo da solo, ma loro non capiscono la gravità della situazione!! Poi finalmente eccolo che appare dalla porta della sala comune. "Oliver!! Sei in ritardo, ma dove sei stato?? Ti rendi conto che ti aspetto da almeno 15 minuti??"
"Matt, calmo...sembri una zitella isterica! Sono solamente le 17.17!!"

"Appunto, abbiamo già perso DUE minuti essenziali...pensa quanti passi avrei potuto imparare!!"
"Te...non sei normale, ma adesso andiamo che stiamo perdendo secondi preziosi!!"
"Giusto, giusto" r
ispondo ansioso e anche teso per la verità. Quasi corro su per le scale fino alla nostra camera. "Sono pronto maestro...sorprendimi!" gli dico. Mi guarda male di nuovo...ma oggi tutti mi guardano così?? La lezione comincia e alla fine, dopo mezz'ora..
"Matt, te lo devo proprio dire...sei proprio negato!!"mi dice Oliver ormai rassegnato.
"Così male?"
"Anche peggio...".
Bene bella serata mi si prospetta. Non sono capace nemmeno di ballare e così farò fare una figura di merda anche a Beth...a meno che...non mi inventi una scusa per non ballare!! Questa si che è un'idea, che genio che sono!
"Grazie lo stesso Oliver, vai pure da Bree."
Provo ancora un pò i passi davanti allo specchio. Cazzo...sono davvero negato! Oliver aveva ragione, faccio pena!! Non ho altra scelta, devo mentire a Beth...anche se in realtà non so fare bene nemmeno quello!
Mi esercito davanti allo specchio per ore e alla fine arriva l'ora fatidica.
La porta della camera si apre. Entrano Oliver, Jason e Richard, i nostri compagni di stanza.
"Matt non è meglio che cominci a prepararti? Non dirmi che ti stai ancora esercitando?"mi chiede Oliver.
"No, ma va! Adesso mi vesto, alla danza ci ho rinunciato!"
Mi preparo, mi sento un pò in colpa per quello che
sto per dire a Beth...insomma, per mentirle, ma che altro posso fare? Deluderla? no, non se ne parla!
"Cosa dirai a Beth?"
"Una bugia chiaro..."
rispondo con aria rassegnata.
"Forse faresti meglio a dirle la verità, vedrai che non se la prenderà, la conosci!"
"No, meglio non rovinarle completamente la serata, so che ci tiene molto...farò finta di stare male o qualcosa del genere. Tanto le sarei solo d'impiccio e non si divertirebbe...e io non voglio che la sua serata sia un disastro a causa mia!"
"E pensi davvero che si divertirebbe di più senza di te?"
mi guarda perplesso.
"Bè...non so, ma non voglio che entrambi facciamo la figura dei cretini per colpa mia...è già difficile reggere il confronto con gli altri normalmente e così...bè, capirebbe che ci sono molti altri meglio di me e alla fine si renderebbe conto di aver sprecato tutti questi anni con un completo idiota!"
"Dimmi che non lo pensi davvero Matt...".
Mi scruta con aria seria."Ti prego, dimmi che non lo pensi davvero..."
"E se invece la pensassi davvero così?"
"Allora vuol dire che sei veramente un idiota!".
Detto questo se ne va e mi lascia davanti allo specchio, solo. Solo io e i miei pensieri. Mi sento triste per me, per Beth, per noi.
Quando ami troppo persona...diventa tutto più difficile...

-ballo-

"Matt dai sbrigati, ma quanto ci metti??Scommetto che arriveremo in ritardo!"
"Oh scusa, stavo sistemando le ultime cose..". Arrivo da Beth, in realtà ho dovuto inventare una scusa efficace in quest'arco di tempo...alla fine ho optato per quella più banale, le altre erano troppo poco credibili!
"Sei peggio di una donna Matt!"esclama Beth.
"Vorrà dire che per farmi perdonare ti darò un bacio..."
"Ma scordatelo, ho appena messo il rossetto!!Forza andiamo semmai!!".
Rimango perplesso.
"Davvero preferisci il tuo rossetto a un mio bacio?!"
"Bè...certo, ma adesso andiamo!"
e cammina decisa verso la porta. Non mi muovo.
"Ma che fai, andiamo!"mi dice agitata. Non mi muovo.
"Mmmmm..."e alza gli occhi al cielo, si avvicina e mi stampa un bacio sulla guancia.
"Mooooolto meglio. adesso possiamo andare!". Dico sorridendo.
"Era ora!"mi dice scocciata, ma tanto lo so che sotto sotto sta ridendo anche lei.
Stasera è davvero bellissima, indossa un abito rosa tenue senza spalline, con dei fiori ricamati sopra. I capelli sono raccolti in una mezza coda dietro, mentre davanti sono lasciati sciolti. Sembra davvero una bambolina!
Io invece ho un semplice smoking nero, la cravatta abbinata, la camicia bianca e infine la giacca...ma non credo durerà molto, infatti stasera al castello fa abbastanza caldo!
"Ecco, lo sapevo, sono già tutti in sala!"mi dice Beth.
"Lo vedo...ma c'è proprio tutta la scuola vedo..."
"E che credevi scusa! Ma guarda, c'è Michael!". Michael è un ragazzo del settimo di Corvonero, un amico di Beth più che altro, però è un tipo simpatico. Parliamo un pò con lui ma alla fine se ne va, è arrivata la sua compagna, Elliot Clark.
"Certo che quest'anno le decorazioni sono stupende, vero? Sento che stasera ci divertiremo!"mi dice entusiasta Beth.
"Si belle....ma non esagerare...insomma è una serata come un altra no!..." comincio a sentirmi molto nervoso.
"Ma scherzi, è il nostro ultimo anno ed è forse l'ultimo ballo che faremo a scuola...ma guarda il preside sta per fare il discorso, tra poco inizia la serata!!". Sto sudando. Tolgo la giacca. Perchè a me? Perchè dovevo essere così incapace?? Beth è così bella stasera, e non si potrà godere la sua serata.
Non ascolto neanche il discorso, ho caldo. "Che si aprano le danze..."
Oh, no...sono finito, devo inventarmi qualcosa."Beth io...em...ho caldo e...vado in bagno!"
"Certo! Tanto ci sono lì Bree e Oliver, andrò da loro!"mi sorride e raggiunge i nostri amici. Oliver mi guarda con uno sgardo di rimprovero...mi vuole fare sentire in colpa!! Ma devo dire che ci riesce bene.
Vado a sedermi fuori dal castello, se mi va bene probabilmente Beth non mi troverà e le dirò semplicemente che non l'h più trovata. Che codardo che sono. Mi faccio schifo.
Passa circa mezz'ora. Qui fuori fa freddo ed è quello che mi merito.
"Matt hai intenzione di stare qui fuori tutta la sera? Beth ti sta cercando". E' Oliver.
"Non posso entrare" rispondo semplicemente.
"Senti facendo così stai rovinando la sua serata, proprio non lo vuoi capire! Questa serata per lei è importante non per i vestiti, il ballo o altro ma perchè ci sei tu. Vuole passare il suo ultimo ballo con te e non penso le importi di come ti muovi, e per te non è forse la stessa cosa? Allora va da lei, solo così il suo ballo sarà perfetto, senza la persona che ama, non potrà mai esserlo..." Mi da una pacca sulla spalla e ritorna al castello. Ha proprio ragione, sono proprio un testardo...quando mi impunto su una cosa è difficile che cambi idea... E che stupido.

