29/09/2007
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audrey15 Settembre
È la sera del Ballo d’Apertura, e da una settimana si vedono scene della peggior specie: dal romanticismo più smielato nel fare la proposta all’oggetto del desiderio, alle crisi isteriche di chi è stato rifiutato o non ha ancora ricevuto il tanto bramato invito. “Sembra che solo io ne sia immune” penso, mentre pettino i capelli di Rachel. Sarò strana io, o sono gli altri quelli spostati?
“Insomma, non è che io sia alla ricerca di un marito o chissà che, però…”
"Però?" mi domanda Rachel.
“Non voglio venire al ballo tanto per venirci, con qualcuno che neanche mi interessa. Per poi dargli delle false speranze. Tanto vale che me ne stia da sola.”
Dallo specchio, Rachel mi rivolge uno sguardo di comprensione. Tuttavia poi dice:
“Per me ti fai troppi problemi. Un invito al ballo non è come chiedere di impegnarsi sul serio in una storia.”
“Ma è un appuntamento lo stesso.”
"Beh… questo è vero."
Stiamo zitte entrambe per qualche secondo, mentre termino l’acconciatura. Rachel potrebbe usare la magia, ma visto che secondo lei sono molto meglio le mie mani, mi sono ritrovata a trafficare con pettine e mollette. Mentre si rimira nello specchio, esclama:
“Hai fatto un ottimo lavoro, Audrey!”
“Casomai fallissi su tutta la linea nel mondo magico, potrei sempre aprire un salone di bellezza a Brighton.”
“Non so come la prenderebbe l’orgogliosa famiglia Salinger, ma tua zia te lo lascerebbe fare senza problemi.”
“Già.”
"Allora, come sto?" mi chiede ansiosa.
“Tranquilla, sei bellissima.”
Ed è vero. La accompagno nella sala comune, dove la attende il suo cavaliere: ormai lei e Toby stanno insieme da quasi due anni. Li vedo allontanarsi, mentre camminano in un’aura di luce e felicità.
Non sono in molti a non partecipare al Ballo d’Apertura dell’anno scolastico, ed i pochi che se ne astengono non sono proprio la compagnia migliore: ragazze inacidite, ragazzi tristi. Così decido di andare sulla torre dove si tengono le lezioni di Divinazione. Mentre mi allontano, incrocio la squadra dei Principi che zampetta  allegra verso il ballo. Più mi allontano dalla Sala Grande, meno gente incontro: un apprezzabile miglioramento.
I gradini della torre sono stretti e ripidi: ne mancano sì e no una decina alla botola, quando mi scontro contro qualcosa. Solo che di fronte a me non c’è niente, finché una figura maschile non emerge dal nulla.
Si volta all’improvviso, mentre sta cercando di disincagliare con difficoltà un mantello (anche questo apparso dal nulla), impigliatosi nella ringhiera di metallo.                                                                
“Peter?!”                                                                               
Peter Halbury mi osserva con uno sguardo fra il sorpreso ed il diffidente. Lo conosco da circa un paio d’anni, anche se l’ho sempre visto in giro. È all’ultimo anno, appartiene alla casa di Grifondoro: un ragazzo divertente, simpatico, anche se non proprio affidabile. È più alto di me, gli arrivo al naso; ha profondi occhi nocciola dallo sguardo a tratti dolce, a tratti ironico; i suoi capelli castani sono sempre in disordine, anche in questo momento. Ci siamo lasciati un mese prima delle vacanze estive. 
"Cosa ci fai tu qui?" mi chiede con tono stridulo.
"E tu allora?" replico "A proposito, quello è un Mantello dell'Invisibilità?" aggiungo, indicando un logoro drappo di stoffa.
Peter dà una rapida occhiata a quel pezzo di stoffa consunta, e annuisce. Dalle scale sentiamo un rumore: in men che non si dica, mi ritrovo con lui sotto il mantello, ma non era che un falso allarme.
"Meno male..." dice "Scusami, ma io in teoria sarei in punizione".
Cosa che non mi stupisce, fra i Grifondoro… beh, fra tutti gli studenti è proverbiale il numero di punizioni che Peter riesce ad accumulare.
“Le mie labbra sono sigillate.”
Non smette di guardarsi in giro con fare sospettoso, ed è chiaro che è tutto fuorché tranquillo. Così lo saluto e salgo in fretta i pochi gradini che mi restano. Una volta nella stanza, mi siedo su una poltrona vicina al camino, dove ardono ancora alcune braci: aggiungo un po’ di legna per riaccendere il fuoco, poi mi preparo una tazza di tè.
Pur continuando a chiedermi il motivo del suo strano comportamento, mi dico di lasciar stare. Ognuno è libero di fare quello che vuole, no?
 
22 Settembre
È passata una settimana dal ballo, e se ne vedono le conseguenze. Nuove coppie, che girano per i corridoi mano nella mano, a profusione. Come tutti gli anni, sembra di vivere un San Valentino anticipato. Anche se molte non reggeranno nemmeno fino a Natale. Ma questo ancora non lo sanno.
Rachel ed io stiamo pranzando sedute al tavolo dei Corvonero, un po’ in disparte rispetto al nostro solito gruppo di amici, che hanno capito la situazione e ci lasciano tranquille.                                                                                                              
“Allora, Peter non si è più fatto vivo?”
“No, e non c’è motivo perché lo faccia.”
“Ma l’hai coperto.”
“Rachel, non sono un’infame! L’avrei fatto per chiunque. Vabbè, tranne che per…”
Mi blocco giusto in tempo prima i pronunciare il nome di Toby, il fidanzato della mia migliore amica. Che in uno dei suoi soliti impeti di gelosia è riuscito a rovinare la serata.
“No, dillo pure, non preoccuparti.”
Mi arrabbio per l’ennesima volta con Toby: possibile che non riesca ad essere un ragazzo meno possessivo? Quella sera, Rachel aveva scambiato due parole con Eric Morton, una sua vecchia cotta, mentre lui era andato a prendere da bere. Al ritorno di Toby, Eric se n’era andato quasi subito, ed era scoppiata la bomba. Non aveva fatto una scenata, ma quando ero ritornata in stanza, avevo trovato Rachel in lacrime, sdraiata sul letto vestita. Vederla in quello stato mi faceva sempre male.
Anche adesso ha le lacrime agli occhi, ma l’arrivo di Peter Halbury la distoglie per un momento dai suoi pensieri.
Peter si piazza proprio accanto a me, mentre lo guardo con un’espressione interrogativa, e forse anche ostile.
“Ciao ragazze. Oggi posso unirmi a voi?”
C’è un’intera tavolata di Grifondoro alle nostre spalle, che lo chiama con grandi gesti e urla. Peter non può rifiutare, a meno di non fare un gesto plateale di riavvicinamento alla sottoscritta. E per come erano finite le cose fra noi, non capisco come mai ci potrebbe provare.
Infatti si alza e raggiunge i suoi compagni. Mi impedisco di guardarlo mentre si allontana, e reprimo la tentazione di alzarmi e fuggire via. Sento fissi sul mio viso gli sguardi dei miei amici e dei suoi, e mi sforzo di non far trasparire emozioni. Non so come, riesco parlare in modo normale, a ridere e scherzare.
 
27 Settembre
Oggi diluvia. Viene giù una cataratta d’acqua che mai si è vista prima nella storia del mondo, gli alloggi dei Serpeverde potrebbero finire allagati.
La lezione dell’ultima ora, Erbologia, è solo teorica, la concentrazione non è con me e i miei pensieri vagano liberi. La voce della professoressa Bonnet agisce come soporifero: gli usi e gli abusi dei semi di melograno mi lasciano del tutto indifferente. I miei neuroni implorano: “Dateci una tregua!”. Davanti a me, le spalle larghe di Tom Riddle. I suoi capelli neri hanno un riflesso quasi verdastro alla luce della finestra, sulla quale le gocce di pioggia picchiettano senza sosta. La sua mano si muove senza sosta sul foglio, e mi domando come diavolo riesca a stare attento. Io reprimo a malapena uno sbadiglio.
Da quando ha cercato di sedersi al tavolo con me e Rachel, non ho più visto Peter. O meglio, non l’ho più incontrato abbastanza a lungo da poter parlare, al limite l’ho intravisto durante i pasti o per i corridoi della scuola. Mi sono vietata di cercare di incrociarlo frequentando i suoi stessi posti, ma è difficile. A parte i finesettimana, non ci possiamo muoverci da Hogwarts. Non posso che tentare di evitare i pensieri che lo riguardano.
Odio queste situazioni di attesa, in cui aspetto che accada qualcosa; e più aspetto, più sembra che le cose siano decise a stagnare. Forse dovrei fare qualcosa io. Ma cosa? Fargli bere un po’ di Veritaserum e interrogarlo sotto tortura? Mi espellerebbero, anche se l’idea ha un che di attraente. 
Odio anche Peter, che mi ha fatto piombare in questo umore del cavolo, mentre dovrei stare accanto a Rachel e dedicarmi solo a lei. Ha chiarito con Tony, ma i problemi di fondo non sono spariti.
Inizio ad odiare anche la professoressa Bonnet, adesso che ci penso; Erbologia non è mai stata una delle mie materie preferite, ma proprio oggi doveva scegliere un argomento così noioso? Se almeno fossimo andati nelle serre, mi sarei distratta un po’.  
Caspita, il mio umore sta in fretta peggiorando verso l’abisso.
Spero che nessuno mi faccia arrabbiare, o altrimenti potrei scagliargli una delle Maledizioni Senza Perdono.
Spero che Peter si tenga alla larga finché non sarò un po’ più aperta al dialogo, o in ogni caso all’ascolto.
Spero che non finiremo per farci ancora del male, attività in cui superavamo noi stessi.
Spero che non finisca per farmi ancora del male. Non so se lo sopporterei.
Ma finalmente la campanella suona e possiamo andarcene. Prima di uscire, la professoressa Bonnet mi ferma e mi chiede se va tutto bene, perché mi ha vista un po’ spenta durante la lezione.
La rassicuro:
“Sì, non si preoccupi. Tutto a posto. Sono solo un po’ stanca.”
La professoressa mi saluta e io esco dall’aula. Non ho ancora raggiunto la sala comune dei Corvonero, che una mano mi agguanta il braccio.
Una ragazza con la divisa di Grifondoro, credo della mia età, mi fissa truce.
Sono davvero terrorizzata, che fiero cipiglio inalbera.
“Senti, tu devi lasciare stare Peter. Va bene? Hai già fatto abbastanza danni.”
Dopo un’ultima pressione sul braccio, se ne va: ci mancava solo una scenata di gelosia da parte di una che neppure conosco. la conclusione perfetta di una giornata idilliaca.












28/09/2007
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[15 settembre]

Preparativi.
Indosso il mio abito senza spalline. Stretto al seno e largo dopo. I capelli semplicemente lisci e legati, soltanto alcune ciocche, dietro con un fermaglio a forma di fiore, proprio come i disegni del mio abito.
Bree è allo specchio, si sta truccando. Indossa un abito bellissimo che abbiamo comprato insieme questa estate, blu.
"Finalmente riuscirai a fare il tua ballo con Matt" esclama poi lei dal nulla. Già, io e Matt non eravamo mai riusciti a partecipare ad un ballo insieme. O per problemi familiari, o per problemi fisici, o per punizioni scolastiche. Sembrava quasi fosse una condanna: in sei anni, mai un ballo insieme e ormai ci avevo quasi fatto l'abitudine.
"Già..forse questo sarà il mio, il nostro, anno fortunato!" rispondo con un filo di voce che lascia trapelare amozione. Bree si gira a mi trascina verso lo specchio dove inizia a truccarmi. Un semplice rigo nero e il mascara "perchè tu hai il viso semplice e stai bene così" conclude poi rimettendo a posto i suoi marchingegni.

