15 Settembre
15 Settembre
[15 settembre]
Indosso il mio abito senza spalline. Stretto al seno e largo dopo. I capelli semplicemente lisci e legati, soltanto alcune ciocche, dietro con un fermaglio a forma di fiore, proprio come i disegni del mio abito.
13 settembre. Venghino signori, è iniziata la caccia al cavaliere per il ballo! Quanto puntate per Edward Norwood, quanto per Jasper Lewis? I sospiri affranti di diversi nugoli di ragazze single ci seguono quando passiamo, subito sorpassati dai Principi che ci rubano la scena. Poco male, è tutto tempo per riprendere fiato; Quentin si aggrappa alla mano sottile di Catherine, tentando in tutti i modi di far capire alle ragazzine che gli si attaccano al mantello che lui è effettivamente già impegnato. Gli eventi della scuola sono la classica occasione nella quale il proprio aspetto fisico diventa un tormento, nel bene e nel male; entriamo a Storia Della Magia evitando gli sguardi da procioni in calore di buona parte degli studenti.
« Questi sono i momenti in cui vorrei essere un'armatura. » mormora Ian, fermando con una mano la porta dell'aula che Deirdre stava gentilmente tentando di sbattermi in faccia. Tra noi non c'è alcun desiderio di fare comunella, è risaputo; non c'è mai stato nessun bisogno di entrare in contatto, se si escludono i nostri piani per mettere fuori gioco Amber Huges. Ci siamo sempre limitate ai convenevoli del caso, qualche chiacchierata di importanza minima, un po' di carinerie di fronte ai nostri genitori tanto per mantenere la fama di Purosangue perbene. Ultimamente, però, entrambe sembrano irritate dai continui tentativi di Edward di approcciare con me - non ci sono Geert e Tom che reggano.
Catherine e io ci sediamo il più indietro possibile; le lezioni di Storia della Magia sono mortali, e non mi riferisco al fatto che Ruf sia un fantasma. La terza fila è già un risultato niente male, visto che c'è chi arriva in anticipo abissale per potersi piazzare in fondo all'aula; è questo il caso dei Principi, che presto assolderanno dei ragazzini che occupino il posto per loro finché si rifanno il trucco in bagno ( maschi e femmine, indistintamente. )
Nonostante la lezione sia cominciata, Catherine continua a parlarmi della sua famiglia; sua sorella si è trovata un ragazzo, a quanto pare mezzosangue, e i loro genitori sono già sul piede di guerra. Se Ariel facesse mai una cosa del genere, impazzirei - e farei di tutto per rimediare al suo errore.
« Voi due, e voi due lì in fondo?! » sollevo appena il capo mentre sussurro incoraggiamenti a Catherine; dubito che il professore possa essersi rivolto a noi. La mia penna autoscrivente continua a prendere diligentemente appunti; sulla pergamena compare chiara la frase "voi due, e voi due lì in fondo?". A quanto pare, mi sto sbagliando; Ruf passa attraverso i nostri compagni, piombando dritto dritto sul nostro banco; con un cenno secco del dito semitrasparente, fa cenno a Cathie di raccogliere le sue cose, e dopodiché prosegue fino all'ultima fila. Il gesto si ripete, e attraverso di lui vedo Edward che fa armi e bagagli. Si alza e procede con nonchalance lungo la fila di banchi, ammiccando alle ciccine che gli lanciano sguardi languidi.
Realizzo in un attimo confuso che sta per sedersi di fianco a me. Incrocio il suo sguardo mentre alzo la testa e gli rivolgo un'occhiata fredda; anche lui non sembra poi così contento della sistemazione, anche se non si può dire nemmeno l'opposto. Si lascia sfuggire un sorrisino malizioso, ricordandomi che la sua vicinanza si tramuterà entro dieci minuti in un tormento a base di battutine spinte.
« Ciao, Violet. » Devo ancora scoprire quale sia stato il momento preciso in cui l'ho autorizzato a chiamarmi per nome come se l'avesse fatto da quando è nato.
« La tua presenza mi ricorda che mia madre mi ha sempre suggerito di non chiacchierare in classe. » ribatto rigidamente, dando un colpetto alla penna d'aquila che continua a scrivere tutte le nostre frasi sconnesse.
« Sarebbe un modo carino per darmi il benvenuto in terza fila? »
« E' un modo carino per dirti di non rompermi le scatole, Norwood. » Seguo con lo sguardo Ruf che ci passa a fianco, suggerendoci di evitare di parlare in classe se non vogliamo incorrere in punizioni ben meno clementi; come dire, lo scambio di posti è solo l'inizio della fine per voi. C'è qualcosa che non va in quest'anno scolastico. Ad esempio, ho come la sensazione che la gamba di Edward si stia strusciando contro la mia sotto il banco; sono convinta che sia solo un'impressione, ma con un movimento lento, dolce, allontano il mio polpaccio dal suo; non ho intenzione di sentirmi dare della prevenuta, ma neanche di stare ai suoi loschi giochini.
Sospetto che la nostra convivenza forzata porterà dei grossi, grossi guai.
***
15 settembre. Partiamo dal fatto che non approvo le feste idiote che servono solo a mostrare al Ministero che la scuola funziona a pieno regime e cresce ragazzi sani e forti; aiutano chi è popolare a mettere i piedi in testa ai poveri sfigati, e in genere preludono ad una settimana di atroci torture in quanto "non è che se vi divertite nel week end, la baldoria possa durare fino al successivo".
Le decorazioni sono quasi noiose, si limitano agli stendardi delle casate e allo stemma di Hogwarts riportati milioni di volte su ogni superficie disponibile. Gli insegnanti indossano abiti di deliziose tonalità che vanno dal grigio al tortora e di nuovo al grigio, se escludiamo l'originale nero di Lumacorno e l'audacissimo blu oltremare sfoggiato da Silente. L'accompagnamento musicale è affidato alla solita orchestra di dieci elementi piazzata sul solito palchetto, con intervento del coro di Hogwarts a rovinare l'appetito a tutti i presenti. Probabilmente potrei andare avanti ancora per qualche centinaio di punti, ma la mia attenzione è attratta dalla variegata scelta di abiti delle mie compagne di scuola.
Abbiamo un folto campionario di meringhe semoventi, strati e strati di dolcezza e orribili decorazioni in tinte pastello; generalmente sono loro quelle che preferisco mangiarmi in un boccone ( scusate la battuta arguta, mi è sfuggita. ) con un paio di frasette ben piazzate, ma per questo nuovo anno scolastico abbiamo una nuova gamma di candidate alla pubblica lapidazione. I rossi accesi e i tagli finto-sartoriali delle Wanna Be Popolari hanno infestato la sala come un attacco di varicella. Le poverine sciamano ripetutamente attorno ai tavoli dei Principi e di altri elementi noti della scuola; le squadre di Quidditch sono attorniate da sciaquette che con pessime qualità recitative lanciano sguardi infuocati ai giocatori. Non mancano le macchie di sudiciume Mezzobabbano e altra feccia di vario stampo, ma sono le ochette sopracitate a catturare la mia attenzione.