"Scusa se ti ho fatto aspettare, ma sai che sono uno stupido..."
"Ma dai, capita di non trovare più una persona in mezzo a tutta sta gente. Mi sei mancato, pensavo di dover passare tutta la serata sola...".
La guardo negli occhi.
"Te l'ho già detto che sei stupenda stasera? Decisamente la ragazza più bella della sala..."ride leggermente. "E dai.....non è vero, piantala...". L'abbraccio e le parlo nell'orecchio.
"Io non sto scherzando.." la bacio. "Vuoi ballare?" le chiedo infine.
"Pensavo non ballassi...comunque si!".
Andiamo in pista, c'è un lento. Forse non saremmo i più bravi, i migliori, ma non mi importa cosa pensa la gente, perchè questo è uno dei momenti più belli della mia vita e sono con Beth. C'è tutto quello che ho sempre desiderato...non avrei potuto chiedere di meglio.
"Ti amo" le dico
"Ti amo anch'io"risponde.
Balliamo tutta la sera e devo ammettere che è divertente, probabilmente per quelli che mi guardano non è così, ma va bene! Cosa concludo da questa serata? Bè, semplicemente che l'amore è davvero la cosa più bella del mondo.












martedì, 18 settembre 2007
commenti • tag: festeggiamenti, grifondoro

[4 SETTEMBRE]
« com’è bello Greet» sospira Alice seduta al mio fianco in sala grande. La scuola è iniziata da qualche giorno e i professori non hanno perso tempo con lezioni e compiti e interrogazioni. Sono stanca morta. Alzo lo sguardo solo per poggiarlo su una coppia appena entrata in sala grande, Deirdre Blackster, bella e altezzosa come sempre e Geert Wellington che si tengono per mano diretti al tavolo di serpeverde. Li seguo con lo sguardo facendo spallucce.
«Sinceramente penso che ci siano ragazzi molto più belli di Geert Wellington  ad Hogwarts» mormoro.
«Esatto!» si avvicina a noi Samantha, la nostra compagna di dormitorio. Una ragazza sempre allegra e socievole. Con la battuta sempre pronta «tipo Edward Nordwood o Jasper Lewis o Tom Ridd..»
«Shhhh!» le tappo la bocca prima che possa finire la frase. «attenta a nominare quel nome, se ti sentisse la Sanders..» non termino la frase. Ma tutte e tre scoppiamo a ridere.
«Ehi ragazze!» Marcus si avvicina a noi insieme a Nickolas Sparrowich sedendosi tra me ed Alice mentre Nickolas si siede a fianco a Sam.
«buongiorno» li salutiamo all’unisono noi tre.
«Avete sentito?» Nick si sporge sul tavolo per guardarci in faccia tutte. «ci sarà il ballo di inizio anno il 15»
«certo!!»
esclama Alice che di queste notizie non se ne fa scappare nemmeno mezza. «sono indecisa, non so che vestito mettermi e poi non mi ha invitata ancora nessun bel ragazzo» piagnucola e io riesco a intercettare l’espressione contrariata di Marcus. Che  mi fa ridere.
«e tu Sam? Qualcuno ti ha invitato ?» Sento Nick chiedere alla mia amica.
Sospiro. Come invidio in questi casi la Sanders e la Blackster, loro non hanno problemi come trovare un bell’abito o un bell’accompagnatore. Chissà quanti ragazzi gliel’hanno già chiesto a quelle due.
Sospiro di nuovo sentendomi un po’ sola. Insomma io sto bene, ho degli ottimi amici e bei voti a scuola, nessun problema familiare. Ma allora perché mi sento come se mi mancasse qualcosa, o meglio, qualcuno.
Ripenso a Jacob, se solo lui fosse un mago…
Uno strano pizzicore sento in bocca, delle urla, mi volto verso Alice e mi irrigidisco. Ha la lingua biforcuta e i denti appuntiti. Lo stesso Sam e delle ragazze del 6°. Mi tappo la bocca con una mano mentre con l’altra afferro Un’Alice urlante per il polso trascinandola insieme a Sam (un po’ più lucida) in infermeria.
Ma cosa è successo?