Il ballo

E mi trovo ancora qui, da sola. La festa è iniziata da un'oretta e Matt è scomparso da mezzora. Dove cavolo è finito quell'idiota?! E se si è sentito male?! Sono seduta su una delle sedie poste attorno a dei tavolini rotondi in fondo alla sala grande. Tutti si stanno divertendo ed io, per lasciare che si divertissero anche Oliver e Bree me ne sono andata, ma adesso è veramente troppo e la preoccupazione si fa sentire. Cerco Oliver che sta ballando nel mezzo della pista con la mia adorata Bree. E' sempre così bella.
"Ragazzi, avete visto Matt? Lo sto cercando da un pò, ma non l'ho ancora visto"
"Sarà perchè in questo casino è difficile trovarsi. Aspettate là sedute che vado a vedere se trovo quel pazzo!"
esclama Oliver lasciando poi me e Bree sole.
"Tesoro non preoccuparti! Vedrai che è come ha detto Ol!" la ragazza cerca di tranquillizzarmi, io le sorrido e andiamo a prendere qualcosa da bere. So che questo è solo un modo per tenermi tranquilla, lo so. Ma lo accetto perchè questa è una festa e alle feste ci dobbiamo divertire. Ci sarà una buona ragione per il fatto che Matt sia sparito e spero vivamente che la ragione non sia io.
Finito di bere la burrobirra vedo Bree che sorride e indica un punto dietro me con il dito. Mi volto e vedo oliver in compagnia di...Matthew. Finalmente!
"Scusa se ti ho fatto aspettare, ma sai che sono uno stupido..." mi dice appena è arrivato da me con aria colpevole.
"Ma dai, capita di non trovare più una persona in mezzo a tutta sta gente. Mi sei mancato, pensavo di dover passare tutta la serata sola...". Mento io per tranquillizzarlo.
"Te l'ho già detto che sei stupenda stasera? Decisamente la ragazza più bella della sala..." sorrido al suo complimento riparatorio per tutto il tempo che è stato via.
"E dai.....non è vero, piantala...". Ribatto io lanciando uno sguardo veloce a tutte le ragazze bellissime presenti nella sala. Lui mi abbraccia e inizia a parlarmi dolcemente in un'orecchio, concedendomi un bacio e la proposta di ballare. Si deve sentire proprio incolpa. Matt odia ballare. Ma accetto volentieri.
Andiamo in pista dove si presenta un lento. Balliamo e sinceramente pensavo fosse più incapace per come si era sempre rifiutato di ballare. Invece è dolce, un pò goffo e impacciato all'inizio, ma dolce e mi piace. E lo amo.
"Ti amo" esclama, quasi come se mi leggesse nel pensiero. Ma questo non è leggersi nel pensiero, è la verità. Il nostro è un amore sincero, una amore che ci siamo ripromessi di non far mai tramontare in modo volgare. Se deve finire, deve finire bene, con dei bei ricordi. Così ci siamo detti, consapevoli che però eravamo fatti l'uno per l'altra e che, questa situazione non si sarebbe mai verificata. Sì perchè noi siamo Matt&Beth non Matt e Bett.
"Ti amo anch'io"

Finito il ballo Matt decide di riaccompagnarmi in camera. Penso che sia l'unica cosa per la quale infrangiamo le regole di Hogwarts. I ragazzi non dovrebbero mai, mai trovarsi nelle camere delle ragazze e viceversa, ma questa regola per noi non può essere rispettata.
Ammettiamo di essere anche un pò fortunati, l'annoscorso Josie e Kevin, due gemelli tassorosso del nostro anno, rispettivamente in camera con me e Bree e Matt e Oliver, si sono trasferiti in bulgaria, lasciando così la camera libera. Così, quando vogliamo, possiamo avere momenti di intimità con i rispettivi ragazzi.
Aprendo la porta leggo il bigliettino attaccato dietro la porta. Tesoro io sono da tu sai chi. Via libera, ve lo meritavate.
Leggendo il bigliettino io e Matt ci mettiamo a ridere. E' vero, ce lo meritiamo. Così finalmente, da quando siamo rientrati a scuola, io e Matt possiamo dinuovo stare insieme. Sinceramente mi mancava fare l'amore con lui, in estate, io a casa sua, lui a casa mia o in vacanza la nostra vicinanza era diventata quasi morbosa e mi mancava veramente tanto non riaverlo con me. Non sentire il suo corpo e il suo calore vicino al mio nella notte. Non potermi accoccolare tra le sue braccia.

[28 settembre]
I giorni di scuola sono volati. Le prime votazioni sono arrivate e quindi anche i punti alle casate. Serpeverde è intesta seguita con corvonero e grifondoro a parimerito. Noi siamo indietro di due punti. I distacchi ancora non sono grandi, per niente. Tra un pò rinizieranno anche le partite di quidditch, chissà chi saranno i nuovi giocatori, sicuramente tra un pò ci saranno le selezioni.

Sono nel cortile mano nella mano con Matt e stiamo parlando con Micheal Parker. Quel ragazzo è così carino, ha un che di angelico. Saranno i capelli biondi un pò lunghi e quei suoi occhi chiari. Stiamo appunto parlando del quidditch e di quando inizieranno le selezioni, sembra proprio che sarò per metà ottobre.
"Bhè, sei contento che riinizia il tuo adorato quiddicth?" Gli domando.
"Hei hei ma poi al ballo con Elliot?"
chiede curioso Matt. Io gli tiro una gomitata centro-costole che gli fa mancare il fiato per qualche minuto mentre Michael scoppia in una grassa risata. Bhè effettivamente non avevamo avuto ancora occasione di parlarne. In questi giorni avevamo da studiare tantissimo e non essendo della stessa casa non riesci neanche a parlarti quando sei a rilassarti in casa comune.

E le giornate a scuola intanto passano, le persone cambiano, gli amori cambiano. E così in poco tempo...












19/09/2007
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13 settembre. Venghino signori, è iniziata la caccia al cavaliere per il ballo! Quanto puntate per Edward Norwood, quanto per Jasper Lewis? I sospiri affranti di diversi nugoli di ragazze single ci seguono quando passiamo, subito sorpassati dai Principi che ci rubano la scena. Poco male, è tutto tempo per riprendere fiato; Quentin si aggrappa alla mano sottile di Catherine, tentando in tutti i modi di far capire alle ragazzine che gli si attaccano al mantello che lui è effettivamente già impegnato. Gli eventi della scuola sono la classica occasione nella quale il proprio aspetto fisico diventa un tormento, nel bene e nel male; entriamo a Storia Della Magia evitando gli sguardi da procioni in calore di buona parte degli studenti.
« Questi sono i momenti in cui vorrei essere un'armatura. » mormora Ian, fermando con una mano la porta dell'aula che Deirdre stava gentilmente tentando di sbattermi in faccia. Tra noi non c'è alcun desiderio di fare comunella, è risaputo; non c'è mai stato nessun bisogno di entrare in contatto, se si escludono i nostri piani per mettere fuori gioco Amber Huges. Ci siamo sempre limitate ai convenevoli del caso, qualche chiacchierata di importanza minima, un po' di carinerie di fronte ai nostri genitori tanto per mantenere la fama di Purosangue perbene. Ultimamente, però, entrambe sembrano irritate dai continui tentativi di Edward di approcciare con me - non ci sono Geert e Tom che reggano.
Catherine e io ci sediamo il più indietro possibile; le lezioni di Storia della Magia sono mortali, e non mi riferisco al fatto che Ruf sia un fantasma. La terza fila è già un risultato niente male, visto che c'è chi arriva in anticipo abissale per potersi piazzare in fondo all'aula; è questo il caso dei Principi, che presto assolderanno dei ragazzini che occupino il posto per loro finché si rifanno il trucco in bagno ( maschi e femmine, indistintamente. )
Nonostante la lezione sia cominciata, Catherine continua a parlarmi della sua famiglia; sua sorella si è trovata un ragazzo, a quanto pare mezzosangue, e i loro genitori sono già sul piede di guerra. Se Ariel facesse mai una cosa del genere, impazzirei - e farei di tutto per rimediare al suo errore.
« Voi due, e voi due lì in fondo?! » sollevo appena il capo mentre sussurro incoraggiamenti a Catherine; dubito che il professore possa essersi rivolto a noi. La mia penna autoscrivente continua a prendere diligentemente appunti; sulla pergamena compare chiara la frase "voi due, e voi due lì in fondo?". A quanto pare, mi sto sbagliando; Ruf passa attraverso i nostri compagni, piombando dritto dritto sul nostro banco; con un cenno secco del dito semitrasparente, fa cenno a Cathie di raccogliere le sue cose, e dopodiché prosegue fino all'ultima fila. Il gesto si ripete, e attraverso di lui vedo Edward che fa armi e bagagli. Si alza e procede con nonchalance lungo la fila di banchi, ammiccando alle ciccine che gli lanciano sguardi languidi.
Realizzo in un attimo confuso che sta per sedersi di fianco a me. Incrocio il suo sguardo mentre alzo la testa e gli rivolgo un'occhiata fredda; anche lui non sembra poi così contento della sistemazione, anche se non si può dire nemmeno l'opposto. Si lascia sfuggire un sorrisino malizioso, ricordandomi che la sua vicinanza si tramuterà entro dieci minuti in un tormento a base di battutine spinte.
« Ciao, Violet. » Devo ancora scoprire quale sia stato il momento preciso in cui l'ho autorizzato a chiamarmi per nome come se l'avesse fatto da quando è nato.
« La tua presenza mi ricorda che mia madre mi ha sempre suggerito di non chiacchierare in classe. » ribatto rigidamente, dando un colpetto alla penna d'aquila che continua a scrivere tutte le nostre frasi sconnesse.
« Sarebbe un modo carino per darmi il benvenuto in terza fila? »
« E' un modo carino per dirti di non rompermi le scatole, Norwood. » Seguo con lo sguardo Ruf che ci passa a fianco, suggerendoci di evitare di parlare in classe se non vogliamo incorrere in punizioni ben meno clementi; come dire, lo scambio di posti è solo l'inizio della fine per voi. C'è qualcosa che non va in quest'anno scolastico. Ad esempio, ho come la sensazione che la gamba di Edward si stia strusciando contro la mia sotto il banco; sono convinta che sia solo un'impressione, ma con un movimento lento, dolce, allontano il mio polpaccio dal suo; non ho intenzione di sentirmi dare della prevenuta, ma neanche di stare ai suoi loschi giochini.
Sospetto che la nostra convivenza forzata porterà dei grossi, grossi guai.

***

15 settembre. Partiamo dal fatto che non approvo le feste idiote che servono solo a mostrare al Ministero che la scuola funziona a pieno regime e cresce ragazzi sani e forti; aiutano chi è popolare a mettere i piedi in testa ai poveri sfigati, e in genere preludono ad una settimana di atroci torture in quanto "non è che se vi divertite nel week end, la baldoria possa durare fino al successivo".
Le decorazioni sono quasi noiose, si limitano agli stendardi delle casate e allo stemma di Hogwarts riportati milioni di volte su ogni superficie disponibile. Gli insegnanti indossano abiti di deliziose tonalità che vanno dal grigio al tortora e di nuovo al grigio, se escludiamo l'originale nero di Lumacorno e l'audacissimo blu oltremare sfoggiato da Silente. L'accompagnamento musicale è affidato alla solita orchestra di dieci elementi piazzata sul solito palchetto, con intervento del coro di Hogwarts a rovinare l'appetito a tutti i presenti. Probabilmente potrei andare avanti ancora per qualche centinaio di punti, ma la mia attenzione è attratta dalla variegata scelta di abiti delle mie compagne di scuola.
Abbiamo un folto campionario di meringhe semoventi, strati e strati di dolcezza e orribili decorazioni in tinte pastello; generalmente sono loro quelle che preferisco mangiarmi in un boccone ( scusate la battuta arguta, mi è sfuggita. ) con un paio di frasette ben piazzate, ma per questo nuovo anno scolastico abbiamo una nuova gamma di candidate alla pubblica lapidazione. I rossi accesi e i tagli finto-sartoriali delle Wanna Be Popolari hanno infestato la sala come un attacco di varicella. Le poverine sciamano ripetutamente attorno ai tavoli dei Principi e di altri elementi noti della scuola; le squadre di Quidditch sono attorniate da sciaquette che con pessime qualità recitative lanciano sguardi infuocati ai giocatori. Non mancano le macchie di sudiciume Mezzobabbano e altra feccia di vario stampo, ma sono le ochette sopracitate a catturare la mia attenzione.
Improvvisamente, una ciccina avvolta in metrate di chiffon rosso si palesa ad una distanza d'allarme dal nostro tavolo, mettendo in agitazione Ian; ci siamo appositamente piazzati nell'ombra, seminascosti dal tavolo dei docenti, per evitare le sue fan che instancabilmente tentano di avvicinarlo in ogni occasione possibile. La ragazzina, età massima quinto anno se è anche un pochino indietro con lo sviluppo, sbatte le palpebre finché le ciglia non cominciano a minacciare il crollo. Mi fischiano le orecchie, quindi mi sfugge la perla di raffinatezza che sbrodola nonappena si accosta al tavolo. Mi limito a raccogliere lo sguardo pieno di terrore di Ian; allungo lentamente una mano, sino ad infilare le dita in mezzo ai suoi capelli biondissimi, quasi bianchi. La ragazzina coglie il gesto come una sfida, e si sporge in avanti tentando di mettere in mostra le prugne secche che si trova al posto di un seno decente. Momento chiave, se Ian non coglie il significato del mio gesto è la fine; Quentin e Catherine sono immobili, se escludiamo gli occhi che freneticamente scrutano me, poi Ian, poi la ragazzina e di nuovo me.
« Ian, tesoro... » mormoro avvicinando la mia sedia alla sua. La ciccina fa un passo all'indietro, sgranando gli occhi.
« Scusa, ma Violet vuole ballare.. » dice imbarazzata in direzione della povera illusa, che con aria mortificata ci fa largo mentre ci alziamo.
Sono queste le soddisfazioni della vita, checché ne dicano i Grifondoro.