Improvvisamente, una ciccina avvolta in metrate di chiffon rosso si palesa ad una distanza d'allarme dal nostro tavolo, mettendo in agitazione Ian; ci siamo appositamente piazzati nell'ombra, seminascosti dal tavolo dei docenti, per evitare le sue fan che instancabilmente tentano di avvicinarlo in ogni occasione possibile. La ragazzina, età massima quinto anno se è anche un pochino indietro con lo sviluppo, sbatte le palpebre finché le ciglia non cominciano a minacciare il crollo. Mi fischiano le orecchie, quindi mi sfugge la perla di raffinatezza che sbrodola nonappena si accosta al tavolo. Mi limito a raccogliere lo sguardo pieno di terrore di Ian; allungo lentamente una mano, sino ad infilare le dita in mezzo ai suoi capelli biondissimi, quasi bianchi. La ragazzina coglie il gesto come una sfida, e si sporge in avanti tentando di mettere in mostra le prugne secche che si trova al posto di un seno decente. Momento chiave, se Ian non coglie il significato del mio gesto è la fine; Quentin e Catherine sono immobili, se escludiamo gli occhi che freneticamente scrutano me, poi Ian, poi la ragazzina e di nuovo me.
« Ian, tesoro... » mormoro avvicinando la mia sedia alla sua. La ciccina fa un passo all'indietro, sgranando gli occhi.
« Scusa, ma Violet vuole ballare.. » dice imbarazzata in direzione della povera illusa, che con aria mortificata ci fa largo mentre ci alziamo.
Sono queste le soddisfazioni della vita, checché ne dicano i Grifondoro.
***
Odio ballare alle feste eleganti; mi dà fastidio dover stare attenta a come si mette la gonna, a non pestare i piedi al mio cavaliere e ad altre sciocchezze che trascurerei se avessi addosso un bel paio di jeans. Sorseggio il mio drink lanciando sguardi gelidi a chi sembra essere sul punto di iniziare una conversazione con la sottoscritta. Gli altri si sono già dati alla macchia, io sono stata costretta a zampettare dietro a mio cugino mentre salutava i suoi amichetti. Zampettare è il verbo giusto, perché il connubio delle mie gambe traballanti e dei detestati tacchi crea l'effetto tacchino nonappena distolgo l'attenzione dalla mia postura da regina del mondo.
Lancio qualche sguardo assassino mentre attraverso con passo cauto la sala, osservando con disprezzo i soliti cretini che sono riusciti a sbronzarsi, un paio di docenti compresi. Un ultimo sguardo all'ambiente radioso di luce prima di uscire nel corridoio, che per contrasto è rischiarato da qualche candela i cui riflessi si specchiano sulle armature lustre. In qualche angolo sono nascoste coppiette che tubano o ragazzine che piangono a causa del loro cuore infranto. Passo sotto l'arco di pietra che apre il corridoio verso i sotterranei, dopo poco apro porta di ebano che precede le scale in discesa; non mi interessa poi molto di come appaio ai quadri, ai fantasmi o a Pix, quindi mi siedo sul primo gradino gelido e mi sfilo le scarpe, massaggiandomi delicatamente i piedi.
Mi sfugge un sospiro, socchiudo gli occhi. Silenzio, umidità e freddo anche nel pieno dell'estate, è questo che amo dei sotterranei. Ignoro la serie di colpi che provengono dal fondo del corridoio; il Barone Sanguinario può anche tentare di uccidermi, se vuole, ma io non mi muoverò da questo gradino finché non ne avrò voglia.
« Violet, tutta sola nel cuore della notte. » Apro gli occhi: davanti a me, Edward. Il suo modo di pronunciare il mio nome è uno dei miei diversivi preferiti, uno dei pochi; sorride, la solita lieve nota beffarda. Porta solo una camicia stropicciata e un paio di pantaloni troppo eleganti, che stridono con il mantello della scuola che porta sulle spalle. Lascio che un piede nudo si posi sul gradino più in basso.
« Edward, tutto solo nel cuore della notte. »
« Passeggiata al chiaro di luna. » Risponde stringendosi nelle spalle. « Tu piuttosto ... non hai freddo? » Accenna alle mie spalle scoperte e ai piedi nudi sulla pietra levigata.
« Le principesse non hanno mai freddo. » scandisco una delle decine di regole che mi ha inculcato mia madre, mentre lui si avvicina, salendo un paio di gradini della lunga scala. Se non fossimo a Hogwarts, potrebbe sembrare una scena da favoletta per l'infanzia. Mi allunga una mano, sorridendo; perchè queste cose succedono a me, per tutti i folletti? E perchè lascio che mi prenda la mano e mi aiuti ad alzarmi, e lascio che mi aiuti a scendere le scale, e mi dimentico le scarpe sul pianerottolo? E per giunta non muovo un dito finché mi attira a se, sin troppo vicino.
« E tutte le principesse hanno un principe, se non sbaglio... » Oh, per le brache di Merlino. Sei quasi svenevole, tesoro, potrei quasi cedere alle tue avances.
« Ma tutte le principesse tornano a casa a mezzanotte, ed è già l'una passata. » Cinica e barbara, dovrei vergognarmi di me stessa. Gli poso una mano sul petto, allontanandolo gentilmente, e poi prendo praticamente il volo dirigendomi verso il quadro che maschera l'ingresso alla Sala Comune.
Bella, questa serata, proprio bella.
-15 Settembre- 

[4 SETTEMBRE]
« com’è bello Greet» sospira Alice seduta al mio fianco in sala grande. La scuola è iniziata da qualche giorno e i professori non hanno perso tempo con lezioni e compiti e interrogazioni. Sono stanca morta. Alzo lo sguardo solo per poggiarlo su una coppia appena entrata in sala grande, Deirdre Blackster, bella e altezzosa come sempre e Geert Wellington che si tengono per mano diretti al tavolo di serpeverde. Li seguo con lo sguardo facendo spallucce.
«Sinceramente penso che ci siano ragazzi molto più belli di Geert Wellington ad Hogwarts» mormoro.
«Esatto!» si avvicina a noi Samantha, la nostra compagna di dormitorio. Una ragazza sempre allegra e socievole. Con la battuta sempre pronta «tipo Edward Nordwood o Jasper Lewis o Tom Ridd..»
«Shhhh!» le tappo la bocca prima che possa finire la frase. «attenta a nominare quel nome, se ti sentisse la Sanders..» non termino la frase. Ma tutte e tre scoppiamo a ridere.
«Ehi ragazze!» Marcus si avvicina a noi insieme a Nickolas Sparrowich sedendosi tra me ed Alice mentre Nickolas si siede a fianco a Sam.
«buongiorno» li salutiamo all’unisono noi tre.