[10 SETTEMBRE]
Dopo l’incidente del 4 Settembre in sala grande temevo che nessuno mi avrebbe invitata al ballo e per un bel po’ di giorni questa ipotesi è andata avanti maturando sempre di più. Alice, bella com’è, non ha avuto problemi. L’ha invitata un’affascinante tassorosso di cui non ricordo il nome esattamente il giorno dopo l’incidente. Nemmeno Sam ha avuto problemi, Nick l’ha invitata lo stesso giorno in infermeria.
Mentre io beh, chi volete che inviti una sfigata che si fa lanciare contro incantesimi così gratuitamente?
Una mezza-babbana per giunta..
Più passava il tempo più ero convinta che c’entrassero qualcosa i serpeverde nell’incidente della lingua e dei denti, non ho idea di cosa li abbia spinti, per loro ogni pretesto è buono.
Ogni volta che passo, soprattutto le ragazze, mi ridacchiano dietro facendo il verso dei serpenti, sibilando.
Cerco sempre di ignorarle il più che posso ma quando mi scappa la pazienza, dopo si arrangiano.
Oggi è il dieci e, signori e signore, Elliot Clark non ha ancora ricevuto un’invito, a 5 giorni dal ballo mi ritrovo sola come un cane. Sono diretta in biblioteca dove mi aspettano Alice e Sam, vogliamo progettare gli abiti e crearli da noi con un incantesimo scoperto da Alice. L’idea mi è subito piaciuta.
Camminando senza nemmeno rendermi conto di dove metto i piedi urto qualcuno, dalla costituzione sembrerebbe un ragazzo, che mi fa cadere tutti i fogli dei progetti dei vestiti.
«Ops che sbadata, scusa» esclamo chinandomi per raccogliere i fogli prima che lui li vedi, chiunque sia questo lui.
«Ma no è colpa mia, nemmeno stavo guardando dove camminavo» pure il ragazzo si china aiutandomi a raccogliere i fogli.
«Wow che belli questi disegni» mormora poi guardando il disegno abbozzato che avevo fatto per il vestito che mi sarebbe piaciuto indossare. Alzo lentamente lo sguardo notando solo in quel momento che il ragazzo è molto bello, un volto angelico e capelli biondi di media lunghezza per i canoni maschili che lo incorniciano, la divisa di Corvonero e uno sguardo dolce e gentile. Sento le gote arrossarsi e abbasso lo sguardo.
«grazie» mormoro prendendo i fogli che lui mi porge per poi rialzarmi.
«Elliot Clark vero?» mi chiede alzandosi a sua volta con un sorriso seduttore sul volto.
Annuisco «si sono io». Sicuramente conosce il mio nome per quella vicenda in sala grande.
«Io mi chiamo Micheal, Micheal Parker, molto piacere » mi porge la mano che stringo con delicatezza con la mano libera.
«americano ?» chiedo poi decidendomi a guardarlo negli occhi. Annuisce con fierezza «da parte di padre»
«che bello, ho sempre sentito parlare dell’america come un posto magnifico. Mi piacerebbe molto andarci»
wow, sono sorpresa di me stessa, è il discorso più lungo che sono riuscita a fare.
Lui ride «magari un giorno ci andrai, è bellissima.»
Gli sorrido debolmente, impacciata e imbarazzata.
«Senti Elliot.. hai un compagno per il ballo del 15 ?» mi chiede diretto.
Spalanco gli occhi stupita, scotendo la testa. Che voglia.. invitare proprio me?
«Allora che ne dici di andare insieme ?» mi chiede con naturalezza, sorridendomi solare.
Tu Tum. Tu Tum. Tu Tum.
«ehm.. ok, perchè no» mormoro sorridendogli lievemente, imbarazzata.
«Perfetto !» sembra raggiante. «allora il quindici, prima della festa ci troviamo davanti all’entrata della sala grande ?»
annuisco. E lui mi sorride di nuovo.
«adesso devo proprio andare…» mormoro stringendomi nelle spalle e indietreggiando.
«a presto Micheal, Grazie mille dell’invito.» lo saluto con un cenno della mano.
«grazie a te di aver accettato Elly!» Lo sento dire mentre mi allontano verso la biblioteca.
Non vedo l’ora di dirlo a Sam, Marcus e Alice!

[15 SETTEMBRE]
Non sembra nemmeno di essere ad Hogwarts. Ogni anno gli Elfi domestici superano se stessi con gli addobbi. Alice a fianco a me mi stringe il braccio ansiosa avvolta in un candido vestito rosa pallido mentre Sam più disinvolta ha un’abito molto particolare con una fantasia floreale che ricorda molto i kimoni giapponesi. Io dal mio canto ho un vestito semplice, a tubo rosso bordeaux, stretto al busto poi dalla vita in già si allarga scendendo fino ai piedi. Noto Marcus e Nick avvicinarsi, Marcus è insieme a una biondina del 4° anno mentre Nick si avvicina a Sam salutandola con un bacio sulla guancia. Alice saluta gli amici poi si dirige verso il suo tassorosso.
Noto Elizabeth Hale e Matthew Warren parlare con Micheal Parker che non appena mi vede mi sorride, con un cenno saluta la coppia per poi avanzare verso di me.
«Ciao Elliot» mi saluta con un bacio sulla guancia.
Sento gli sguardi di Alice, Sam, Marcus e nick su di me.
«ehm ciao» saluto il ragazzo «ragazzi lui è Micheal. Micheal, alice, Samantha, Marcus e Nickolas» indico uno a uno i grifondoro.
Micheal sorride loro con gentilezza stringendogli uno a uno la mano. Riesco a capire dall’espressione di Alice che approva.
Noto Eveline Sanders, Edward Nordwood e compagnia lanciarmi risatine di scherno che ignoro. Non voglio rovinarmi la serata
«beh andiamo ?» mi chiede poi il corvonero sorridendomi.
Annuisco poi lui mi offre il suo braccio facendomi capire di prenderlo a braccetto. Così faccio iniziando a camminare al suo fianco dentro la sala grande.













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serpeverde

Edward Norwood

Edward appartiene ad una delle famiglie londinesi purosangue più prestigiose, la famiglia Norwood. All'età di undici anni, prima di ricevere la lettere per Hogwarts, si imbatte in un grave scontro dove suo padre perde la vita per mezzo dell'Avada Kedavra. Da allora Edward si è chiuso in se stesso diventando un tipo freddo e scontroso. Giurando vendetta a suo padre, nell'estate del suo tredicesimo compleanno decide di trasferirsi per un mese a casa di uno zio, un mago molto particolare, amante di tutto ciò che è illegale. E' proprio grazie agli insegnamenti di questo zio che Edward conoscerà le tre maledizioni senza perdono e si interesserà ancora di più alla magia oscura. Figlio unico, è al sesto anno di Hogwarts. Il cappello parlante non ha avuto nessun problema a trovare la sua collocazione infatti, Edward, ha tutte le qualità per far parte della casata dei serpeverde: astuto, furbo, viziato e ambizioso, oltre ad odiare con tutto il cuore coloro che non sono "puri". E' molto schietto ed è considerato tra i più bei ragazzi del quinto anno. E' dotato di occhi grigi dalle sfumature verdi molto profondi, capelli scuri e un fisico perfetto. Norwood ama mostrarsi sempre ben vestito e curato. Ha un unico vero amico, Jasper Lewis suo coetaneo e compagno di casa. I due si trovano spesso in compagnia di Eve Sanders, Deirdre Blackster e Morgan Lancaster, formando un gruppetto unito che passa la maggior parte del tempo a violare le regole e a sminuire gli altri. Le sue materie predilette sono pozioni e arti oscure in cui è anche molto portato.