***

Odio ballare alle feste eleganti; mi dà fastidio dover stare attenta a come si mette la gonna, a non pestare i piedi al mio cavaliere e ad altre sciocchezze che trascurerei se avessi addosso un bel paio di jeans. Sorseggio il mio drink lanciando sguardi gelidi a chi sembra essere sul punto di iniziare una conversazione con la sottoscritta. Gli altri si sono già dati alla macchia, io sono stata costretta a zampettare dietro a mio cugino mentre salutava i suoi amichetti. Zampettare è il verbo giusto, perché il connubio delle mie gambe traballanti e dei detestati tacchi crea l'effetto tacchino nonappena distolgo l'attenzione dalla mia postura da regina del mondo.
Lancio qualche sguardo assassino mentre attraverso con passo cauto la sala, osservando con disprezzo i soliti cretini che sono riusciti a sbronzarsi, un paio di docenti compresi. Un ultimo sguardo all'ambiente radioso di luce prima di uscire nel corridoio, che per contrasto è rischiarato da qualche candela i cui riflessi si specchiano sulle armature lustre. In qualche angolo sono nascoste coppiette che tubano o ragazzine che piangono a causa del loro cuore infranto. Passo sotto l'arco di pietra che apre il corridoio verso i sotterranei, dopo poco apro porta di ebano che precede le scale in discesa; non mi interessa poi molto di come appaio ai quadri, ai fantasmi o a Pix, quindi mi siedo sul primo gradino gelido e mi sfilo le scarpe, massaggiandomi delicatamente i piedi.
Mi sfugge un sospiro, socchiudo gli occhi. Silenzio, umidità e freddo anche nel pieno dell'estate, è questo che amo dei sotterranei. Ignoro la serie di colpi che provengono dal fondo del corridoio; il Barone Sanguinario può anche tentare di uccidermi, se vuole, ma io non mi muoverò da questo gradino finché non ne avrò voglia.
« Violet, tutta sola nel cuore della notte. » Apro gli occhi: davanti a me, Edward. Il suo modo di pronunciare il mio nome è uno dei miei diversivi preferiti, uno dei pochi; sorride, la solita lieve nota beffarda. Porta solo una camicia stropicciata e un paio di pantaloni troppo eleganti, che stridono con il mantello della scuola che porta sulle spalle. Lascio che un piede nudo si posi sul gradino più in basso.
« Edward, tutto solo nel cuore della notte. »
« Passeggiata al chiaro di luna. » Risponde stringendosi nelle spalle. « Tu piuttosto ... non hai freddo? » Accenna alle mie spalle scoperte e ai piedi nudi sulla pietra levigata.
« Le principesse non hanno mai freddo. » scandisco una delle decine di regole che mi ha inculcato mia madre, mentre lui si avvicina, salendo un paio di gradini della lunga scala. Se non fossimo a Hogwarts, potrebbe sembrare una scena da favoletta per l'infanzia. Mi allunga una mano, sorridendo; perchè queste cose succedono a me, per tutti i folletti? E perchè lascio che mi prenda la mano e mi aiuti ad alzarmi, e lascio che mi aiuti a scendere le scale, e mi dimentico le scarpe sul pianerottolo? E per giunta non muovo un dito finché mi attira a se, sin troppo vicino.
« E tutte le principesse hanno un principe, se non sbaglio... » Oh, per le brache di Merlino. Sei quasi svenevole, tesoro, potrei quasi cedere alle tue avances.
« Ma tutte le principesse tornano a casa a mezzanotte, ed è già l'una passata. » Cinica e barbara, dovrei vergognarmi di me stessa. Gli poso una mano sul petto, allontanandolo gentilmente, e poi prendo praticamente il volo dirigendomi verso il quadro che maschera l'ingresso alla Sala Comune.
Bella, questa serata, proprio bella.













18/09/2007
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-15 Settembre-
Non posso credere che siano già passate due settimane dall'inizio della scuola, mi sembra tutto strano: è l'ultimo anno, ho molti amici (o per lo meno più di quanti mi sarei mai aspettato di avere) ma soprattutto sto ancora con Beth. Quest'anno facciamo ben sette anni insieme e ancora non posso credere di avere al mio fianco una ragazza così spendida. E' solo grazie a lei se sono riuscito a superare il divorzio dei miei e anche tutti questi anni a scuola, e oggi la devo rendere fiera di me.
Questa sera infatti è il giorno del gran ballo di apertura e nonostante lei continui a negarlo, so quanto è importante per lei. Il problema è che, a suo contrario, non mi capita spesso di andare a un ballo o a una festa simile e non ho molti abiti adatti, ma più importante non sono assolutamente capace di muovere un passo di danza! Per i vestiti sono a posto pensandoci, userò quello che ho messo per il matrimonio di mia cugina, il vero problema saranno le danze.
"Oliver mi devi assolutamente dare una mano!! E dai....non posso mica fare la figura dello scemo!!"
"Perchè pensi che ti possa dare una mano? Non sono messo molto bene neanch'io con la danza!"
"Sicuramente molto meglio di me...non so fare mezzo passo!! Ti prego, Beth ci tiene tantissimo...non posso deluderla..".
Oliver mi guarda per un pò senza dire una parola. Faccio la faccia più triste che posso.
"Ok, ok...dovrei avere mezz'ora libera questo pomeriggio...diciamo per le 17.15, ma non ti assicuro niente!"
"SI!!Grazie Oliver, sei davvero un'amico...oltre che la mia salvezza naturalmente".
"Si si certo... ma adesso andiamo a mangiare o faremo tardi a lezione.."

-ore 17.15-

"Ma dov'è finito...doveva già essere qui a quest'ora!!.....giuro che quando arriva gliela faccio pagare!!". Passano due ragazze del secondo anno e mi guardano male. Ok, forse mi hanno preso per pazzo visto che parlo da solo, ma loro non capiscono la gravità della situazione!! Poi finalmente eccolo che appare dalla porta della sala comune. "Oliver!! Sei in ritardo, ma dove sei stato?? Ti rendi conto che ti aspetto da almeno 15 minuti??"
"Matt, calmo...sembri una zitella isterica! Sono solamente le 17.17!!"

"Appunto, abbiamo già perso DUE minuti essenziali...pensa quanti passi avrei potuto imparare!!"
"Te...non sei normale, ma adesso andiamo che stiamo perdendo secondi preziosi!!"
"Giusto, giusto" r
ispondo ansioso e anche teso per la verità. Quasi corro su per le scale fino alla nostra camera. "Sono pronto maestro...sorprendimi!" gli dico. Mi guarda male di nuovo...ma oggi tutti mi guardano così?? La lezione comincia e alla fine, dopo mezz'ora..
"Matt, te lo devo proprio dire...sei proprio negato!!"mi dice Oliver ormai rassegnato.
"Così male?"
"Anche peggio...".
Bene bella serata mi si prospetta. Non sono capace nemmeno di ballare e così farò fare una figura di merda anche a Beth...a meno che...non mi inventi una scusa per non ballare!! Questa si che è un'idea, che genio che sono!
"Grazie lo stesso Oliver, vai pure da Bree."
Provo ancora un pò i passi davanti allo specchio. Cazzo...sono davvero negato! Oliver aveva ragione, faccio pena!! Non ho altra scelta, devo mentire a Beth...anche se in realtà non so fare bene nemmeno quello!
Mi esercito davanti allo specchio per ore e alla fine arriva l'ora fatidica.
La porta della camera si apre. Entrano Oliver, Jason e Richard, i nostri compagni di stanza.
"Matt non è meglio che cominci a prepararti? Non dirmi che ti stai ancora esercitando?"mi chiede Oliver.
"No, ma va! Adesso mi vesto, alla danza ci ho rinunciato!"
Mi preparo, mi sento un pò in colpa per quello che
sto per dire a Beth...insomma, per mentirle, ma che altro posso fare? Deluderla? no, non se ne parla!
"Cosa dirai a Beth?"
"Una bugia chiaro..."
rispondo con aria rassegnata.
"Forse faresti meglio a dirle la verità, vedrai che non se la prenderà, la conosci!"
"No, meglio non rovinarle completamente la serata, so che ci tiene molto...farò finta di stare male o qualcosa del genere. Tanto le sarei solo d'impiccio e non si divertirebbe...e io non voglio che la sua serata sia un disastro a causa mia!"
"E pensi davvero che si divertirebbe di più senza di te?"
mi guarda perplesso.
"Bè...non so, ma non voglio che entrambi facciamo la figura dei cretini per colpa mia...è già difficile reggere il confronto con gli altri normalmente e così...bè, capirebbe che ci sono molti altri meglio di me e alla fine si renderebbe conto di aver sprecato tutti questi anni con un completo idiota!"
"Dimmi che non lo pensi davvero Matt...".
Mi scruta con aria seria."Ti prego, dimmi che non lo pensi davvero..."
"E se invece la pensassi davvero così?"
"Allora vuol dire che sei veramente un idiota!".
Detto questo se ne va e mi lascia davanti allo specchio, solo. Solo io e i miei pensieri. Mi sento triste per me, per Beth, per noi.
Quando ami troppo persona...diventa tutto più difficile...

-ballo-

"Matt dai sbrigati, ma quanto ci metti??Scommetto che arriveremo in ritardo!"
"Oh scusa, stavo sistemando le ultime cose..". Arrivo da Beth, in realtà ho dovuto inventare una scusa efficace in quest'arco di tempo...alla fine ho optato per quella più banale, le altre erano troppo poco credibili!
"Sei peggio di una donna Matt!"esclama Beth.
"Vorrà dire che per farmi perdonare ti darò un bacio..."
"Ma scordatelo, ho appena messo il rossetto!!Forza andiamo semmai!!".
Rimango perplesso.
"Davvero preferisci il tuo rossetto a un mio bacio?!"
"Bè...certo, ma adesso andiamo!"
e cammina decisa verso la porta. Non mi muovo.
"Ma che fai, andiamo!"mi dice agitata. Non mi muovo.
"Mmmmm..."e alza gli occhi al cielo, si avvicina e mi stampa un bacio sulla guancia.
"Mooooolto meglio. adesso possiamo andare!". Dico sorridendo.
"Era ora!"mi dice scocciata, ma tanto lo so che sotto sotto sta ridendo anche lei.
Stasera è davvero bellissima, indossa un abito rosa tenue senza spalline, con dei fiori ricamati sopra. I capelli sono raccolti in una mezza coda dietro, mentre davanti sono lasciati sciolti. Sembra davvero una bambolina!
Io invece ho un semplice smoking nero, la cravatta abbinata, la camicia bianca e infine la giacca...ma non credo durerà molto, infatti stasera al castello fa abbastanza caldo!
"Ecco, lo sapevo, sono già tutti in sala!"mi dice Beth.
"Lo vedo...ma c'è proprio tutta la scuola vedo..."
"E che credevi scusa! Ma guarda, c'è Michael!". Michael è un ragazzo del settimo di Corvonero, un amico di Beth più che altro, però è un tipo simpatico. Parliamo un pò con lui ma alla fine se ne va, è arrivata la sua compagna, Elliot Clark.
"Certo che quest'anno le decorazioni sono stupende, vero? Sento che stasera ci divertiremo!"mi dice entusiasta Beth.
"Si belle....ma non esagerare...insomma è una serata come un altra no!..." comincio a sentirmi molto nervoso.
"Ma scherzi, è il nostro ultimo anno ed è forse l'ultimo ballo che faremo a scuola...ma guarda il preside sta per fare il discorso, tra poco inizia la serata!!". Sto sudando. Tolgo la giacca. Perchè a me? Perchè dovevo essere così incapace?? Beth è così bella stasera, e non si potrà godere la sua serata.
Non ascolto neanche il discorso, ho caldo. "Che si aprano le danze..."
Oh, no...sono finito, devo inventarmi qualcosa."Beth io...em...ho caldo e...vado in bagno!"
"Certo! Tanto ci sono lì Bree e Oliver, andrò da loro!"mi sorride e raggiunge i nostri amici. Oliver mi guarda con uno sgardo di rimprovero...mi vuole fare sentire in colpa!! Ma devo dire che ci riesce bene.
Vado a sedermi fuori dal castello, se mi va bene probabilmente Beth non mi troverà e le dirò semplicemente che non l'h più trovata. Che codardo che sono. Mi faccio schifo.
Passa circa mezz'ora. Qui fuori fa freddo ed è quello che mi merito.
"Matt hai intenzione di stare qui fuori tutta la sera? Beth ti sta cercando". E' Oliver.
"Non posso entrare" rispondo semplicemente.
"Senti facendo così stai rovinando la sua serata, proprio non lo vuoi capire! Questa serata per lei è importante non per i vestiti, il ballo o altro ma perchè ci sei tu. Vuole passare il suo ultimo ballo con te e non penso le importi di come ti muovi, e per te non è forse la stessa cosa? Allora va da lei, solo così il suo ballo sarà perfetto, senza la persona che ama, non potrà mai esserlo..." Mi da una pacca sulla spalla e ritorna al castello. Ha proprio ragione, sono proprio un testardo...quando mi impunto su una cosa è difficile che cambi idea... E che stupido.