«Avete sentito?» Nick si sporge sul tavolo per guardarci in faccia tutte. «ci sarà il ballo di inizio anno il 15»
«certo!!» esclama Alice che di queste notizie non se ne fa scappare nemmeno mezza. «sono indecisa, non so che vestito mettermi e poi non mi ha invitata ancora nessun bel ragazzo» piagnucola e io riesco a intercettare l’espressione contrariata di Marcus. Che mi fa ridere.
«e tu Sam? Qualcuno ti ha invitato ?» Sento Nick chiedere alla mia amica.
Sospiro. Come invidio in questi casi la Sanders e la Blackster, loro non hanno problemi come trovare un bell’abito o un bell’accompagnatore. Chissà quanti ragazzi gliel’hanno già chiesto a quelle due.
Sospiro di nuovo sentendomi un po’ sola. Insomma io sto bene, ho degli ottimi amici e bei voti a scuola, nessun problema familiare. Ma allora perché mi sento come se mi mancasse qualcosa, o meglio, qualcuno.
Ripenso a Jacob, se solo lui fosse un mago…
Uno strano pizzicore sento in bocca, delle urla, mi volto verso Alice e mi irrigidisco. Ha la lingua biforcuta e i denti appuntiti. Lo stesso Sam e delle ragazze del 6°. Mi tappo la bocca con una mano mentre con l’altra afferro Un’Alice urlante per il polso trascinandola insieme a Sam (un po’ più lucida) in infermeria.
Ma cosa è successo?
[10 SETTEMBRE]
Dopo l’incidente del 4 Settembre in sala grande temevo che nessuno mi avrebbe invitata al ballo e per un bel po’ di giorni questa ipotesi è andata avanti maturando sempre di più. Alice, bella com’è, non ha avuto problemi. L’ha invitata un’affascinante tassorosso di cui non ricordo il nome esattamente il giorno dopo l’incidente. Nemmeno Sam ha avuto problemi, Nick l’ha invitata lo stesso giorno in infermeria.
Mentre io beh, chi volete che inviti una sfigata che si fa lanciare contro incantesimi così gratuitamente?
Una mezza-babbana per giunta..
Più passava il tempo più ero convinta che c’entrassero qualcosa i serpeverde nell’incidente della lingua e dei denti, non ho idea di cosa li abbia spinti, per loro ogni pretesto è buono.
Ogni volta che passo, soprattutto le ragazze, mi ridacchiano dietro facendo il verso dei serpenti, sibilando.
Cerco sempre di ignorarle il più che posso ma quando mi scappa la pazienza, dopo si arrangiano.
Oggi è il dieci e, signori e signore, Elliot Clark non ha ancora ricevuto un’invito, a 5 giorni dal ballo mi ritrovo sola come un cane. Sono diretta in biblioteca dove mi aspettano Alice e Sam, vogliamo progettare gli abiti e crearli da noi con un incantesimo scoperto da Alice. L’idea mi è subito piaciuta.
Camminando senza nemmeno rendermi conto di dove metto i piedi urto qualcuno, dalla costituzione sembrerebbe un ragazzo, che mi fa cadere tutti i fogli dei progetti dei vestiti.
«Ops che sbadata, scusa» esclamo chinandomi per raccogliere i fogli prima che lui li vedi, chiunque sia questo lui.
«Ma no è colpa mia, nemmeno stavo guardando dove camminavo» pure il ragazzo si china aiutandomi a raccogliere i fogli.
«Wow che belli questi disegni» mormora poi guardando il disegno abbozzato che avevo fatto per il vestito che mi sarebbe piaciuto indossare. Alzo lentamente lo sguardo notando solo in quel momento che il ragazzo è molto bello, un volto angelico e capelli biondi di media lunghezza per i canoni maschili che lo incorniciano, la divisa di Corvonero e uno sguardo dolce e gentile. Sento le gote arrossarsi e abbasso lo sguardo.
«grazie» mormoro prendendo i fogli che lui mi porge per poi rialzarmi.
«Elliot Clark vero?» mi chiede alzandosi a sua volta con un sorriso seduttore sul volto.
Annuisco «si sono io». Sicuramente conosce il mio nome per quella vicenda in sala grande.
«Io mi chiamo Micheal, Micheal Parker, molto piacere » mi porge la mano che stringo con delicatezza con la mano libera.
«americano ?» chiedo poi decidendomi a guardarlo negli occhi. Annuisce con fierezza «da parte di padre»
«che bello, ho sempre sentito parlare dell’america come un posto magnifico. Mi piacerebbe molto andarci» wow, sono sorpresa di me stessa, è il discorso più lungo che sono riuscita a fare.
Lui ride «magari un giorno ci andrai, è bellissima.»
Gli sorrido debolmente, impacciata e imbarazzata.
«Senti Elliot.. hai un compagno per il ballo del 15 ?» mi chiede diretto.
Spalanco gli occhi stupita, scotendo la testa. Che voglia.. invitare proprio me?
«Allora che ne dici di andare insieme ?» mi chiede con naturalezza, sorridendomi solare.
Tu Tum. Tu Tum. Tu Tum.
«ehm.. ok, perchè no» mormoro sorridendogli lievemente, imbarazzata.
«Perfetto !» sembra raggiante. «allora il quindici, prima della festa ci troviamo davanti all’entrata della sala grande ?»
annuisco. E lui mi sorride di nuovo.
«adesso devo proprio andare…» mormoro stringendomi nelle spalle e indietreggiando.
«a presto Micheal, Grazie mille dell’invito.» lo saluto con un cenno della mano.
«grazie a te di aver accettato Elly!» Lo sento dire mentre mi allontano verso la biblioteca.
Non vedo l’ora di dirlo a Sam, Marcus e Alice!
[15 SETTEMBRE]
Non sembra nemmeno di essere ad Hogwarts. Ogni anno gli Elfi domestici superano se stessi con gli
addobbi. Alice a fianco a me mi stringe il braccio ansiosa avvolta in un candido vestito rosa pallido mentre Sam più disinvolta ha un’abito molto particolare con una fantasia floreale che ricorda molto i kimoni giapponesi. Io dal mio canto ho un vestito semplice, a tubo rosso bordeaux, stretto al busto poi dalla vita in già si allarga scendendo fino ai piedi. Noto Marcus e Nick avvicinarsi, Marcus è insieme a una biondina del 4° anno mentre Nick si avvicina a Sam salutandola con un bacio sulla guancia. Alice saluta gli amici poi si dirige verso il suo tassorosso.
Noto Elizabeth Hale e Matthew Warren parlare con Micheal Parker che non appena mi vede mi sorride, con un cenno saluta la coppia per poi avanzare verso di me.
«Ciao Elliot» mi saluta con un bacio sulla guancia.
Sento gli sguardi di Alice, Sam, Marcus e nick su di me.
«ehm ciao» saluto il ragazzo «ragazzi lui è Micheal. Micheal, alice, Samantha, Marcus e Nickolas» indico uno a uno i grifondoro.
Micheal sorride loro con gentilezza stringendogli uno a uno la mano. Riesco a capire dall’espressione di Alice che approva.