Jasper Lewis

Sesto anno. Suo padre Leonard è un eminente ricercatore, e, dopo la morte della moglie Mary, l’ha cresciuto da lontano, essendo spesso via per lavoro; il padre gli regala tutto ciò che vuole, anche se la cosa di cui Jasper avrebbe più bisogno è il suo affetto, soprattutto dopo la morte di Sean, il fratello maggiore a cui era legatissimo. Jasper in parte rivede Sean in Edward Norwood, la persona a cui è più affezionato, e in Lucas Forsythe, anche se non al livello di Ed. Ha un’indole scontrosa, e non manca di ambizione, ma possiede una grande insicurezza di fondo; Edward conosce la sua fragilità, e dunque lo sostiene sempre. Spinge Lucas a provarci con Audrey Salinger, perché pensa lui stesso che sarebbe una bella preda, ma ne è intimidito a causa del carattere risoluto e poco manovrabile della ragazza. Purosangue dal fisico longilineo, con occhi verdi e capelli castano chiaro, è un casanova, come il suo compagno di stanza e di anno, e non si preoccupa dei sentimenti delle ragazze a cui ruba il cuore (e di solito anche qualcos’altro); le uniche con cui riesce a mantenere un legame sono Eve e Deirdre, in particolare con quest’ultima. È un buon studente, e dimostra una particolare predisposizione per Incantesimi, che conosce molto bene. Vorrebbe diventare un abile Legilimens come Edward, ed è esperto nell’uso delle Maledizioni Senza Perdono. Gioca nella squadra di Quidditch come Cacciatore.

Deirdre Blackster

Deirdre Blackster discende da una famiglia antica e potente di maghi purosangue. Come tutti i membri della sua famiglia disprezza le persone che hanno sangue impuro, definiti mezzosangue, e maggiormente i babbani. E' una ragazza castana, alta e sottile, e dagli occhi verdi e molto intensi. Nel complesso, Deirdre è una ragazza molto bella ed è pienamente consapevole di esserlo. Frequenta il sesto anno a Hogwarts ed è stata smistata nella casata dei Serpeverde, come lei tutti i membri delle sua famiglia (anche Belinda e Utopia, sue sorelle gemelle, sono al quarto anno serpeverde). Dal carattere caparbio, astuto è inoltre vanitosa, viziata e molto determinata a raggiungere il proprio obiettivo: il potere. Per raggiungerlo Deirdre si finge sempre disponibile con tutti quelli della sua Casa e con i professori, mascherando così la sua vera indole e mostrandosi in questo modo ‘perfetta’. Nonostante la popolarità,c’è solo una persona che la riesca a capire davvero, e questa è la sua migliore amica, Eveline Sanders. er la scuola è sempre in giro col gruppetto formato da Edward Norwood, Jasper Lewis, Morgan Lancaster e , naturalmente, Eve. A scuola Deirdre riesce sempre molto bene grazie alla sua dedizione allo studio, indispensabile per il suo ideale di perfezione che si è prospettata.

Violet 'Vi' Traviston

Sesto Anno. Primogenita ed erede di Bartholomew Traviston, conte del Goulcestershire, viene al mondo presso Upton St.Leonard's, cittadina non lontana dalla tenuta dei Traviston e dalla città di Goulcester. Violet dimostra già precocemente una inclinazione naturale alla magia, alla quale vengono posti dei freni tramite la ferrea disciplina a cui viene abituata sin da piccola e un ampio numero di istitutori a cui viene affidata la sua istruzione. Trascorre l'infanzia nel maniero di famiglia, situato su una scogliera a strapiombo sul mare. Sviluppa un'intensa passione per il disegno, oltre ad un carattere piuttosto chiuso. Compiuto l'undicesimo anno di età, viene iscritta ad Hogwarts. Lodata per l'assiduità nello studio, brilla soprattutto nelle Pozioni e a partire dal terzo anno fa parte del LumaClub del professor Horace Lumacorno. La condotta della ragazza non è impeccabile quanto la sua pagella, ma non si può considerare una criminale o un pericolo pubblico - si limita a compiere qualche bravata, o almeno co ì vuole far credere. In genere viene considerata una snob: oltre all'origine nobile, la loquacità non è tra le sue doti, e preferisce evitare il più possibile i Grifondoro e i Tassorosso. A differenza di molti compagni ed amici, si rapporta in modo non cordiale, ma perlomeno rispettoso con i figli di Babbani. Chi la punzecchia fino ad estorcerle qualche parola lo fa a suo rischio e pericolo: la quindicenne conosce l'arte di colpire con le parole, ed ha nel corso degli anni affinato il suo sarcasmo pungente. Agisce quasi sempre di testa sua, depreca il gioco di squadra, seleziona i suoi amici con scrupolo.

Scarlett Lywelyn

econdogenita di Lord e Lady Lywelyn, , i maghi più famosi e potenti della contea Irlandese. Purosangue al cento per cento, Scarlett conta una ferrea istruzione nell’arte magica che pratica, con successo, fin da piccolissima. Scaltra per dote, diffidente per natura, risulta complicata da comprendere una creatura come lei. Più simile ad un labirinto, a livello intellettivo, che ad un normale essere umano. Spigliata ma al tempo stesso introversa, ha l’abitudine di studiare con meticolosa cura le persone che le si avvicinano, che trovano difficoltoso, a volte, anche solo instaurare un dialogo. Dalla parlantina eclettica e svelta ( spesso velenosa ), riesce a far precipitare chiunque non abbia sicurezza quando le si porge confidenza. La sua schiettezza, a tratti brutale, la porta ad essere un tipo che si odia o si ama, senza vie di mezzo. Tuttavia, il suo aspetto da innocente ragazza le consente di giocare una carta in più quando vuole raggiungere i suoi obiettivi. Non molto alta, ma dal fisico perfetto possiede due grandi ed espressivi occhi verdi, con sfumature castane, che le imperlano il viso, ed una chioma fluente dalle tinte d’ebano. Caparbia, volitiva, possiede una calma che le assicura di mantenere sangue freddo anche nelle situazioni peggiori. Non ama parlare della sua famiglia. Fratello Aedan a parte, verso cui nutre un affetto totale e sincero…nonostante non ne condivida le ideologie sull’indifferenza verso i babbani. Si concede allo studio con buona volontà riuscendo brillantemente. Pratica il corso di magia per circa 5 anni presso Durmstrang , ma riesce a convincere con abile mossa e complicità della famiglia Norwood i suoi genitori a mandarla ad Hogwarts, che considera di sicuro una spanna al di sopra rispetto le altre scuole di magia. Curiosa, dalla mente aperta, ama poter avere sempre un quadro completo delle situazioni che le si palesano di fronte. Guai quando qualcosa sfugge alla sua mente vigile. Punto chiave, le persone che le stanno vicine, e che lei trova simpatiche ( e ciò capita di rado ), possono senza alcun dubbio fidarsi ciecamente. Così come per gli schemi della sua mente le piace essere assolutamente perfetta in ogni situazione. Gli incantesimi attuabili mediante ipnosi sono quelli che le riescono magnificamente. L’induzione è, senza alcun ragionevole dubbio, la sua mossa vincente. Viene vista spesso in compagnia di Edward Norwood, Jasper Lewis e Deirdre Blackster. Adora e studia la magia oscura con interesse sempre crescente.