"Scusa se ti ho fatto aspettare, ma sai che sono uno stupido..."
"Ma dai, capita di non trovare più una persona in mezzo a tutta sta gente. Mi sei mancato, pensavo di dover passare tutta la serata sola...".
La guardo negli occhi.
"Te l'ho già detto che sei stupenda stasera? Decisamente la ragazza più bella della sala..."ride leggermente. "E dai.....non è vero, piantala...". L'abbraccio e le parlo nell'orecchio.
"Io non sto scherzando.." la bacio. "Vuoi ballare?" le chiedo infine.
"Pensavo non ballassi...comunque si!".
Andiamo in pista, c'è un lento. Forse non saremmo i più bravi, i migliori, ma non mi importa cosa pensa la gente, perchè questo è uno dei momenti più belli della mia vita e sono con Beth. C'è tutto quello che ho sempre desiderato...non avrei potuto chiedere di meglio.
"Ti amo" le dico
"Ti amo anch'io"risponde.
Balliamo tutta la sera e devo ammettere che è divertente, probabilmente per quelli che mi guardano non è così, ma va bene! Cosa concludo da questa serata? Bè, semplicemente che l'amore è davvero la cosa più bella del mondo.












18/09/2007
commenti • tag: festeggiamenti, grifondoro

[4 SETTEMBRE]
« com’è bello Greet» sospira Alice seduta al mio fianco in sala grande. La scuola è iniziata da qualche giorno e i professori non hanno perso tempo con lezioni e compiti e interrogazioni. Sono stanca morta. Alzo lo sguardo solo per poggiarlo su una coppia appena entrata in sala grande, Deirdre Blackster, bella e altezzosa come sempre e Geert Wellington che si tengono per mano diretti al tavolo di serpeverde. Li seguo con lo sguardo facendo spallucce.
«Sinceramente penso che ci siano ragazzi molto più belli di Geert Wellington  ad Hogwarts» mormoro.
«Esatto!» si avvicina a noi Samantha, la nostra compagna di dormitorio. Una ragazza sempre allegra e socievole. Con la battuta sempre pronta «tipo Edward Nordwood o Jasper Lewis o Tom Ridd..»
«Shhhh!» le tappo la bocca prima che possa finire la frase. «attenta a nominare quel nome, se ti sentisse la Sanders..» non termino la frase. Ma tutte e tre scoppiamo a ridere.
«Ehi ragazze!» Marcus si avvicina a noi insieme a Nickolas Sparrowich sedendosi tra me ed Alice mentre Nickolas si siede a fianco a Sam.
«buongiorno» li salutiamo all’unisono noi tre.
«Avete sentito?» Nick si sporge sul tavolo per guardarci in faccia tutte. «ci sarà il ballo di inizio anno il 15»
«certo!!»
esclama Alice che di queste notizie non se ne fa scappare nemmeno mezza. «sono indecisa, non so che vestito mettermi e poi non mi ha invitata ancora nessun bel ragazzo» piagnucola e io riesco a intercettare l’espressione contrariata di Marcus. Che  mi fa ridere.
«e tu Sam? Qualcuno ti ha invitato ?» Sento Nick chiedere alla mia amica.
Sospiro. Come invidio in questi casi la Sanders e la Blackster, loro non hanno problemi come trovare un bell’abito o un bell’accompagnatore. Chissà quanti ragazzi gliel’hanno già chiesto a quelle due.
Sospiro di nuovo sentendomi un po’ sola. Insomma io sto bene, ho degli ottimi amici e bei voti a scuola, nessun problema familiare. Ma allora perché mi sento come se mi mancasse qualcosa, o meglio, qualcuno.
Ripenso a Jacob, se solo lui fosse un mago…
Uno strano pizzicore sento in bocca, delle urla, mi volto verso Alice e mi irrigidisco. Ha la lingua biforcuta e i denti appuntiti. Lo stesso Sam e delle ragazze del 6°. Mi tappo la bocca con una mano mentre con l’altra afferro Un’Alice urlante per il polso trascinandola insieme a Sam (un po’ più lucida) in infermeria.
Ma cosa è successo?

[10 SETTEMBRE]
Dopo l’incidente del 4 Settembre in sala grande temevo che nessuno mi avrebbe invitata al ballo e per un bel po’ di giorni questa ipotesi è andata avanti maturando sempre di più. Alice, bella com’è, non ha avuto problemi. L’ha invitata un’affascinante tassorosso di cui non ricordo il nome esattamente il giorno dopo l’incidente. Nemmeno Sam ha avuto problemi, Nick l’ha invitata lo stesso giorno in infermeria.
Mentre io beh, chi volete che inviti una sfigata che si fa lanciare contro incantesimi così gratuitamente?
Una mezza-babbana per giunta..
Più passava il tempo più ero convinta che c’entrassero qualcosa i serpeverde nell’incidente della lingua e dei denti, non ho idea di cosa li abbia spinti, per loro ogni pretesto è buono.
Ogni volta che passo, soprattutto le ragazze, mi ridacchiano dietro facendo il verso dei serpenti, sibilando.
Cerco sempre di ignorarle il più che posso ma quando mi scappa la pazienza, dopo si arrangiano.
Oggi è il dieci e, signori e signore, Elliot Clark non ha ancora ricevuto un’invito, a 5 giorni dal ballo mi ritrovo sola come un cane. Sono diretta in biblioteca dove mi aspettano Alice e Sam, vogliamo progettare gli abiti e crearli da noi con un incantesimo scoperto da Alice. L’idea mi è subito piaciuta.
Camminando senza nemmeno rendermi conto di dove metto i piedi urto qualcuno, dalla costituzione sembrerebbe un ragazzo, che mi fa cadere tutti i fogli dei progetti dei vestiti.
«Ops che sbadata, scusa» esclamo chinandomi per raccogliere i fogli prima che lui li vedi, chiunque sia questo lui.
«Ma no è colpa mia, nemmeno stavo guardando dove camminavo» pure il ragazzo si china aiutandomi a raccogliere i fogli.
«Wow che belli questi disegni» mormora poi guardando il disegno abbozzato che avevo fatto per il vestito che mi sarebbe piaciuto indossare. Alzo lentamente lo sguardo notando solo in quel momento che il ragazzo è molto bello, un volto angelico e capelli biondi di media lunghezza per i canoni maschili che lo incorniciano, la divisa di Corvonero e uno sguardo dolce e gentile. Sento le gote arrossarsi e abbasso lo sguardo.
«grazie» mormoro prendendo i fogli che lui mi porge per poi rialzarmi.
«Elliot Clark vero?» mi chiede alzandosi a sua volta con un sorriso seduttore sul volto.
Annuisco «si sono io». Sicuramente conosce il mio nome per quella vicenda in sala grande.
«Io mi chiamo Micheal, Micheal Parker, molto piacere » mi porge la mano che stringo con delicatezza con la mano libera.
«americano ?» chiedo poi decidendomi a guardarlo negli occhi. Annuisce con fierezza «da parte di padre»
«che bello, ho sempre sentito parlare dell’america come un posto magnifico. Mi piacerebbe molto andarci»
wow, sono sorpresa di me stessa, è il discorso più lungo che sono riuscita a fare.
Lui ride «magari un giorno ci andrai, è bellissima.»
Gli sorrido debolmente, impacciata e imbarazzata.
«Senti Elliot.. hai un compagno per il ballo del 15 ?» mi chiede diretto.
Spalanco gli occhi stupita, scotendo la testa. Che voglia.. invitare proprio me?
«Allora che ne dici di andare insieme ?» mi chiede con naturalezza, sorridendomi solare.
Tu Tum. Tu Tum. Tu Tum.
«ehm.. ok, perchè no» mormoro sorridendogli lievemente, imbarazzata.
«Perfetto !» sembra raggiante. «allora il quindici, prima della festa ci troviamo davanti all’entrata della sala grande ?»
annuisco. E lui mi sorride di nuovo.
«adesso devo proprio andare…» mormoro stringendomi nelle spalle e indietreggiando.
«a presto Micheal, Grazie mille dell’invito.» lo saluto con un cenno della mano.
«grazie a te di aver accettato Elly!» Lo sento dire mentre mi allontano verso la biblioteca.
Non vedo l’ora di dirlo a Sam, Marcus e Alice!

[15 SETTEMBRE]
Non sembra nemmeno di essere ad Hogwarts. Ogni anno gli Elfi domestici superano se stessi con gli addobbi. Alice a fianco a me mi stringe il braccio ansiosa avvolta in un candido vestito rosa pallido mentre Sam più disinvolta ha un’abito molto particolare con una fantasia floreale che ricorda molto i kimoni giapponesi. Io dal mio canto ho un vestito semplice, a tubo rosso bordeaux, stretto al busto poi dalla vita in già si allarga scendendo fino ai piedi. Noto Marcus e Nick avvicinarsi, Marcus è insieme a una biondina del 4° anno mentre Nick si avvicina a Sam salutandola con un bacio sulla guancia. Alice saluta gli amici poi si dirige verso il suo tassorosso.
Noto Elizabeth Hale e Matthew Warren parlare con Micheal Parker che non appena mi vede mi sorride, con un cenno saluta la coppia per poi avanzare verso di me.
«Ciao Elliot» mi saluta con un bacio sulla guancia.
Sento gli sguardi di Alice, Sam, Marcus e nick su di me.
«ehm ciao» saluto il ragazzo «ragazzi lui è Micheal. Micheal, alice, Samantha, Marcus e Nickolas» indico uno a uno i grifondoro.
Micheal sorride loro con gentilezza stringendogli uno a uno la mano. Riesco a capire dall’espressione di Alice che approva.
Noto Eveline Sanders, Edward Nordwood e compagnia lanciarmi risatine di scherno che ignoro. Non voglio rovinarmi la serata
«beh andiamo ?» mi chiede poi il corvonero sorridendomi.
Annuisco poi lui mi offre il suo braccio facendomi capire di prenderlo a braccetto. Così faccio iniziando a camminare al suo fianco dentro la sala grande.













12/09/2007
commenti • tag: serpeverde, litigi, festeggiamenti

[dal 4 al 10 settembre]

Sembra proprio che si terrà un ballo di apertura annua. Almeno questa è la voce che circola e ce le gemelle ci hanno riportato il quattro settembre. La conferma c'è stata il giorno successivo guardando la bacheca.
"Ragazze ci avete azzeccato!" esclama Dè guardando entusiasta il quadro che segnalava la data del ballo: 15 settembre "Bhè almeno avrò il mio accompagnatore ufficiale!" esclama poi tutta contenta.
Questa storia non mi piace. Ma perchè doveva scegliersi proprio quello? E tanto più, comè possibile che non abbia notato con chi va in giro? Quest'anno mi sembrano tutti impazziti. Ci d'evessere qualche polverina magica che gira per l'aria. Deirdre con Geert e Eveline che arriva a rubare le lettere perchè è gelosa di Tom. L'anno scorso non sarebbe mai arrivata a tanto, vabbè che è infatuata da quel ragazzo ma mi sembra che stia esagerando, inoltre non riuscirà mai a combinare qualcosa con lui e di questo lei, inconsciamente, non ne è convinta. Ha sempre quella speranza, forse anche troppa, che lui si renda conto di lei quando non succederà mai e non farà altro che stare male. Io odio che le mie due principesse stiano male.