Noto Eveline Sanders, Edward Nordwood e compagnia lanciarmi risatine di scherno che ignoro. Non voglio rovinarmi la serata
«beh andiamo ?» mi chiede poi il corvonero sorridendomi.
Annuisco poi lui mi offre il suo braccio facendomi capire di prenderlo a braccetto. Così faccio iniziando a camminare al suo fianco dentro la sala grande.
serpeverde
Edward Norwood
Edward appartiene ad una delle famiglie londinesi purosangue più prestigiose, la famiglia Norwood. All'età di undici anni, prima di ricevere la lettere per Hogwarts, si imbatte in un grave scontro dove suo padre perde la vita per mezzo dell'Avada Kedavra. Da allora Edward si è chiuso in se stesso diventando un tipo freddo e scontroso. Giurando vendetta a suo padre, nell'estate del suo tredicesimo compleanno decide di trasferirsi per un mese a casa di uno zio, un mago molto particolare, amante di tutto ciò che è illegale. E' proprio grazie agli insegnamenti di questo zio che Edward conoscerà le tre maledizioni senza perdono e si interesserà ancora di più alla magia oscura. Figlio unico, è al sesto anno di Hogwarts. Il cappello parlante non ha avuto nessun problema a trovare la sua collocazione infatti, Edward, ha tutte le qualità per far parte della casata dei serpeverde: astuto, furbo, viziato e ambizioso, oltre ad odiare con tutto il cuore coloro che non sono "puri". E' molto schietto ed è considerato tra i più bei ragazzi del quinto anno. E' dotato di occhi grigi dalle sfumature verdi molto profondi, capelli scuri e un fisico perfetto. Norwood ama mostrarsi sempre ben vestito e curato. Ha un unico vero amico, Jasper Lewis suo coetaneo e compagno di casa. I due si trovano spesso in compagnia di Eve Sanders, Deirdre Blackster e Morgan Lancaster, formando un gruppetto unito che passa la maggior parte del tempo a violare le regole e a sminuire gli altri. Le sue materie predilette sono pozioni e arti oscure in cui è anche molto portato.
Jasper Lewis
Sesto anno. Suo padre Leonard è un eminente ricercatore, e, dopo la morte della moglie Mary, l’ha cresciuto da lontano, essendo spesso via per lavoro; il padre gli regala tutto ciò che vuole, anche se la cosa di cui Jasper avrebbe più bisogno è il suo affetto, soprattutto dopo la morte di Sean, il fratello maggiore a cui era legatissimo. Jasper in parte rivede Sean in Edward Norwood, la persona a cui è più affezionato, e in Lucas Forsythe, anche se non al livello di Ed. Ha un’indole scontrosa, e non manca di ambizione, ma possiede una grande insicurezza di fondo; Edward conosce la sua fragilità, e dunque lo sostiene sempre. Spinge Lucas a provarci con Audrey Salinger, perché pensa lui stesso che sarebbe una bella preda, ma ne è intimidito a causa del carattere risoluto e poco manovrabile della ragazza. Purosangue dal fisico longilineo, con occhi verdi e capelli castano chiaro, è un casanova, come il suo compagno di stanza e di anno, e non si preoccupa dei sentimenti delle ragazze a cui ruba il cuore (e di solito anche qualcos’altro); le uniche con cui riesce a mantenere un legame sono Eve e Deirdre, in particolare con quest’ultima. È un buon studente, e dimostra una particolare predisposizione per Incantesimi, che conosce molto bene. Vorrebbe diventare un abile Legilimens come Edward, ed è esperto nell’uso delle Maledizioni Senza Perdono. Gioca nella squadra di Quidditch come Cacciatore.
Deirdre Blackster
Deirdre Blackster discende da una famiglia antica e potente di maghi purosangue. Come tutti i membri della sua famiglia disprezza le persone che hanno sangue impuro, definiti mezzosangue, e maggiormente i babbani. E' una ragazza castana, alta e sottile, e dagli occhi verdi e molto intensi. Nel complesso, Deirdre è una ragazza molto bella ed è pienamente consapevole di esserlo. Frequenta il sesto anno a Hogwarts ed è stata smistata nella casata dei Serpeverde, come lei tutti i membri delle sua famiglia (anche Belinda e Utopia, sue sorelle gemelle, sono al quarto anno serpeverde). Dal carattere caparbio, astuto è inoltre vanitosa, viziata e molto determinata a raggiungere il proprio obiettivo: il potere. Per raggiungerlo Deirdre si finge sempre disponibile con tutti quelli della sua Casa e con i professori, mascherando così la sua vera indole e mostrandosi in questo modo ‘perfetta’. Nonostante la popolarità,c’è solo una persona che la riesca a capire davvero, e questa è la sua migliore amica, Eveline Sanders. er la scuola è sempre in giro col gruppetto formato da Edward Norwood, Jasper Lewis, Morgan Lancaster e , naturalmente, Eve. A scuola Deirdre riesce sempre molto bene grazie alla sua dedizione allo studio, indispensabile per il suo ideale di perfezione che si è prospettata.
Violet 'Vi' Traviston
Sesto Anno. Primogenita ed erede di Bartholomew Traviston, conte del Goulcestershire, viene al mondo presso Upton St.Leonard's, cittadina non lontana dalla tenuta dei Traviston e dalla città di Goulcester. Violet dimostra già precocemente una inclinazione naturale alla magia, alla quale vengono posti dei freni tramite la ferrea disciplina a cui viene abituata sin da piccola e un ampio numero di istitutori a cui viene affidata la sua istruzione. Trascorre l'infanzia nel maniero di famiglia, situato su una scogliera a strapiombo sul mare. Sviluppa un'intensa passione per il disegno, oltre ad un carattere piuttosto chiuso. Compiuto l'undicesimo anno di età, viene iscritta ad Hogwarts. Lodata per l'assiduità nello studio, brilla soprattutto nelle Pozioni e a partire dal terzo anno fa parte del LumaClub del professor Horace Lumacorno. La condotta della ragazza non è impeccabile quanto la sua pagella, ma non si può considerare una criminale o un pericolo pubblico - si limita a compiere qualche bravata, o almeno co ì vuole far credere. In genere viene considerata una snob: oltre all'origine nobile, la loquacità non è tra le sue doti, e preferisce evitare il più possibile i Grifondoro e i Tassorosso. A differenza di molti compagni ed amici, si rapporta in modo non cordiale, ma perlomeno rispettoso con i figli di Babbani. Chi la punzecchia fino ad estorcerle qualche parola lo fa a suo rischio e pericolo: la quindicenne conosce l'arte di colpire con le parole, ed ha nel corso degli anni affinato il suo sarcasmo pungente. Agisce quasi sempre di testa sua, depreca il gioco di squadra, seleziona i suoi amici con scrupolo.
Scarlett Lywelyn
econdogenita di Lord e Lady Lywelyn, , i maghi più famosi e potenti della contea Irlandese.