grifondoro

Julia Versten

Settimo anno. Di origini norvegesi, Julia è nata a Oslo in una tiepida giornata estiva, figlia di un mago e di una Ondina (ninfa delle acque): per questo adora l’acqua, elemento che riesce a manipolare con facilità grazie al sangue materno. La sua risolutezza e caparbietà, talvolta la fanno risultare antipatica o troppo competitiva, ma la rendono un’ottima giocatrice di Quidditch, che pratica nel ruolo di Cacciatore. In campo scolastico se la cava abbastanza bene, in particolare in Trasfigurazione e Difesa contro le Arti Oscure, benché non apprezzi molto la professoressa Merrythought. Pur essendo all’ultimo anno, non ha ancora ben chiaro il suo futuro, anche se è molto affascinata dal lavoro di Auror, per il quale sarebbe portata grazie al suo coraggio. Nonostante la sua origine purosangue, ritiene che le distinzioni in base alla purezza di stirpe siano inutili e stupide, poiché la magia è un dono che tutti i maghi e le streghe possiedono nello stesso modo. L’anno scorso è stata Prefetto di Grifondoro, insieme con il suo migliore amico è Sebastian Lang(adesso Caposcuola), che ha conosciuto il primo giorno di scuola ad Hogwarts: sono legatissimi, ma non vi è alcun interesse romantico fra loro, poiché si considerano come fratello e sorella. Di solito ha rapporti difficili con le ragazze: in genere le sembrano troppo interessate ad argomenti futili, ma è buona amica di Georgiana Harrington. Non ha mai avuto un ragazzo serio, perché di fondo è molto timorosa dell’amore e della perdita di controllo sulla propria vita che può conseguirne. Ha una sorella più piccola, Ida, che frequenta il sesto anno, innamorata pazza di Tom Riddle, per disperazione di Julia, che invece non può vederlo a causa della sua aria di superiorità e della sua arroganza nei confronti dei Mezzosangue.

Damian Denholm

Sesto anno, Grifondoro. Figlio di un potente mago e di una strega residenti negli Stati Uniti. Purosangue, ma con idee ben diverse da molti suoi “simili”. Aperto, socievole, spigliato. Dalla parlantina vivace, e svelta. Raramente riesce a star zitto, e quando questo accade, le probabilità del suo malumore sono altissime, per non dire stratosfericamente certe. Schietto, sincero, non ama mascherare i propri pensieri. Dice tutto quello che pensa, senza preoccuparsi mai. Conscio del fatto che non vuole, in alcun modo, incappare nella menzogna, che considera una scappatoia per persone con la coda di paglia. Divertente e scherzoso, ama la vita e tutto ciò che gira attorno ad essa. Vive ogni attimo come fosse l’ultimo, non ama i rimpianti, né le mezze frasi. O tanto meno le opere incompiute. Coinvolgente, riesce a raggiungere ogni obiettivo percorrendo sempre la strada più difficile, poiché le ritiene ring decisivo per la formazione completa del suo essere. Punta sempre al massimo in qualsiasi cosa, più che per superbia, per rispetto verso se stesso.

Elodie Baudelaire

Elodie Baudelaire frequenta il quinto anno nella casata dei grifondoro. Figlia di padre mago e madre veela, ha preso da quest'ultima gran parte della sua bellezza. Definita da molti una bambola di porcellana, forse per la sua reale somiglianza ad esse: lunghi boccoli biondi che le circondano il viso dalla pelle diafana, guance rosate, profondi occhi blu. Ha un carattere molto sensibile, fa difficilmente amicizia e raramente si affeziona in modo forte alle persone, per paura di doverle un giorno perdere. Chi riesce ad entrare nel cerchio delle sue amicizie è sicuro di avere accanto una vera amica: fedele, comprensiva, che dà tutto pur di far star bene la persona che le è a fianco. Testarda e lunatica alle volte, un'enterna indecisa che però non si fa condizionare dagli altri. Non ha pregiudizi verso le persone ma tende molto a selezionarle, dopo un'accurato studio visivo di esse. Ama gli animali e stare a contatto con essi. Legatissima a schizzo, un kocker che le è stato regalato dalla nonna quando aveva pochi anni. Odia le mezze misure, per lei non hanno senso. O è bianco, o è nero. Decisamente impacciata nelle relazioni con i ragazzi, non solo sentimentali ma anche di semplice amicizia.

Annabel Bennett

Grifondoro del sesto anno e secondogenita di una semplice famiglia di babbani, residenti nei quartieri Nord di Londra, Annabel è una ragazza come tante altre. Dalla parlantina facile e la battuta sempre pronta, tende a dire sempre quello che pensa e questo spesso irrita chi le sta vicino, specialmente i soggetti più sensibili: in realtà conoscendola bene si può trovare in lei un'amica sincera. Estremamente leale, ama ridere e di conseguenza nutre una grandissima stima per chi provoca in lei questa reazione, attraverso qualunque mezzo. Non particolarmente incline allo studio, se la cava grazie a quel poco che riesce ad ascoltare in classe e alla sua abilità nella parte pratica delle lezioni, specialmente per quanto riguarda Pozioni e Incantesimi. Assolutamente incapace dal punto di vista canoro, in realtà ama cantare e lo fa spesso e volentieri, assicurandosi prima che tutti gli altri esseri umani siano a qualche isolato di distanza, per evitare di graziarli con i suoi toni soavi. Tutta la sua famiglia è sempre stata scettica riguardo alla sua situazione di strega e preferisce tenere nascosto tutto a più persone possibile, eccezion fatta per la sua sorellina minore, che durante le vacanze non fa altro che tartassarla di domande sul mondo magico e quel che è in relazione ad esso. Campionessa di figuracce, non passa attimo che non inciampi in qualcosa o si distrugga la reputazione; ma in fondo, dietro gli occhioni nocciola e il viso tondo di questa ragazza si nasconde una tenerezza infinita, che aspetta solo di essere scovata da qualcuno che la apprezzi per come gli viene presentata. E' raro che si arrabbi, e nelle poche occasioni in cui succede tende a passarle subito.