"Edward sai già chi porterai alla festa?" chiede Utopia.
"Credo proprio di si..e tu? Hai già il tuo bel cavaliere?" noto un'espressione di delusione nei suoi occhi, ma poi si riprende subito.
"Si me l'ha chiesto uno del quinto, dovevo rispondergli appena avrei avuto la conferma della festa! Anzi vado a dargli l'okey!" e prendendo Belinda sotto braccio se ne va.
"Che stronzo che sei Edward!" esclama Eve sapendo benissimo che utopia c'è rimasta male. Bhè d'altronde non mi va di giocare con le sorelle di Deirdre, prima di combinare qualche casino.
"Bhè..una ragazza così bella non ha problemi a trovare qualcuno! E poi sai benissimo che se la portavo molto probabilmente, come sempre, non mi sarei fermato al ballarci e basta insieme!"
"Già, hai fatto bene Ed!"
esclama Deirdre 'difendendo' la sorella.
"E insomma Ed..chi è quest'anno la fortunata? e tu Jasp?" domanda Eve mentre ci dirigevamo a lezione.
"Una del settimo, una delle amiche di Riddle, Lenore"
"E io invece vado con Belinda!"
"Cooooosa? vai con m-mia so-sorella?"
chiede sorpresa, spaventata Deirdre. Jasper sorride, già, Jasper e Belinda si sono visti occasionalmente un paio di volte. Non posso fare a meno di sghignazzare, bhè Belinda non è come Utopia, lei è più aperta e meno seria, a Belinda piace divertirsi e soprattutto le piace divertirsi con Jasper. E io andrò con Lenore. Quella ragazza fisicamente mi fa impazzire, è bellissima, ma certe volte fa troppo la vittima. Credo comunque che allungherò il mio periodo di frequentazione di una ragazza a una settimana con lei.


[11 settembre]

Certe volte non riesco ad essere obiettivo. Non so se sia il caso di dirglielo o no.
 Mi ritrovo a pensare seduto sul letto quale possa essere la scelta giusta da fare: devo dirlo si o no a Jasper che io, il suo milgiore amico, gli ho tenuto nascosto che da quando sono andato a casa di mio nonno, questa estate, ho imparato il Legilimens?
La risposta è semplice, Jasper si incazzerà a morte. Ma io non posso fare diversamente. Ho fissato con Riddle due volte alla settimana per vederci e aiutarmi a milgiorare e se non dico a Jasper la verità adesso, prima o poi verrà a saperlo perchè non posso dirgli bugie a vita, non ci riesco.
Lo vedo arrivare in camera intento a prendere qualcosa dal suo baule. Forza Ed, puoi farcela.
"Jasper. Devo parlarti." vedo lui voltarsi di scatto allarmato dal mio tono di voce grave.
"Dimmi" annuisce poi lui ancora perplesso.
"Bhè..questa estate ti ho nascosto una cosa" la mente corrugata, non è buon segno, ma ormai non posso farci niente, ho buttato l'amo "io ho imparato la legilimanzia" la sua faccia muta, diventa stupita e incazzata. Forse dire incazzata è dire poco, è rabbioso.
"Sei un'emerito stronzo!" sbotta poi lui d'un tratto "mi avevi promesso che lo avremmo fatto insieme! Sapevi che io volevo impararlo e tu..tu..vaffanculo Edward!" esclama poi uscendo dalla stanza e scaraventado la porta per chiuderla. -tup- lo strano oggetto che Ray teneva sul suo comodino è caduto per la forza messa da Jasper nel chiudere la porta.
"Merda!" esclamo buttandomi quasi rassegnato sul letto "Se la farà passare!" mi alzo poi per dirigermi in sala comune dove lo trovo sdraiato su un divano. Mi guarda in cagnesco e tutti i ragazzi intorno spalancano gli occhi.
"Che cazzo avete da guardare eh? Non avete altro da fare nella vostra vita se non guardarci?" sono irritato, si perchè raramente noi due litighiamo e quando succede non abbiamo pace. Mille sguardi puntati addosso come se stesse per accadere una catastrofe. Porca puttana anche noi siamo comuni mortali -o almeno, per adesso-.

Esco dalla stanza e percorrendo il corridoio mi incontro con miss simpatia, alias Violet Traviston.
"Ciao!" le dico, subito dietro a riconcorsa la raggiunge l'amica. Quella sembra veramente un'oca.
"Edward!" risponde lei semplicemente, mettendo un punto alla conversazione.
"Insomma ma che hai paura a parlare con me?" le chiedo divertito. ogni volta che provo a parlare con quella ragazza o risponde a monossilabi, o chiude velocemente i discorsi, o se ne va.
"Dovrei?" Chiede quasi in tono di sfida.
"Teoricamente no, poi praticamente non lo so!" dico semplicemente io. Magari, se un giorno farai qualcosa di sbagliato, dovresti averne. Continuiamo per un pò il nostro discorso fino a quando non mi accorgo di aver fatto tardi all'appuntamento con Lenore e la saluto fuggendo via.


[12 settembre]

"Edward hai chiarito con Jasper?"
"Non credo proprio, non ne vuole sapere!"
Sono seduto sotto un albero con Eve. Accendiamo la nostra sigaretta, io fumo perchè sono nervoso per Jasper e lei fuma perchè è nervosa per Tom. Che coppia.
"Che palle che fate! Orgogliosi e testardi entrambi!"
"Guarda che io ci sono andato da lui, ma se ogni volta non vuole affrontare il discorso!"
"Certo che però sei stato una merda Ed! Fattelo dire"
"Grazie tesoro!"
Le dico sdraiandomi e poggiando la testa sulle sue gambe "ti amo anche io!" butta il mozzicone di sigaretta e torna a parlare "Ma perchè glilo hai tenuto nascosto?"
"Bhè..sinceramente sapevo che si sarebbe incazzato e non pensavo che mio nonno conoscesse così bene Riddle da dirgli di tenermi in allenamento. Così me la sono presa comoda! Quello che mi fa incazzare è che io adesso avrei potuto aiutarlo. Se uno dei due la sa è meglio per l'altro poi impararla. Invece fa il coglione e si fa i cazzi suoi con le ragazze. Che si fotta!"
D'un tratto una ragazzina salta fuori dal nulla. Questa stronza stava ascoltando la nostra conversazione anche se, magari, ininvolutamente.
"Che vuoi?" le chiedo freddamente.
"Io veramente, no è che..volevo chiederti se...se...eri libero per, ma no che stupida!"
"Se ero libero per il ballo? Certo che no, io sono occupato e poi sono io a decidere con chi andare, generalmente nessuna si è mai permessa di venire a invitarmi"
dico in tono annoiato "Chiaro? Inoltre non si disturba Edward Norwood quando è in dolce compagnia" La ragazza, anche carina, scappa via con le mani tra i capelli scandalizzata da ciò che aveva fatto.
"Tornando a noi.."
"Bhè mi sembra il modo più giusto questo per riappacificarsi! Grande Edward!"
"Dovè adesso?"
"L'ho visto con Deirdre, stava parlando con lei..dove vuoi che sia? Se io e Deirdre non siamo insieme o è da Geert o è da Jasper! Infondo lo sai che sotto sotto io e te ci sposeremo e lei e jasper si sposeranno!"
Rido, è da quando ci conosciamo che siamo fissati con questo The End. Mi alzo deciso ad andare a parlare con Jasper, stampo un bacio tenero sulle labbra di Eve e mi dirigo all'interno.
Arrivato in sala comune vedo Jasper parlare con Dè, si blocca però appena la mia persona entra nella sua traiettoria. Vado deciso verso di loro.
"Deirdre, Eveline ti cerca, è al lago!" dico per liquidarla, lei capisce subito, annuisce e lascia me e Jasper soli. Jasper, rendendosi conto della situazione fa per alzarsi "Cazzo!" esclamo scattandogli davanti e bloccando la via d'uscita.
"Jasper smettila, perchè diavolo fai così? Sei peggio di un bambino di due anni!" Il ragazzo si siede svogliato incrociando le braccia sul petto.
"Senti. A me dispiace per quello che ho fatto! Sai che odio farti le cose dietro ma mio nonno ha tanto insistito..e poi ti pare che adesso, solo perchè già ho imparato quest'arte, ti volto le palle?" Odio queste situazione e odio chiedere scusa. Non mi riesce, non sono abituato. Non sono mai io a scusarmi.
"Non mi preoccupo delle tue spalle voltate. Ma del fatto che tu te ne sei praticamente fregato di me!" mi rispose girandosi a guardarmi di botto "sapevi quanto ci tenessi ad imparare il legilimens, e sai che più che altro ci tenevo ad impararlo con te! abbiamo sempre fatto tutto insieme...i" lo sguardo era passato dal rabbioso al triste "nvece a te non te n'è fregato assolutamente di me, hai fatto tutto da solo. Nascondendomelo per di più!"
"Jasper io..scusa davvero non volevo! Ti avrei insegnato tutto, avrei perso tutto il tempo possibile immaginabile nell'insegnarti tutto questo! Così ci resta anchepiù facile..."
dissi conn sguardo sincero e triste allo stesso tempo. Jasper era il mio milgiore amico da sempre.
La discussione andò avanti per un pò fino a quando, finalmente, non riuscimmo a riappacificarsi con una semplice frase: "ok basta che però non la usi con me fino a quando non avrò imparato a contrastarti!".
Raggiungemmo le ragazze all'esterno che stavano probabilmente facendo i compiti.












10/09/2007
commenti • tag: serpeverde, lezioni, grifondoro

-tre Settembre-

Oggi iniziano le lezioni ma non solo, infatti ho deciso che questa sera avverrà la presentazione ufficiale di me e Geert!! Essendo un personaggio pubblico, per me è un obbligo far sapere della mia vita sentimentale (naturalmente solo le cose positive...) a tutta la scuola.
Sono le 6:30 del mattino.
"Eve....Eve.....svegliati...EVE!!"bisbiglio alla mia amica.
"Che c'è Dè?"
"svegliati sono già le 6:30!!!Dai oggi c'è la presentazione, devi aiutarmi!"
"La presentazione di cosa scusa?"

"Di me e Geert!! Dai ti devo chiedere un consiglio su una cosa importante...". Ma Eve continua a dormire...mi costringe alle maniere forti..."Eveline Mary Sanders svegliati!"
"NON MI CHIAMARE MAI PIù COSì"mi minaccia Eve. L'importante è che si sia svegliata.
"Avete finito voi due o avete deciso di svegliare anche me...Deirdre vuoi un consiglio? allora fatti suora!". Ci urla la nostra nuova compagna di stanza, Violet, dall'altro lato della camera, poi si rigira e si rimette a dormire.
Me la pagherà quell'acida, ma per adesso sono troppo impegnata per occuparmi di lei.
"Allora Eve, ho pensato...che di fianco a Geert starei meglio mora, vero? Bionda non mi convince...cosa ne pensi??"
"si si...giusto...le more....."e si addormenta. Ho capito, devo fare tutto da sola!
'obscura fit!'. Formulo l'incantesimo  puntandomi la bacchetta si capelli. Ed eccomi mora.
Poi apro l'armadio per scegliere i vestiti per stasera. Informale, classica ma non trasandata.... alla fine (ossia dopo ben un ora..) opto per un maglioncino grigio con fantasia a rombi, un paio di jeans scuri e della scarpe bianche (abbinate alle strisce dei rombi). Proprio quando ho finito si alza Amber, l'altra nostra compagna di stanza. Una ragazza abbastanza odiosa e per di più logorroica...'ma non avrà voglia di parlare a quest'ora', penso ingenuamente.
"No, Dè...posso chiamarti Dè, vero?"
"Ma, verament...."cerco di rispondere, ma non riesco nemmeno a finire la frase.
"Ok Dè, dove eravamo rimaste? Ah si, ti stavo raccontando del mio sogno di stanotte! Guarda, dovevi esserci Dè, ma una paura, una roooooooba...". Bla, bla,bla....basta non la sopporto più!
"Oh, guarda, si è svegliata Violet, vai a raccontarlo a lei, che io ho da fare...una cosa per la scuola...sai..."
"Allora te lo racconto quando hai un momento libero Dè!"