Purosangue al cento per cento, Scarlett conta una ferrea istruzione nell’arte magica che pratica, con successo, fin da piccolissima. Scaltra per dote, diffidente per natura, risulta complicata da comprendere una creatura come lei. Più simile ad un labirinto, a livello intellettivo, che ad un normale essere umano. Spigliata ma al tempo stesso introversa, ha l’abitudine di studiare con meticolosa cura le persone che le si avvicinano, che trovano difficoltoso, a volte, anche solo instaurare un dialogo. Dalla parlantina eclettica e svelta ( spesso velenosa ), riesce a far precipitare chiunque non abbia sicurezza quando le si porge confidenza. La sua schiettezza, a tratti brutale, la porta ad essere un tipo che si odia o si ama, senza vie di mezzo. Tuttavia, il suo aspetto da innocente ragazza le consente di giocare una carta in più quando vuole raggiungere i suoi obiettivi. Non molto alta, ma dal fisico perfetto possiede due grandi ed espressivi occhi verdi, con sfumature castane, che le imperlano il viso, ed una chioma fluente dalle tinte d’ebano. Caparbia, volitiva, possiede una calma che le assicura di mantenere sangue freddo anche nelle situazioni peggiori. Non ama parlare della sua famiglia. Fratello Aedan a parte, verso cui nutre un affetto totale e sincero…nonostante non ne condivida le ideologie sull’indifferenza verso i babbani. Si concede allo studio con buona volontà riuscendo brillantemente. Pratica il corso di magia per circa 5 anni presso Durmstrang , ma riesce a convincere con abile mossa e complicità della famiglia Norwood i suoi genitori a mandarla ad Hogwarts, che considera di sicuro una spanna al di sopra rispetto le altre scuole di magia. Curiosa, dalla mente aperta, ama poter avere sempre un quadro completo delle situazioni che le si palesano di fronte. Guai quando qualcosa sfugge alla sua mente vigile. Punto chiave, le persone che le stanno vicine, e che lei trova simpatiche ( e ciò capita di rado ), possono senza alcun dubbio fidarsi ciecamente. Così come per gli schemi della sua mente le piace essere assolutamente perfetta in ogni situazione. Gli incantesimi attuabili mediante ipnosi sono quelli che le riescono magnificamente. L’induzione è, senza alcun ragionevole dubbio, la sua mossa vincente. Viene vista spesso in compagnia di Edward Norwood, Jasper Lewis e Deirdre Blackster. Adora e studia la magia oscura con interesse sempre crescente.
grifondoro
Julia Versten
Settimo anno. Di origini norvegesi, Julia è nata a Oslo in una tiepida giornata estiva, figlia di un mago e di una Ondina (ninfa delle acque): per questo adora l’acqua, elemento che riesce a manipolare con facilità grazie al sangue materno. La sua risolutezza e caparbietà, talvolta la fanno risultare antipatica o troppo competitiva, ma la rendono un’ottima giocatrice di Quidditch, che pratica nel ruolo di Cacciatore. In campo scolastico se la cava abbastanza bene, in particolare in Trasfigurazione e Difesa contro le Arti Oscure, benché non apprezzi molto la professoressa Merrythought. Pur essendo all’ultimo anno, non ha ancora ben chiaro il suo futuro, anche se è molto affascinata dal lavoro di Auror, per il quale sarebbe portata grazie al suo coraggio. Nonostante la sua origine purosangue, ritiene che le distinzioni in base alla purezza di stirpe siano inutili e stupide, poiché la magia è un dono che tutti i maghi e le streghe possiedono nello stesso modo. L’anno scorso è stata Prefetto di Grifondoro, insieme con il suo migliore amico è Sebastian Lang(adesso Caposcuola), che ha conosciuto il primo giorno di scuola ad Hogwarts: sono legatissimi, ma non vi è alcun interesse romantico fra loro, poiché si considerano come fratello e sorella. Di solito ha rapporti difficili con le ragazze: in genere le sembrano troppo interessate ad argomenti futili, ma è buona amica di Georgiana Harrington. Non ha mai avuto un ragazzo serio, perché di fondo è molto timorosa dell’amore e della perdita di controllo sulla propria vita che può conseguirne. Ha una sorella più piccola, Ida, che frequenta il sesto anno, innamorata pazza di Tom Riddle, per disperazione di Julia, che invece non può vederlo a causa della sua aria di superiorità e della sua arroganza nei confronti dei Mezzosangue.
Damian Denholm
Sesto anno, Grifondoro.
Figlio di un potente mago e di una strega residenti negli Stati Uniti. Purosangue, ma con idee ben diverse da molti suoi “simili”. Aperto, socievole, spigliato. Dalla parlantina vivace, e svelta. Raramente riesce a star zitto, e quando questo accade, le probabilità del suo malumore sono altissime, per non dire stratosfericamente certe. Schietto, sincero, non ama mascherare i propri pensieri. Dice tutto quello che pensa, senza preoccuparsi mai. Conscio del fatto che non vuole, in alcun modo, incappare nella menzogna, che considera una scappatoia per persone con la coda di paglia. Divertente e scherzoso, ama la vita e tutto ciò che gira attorno ad essa. Vive ogni attimo come fosse l’ultimo, non ama i rimpianti, né le mezze frasi. O tanto meno le opere incompiute. Coinvolgente, riesce a raggiungere ogni obiettivo percorrendo sempre la strada più difficile, poiché le ritiene ring decisivo per la formazione completa del suo essere. Punta sempre al massimo in qualsiasi cosa, più che per superbia, per rispetto verso se stesso.
Elodie Baudelaire
Elodie Baudelaire frequenta il quinto anno nella casata dei grifondoro. Figlia di padre mago e madre veela, ha preso da quest'ultima gran parte della sua bellezza. Definita da molti una bambola di porcellana, forse per la sua reale somiglianza ad esse: lunghi boccoli biondi che le circondano il viso dalla pelle diafana, guance rosate, profondi occhi blu. Ha un carattere molto sensibile, fa difficilmente amicizia e raramente si affeziona in modo forte alle persone, per paura di doverle un giorno perdere. Chi riesce ad entrare nel cerchio delle sue amicizie è sicuro di avere accanto una vera amica: fedele, comprensiva, che dà tutto pur di far star bene la persona che le è a fianco. Testarda e lunatica alle volte, un'enterna indecisa che però non si fa condizionare dagli altri. Non ha pregiudizi verso le persone ma tende molto a selezionarle, dopo un'accurato studio visivo di esse. Ama gli animali e stare a contatto con essi. Legatissima a schizzo, un kocker che le è stato regalato dalla nonna quando aveva pochi anni. Odia le mezze misure, per lei non hanno senso. O è bianco, o è nero. Decisamente impacciata nelle relazioni con i ragazzi, non solo sentimentali ma anche di semplice amicizia.