Daisy Brown

Proviene da una famiglia molto numerosa, è infatti la quarta di cinque fratelli, Evelyn, la maggiore, Carl, Doug ed Alice, la più piccola. E poi c'è lei, grifondoro del quinto anno, non tanto alta, capelli neri e lisci, carnagione chiara, magra, dal petto ed i fianchi piatti. Casa sua è sempre spaventosamente caotica e confusionaria, ogni giorno succede qualcosa, c'è sempre un parente più o meno stretto che viene a cena, o a prendere un the, o semplicemente a fare una visita. Se i primi anni in cui era ad Hogwarts ne sentiva la mancanza, dal quarto ha iniziato a palesare la sua insofferenza e a ritenersi fortunata di trascorrerci solo le vacanze. La sua materia preferita è pozioni, seguita da trasfigurazione e talvolta ottiene dei buoni risultati anche in Difesa contro le arti oscure. Non è eccessivamente riservata, ma nei momenti in cui ha bisogno dei suoi spazi non ammette di essere disturbata. Non è molto paziente e quando è nervosa per conto suo ha il vizio di essere scontrosa con tutti, salvo poi pentirsi un attimo dopo aver parlato. Ha spesso un'aria totalmente disinteressata ed annoiata, tanto da sembrare non avere attrazione per attività alcuna. Recentemente ha scoperto la passione di scrivere poesie, ma non le ha mai fatte leggere a nessuno, perchè se ne vergogna troppo; differentemente ha sempre mostrato attitudine nel disegno ed in particolar modo trova soddisfazione nell'eseguire le caricature dei professori o compagni. I genitori ed i fratelli sono maghi, ma in famiglia ci sono molti halfblood e babbani. Non ha mai dato peso alle prese in giro che le venivano fatte a causa della sua origine, anche se ultimamente le sembra che la situazione a scuola sia peggiorata, pur non essendo al corrente di niente.


tassorosso

Apollonia Pasco

Sedicenne Tassorosso figlia di babbani, di origini bretoni ma cresciuta nello Yorkshire. In una parola, il Disordine. L’organizzazione è qualcosa di avulso da lei, una confusionaria in senso lato. Distratta nel riporre la roba, nel vestirsi, nel fare i compiti, è anche piuttosto imbranata. Energica, vivace, ai limiti dell’iperattività, si muove continuamente, in alternativa parla. Scherza molto, ride molto, e lo fa in modo poco signorile. È una persona molto alla mano, con cui è facile parlare, basta solo non farla innervosire. Tendenzialmente ottimista, è d’altra parte anche un soggettino nervoso e facile alla rabbia. Cocciuta come un somaro, è permalosa e reagisce con irruenza ai torti subiti, non facendosi problemi ad arrivare alle mani. È molto orgogliosa; ammettere i propri errori le costa tremendamente tanto, e la maggior parte delle volte evita di farlo. Fierissima delle proprie radici, sia geograficamente e che magicamente parlando, coltiva la passione per le tradizioni bretoni e difende a spada tratta la popolazione babbana. Il suo rendimento scolastico è nella media, con voti particolarmente bassi in pozioni e note particolarmente alte in babbanologia. Detesta a livelli cosmici il proprio nome, e si presenta sempre e solo come Polly.

Eugene Pennington

VI anno. Nato e cresciuto a York in una famiglia basso-borghese, senza quasi entrare in contatto con il mondo magico e soprattutto con i nonni materni. E' infatti, nipote degli esponenti di due importanti famiglie nobili del nord dell'Inghilterra. Il problema fondamentale sono le origini di suo padre, figlio di Babbani. Lo stesso Eugene si è convinto che sia il suo sangue 'sporco di seconda generazione' ad essere l'origine del suo scarso talento magico, che è stato un grande motivo d'imbarazzo scolastico finché non l'ha ammesso pubblicamente, smettendo di scatenare l'ilarità altrui. La sua vera passione è la musica; dopo numerose pressioni sulla professoressa Bonnet, è riuscito ad ottenere l'istallazione di un pianoforte a coda in sostituzione di quello a muro presente nella stanza di Musica di Hogwarts. Fa parte del coro della scuola sin dai tempi in cui la sua straordinaria voce era bianca come la neve. Timido, introverso, non ha quasi nessun amico. Può dare l'impressione di voler essere misterioso, affascinante, ma non c'è alcuna premeditazione nel suo comportamento. Lo si vede raramente in giro per la scuola: quando passa, si può seguire solo la scia della sua testa biondissima, o al massimo il suono del motivetto che sta intonando. Frequenta molto volentieri Carlisle Hunnam, una delle poche persone per le quali non provi invidia, fastidio o astio. Non ha mai avuto una ragazza; certo è che sono poche quelle che sono riuscite ad approcciarlo, ma neppure lui ha mai dato segni di volere una relazione.

Rah Ching Page

Rah Ching è stata adottata da una famiglia di Babbani londinesi, non sa nulla delle sue origini di cui mantiene solo il nome. Sin da piccola si dimostrò timida con chiunque le rivolgesse la parola, rimane spesso taciturna. Cercò sempre più di scoprire qualcosa sulle sue origini ma i Page, i genitori adottivi, tentarono di tenerla in ogni modo lontana da qualsiasi cosa riguardasse il suo passato, la Cina e i suoi genitori. Questa situazione la rese sempre più insofferente e ogni volta che otteneva risultati negativi nelle sue ricerche o che la signora Page la scopriva a informarsi su qualsiasi cosa riguardasse la Cina la luce della stanza in cui si trovava Rah cominciava a lampeggiare e la lampadina scoppiava, oppure le pentole in cui la madre stava cucinando si fondevano e bruciavano. All’età di 11 anni ricevette la lettera che la metteva al corrente che avrebbe potuto frequentare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. I genitori adottivi le raccontarono allora la verità sui suoi genitori: erano dei maghi che l’avevano abbandonata perché pensavano che fosse una Maganò, che non avrebbe mai avuto un posto nella società magica. Ora Rah frequenta il 5° anno a Hogwarts ed eccelle in tutte le materie di studio, anche se predilige Trasfigurazione, Incantesimi e Difesa Contro le Arti Oscure.

Carlisle Hunnam

Sesto anno. Carlisle è nato e cresciuto a Londra, figlio di due eminenti personalità del mondo magico: il padre, Charlie, è primario al San Mungo, mentre sua madre, Hannah, è una famosa ricercatrice che collabora con l'ospedale. Purosangue. Sebbene non gli sia mai mancato nulla, sin da bambino dimostra di avere un'indole incredibilmente generosa e disponibile, al punto da trasformarmi, con il passare negli anni, in un vero e proprio galantuomo, l'incarnazione di un romanzo di fine '800. Studente nella media, si distingue particolarmente in Cura delle Creature Magiche e Difesa contro le Arti Oscure, ha la strordinaria capacità di ricordare tutto ciò che legge, indipendentemente da dove lo legga e quando lo legga. Ha un discreto successo tra le ragazze, ma non è particolarmente interessato a far strage di cuori, al punto da essere considerato universalmente l'Anti-Principe per eccellenza e da essere cordialmente detestato da Edward Norwood, sentimento ricambiato con altrettanta intensità. Le radici di questo odio tra i due belli per antonomasia rasentano oramai il mito e la leggenda: c'è chi vocifera, addirittura, del coinvolgimento di una bellissima Veela. Cerca sempre, costantemente, di rimanere fedele a se stesso e sa assumersi le proprie responsabilità, non teme i confronti e men che meno gli scontri. Le ragazzine di Tassorosso del primo anno gli hanno dedicato un fan-club.