"Ma certo!"mi sforzo di sorridere quando vorrei vederla solo inchiodata a un muro!
Si sveglia anche Eve, ci prepariamo il più lentamente possibile e poi, in ritardo naturalmente, scendiamo per colazione perchè tanto i ragazzi faranno lo stesso!
"Dè, ci hanno battute anche quest'anno, non sono ancora qui!". Caspita, ma quanto sono lenti sti ragazzi!
Ci accomodiamo. Vedo Geert che mi saluta dal tavolo di quelli del settimo. Se ne sta andando, ormai ha già finito di mangiare! Io ed Eve salutiamo un paio di persone, molti non sappiamo nemmeno chi siano per la verità...poi, finalmente, iniziamo a parlare noi due.
"Allora Eve, hai già in mente un piano per scoprire cosa c'è tra Tom e la Byron?? Oppure potremmo commissionare qualcuno, tipo le gemelle!"
"Talmente tante che non so decidermi! Comunque penso di aspettare fino a settimana prossima, quando ci dobbiamo incontrare con Tom. Ma... invece Geert?"

"Bè oggi abbiamo la presentazione, anche se lui non lo sa ancora, e poi staremo insieme per un pò..anche se ti devo confessare che mi sembra già troppo preso...e poi è troppo romantico. A volte gli vorrei ridere in faccia...però è anche dolce...tenero..."
"Dè non vorrei dirtelo ma sembri un pò confusa..."
"Che vi raccontate?". Irrompe Ed e al suo seguito Jasper...e ancora più indietro tutte le ragazze adoranti!
”Ed, Jasper! Finalmente! Vi davamo per dispersi! Vabbè il farsi aspettare ma voi siete proprio esagerati eh!”
”Sapevamo già che voi, essendo il primo giorno di scuola, ritardavate, così abbiamo ritardato altrettanto per non danneggiare la vostra entrata da VIP”. Sorridiamo. Sembra quasi la verità, ma in realtà non volevano danneggiare la LORO entrata VIP!
”Insomma ragazze, di cosa stavate parlando così coloratamente?” chiede curioso Jasper.
”Bhè..di Geert! Quello del settimo con cui sta uscendo Dè!”
“Ma come Dè Esci con Geert?!”
chiedono Ed e Jasper..sembrano sorpresi!
“Già! Anzi vi devo lasciare che avevo appuntamento con lui qualche minuto fa! Ciao Principi!” . Li lascio anche se sono rimasta un pò sorpresa dal loro comportamento...nessun commento, niente di niente!!
Ma non solo con me, lo fanno sempre anche quando si parla di Eve e Tom! Eve mi ha suggerito che forse sono gelosi, ma non ne sono sicura. Strano. Ma non è l'unica cosa strana. Ultimamente Morgan non si fa più vedere in giro con noi, anzi...non si fa proprio più vedere!! Eppure è sempre stato uno di noi...dev'essere successo qualcosa quest'estate, e io lo scoprirò!
"Ciao Geert! Abbiamo pochi minuti..tra poco c'è lezione...dovrei dirti una cosa..."
"Dimmi pure..."

"Allora...oggi ci sarà la nostra presentazione ufficiale!!sei felice?"
"La nostra cosa?!?Ma...ti sei fatta mora?!"

"Non ti preoccupare, non dovrai fare nulla, solo andremo in giro insieme per la scuola, così tutti ci possono vedere!!Allora siamo d'accordo? Grazie"gli do un bacio."Devo scappare a lezione..a dopo!"
"Si ma il Quidditch??" mi urla mentre raggiungo Eve e gli altri.
"Subito dopo!" Gli rispondo.
-aula di pozioni-

Alla fine arriviamo in ritardo alla prima lezione del nuovo anno perchè Ed doveva fare per forza lo scemo con la Violet. Per fortuna il Lumaprof ci venera, quindi nessuna punizione!
Come sempre con noi fanno lezione i Grifondoro, che non appena entriamo ci guardano storto e poi con disprezzo perchè il Prof non ci rimprovera.
"Oggi per chi farà la pozione ci sarà una fialetta di Felix Felicis, quindi impegnatevi al massimo."
Mi viene un'idea davvero brillante.
"La vuoi vero?". Mi chiede Eve.
"Si, ma la voglio tutta!!". Proprio così, non mi accontento di una semplice fiala, la mia visione è molto più ampia. Per avere il meglio, punta al meglio. E' quello che faccio sempre io.
Mi metto subito all'opera e alla fine la mia pozione è semplicemente perfetta. La consegno al Lumaprof che mi guarda soddisfatto "Ben fatto Blackster!"
"Ho fatto del mio meglio, come sempre!". Noto alcune stupide imitazioni dai tavoli dei Grifoni. Le fulmino con gli occhi e poi vado a sedermi."E' già mia" dico ad Eve.
Purtroppo però ci sono altre due pozioni altrettanto ottime e sono quelle di Ed e della Traviston.
"Sono ottime tutte e tre, ve la meritate ragazzi!"e ci consegna una fialetta ciascuno. Illuso prof, ho ben altre ambizioni. Sogghigno.
"Oh bene ragazzi è finita la lezione" Il lumaprof fa scomparire il calderone e poi, insieme agli altri studenti, esce dalla classe. Io trattengo Eve, Ed e Jasper.
"Ho un'idea"dico ai miei Principi e vado verso la cattedra, dove prima stava il Prof.
"Nel libro nero di Riddle, sfogliando a caso quando tu eri via, ieri, ho trovato un incantesimo che è il contrario dell'Evanesco. Possiamo avere tutto il calderone di Felix Felicis, ragazzi... ma mi dovete aiutare un attimo." A volte mi sorprendo da sola!
Ci mettiamo in cerchio, proprio com'era scritto sul libro, formuliamo l'incantesimo e il calderone riappare.
"Ce lo siamo meritati" dico beffardamente e usciamo quasi correndo dalla classe dopo averlo riposto nella borsa Isolante di Eve. Non possiamo arrivare in ritardo perchè adesso c'è la lezione di iTrasfigurazioni, ossia il prof Silente. E' uno dei pochi prof che non stravedono per noi. Ci affrettiamo ma non possiamo arrivare in orario.
"In ritardo Principini miei? Eppure per i reali la disciplina è tutto!". La classe ride. Come si permettono??
"Siamo stati trattenuti dal Prof. Lumacorno. Ci perdoni"
"Perdonarvi? Ma certo, solo che non posso non punirvi, capite, sarei ingiusto...passerete la serata a sistemare i libri nella Biblioteca. Il signor Berrill vi sarà molto grato!"
"La..la...la sera??"
Quasi mi manca la voce...e la mia presentazione?
"Qualche problema signorina Blackster?"e mi guarda dritto negli occhi. Non gli darò questa soddisfazione.
"Nessun problema prof"e ci sediamo ai nostri posti.
L'ha fatto apposta, ne sono sicura. Perchè la mia serata dev'essere rovinata da un vecchio rompiscatole fuorimoda??Non lo sopporto, non lo sopporto proprio.

-biblioteca-

"Ho dovuto rinunciare alla MIA serata per mettere a posto questo topaio?"
"Si signorini e adesso, mentre vado a rilassarmi, mettete a posto tutti i libri SENZA usare la magia!E ora consegnatemi le bacchette." Ci dice Berrill, il bibliotecario, un uomo brutto, sulla settantina e per di più scorbutico!! Inoltre è un nonmago e non sopporta molto i tipi come noi...e in generale tutti i maghi!!
Non possiamo far altro che consegnargli le bacchette, seppur con riluttanza. Soddisfatto il bibliotecario se ne va, fischiettando una canzone e orgoglioso di se stesso.
"E adesso cosa facciamo??"chiede preoccupata Eve. Non usare la magia è proprio un problema per noi!
"Nessun problema, ci siamo noi, di cosa avete paura!". Jasper dev'essere impazzito.
"Volete dire che pulite al nostro posto o che non vi siete accorti che non abbiamo le nostre bacchette?!"
"vogliamo dire che noi abbiamo le bacchette!"
. A quel punto le tirano fuori dalle tasche dei pantaloni.
"Ma come..?" in coro io ed Eve. "Segreti professionali!!"rispondono. Quei ragazzi quando ci si mettono sono davvero dei geni! Li adoro.
"Ci abbiamo pensato tutto il pomeriggio e alla fine abbiamoconcluso che non è poi così male stare qui"
"Cioè?" chiediamo incuriosite io ed Eve.
"Cioè, mentre i libri si mettono a posto da soli...noi studiamo il libro nero di Riddle!"
"Bene allora segnatevi gli incantesimi più interessanti. Mi sembra che qui ci sia una zona proibita, penso che io e Dè andremo a dare un'occhiata!". Basta, ora ne ho la certezza: siamo dei geni;
Questa punizione si sta trasformando in una benedizione. Dovremo ringraziare il prof Silente!
"Sai cosa mi è venuto in mente prima Eve? Che potresti usare il Veritaserum per la Byron, no?"
Valutiamo l'idea ma non ci esponiamo. "Alohomora" e entriamo nella zona proibita. Cominciamo a dare un'occhiata, ci sono alcuni libri interessanti, altri che non valgono un gran che. Alla fine ne scegliamo una decina. "Portiamoli al tavolo da Ed e Jasper." Usciamo e andiamo dai ragazzi che sono immersi nella lettura. Lasciamo i libri sul tavolo, i due alzano gli occhi dal libro per guardarci.
"Penso che quest'anno impareremo molte cose..."dico compiaciuta.
"Trovato qualcosa?"chiede Eve.
"Un sacco do cose...per esempio sentite qua...quest'incantesimo duplica le persone, ossia puoi creare una o più copie di te stesso con la tua volontà, i tuoi pensieri...e invece quest'altro ti rende invisibile!! Decisamente più pratico del mantello!"
"Ma non è finita perchè non siamo ancora arrivati al capitolo delle pozioni!"continua eccitato Ed.
Siamo andati avanti a leggere per tutta sera e ci siamo segnati le pozioni e incantesimi migliori. I mezzosangue quest'anno avranno filo da torcere. Adesso chi ci ferma più...

-4 Settembre-

Oggi scendo sola a far colazione e raggiungo Geert: sarà la nostra presentazione. Siamo davanti alla porta della sala grande, ci prendiamo per mano ed entriamo. Tutti come previsto ci guardano. Ci sediamo.
"Mi sento osservato" mi sussurra Geert.
"E infatti è così, ma ci farai l'abitudine...non ti preoccupare!"e addento il mio toast.
"Sai Dè, non stai per niente male mora..mi piaci un sacco."
"Come sei carino..."e gli mando un bacio con la mano.
"Ciao Deirdre"mi giro. "Cia....ciao!". E' Morgan.
"Ma dov'eri finito...continuavi a evitarci..."gli dico.
"Infatti era così...fin quando non ho visto che esci con Geert.."
"E perchè scusa?".
"Bè, ti devo confessare una cosa.. c'è un motivo del perchè vi evito e ho paura ad incontrarvi..."
"Cioè?"Sono troppo curiosa...finalmente scoprirò il segreto di Morgan! Sto già per concludere la mia prima missione!!
"Lo dico a te perchè a quanto pare hai cambiato almeno un pò idea..se no non ti comportavi così!"
"Comportare come scusa?". Intanto Geert ci guarda confuso...e non è l'unico! "Morgan puoi essere u pò più chiaro per favore...non capisco cosa stai cercando di dirmi!Parla, siamo amici!"
"Si...forse...comunque quest'estate è successa una cosa inaspettata, travolgente che mi ha completamente cambiato...non so neanch'io come sia successo...". Non sopporto le persone che non arrivano mai al punto. "Morgan hai mezz'ora e poi abbiamo lezione...sbrigati!!"
"Ok..va bene...ho conosciuto...". "MORGAN!!" sono Eve Ed e Jasper. Proprio al momento sbagliato.
"Dè..devo andare scusa...sono...in ritardo...ciao a tutti!"e se ne va "Ma no aspetta..!!"gli dico inutilmente.
"Dè devo scappare anch'io, ho una riunione veloce per il Quidditch, sai orari....cose così!". Mi da un bacio veloce e se ne va anche lui. "Ma oggi mi abbandonano tutti?!"domando sconsolata ai miei amici.
"No, noi siamo qui!". Gli sorrido.Giusto posso sempre contare sui miei Principi!
"Ma cosa voleva Morgan?". mi chiede Eve mentre si siede al mio fianco.
"Non so...mi avete interrotto!!Comunque stava farfugliando di qualcosa che gli è successo quest'estate..."
"Hey, guardate chi c'è, la Clark con le sue amiche Grifone..."ci interrompe Jasper.
"Lo so, mi stanno parlando dietro da quando sono entrata con Geert...e poi ci sono anche quelle del sesto che ieri ci hanno deriso!"
"Allora facciamogliela pagare! Con tutte le cose che abbiamo imparato ieri...e poi ho una specie di conto in sospeso con la Clark, vero Ed?"
"Giusto!"risponde Ed. "Eve, mi hai letto nel pensiero...come sempre!"le dico.
"Io ho letto un incantesimo ieri. Siccome quelle sono delle vipere velenose..facciamole diventare tali! Possiamo fare diventare le loro lingue biforcute e i loro denti...diciamo più appuntiti!" propone Jasper.
"Si può fare"
"Io invece ne ho trovato uno per la Traviston...per la nostra missione." e fa l'occhiolino a Jasper.
Ok, in questa storia non ci voglio entrare, meglio lasciarli perdere quando si tratta di 'missioni'.
"Pensiamo alle Grifone per adesso, dobbiamo farlo tutti insieme perchè non sono in poche!" suggerisce Eve. Questo è un incantesimo strano, non bisogna puntare la bacchetta sul diretto interessato, bensì scrivere la formula con la stessa su una pergamena. Cominciamo a scrivere.
Dopo pochi secondi la sala grande si riempe di urla...e delle nostre risate. Bè hanno avuto quel che si meritavano. Eve saluta la Traviston mentre corre in infermeria insieme alle altre.
La giornata inizia proprio al meglio.
"Ed, Jasper, Eve, Dè, siete stati voi?"chiede Utopia. Belinda è al suo fianco.
"E ne dubiti" risponde Ed. Ridono.
"Avete sentito la novità?" questa volta parla Belinda.
"Quest'anno ci sarà un ballo di apertura dell'anno scolastico!". Continua Utopia. Parlano sempre coordinate le mie sorelline."Davvero e quando?" chiede Eve.
"Ancora non si sa ma tra non molto!"dice Belinda.
"Tra l'altro ti abbiamo visto con Geert Dè!". Utopia "ossia ti hanno visto tutti!"
"E il sondaggio com'è allora?" chiedo impaziente.
"Positivo!"esclama Utopia. "dicono fantastici!" prosegue Belinda.
"Sorelline vi adoro!!" e le abbraccio.
"Tipico di te Dè, commissionare le tue sorelline per fare un sondaggio su te e Geert!" . Sorrido.
Ormai è ora di andare a lezione.