Annabel Bennett
Grifondoro del sesto anno e secondogenita di una semplice famiglia di babbani, residenti nei quartieri Nord di Londra, Annabel è una ragazza come tante altre. Dalla parlantina facile e la battuta sempre pronta, tende a dire sempre quello che pensa e questo spesso irrita chi le sta vicino, specialmente i soggetti più sensibili: in realtà conoscendola bene si può trovare in lei un'amica sincera. Estremamente leale, ama ridere e di conseguenza nutre una grandissima stima per chi provoca in lei questa reazione, attraverso qualunque mezzo. Non particolarmente incline allo studio, se la cava grazie a quel poco che riesce ad ascoltare in classe e alla sua abilità nella parte pratica delle lezioni, specialmente per quanto riguarda Pozioni e Incantesimi. Assolutamente incapace dal punto di vista canoro, in realtà ama cantare e lo fa spesso e volentieri, assicurandosi prima che tutti gli altri esseri umani siano a qualche isolato di distanza, per evitare di graziarli con i suoi toni soavi. Tutta la sua famiglia è sempre stata scettica riguardo alla sua situazione di strega e preferisce tenere nascosto tutto a più persone possibile, eccezion fatta per la sua sorellina minore, che durante le vacanze non fa altro che tartassarla di domande sul mondo magico e quel che è in relazione ad esso. Campionessa di figuracce, non passa attimo che non inciampi in qualcosa o si distrugga la reputazione; ma in fondo, dietro gli occhioni nocciola e il viso tondo di questa ragazza si nasconde una tenerezza infinita, che aspetta solo di essere scovata da qualcuno che la apprezzi per come gli viene presentata. E' raro che si arrabbi, e nelle poche occasioni in cui succede tende a passarle subito.
Daisy Brown
Proviene da una famiglia molto numerosa, è infatti la quarta di cinque fratelli, Evelyn, la maggiore, Carl, Doug ed Alice, la più piccola.
E poi c'è lei, grifondoro del quinto anno, non tanto alta, capelli neri e lisci, carnagione chiara, magra, dal petto ed i fianchi piatti. Casa sua è sempre spaventosamente caotica e confusionaria, ogni giorno succede qualcosa, c'è sempre un parente più o meno stretto che viene a cena, o a prendere un the, o semplicemente a fare una visita. Se i primi anni in cui era ad Hogwarts ne sentiva la mancanza, dal quarto ha iniziato a palesare la sua insofferenza e a ritenersi fortunata di trascorrerci solo le vacanze. La sua materia preferita è pozioni, seguita da trasfigurazione e talvolta ottiene dei buoni risultati anche in Difesa contro le arti oscure. Non è eccessivamente riservata, ma nei momenti in cui ha bisogno dei suoi spazi non ammette di essere disturbata. Non è molto paziente e quando è nervosa per conto suo ha il vizio di essere scontrosa con tutti, salvo poi pentirsi un attimo dopo aver parlato. Ha spesso un'aria totalmente disinteressata ed annoiata, tanto da sembrare non avere attrazione per attività alcuna. Recentemente ha scoperto la passione di scrivere poesie, ma non le ha mai fatte leggere a nessuno, perchè se ne vergogna troppo; differentemente ha sempre mostrato attitudine nel disegno ed in particolar modo trova soddisfazione nell'eseguire le caricature dei professori o compagni. I genitori ed i fratelli sono maghi, ma in famiglia ci sono molti halfblood e babbani. Non ha mai dato peso alle prese in giro che le venivano fatte a causa della sua origine, anche se ultimamente le sembra che la situazione a scuola sia peggiorata, pur non essendo al corrente di niente.
tassorosso
Apollonia Pasco
Sedicenne Tassorosso figlia di babbani, di origini bretoni ma cresciuta nello Yorkshire. In una parola, il Disordine. L’organizzazione è qualcosa di avulso da lei, una confusionaria in senso lato. Distratta nel riporre la roba, nel vestirsi, nel fare i compiti, è anche piuttosto imbranata. Energica, vivace, ai limiti dell’iperattività, si muove continuamente, in alternativa parla. Scherza molto, ride molto, e lo fa in modo poco signorile. È una persona molto alla mano, con cui è facile parlare, basta solo non farla innervosire. Tendenzialmente ottimista, è d’altra parte anche un soggettino nervoso e facile alla rabbia. Cocciuta come un somaro, è permalosa e reagisce con irruenza ai torti subiti, non facendosi problemi ad arrivare alle mani. È molto orgogliosa; ammettere i propri errori le costa tremendamente tanto, e la maggior parte delle volte evita di farlo. Fierissima delle proprie radici, sia geograficamente e che magicamente parlando, coltiva la passione per le tradizioni bretoni e difende a spada tratta la popolazione babbana. Il suo rendimento scolastico è nella media, con voti particolarmente bassi in pozioni e note particolarmente alte in babbanologia. Detesta a livelli cosmici il proprio nome, e si presenta sempre e solo come Polly.
Eugene Pennington
VI anno. Nato e cresciuto a York in una famiglia basso-borghese, senza quasi entrare in contatto con il mondo magico e soprattutto con i nonni materni. E' infatti, nipote degli esponenti di due importanti famiglie nobili del nord dell'Inghilterra. Il problema fondamentale sono le origini di suo padre, figlio di Babbani. Lo stesso Eugene si è convinto che sia il suo sangue 'sporco di seconda generazione' ad essere l'origine del suo scarso talento magico, che è stato un grande motivo d'imbarazzo scolastico finché non l'ha ammesso pubblicamente, smettendo di scatenare l'ilarità altrui. La sua vera passione è la musica; dopo numerose pressioni sulla professoressa Bonnet, è riuscito ad ottenere l'istallazione di un pianoforte a coda in sostituzione di quello a muro presente nella stanza di Musica di Hogwarts. Fa parte del coro della scuola sin dai tempi in cui la sua straordinaria voce era bianca come la neve. Timido, introverso, non ha quasi nessun amico. Può dare l'impressione di voler essere misterioso, affascinante, ma non c'è alcuna premeditazione nel suo comportamento. Lo si vede raramente in giro per la scuola: quando passa, si può seguire solo la scia della sua testa biondissima, o al massimo il suono del motivetto che sta intonando. Frequenta molto volentieri Carlisle Hunnam, una delle poche persone per le quali non provi invidia, fastidio o astio. Non ha mai avuto una ragazza; certo è che sono poche quelle che sono riuscite ad approcciarlo, ma neppure lui ha mai dato segni di volere una relazione.
Rah Ching Page
Rah Ching è stata adottata da una famiglia di Babbani londinesi, non sa nulla delle sue origini di cui mantiene solo il nome. Sin da piccola si dimostrò timida con chiunque le rivolgesse la parola, rimane spesso taciturna. Cercò sempre più di scoprire qualcosa sulle sue origini ma i Page, i genitori adottivi, tentarono di tenerla in ogni modo lontana da qualsiasi cosa riguardasse il suo passato, la Cina e i suoi genitori. Questa situazione la rese sempre più insofferente e ogni volta che otteneva risultati negativi nelle sue ricerche o che la signora Page la scopriva a informarsi su qualsiasi cosa riguardasse la Cina la luce della stanza in cui si trovava Rah cominciava a lampeggiare e la lampadina scoppiava, oppure le pentole in cui la madre stava cucinando si fondevano e bruciavano. All’età di 11 anni ricevette la lettera che la metteva al corrente che avrebbe potuto frequentare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. I genitori adottivi le raccontarono allora la verità sui suoi genitori: erano dei maghi che l’avevano abbandonata perché pensavano che fosse una Maganò, che non avrebbe mai avuto un posto nella società magica. Ora Rah frequenta il 5° anno a Hogwarts ed eccelle in tutte le materie di studio, anche se predilige Trasfigurazione, Incantesimi e Difesa Contro le Arti Oscure.