Alexa Robinson

Alexa nasce in una ridente cittadina del Michigan, negli Stati Uniti, da madre babbana e padre mago. Deve scoprire le sue potenzialita` da maghetta da sola pero`, dato che il padre non e` mai in casa, e quando lo e` si limita a dormire e a picchiare e sgridare lei e la madre. Il padre ha da tempo rotto ogni contatto con il mondo magico e vive solo nella realta` del mondo babbano. Quando Alexa compie i sette anni il padre abbandona la famiglia scappando in macchina con una giovane ragazza. Da quel momento in poi Alexa e sua madre si devono rimboccare le maniche per sbrigarsela da sole. In questo modo Alexa si costruisce un carattere forte e perseverante, diventa una ragazza che difficilmente si arrende, e trova sempre un modo di superare gli ostacoli. Per queste ragioni Alexa viene smistata nella casata di Tassorosso quando arriva agli undici anni a Hogwarts. A scuola si trova un po` in difficolta`, si sente una estranea fra tutti i ragazzi dell'alta societa` inglese e cerca disperatamente di nascondere il suo marcato accento americano. Inoltre e` disprezzata ancor di piu` dai Purosangue perche` l'unica radice che l'attacca al mondo della magia, il padre, ha da tempo rinnegato il suo mondo, abbandonandosi ai piaceri babbani. Riesce comunque a fare subito amicizia con due simpatiche ragazze che diventeranno le sue compagne di stanza e amiche del cuore, Lory e Susan. Nonostante la sua personalita` decisa e forte Alexa ha una bassa autostima, e non e` il meglio a socializzare. Sa tirare fuori il suo lato combattivo e aggressivo quando e` necessario. E` alta e castana, ha un sorriso bellissimo, che sfodera solo agli amici piu` intimi. Ama scambiarsi pettegolezzi fra amiche nella sala comune di Tassorosso, davanti a un fuoco e con una barretta di cioccolato da gustare. Frequenta il quinto anno, ma il primo semestre lo ha trascorso a casa per accudire la madre malata. La sua materia preferita e` Erbologia.




corvonero

Audrey Salinger

Sesto anno. Nata e cresciuta nella città di Brighton, nel sud dell’Inghilterra, Audrey è figlia di Isabel e Julian Salinger; sua madre scomparve, quando lei era piccola, dunque suo padre decise di affidare l’educazione della figlia alla sorella della donna. Benché la sua famiglia sia fieramente purosangue, Audrey non condivide le loro idee in merito alla purezza di stirpe, grazie anche all’influenza di sua zia Diane. Non molto alta, ha un fisico esile, la pelle chiara e gli occhi verdi; tiene molto ai suoi boccoli biondi ed alle sue mani belle e curate. Fin da bambina manifesta i suoi poteri di strega, e stupisce la sua famiglia quando è assegnata a Corvonero invece che a Serpeverde. Possiede una memoria molto precisa e un’intelligenza brillante, non le interessa molto studiare, a differenza degli altri Corvonero; tuttavia, grazie alle sue doti, riesce bene anche nelle materie più complesse, e in modo particolare eccelle in Trasfigurazione ed Aritmanzia. È gentile con chi le si rivolge, ma riservata; la sua migliore amica e compagna di banco è Rachel Casey. È molto paziente, e talvolta dà ripetizioni agli studenti che lo chiedono, facendosi pagare profumatamente. Ama la natura, e spesso passeggia nel parco di Hogwarts; quando è triste, cerca un posto solitario e si rifugia lì finché non le passa la malinconia. Le piace molto leggere e disegnare.

Jillian McKanzie

Nata con lo scoccare del solstizio d'autunno nel castello di famiglia poco fuori Edimburgo, Jillian si è trasferisce a Londra alla tenera età di tre anni, in seguito all'assunzione dei genitori al San Mungo: proprio a causa della loro scarsa presenza in casa, la bimba viene cresciuta dalla nonna materna che, tra un biscotto e una fetta di torta scopre la spiccatissima dote della nipote per gli incantesimi. Di salute cagionevole, studia a casa fino ai suoi undici anni, quando la fatidica lettera di Hogwarts arriva, invitandola a frequentare quello che si rivelerà essere il più traumatico anno della sua vita: spaesata dalla frenesia scolastica, dalla confusione e dalle tante persone, fatica ad ambientarsi in quel mondo così diverso dal suo. Solo al terzo anno, le cose iniziano ad andare meglio e avviene la metamorfosi: da invisibile studentessa modello, Jillian si trasforma in una malinconica ma sempre sorridente splendida fanciulla. Adesso frequenta il sesto anno nella casata corvonero. E' una grande osservatrice, di indole schiva e per questo spesso scambiata per snob: in realtà è solo molto diffidente dei confronti di chi non conosce. Sebbene sia molto graziosa, con lunghi capelli biondi e occhi verdissimi, non ha un grande successo con i ragazzi a causa di una forma di timidezza cronica che la porta ad arrossire furiosamente ogni qualvota viene colta di sorpresa. Cosa che accade praticamente ogni volta. Ama particolarmente le giornate autunnali, quando i raggi del sole ancora scaldano la pelle. Ha una gattina nera, Chipie, che adora.