08/09/2007
commenti • tag: serpeverde, lezioni, grifondoro

[1 settembre, Hogwarts]
Sono tesa. I capelli sono a posto, sotto l'uniforme della scuola ho un paio di pantaloni eleganti neri ed una camicetta bianca, nella mano destra la mia fida bacchetta, nella sinistra la mia solita Mano della Gloria per farmi luce e sono pronta ad andare da Tom.
"Ho scovato qualcosa per la tua collezione quest'estate. Vediamoci in Sala Comune stanotte."
Sapevo che non poteva essersi scordato di me.
Prima Deirdre ha detto che evidentemente questo è un appuntamento. Io ho sorriso. Jasper e Ed si sono guardati in maniera strana e non hanno fatto commenti, cosa piuttosto insolita per loro. E si guardano in maniera strana anche tutte le volte che Dè parla di Geert, il suo bel settimino, che pare un autentico gentiluomo, è un perfetto purosangue e gioca persino nella squadra di Quidditch. Non vedo che cosa potrebbero pensare male di lui, sinceramente.
"Evidentemente sono gelosi di noi, Dè!" ho suggerito alla mia amica. E poi abbiamo riso entrambe perchè sappiamo che siamo amiche dei nostri principi da troppo tempo perchè succeda qualcosa. Siamo come fratelli.
Però dei fratelli che si lanciano le occhiate strane quando le sorelle parlano di altri ragazzi... ci deve essere qualcosa sotto. Ma non vedo che cosa possano avere di male il mio perfettissimo Tom e il bel Geert.
A proposito del mio perfettissimo Tom... sono andata in Sala comune come mi aveva detto, ma non c'è.
In compenso c'è un fantasma cosparso di macchie di sangue grigio argenteo: il Barone Sanguinario, il fantasma Serpeverde che ho scoperto essere un mio antenato il primo giorno che venni ad Hogwarts...
me lo ricordo come se fosse ieri... ho raggiunto il Cappello Parlante, ho lanciato uno sguardo di sfida a tutti nella Sala Grande e ho incrociato lo sguardo del Barone... e lui ha annuito quando ha incrociato i miei occhi. Non credo che nessun altro se ne sia accorto, ma quando poi sono stata smistata nella casa di Serpeverde è venuto subito a parlarmi e mi ha rivelato la nostra parentela. Non so come mai, ma nella nostra famiglia nessuno me ne aveva mai parlato... dovrebbe essere un onore avere un parente fantasma della casa di Serpeverde. Quante stranezze.
"Mia cara Eve, il tuo abbigliamento necessiterebbe di una decina di fibbie in più per essere di buon gusto." esclama il Barone, distogliendomi dai miei ricordi e indicando la mia camicetta un pò scollata. Teatrale e lugubre come sempre.
"Ma tanto è buio e ho la divisa sopra." replico impassibile.
"Comunque sono qui per conto di Tom Riddle... mi ha pregato di comunicarti che ti ha lasciato una missiva sotto quel tappeto."  risponde il fantasma, salutandomi poi con un cenno e volando verso la torre di astrologia, il suo posto preferito.
Mi dirigo vicino al tappeto, lo alzo e trovo due pergamene, una col mio nome sopra e l'altra col nome di... Amanda Byron. Quella vipera. Che cosa ha da scriverle Tom? Devo saperlo.
Provo a spiegare il foglio, ma... non si apre. Anzi, scotta. Provo a spiegare il mio, e riesco ad aprirlo. Deve averci praticato sopra qualche diavolo di incantesimo che fa aprire la lettera solo da colui che deve riceverla. Ma Amanda non la riceverà mai. Perchè io la distruggo, ecco.
"Diffindo!" ma non succede nulla. Il foglio sarebbe dovuto essere in mille pezzettini. Ho un'idea... salgo in punta di piedi nel dormitorio femminile e prendo dalla mia collezione quella Borsa Isolante che ho comprato a Nocturn Alley quest'estate... dovrebbe isolare qualunque tipo di magia, anche quella non propriamente legale. Faccio per uscire dal dormitorio, quando un sussurro mi chiama.
"Eve... allora, com'è andata con Tom?" chiede Deirdre, ancora sveglia, bisbigliando.
"Non l'ho ancora visto... infatti devo andare adesso... ma ho trovato una lettera sua per la Byron... ora la porto con me nella borsa e poi quando torno cerco di forzare l'incantesimo che la protegge! Ma tu che ci fai sveglia?"
Deirdre indica la finestra aperta vicino al suo letto e una macchia bianca che si avvicina; è un gufo, con una pergamena sulla zampa.
"Geert" dice semplicemente. Un giorno anche io e Tom ci manderemo gufi d'amore durante la notte.
Le sorrido e le faccio un cenno con la mano prima di uscire dal dormitorio.
Infilo poi la busta di Amanda nella Borsa Isolante e finalmente apro quella indirizzata a me.
"La Sala Comune è sorvegliata... meglio vederci dietro all'entrata secondaria del castello, vicino agli olmi."
Raggiungo il posto indicatomi dalla lettera e trovo lui, Tom, con una borsa a tracolla, appoggiato ad un albero, con l'aria di chi si sente a proprio agio.
Mi avvicino a lui e gli rivolgo un lieve sorriso. Ma è buio e non so se mi ha vista.
"Eveline... ho trovato qualcosa che ti può interessare quest'estate..." dice rovistando nella sua borsa e tirando fuori un libro dalla copertina nera in pelle. Un libro molto antico.
"Però tu mi devi fare un favore..."
Qualunque cosa per te, Tom. Non l'ho detto, ma mi è sembrato per un attimo che lui avesse intuito il mio pensiero e mi avesse sorriso. Ma è buio, quindi non ne sono sicura.
"Dovresti venire qui con i tuoi amici principi e la principessa la settimana prossima, alla stessa ora. Vi devo parlare."
Annuisco incuriosita, prendendo il libro dalle sue mani. Le nostre dita si sfiorano. E dal libro mi arriva una vibrazione potente, come se ci fosse qualcosa dentro. Lo sfoglio, sono incantesimi che non ho mai visto da nessuna parte... devo farlo vedere a Dè appena torno al dormitorio. E non vedo l'ora di leggerlo. Il primo regalo che mi fa Tom. Mi fa un ultimo sorriso e poi sparisce alla volta della foresta. Adesso l'unico problema è la lettera incantata.

[2 settembre, lago nero]
"... e quindi mi devi aiutare, Ed. Secondo me c'è qualche magia Oscura su questa lettera. Non sono ancora stata in grado di aprirla, e ho provato tutte le cose che conoscevo, anche illegali, e anche Dè. Non è che tu hai imparato qualche incantesimo nuovo che non conosco?" chiedo ad Edward, mentre stiamo seduti sulle rive del lago a fumare insieme. Lui per divertimento, io per stress. Quella dannata lettera.
"Posso provare. Mi intrigano queste sfide. Ma... posso sapere chi è che ha scritto una lettera che tu non sei stata in grado di aprire?"  chiede Ed sorridente. Sicuro come la morte che lui riuscirà ad aprirla.
"Tom. Tom Riddle." bisbiglio. "A proposito... vuole che io, te, Jasper e Dè andiamo a parlare con lui la settimana prossima nel nostro posto... pare che abbia qualcosa da dirci."
"Lo so. Lo ha detto anche a me, magli avevo detto che quel giorno ero impegnato."
"Ti prego, vieni Ed! Mi sentirei più tranquilla!"
Ed fa di nuovo quello sguardo strano, per un secondo.
"E va bene..."
"Grazie Ed!" esclamo mentre gli lancio le braccia al collo e lo abbraccio.
Poi gli faccio un elenco degli incantesimi che ho già provato, così ad Ed ne restano solo tre da provare per aprire la lettera.
I primi due non funzionano.
Il terzo è illegale ed è una vecchia maledizione che attira tutta la magia che c'è in un oggetto in un altro oggetto. Il piccolo particolare è che alcuni maghi oscuri del passato trasferivano la magia dagli oggetti a delle persone, che a volte... bè, soffrivano atroci dolori.
"Transfert fortitudo!" sussurra Ed eseguendo il complicato movimento della bacchetta. Poi diventa piuttosto pallido e punta la bacchetta su un sasso. Un fascio di luce nera che parte dallabacchetta di Ed avvolge il sasso... che esplode.
Ed non è più pallido, ma si guarda intorno per vedere se qualcuno ci ha visti.
Noto solo una ragazza, mi sembra sia Elliot Clarke di Grifondoro. Una mezzosangue che non parla quasi mai. Chissà se ha visto qualcosa... ma dall'andatura tranquilla direi che non ha visto niente. Ma non si sa mai. Uno di questi giorni dobbiamo beccarla nei corridoi.
Ma ora la lettera.
"vediamoci alla foresta."
Che cosa diavolo significa? Perchè Tom ha chiesto ad Amanda di vederlo?
Fisso Ed e non so che dire. Mi mette una mano sulla spalla senza dire niente, ma basta quel contatto fisico per rassicurarmi. Un gruppo di Serpeverde del primo anno ci fissa adorante.


[3 settembre, aula di pozioni]
Entriamo lievemente in ritardo perchè Ed ha fatto lo scemo con la Traviston, ma tanto il Lumaprof ci adora. Prima lezione di pozione dell'anno, ovviamente con i Grifondoro, e il professore sta dicendo che metterà in palio una fialetta di pozione Felix Felicis, presa dal suo calderone, a chi farà la pozione migliore.
Sussurro a Dè: "La vuoi, vero?"
"Sì, ma la voglio tutta!"
Il professore fa Evanescere il calderone.
Deirdre si mette subito all'opera, seguita dallo sguardo adorante del professore.
Io e i principi ci mettiamo al lavoro, e alla fine il professore è veramente stupito perchè ci sono tre pozioni perfette: quella di Ed, quella di Deirdre e quella di Violet Traviston.
Così fa riapparire il calderone e raccoglie altre due fialette di Felix Felicis.
"Ve la siete meritata, ragazzi." esclama il professore, contento di avere in classe degli studenti così brillanti.
Io non mi sono data particolarmente da fare perchè ho capito che Deirdre ha in mente qualcosa. Qualcosa di estremamente divertente, ne sono sicura.
L'ora finisce e tutti, compreso il Lumaprof  escono, tranne me, Deirdre, Ed e Jasper.
Deirdre si avvicina al punto dove stava il professore.
"Nel libro nero di Riddle, sfogliando a caso quando tu eri via, ieri, ho trovato un incantesimo che è il contrario dell'Evanesco. Possiamo avere tutto il calderone di Felix Felicis, ragazzi... ma mi dovete aiutare un attimo."
Adoro questa ragazza: è geniale.
Ci disponiamo a cerchio, come indica il libro e pratichiamo l'incantesimo, come ci dice Dè. Il calderone ricompare con uno schiocco.
Lo rimpiccioliamo e lo nascondiamo nella mia Borsa Isolante, così che nessuno possa localizzarlo.
Chissà quante ne combineremo con tutta quella pozione... penso che ne prenderò un goccio il giorno che dobbiamo vederci con Tom.