Carlisle Hunnam
Sesto anno. Carlisle è nato e cresciuto a Londra, figlio di due eminenti personalità del mondo magico: il padre, Charlie, è primario al San Mungo, mentre sua madre, Hannah, è una famosa ricercatrice che collabora con l'ospedale. Purosangue. Sebbene non gli sia mai mancato nulla, sin da bambino dimostra di avere un'indole incredibilmente generosa e disponibile, al punto da trasformarmi, con il passare negli anni, in un vero e proprio galantuomo, l'incarnazione di un romanzo di fine '800. Studente nella media, si distingue particolarmente in Cura delle Creature Magiche e Difesa contro le Arti Oscure, ha la strordinaria capacità di ricordare tutto ciò che legge, indipendentemente da dove lo legga e quando lo legga. Ha un discreto successo tra le ragazze, ma non è particolarmente interessato a far strage di cuori, al punto da essere considerato universalmente l'Anti-Principe per eccellenza e da essere cordialmente detestato da Edward Norwood, sentimento ricambiato con altrettanta intensità. Le radici di questo odio tra i due belli per antonomasia rasentano oramai il mito e la leggenda: c'è chi vocifera, addirittura, del coinvolgimento di una bellissima Veela. Cerca sempre, costantemente, di rimanere fedele a se stesso e sa assumersi le proprie responsabilità, non teme i confronti e men che meno gli scontri. Le ragazzine di Tassorosso del primo anno gli hanno dedicato un fan-club.
Alexa Robinson
Alexa nasce in una ridente cittadina del Michigan, negli Stati Uniti, da madre babbana e padre mago. Deve scoprire le sue potenzialita` da maghetta da sola pero`, dato che il padre non e` mai in casa, e quando lo e` si limita a dormire e a picchiare e sgridare lei e la madre. Il padre ha da tempo rotto ogni contatto con il mondo magico e vive solo nella realta` del mondo babbano. Quando Alexa compie i sette anni il padre abbandona la famiglia scappando in macchina con una giovane ragazza. Da quel momento in poi Alexa e sua madre si devono rimboccare le maniche per sbrigarsela da sole. In questo modo Alexa si costruisce un carattere forte e perseverante, diventa una ragazza che difficilmente si arrende, e trova sempre un modo di superare gli ostacoli. Per queste ragioni Alexa viene smistata nella casata di Tassorosso quando arriva agli undici anni a Hogwarts. A scuola si trova un po` in difficolta`, si sente una estranea fra tutti i ragazzi dell'alta societa` inglese e cerca disperatamente di nascondere il suo marcato accento americano. Inoltre e` disprezzata ancor di piu` dai Purosangue perche` l'unica radice che l'attacca al mondo della magia, il padre, ha da tempo rinnegato il suo mondo, abbandonandosi ai piaceri babbani. Riesce comunque a fare subito amicizia con due simpatiche ragazze che diventeranno le sue compagne di stanza e amiche del cuore, Lory e Susan. Nonostante la sua personalita` decisa e forte Alexa ha una bassa autostima, e non e` il meglio a socializzare. Sa tirare fuori il suo lato combattivo e aggressivo quando e` necessario. E` alta e castana, ha un sorriso bellissimo, che sfodera solo agli amici piu` intimi. Ama scambiarsi pettegolezzi fra amiche nella sala comune di Tassorosso, davanti a un fuoco e con una barretta di cioccolato da gustare. Frequenta il quinto anno, ma il primo semestre lo ha trascorso a casa per accudire la madre malata. La sua materia preferita e` Erbologia.
corvonero
Audrey Salinger
Sesto anno. Nata e cresciuta nella città di Brighton, nel sud dell’Inghilterra, Audrey è figlia di Isabel e Julian Salinger; sua madre scomparve, quando lei era piccola, dunque suo padre decise di affidare l’educazione della figlia alla sorella della donna. Benché la sua famiglia sia fieramente purosangue, Audrey non condivide le loro idee in merito alla purezza di stirpe, grazie anche all’influenza di sua zia Diane. Non molto alta, ha un fisico esile, la pelle chiara e gli occhi verdi; tiene molto ai suoi boccoli biondi ed alle sue mani belle e curate. Fin da bambina manifesta i suoi poteri di strega, e stupisce la sua famiglia quando è assegnata a Corvonero invece che a Serpeverde. Possiede una memoria molto precisa e un’intelligenza brillante, non le interessa molto studiare, a differenza degli altri Corvonero; tuttavia, grazie alle sue doti, riesce bene anche nelle materie più complesse, e in modo particolare eccelle in Trasfigurazione ed Aritmanzia. È gentile con chi le si rivolge, ma riservata; la sua migliore amica e compagna di banco è Rachel Casey. È molto paziente, e talvolta dà ripetizioni agli studenti che lo chiedono, facendosi pagare profumatamente. Ama la natura, e spesso passeggia nel parco di Hogwarts; quando è triste, cerca un posto solitario e si rifugia lì finché non le passa la malinconia. Le piace molto leggere e disegnare.
Jillian McKanzie
Nata con lo scoccare del solstizio d'autunno nel castello di famiglia poco fuori Edimburgo, Jillian si è trasferisce a Londra alla tenera età di tre anni, in seguito all'assunzione dei genitori al San Mungo: proprio a causa della loro scarsa presenza in casa, la bimba viene cresciuta dalla nonna materna che, tra un biscotto e una fetta di torta scopre la spiccatissima dote della nipote per gli incantesimi. Di salute cagionevole, studia a casa fino ai suoi undici anni, quando la fatidica lettera di Hogwarts arriva, invitandola a frequentare quello che si rivelerà essere il più traumatico anno della sua vita: spaesata dalla frenesia scolastica, dalla confusione e dalle tante persone, fatica ad ambientarsi in quel mondo così diverso dal suo. Solo al terzo anno, le cose iniziano ad andare meglio e avviene la metamorfosi: da invisibile studentessa modello, Jillian si trasforma in una malinconica ma sempre sorridente splendida fanciulla. Adesso frequenta il sesto anno nella casata corvonero. E' una grande osservatrice, di indole schiva e per questo spesso scambiata per snob: in realtà è solo molto diffidente dei confronti di chi non conosce. Sebbene sia molto graziosa, con lunghi capelli biondi e occhi verdissimi, non ha un grande successo con i ragazzi a causa di una forma di timidezza cronica che la porta ad arrossire furiosamente ogni qualvota viene colta di sorpresa. Cosa che accade praticamente ogni volta. Ama particolarmente le giornate autunnali, quando i raggi del sole ancora scaldano la pelle. Ha una gattina nera, Chipie, che adora.