Georgiana Harrington

Caposcuola della casa di Corvonero. Figlia unica, nasce e cresce a Stratford-Upon-Avon, Warwickshire, che già diede i natali a William Shakespeare. Figlia dei proprietari di un serraglio del quartiere magico di Stratford, ama sin dalla più tenera età i gatti, che rimangono però uno dei pochi animali che possa sopportare. Influenzata dalla fama suo illustre concittadino, ama scrivere racconti dove regala le più improbabili personalità a lei e ai suoi amici; perde ore intere e fiumi d'inchiostro nell'immaginare le sue fantastiche vite. L'idea di frequentare Hogwarts non fa altro che gettare un'aura dorata sul suo futuro, tanto che il ritardo della sua lettera d'ammissione ( assegnata ad un gufo scarsamente affidabile e poi prontamente rintracciata ) le provoca una crisi di panico che richiederà un ricovero al San Mungo. Schietta, di carattere aperto, non riesce a stare per più di tanto tempo senza fare una battuta. Socializza con facilità ed è pronta ad aiutare il prossimo nei limiti del possibile. Dedica anima e corpo ai suoi compagni di casa, uno dei motivi per cui è stata nominata prima Prefetto, e ora Caposcuola. Grazie allo studio e ad una mente brillante ottiene ottimi risultati scolastici, in particolare in Trasfigurazioni; nutre una vera e propria adorazione per Albus Silente, d'altronde ricambiata dalla stima del professore. Detesta il Quidditch e non è praticamente in grado di salire su una scopa. Continua ad avere una fervida fantasia e non ha smesso di scrivere; ha un numero imprecisato di taccuini, e ne porta sempre uno con se. Ha lasciato il suo ultimo ragazzo a metà del sesto anno e per ora è single. Ha moltissimi amici, anche se solo pochi possono affermare di conoscerla veramente bene.

Aedan Lywelyn

Primogenito di Lord e Lady Lywelyn , i maghi più famosi della contea Irlandese. Studente modello dalla bellezza eterea si distingue per il suo carisma innegabile [ e per la lunga lista di conquiste nel corso degli anni di studio. ]. Dalla memoria pronta e sempre vigile, denota un curriculum scolastico inappuntabile.Nelle sue vene scorre sangue purissimo che gli permette di predisporre di una attitudine verso la magia innegabile.Quasi irreale.Plateale, ma per niente spaccone, si diverte nel mostrarsi.Vanesio senza dubbio, conquista e stravolge con il suo modo di fare esuberante ma mai fuori posto.Amante del bello e del divertimento, ambizioso e per nulla scontato.Dietro un sorriso si nasconde una creatura difficile da capire per conoscenti comuni, che tiene debitamente alla larga dal suo privato.Sottile e meticoloso nelle considerazioni personali, fa gruppo con pochi ragazzi a scuola, che però considera sicuramente gente fidata.Tra queste persone, strano a dirsi per le attitudini generali, fa coppia fissa con la sorella minore, Scarlett, anche lei studentessa di Hogwarts.Legati da un rapporto particolare, Scarlett è la sola che riesca a capirlo anche da uno sguardo.Silenzioso, valuta bene ogni mossa.La sua mente sveglia, straordinariamente incline nel prevedere le mosse altrui, lo fa risultare, senza dubbio un mago da cui è meglio guardarsi bene.Pronto a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi.Dall’aspetto forte e deciso, trae in inganno per i suoi modi di fare a volte teatrali.Gli eccessi della sua personalità, però, conducono ad una trappola, non facendo sospettare affatto la straordinaria pericolosità che può raggiungere, se provocato.

Sophie Davies

Frequenta il quinto anno nella Casa di Corvonero. Nata da madre strega e padre babbano nella cittadina di Harwich(est dell’inghilterra), Sophie rientra nella schiera dei cosiddetti ‘mezzosangue’, ma non nasconde per nulla le sue origini, anzi, ne va fiera. Ha un’intelligenza spiccata che ha ereditato dal padre e una certa spigliatezza(che mostra solo quando ne ha voglia), che è eredità materna. Adora ascoltare e guardare le persone con attenzione, cercando di coglierne ogni piccola sfumatura. Ha un fratello più grande, Randal, al quale mira come modello e col quale ha un buon rapporto di amicizia e di stima; proprio per la sua influenza, Sophie appare più grande della sua età. Non ha particolari difficoltà a crearsi nuove amicizie, ma sono davvero pochi quelli che possono definirsi suoi ‘amici’ nel vero senso della parola; in particolare è legata a Elodie Baudelaire, al suo stesso anno, ma smistata in una casa differente e ha un migliore amico, Henry Hallward . Persona simpatica e sincera. Nonostante non sia una ragazza superficiale, adora vestiti di ogni genere e si diverte a creare nuove mode o provare nuovi abbinamenti. C’è un’altra cosa che Sophie ama fare sin dalla tenera età, e quella cosa è cantare: canta sotto la doccia, canticchia nei corridoi, canta quando è triste o quando è felice; insomma la sua vita è il canto e cantare è la cosa che la rende più felice e la fa sentire accettata in una scuola in cui non è sempre facile sentirsi ‘diversi’.

Leen 'Ute' Neumann

Tedesca dal sangue puro; la sua famiglia è composta esclusivamente da maghi da generazioni e generazioni, ha un albero genealogico che sembra non finire mai. Questo, l'ha aiutata ad ambientarsi per bene a Durmstrang - scuola nella quale ha passato i primi sei anni scolastici prima di essere spedita ad Hogwarts. Ancora non si capacita di come, i genitori, abbiano potuto fare una cosa simile: ha dovuto abbandonare fidanzato, amici e studi e senza nemmeno poter aspettare ancora qualche mese - prima della fine dei corsi, per lo meno. Questo ha reso il suo trasferimento difficile e a suo dire, la decisione oramai presa è ingiusta e sconsiderata. Lei è quella che, forse per la troppa incoscienza, forse per la connaturata caparbietà che molti le attribuiscono, è convinta ad andare sempre fino in fondo, senza fermarsi neanche a costo di rischi inutili, sebbene neanche una volta abbia smesso di fingersi più forte di quello che è in realtà, ripugnando in quasi ogni circostanza le lacrime. Sicura, tuttavia: nel complesso è socievole, pacata quanto serve. Tende ad essere schieta, se colta in imbarazzo permalosa e acidella. Sa, però, essere di una fragilità e di un'ingenuità disarmante, spesso, per indole caotica e tragicamente sregolata. Bionda, i suoi occhi sono caratterizzati da bicromia oculare ( destro azzurro, sinistro verde ) ma è un particolare che spesso nasconde, tramite una lente colorata. Una naturale predilizione per incantesimi e pozioni, un rinomato fenomeno nei duelli.




morsmordre

Morsmordre è un Gioco di Blog ambientato nella scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, nel periodo di frequentazione di Tom Riddle.

E' durante gli anni scolastici vissuti a Hogwarts che a Tom Riddle sale un amaro disprezzo verso coloro che hanno "sangue impuro". In questi anni Tom inizia a reclutare persone che, come lui, sostengano tali ideali. Si vengono così a fondare dei Club segreti - oltre a quelli tipici scolastici-, più o meno rilevanti, Pro e contro questi ideali. Con la creazione di questi club, gli studenti più fermi nelle proprie idee prendono posizione e, nascono dei forti dissapori tra i vari schieramenti che non si limitano più a semplici antipatie, alle volte finiscono in veri e propri scontri.



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