Georgiana Harrington
Caposcuola della casa di Corvonero. Figlia unica, nasce e cresce a Stratford-Upon-Avon, Warwickshire, che già diede i natali a William Shakespeare. Figlia dei proprietari di un serraglio del quartiere magico di Stratford, ama sin dalla più tenera età i gatti, che rimangono però uno dei pochi animali che possa sopportare. Influenzata dalla fama suo illustre concittadino, ama scrivere racconti dove regala le più improbabili personalità a lei e ai suoi amici; perde ore intere e fiumi d'inchiostro nell'immaginare le sue fantastiche vite. L'idea di frequentare Hogwarts non fa altro che gettare un'aura dorata sul suo futuro, tanto che il ritardo della sua lettera d'ammissione ( assegnata ad un gufo scarsamente affidabile e poi prontamente rintracciata ) le provoca una crisi di panico che richiederà un ricovero al San Mungo.
Schietta, di carattere aperto, non riesce a stare per più di tanto tempo senza fare una battuta. Socializza con facilità ed è pronta ad aiutare il prossimo nei limiti del possibile. Dedica anima e corpo ai suoi compagni di casa, uno dei motivi per cui è stata nominata prima Prefetto, e ora Caposcuola. Grazie allo studio e ad una mente brillante ottiene ottimi risultati scolastici, in particolare in Trasfigurazioni; nutre una vera e propria adorazione per Albus Silente, d'altronde ricambiata dalla stima del professore. Detesta il Quidditch e non è praticamente in grado di salire su una scopa. Continua ad avere una fervida fantasia e non ha smesso di scrivere; ha un numero imprecisato di taccuini, e ne porta sempre uno con se. Ha lasciato il suo ultimo ragazzo a metà del sesto anno e per ora è single. Ha moltissimi amici, anche se solo pochi possono affermare di conoscerla veramente bene.
Aedan Lywelyn
Primogenito di Lord e Lady Lywelyn , i maghi più famosi della contea Irlandese. Studente modello dalla bellezza eterea si distingue per il suo carisma innegabile [ e per la lunga lista di conquiste nel corso degli anni di studio. ]. Dalla memoria pronta e sempre vigile, denota un curriculum scolastico inappuntabile.Nelle sue vene scorre sangue purissimo che gli permette di predisporre di una attitudine verso la magia innegabile.Quasi irreale.Plateale, ma per niente spaccone, si diverte nel mostrarsi.Vanesio senza dubbio, conquista e stravolge con il suo modo di fare esuberante ma mai fuori posto.Amante del bello e del divertimento, ambizioso e per nulla scontato.Dietro un sorriso si nasconde una creatura difficile da capire per conoscenti comuni, che tiene debitamente alla larga dal suo privato.Sottile e meticoloso nelle considerazioni personali, fa gruppo con pochi ragazzi a scuola, che però considera sicuramente gente fidata.Tra queste persone, strano a dirsi per le attitudini generali, fa coppia fissa con la sorella minore, Scarlett, anche lei studentessa di Hogwarts.Legati da un rapporto particolare, Scarlett è la sola che riesca a capirlo anche da uno sguardo.Silenzioso, valuta bene ogni mossa.La sua mente sveglia, straordinariamente incline nel prevedere le mosse altrui, lo fa risultare, senza dubbio un mago da cui è meglio guardarsi bene.Pronto a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi.Dall’aspetto forte e deciso, trae in inganno per i suoi modi di fare a volte teatrali.Gli eccessi della sua personalità, però, conducono ad una trappola, non facendo sospettare affatto la straordinaria pericolosità che può raggiungere, se provocato.
Sophie Davies
Frequenta il quinto anno nella Casa di Corvonero. Nata da madre strega e padre babbano nella cittadina di Harwich(est dell’inghilterra), Sophie rientra nella schiera dei cosiddetti ‘mezzosangue’, ma non nasconde per nulla le sue origini, anzi, ne va fiera. Ha un’intelligenza spiccata che ha ereditato dal padre e una certa spigliatezza(che mostra solo quando ne ha voglia), che è eredità materna. Adora ascoltare e guardare le persone con attenzione, cercando di coglierne ogni piccola sfumatura. Ha un fratello più grande, Randal, al quale mira come modello e col quale ha un buon rapporto di amicizia e di stima; proprio per la sua influenza, Sophie appare più grande della sua età. Non ha particolari difficoltà a crearsi nuove amicizie, ma sono davvero pochi quelli che possono definirsi suoi ‘amici’ nel vero senso della parola; in particolare è legata a Elodie Baudelaire, al suo stesso anno, ma smistata in una casa differente e ha un migliore amico, Henry Hallward . Persona simpatica e sincera. Nonostante non sia una ragazza superficiale, adora vestiti di ogni genere e si diverte a creare nuove mode o provare nuovi abbinamenti. C’è un’altra cosa che Sophie ama fare sin dalla tenera età, e quella cosa è cantare: canta sotto la doccia, canticchia nei corridoi, canta quando è triste o quando è felice; insomma la sua vita è il canto e cantare è la cosa che la rende più felice e la fa sentire accettata in una scuola in cui non è sempre facile sentirsi ‘diversi’.
Leen 'Ute' Neumann
Tedesca dal sangue puro; la sua famiglia è composta esclusivamente da maghi da generazioni e generazioni, ha un albero genealogico che sembra non finire mai. Questo, l'ha aiutata ad ambientarsi per bene a Durmstrang - scuola nella quale ha passato i primi sei anni scolastici prima di essere spedita ad Hogwarts. Ancora non si capacita di come, i genitori, abbiano potuto fare una cosa simile: ha dovuto abbandonare fidanzato, amici e studi e senza nemmeno poter aspettare ancora qualche mese - prima della fine dei corsi, per lo meno. Questo ha reso il suo trasferimento difficile e a suo dire, la decisione oramai presa è ingiusta e sconsiderata.
Lei è quella che, forse per la troppa incoscienza, forse per la connaturata caparbietà che molti le attribuiscono, è convinta ad andare sempre fino in fondo, senza fermarsi neanche a costo di rischi inutili, sebbene neanche una volta abbia smesso di fingersi più forte di quello che è in realtà, ripugnando in quasi ogni circostanza le lacrime. Sicura, tuttavia: nel complesso è socievole, pacata quanto serve. Tende ad essere schieta, se colta in imbarazzo permalosa e acidella. Sa, però, essere di una fragilità e di un'ingenuità disarmante, spesso, per indole caotica e tragicamente sregolata. Bionda, i suoi occhi sono caratterizzati da bicromia oculare ( destro azzurro, sinistro verde ) ma è un particolare che spesso nasconde, tramite una lente colorata. Una naturale predilizione per incantesimi e pozioni, un rinomato fenomeno nei duelli.
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