06/09/2007
commenti • tag: vacanze, serpeverde

Quella notte ero immersa in un sonno profondo anche a causa della stanchezza per la festa della sera precedente..un sonno senza sogni per esattezza, ma molto, molto piacevole.
E come tutte le cose belle prima o poi finiscono, anche il mio sogno ha vita breve..
"......" mi alzo di scatto sentendo l'allarme scattare nella mia stanza "Piccola ladra!" urlo istintivamente alzandomi di scatto contro Utopia, o almeno così doveva andare, ma in realtà stavo urlando contro Eve, che era rimasta a dormire nella mia casa in campagna, con uno sguardo assassino. La fisso, ha nelle mani uno dei miei lucidalabbra, quello rosso per esattezza, e mi guarda storto.
"Oh, scusa Eve... sai, ho messo un incanto di protezione sui miei lucidalabbra preferiti, perchè Utopia quando c'è Ed in giro vuole sempre usarli... solo che ne consuma una quantità enorme! Ma tu prendilo pure." le spiego. E' stata una scelta dovuta. Mi tranquillizzo un pò, ormai è l'alba e manca poco alla partenza per Hogwarts.
"Ma... com'è andata ieri sera col tipo del settimo?" chiede curiosa Eve.
"Tutto bene... anche se quando hai dato fuoco alla testa di quella lì ci siamo staccati e siamo venuti a vedere che succedeva... ma che ti ha detto per farti arrabbiare così?"
"Mi ha detto qualcosa su Tom... non ci ho visto più!" confessa.
"Tu e la tua fissa per Riddle... comunque oggi a King's Cross lo vedrai!"
"E tu vedrai il tuo bel settimino!"  è già, è proprio così, quest'anno a scuola avrò il mio "settimo".

Quella mattina mia madre apre la porta per venirci a svegliare, ma non è necessario, io e Eve siamo sveglie già da un pezzo ormai. La perfezione richiede il suo tempo.
"Ah! Già sveglie a quest'ora? Allora Dè, fammi un favore, vai a svegliare Belinda e Utopia che non hanno la minima intenzione di aprire i loro dolci occhi!"
"Mamma, ti sembra che IO abbia tempo?!..e poi basta che gli dici che Ed e Jasper sono di sotto e vedrai come resuscitano!"
Mia madre mi guarda a lungo "Mi sembri più nervosa del solito..c'è qualcosa che non va?"
"MAMMA PER-FA-VO-RE te ne vai che mi sto preparando?"
"Ok, ok ma tra 15 minuti dovete essere giù in sala da pranzo che si parte!"

Finalmente esce, così io ed Eve finiamo di prepararci; quest'anno abbiamo più bagagli del solito...mi chiedo come faremo a portarli tutti! Scendiamo e miracolosamente troviamo in sala anche le gemelle un pò scocciate...mamma deve aver seguito il mio suggerimento!!
Io, Eve e le gemelle ci siamo dati appuntamento a King's Cross con Ed e Jasper quindi non possiamo far tardi..ci avviciniamo al candelabro al centro della tavola, lo afferriamo e in un attimo siamo al binario...


-King's Cross-

Alla stazione Jasper ed Ed si offrono di portarci i bauli."Tanto sono leggeri, ci abbiamo fatto sopra un Levincanto... ma magari le nuove studentesse non lo conoscono e restano stupite della nostra forza!". Ed ecco che Jasper rivela le loro reali intenzioni...me lo dovevo aspettare!
Mi guardo intorno in cerca di Geert, Eve è troppo occupata per accorgersene, ma non lo trovo..dove sarà finito?! Intanto saluto alcuni Serpeverde, delle amiche di Utopia e Belinda( a parte Amanda che non osa più nemmeno avvicinarsi) e altri purosangue. Con mio grande disappunto noto che anche quest'anno i mezzosangue sono aumentati, per non parlare dei babbani al binario 9 e ¾!!
Eppure Geert non c'è...e va bè, mi rassegno e salgo in carrozza.
Come se il mio umore non fosse già abbastanza nero, Ed e Eve si mettono a fumare e fanno persino i simpatici! "Ed, hai da accendere?". Ma non sanno che danni provoca il fumo alla pelle?! e per di più è vietato fumare in cabina!! Li guardo torvo ma sono entrambi troppo impegnati per accorgersene, uno è assorto in una conversazione con Jasper e le gemelle, l'altra è immersa nei suoi pensieri.
Poco dopo la partenza arriva dal finestrino un biglietto per Eve e il suo sguardo si illumina, così mi fa subito leggere il foglietto. Ormai la conosco fin troppo bene anch'io quella scrittura! Ancotra emozionata per il messaggio cominciamo a parlare delle possibili pettinature per quella sera...in realtà parla solo Eve e nemmeno si accorge che le annuisco ma non dico una parola!
Dopo che abbiamo (o meglio ha..) deciso l'acconciatura per la sera, Eve si mette a esaminare uno degli ultimi pezzi della sua collezione..un oggetto parecchio strano per la verità e non oso nemmeno chiederle cosa sia!
In carrozza non c'è più nessun'altro: le gemelle hanno raggiunto gli amici del loro anno, mentre Ed e Jasper sono andati in ispezione del treno (=ispezionare le primine). Mi guardo intorno...Geert non si è ancora fatto vivo ( ma me la paga!) e io non so che fare!
Guardo nella borsa, non so nemmeno io in cerca di cosa, e intravedo il mio diario. Lo prendo. Osservo il vecchio contenitore in pelle marrone, ai bordi si riconoscono appena le rifiniture in oro che ne facevano un pezzo unico, al centro -posto leggermente verso l'alto- c'è una piccola incisione, anch'essa in oro, con scritto 'Famiglia Blackster' e il nostro stemma; è  infatti appartenuto alla mia famiglia per generazioni ed ora è in mano mia. Ne approfitto per rileggere quello che ho scritto ieri, subito dopo la festa. Lo apro, scorro le ruvide pagine giallastre miste al nero dell'inchiostro fino alla data del 31 Agosto e inizio a leggere...

Caro diario,
scusa se ormai sono mesi che non scrivo, ma questa è stata davvero un'estate divertente e piena, talmente tanto che l'ultimo mio scritto risale al 9 Luglio!! Ma ora ti racconto tutto quello che mi è successo durante questi mesi... Dopo la vacanza con i miei in Francia, di cui ti ho già raccontato, io e le gemelle ci siamo trasferite nella casa in campagna (i nostri infatti avevano ripreso a lavorare). Nulla era cambiato, a parte circa un migliaio di nuovi vestiti 'made in France' a cui io, Belinda e Utopia non abbiamo proprio saputo resistere!! Sarebbero potute essere delle settimane piuttosto noiose se non ci fossero state le visite dei nostri amici e ogni tanto qualche festa...inoltre verso la fine di Luglio mia madre, tornata a casa dal lavoro, ci ha informate di aver trovato degli acquirenti per la casa confinante alla nostra: i Norwood!
Se io ero felicissima per la notizia avresti dovuto vedere Utopia...era a dir poco euforica! Ad un certo punto mamma si è persino spaventata!!
Fino alla fine del mese abbiamo aiutato Edward e i suoi con i preparativi e le restrutturazioni...cioè hanno aiutato, io ed Ed non abbiamo fatto praticamente nulla! Anche perchè ormai era arrivato Agosto così Eve e Jasper erano sempre da noi. Agosto è,infatti, il mese delle nostre feste ed eravamo troppo presi con i preparativi! I party degli 'affascinanti principi' sono famosissimi tra gli studenti e in molti agoniano un invito...infatti sono sempre spettacolari ed esclusivi (modestamente parlando..).
Ma c'è una festa che le supera tutte e che si ripete tutti gli anni, ed è quella del giorno prima dell'inizio della scuola, ossia la festa di stasera! Quest'anno ci siamo davvero superati e abbiamo dato delle regole precise di abbigliamento ma anche una lista di invitati di un certo calibro nel Mondo Magico. Per di più le gemelle, non ho ancora capito bene come, sono riuscite ad ingaggiare i Vampiri Letali, un gruppo in voga adesso!
Abbiamo cominciato a preparare il tutto questa mattina: Ed ha creato un sistema di amplificazione straordinario, mentre Eve ha usato uno dei suoi 'oggetti strani' per le luci; io ho pensato alle decorazioni e Jasper con le gemelle hanno svuotato la sala.
Poi è arrivata la sera. Io indossavo un lungo abito blu di raso, un pò provocante per la verità, ma era necessario perchè ci sarebbe stato Geert! Quello del settimo anno...penso che sia il ragazzo ideale per la mia posizione: è molto carino, è nella squadra di Quidditch, ma soprattutto è un purosangue.
Mentre tutti erano in sala Ed e Jasper, e poi io ed Eve, facciamo la nostra entrata dalla scala principale, che da proprio al centro del salone, di fronte al palco. Tutti ci guardavano. Eravamo fantastici.

Purtroppo alla festa non c'era Tom, nonostante l'avessimo invitato, e Eve sembrava piuttosto scocciata. Quand'è così mi fa paura! Per mia fortuna però Geert c'era,era in piedi a fianco al tavolo delle bevande e indossava un nuovissimo smoking nero, delle scarpe di pelle e un fiore rosso nella tasca sinistra della giacca. Mi avvicino
. "Ciao Geert", gli dico, prendendo un drink.
"Ciao Deirdre, bella festa...ti diverti?!"
"Si, molto, ma potrebbe andare meglio..." dico, sorseggiando la mia bevanda e continuando a fissarlo.
"Sai questa sera sei davvero bellissima.....il blu ti dona molto!".
"Grazie" rispondo. Anche se in effetti lo sapevo già! Aspetto in attesa di una qualche proposta, ma il ragazzo sembra un pò timido ed impacciato! Mi sa che la prima mossa spetterà a me...
"Ascolta, qui c'è troppa gente e troppa confusione...perchè non andiamo in un posto dove si può parlare?"
"Si...certo...per me va bene!"
"Conosco io un posto...vieni con me". Gli prendo la mano e lo porto su dei divanetti, lontano dal palco.
Ci sediamo, e per un pò parliamo del più e del meno; poi fa una battuta (vorrei ripetertela, ma non me la ricordo!!), rido e lui, inaspettatamente, mi bacia. Ricambio. E' un bacio veloce, fugace...eppure molto intenso! Si stacca, ci guardiamo per qualche secondo, e questa volta lo bacio io. Ti devo confessare che per essere un tipo così impacciato...bacia davvero bene!!
Andava tutto benissimo fin quando sentiamo qualcuno urlare dal centro della pista. Mi precipito a vedere cosa fosse successo, così vedo una ragazza con la testa completamente in fiamme!
Mi ci sono voluti un paio di minuti per riconoscerla...era una certa Amanda, un'amica delle gemelle che stravede per Eve. Non ho più dubbi, dev'essere opera sua. La cerco con gli occhi e alla fine la vedo che se la ride di gusto mentre finisce di fumare una sigaretta...è sempre la solita!
Spengo i capelli a quella povera ragazza, che scappa via subito dopo. Sospiro. Cavolo, era tutto perfetto!
Sento delle mani sulle spalle; mi volto leggermente. E' Geert. Intanto la serata è ripresa come se nulla fosse successo, nonostante ormai stesse per concludersi.
"Mi spiace per l'imprevisto.." dico.
"Non importa, abbiamo ancora tempo". Dice sorridendomi. Poi prende il fiore dalla tasca della giacca e me lo pone tra i capelli. Sembravamo due attori nel mezzo di una scena romantica e...mi ci vedi?!?
"Ti sta benissimo". Gli sorrido e perdo quasi l'autocontrollo. Non sono abituata a tipi così romantici.. soprattutto quando sei circondata da ragazzi come Ed e Jasper!
Siamo usciti in veranda e siamo rimasti lì per tutto il resto della serata. Alla fine Geert mi ha detto che domani mi raggiungerà in treno e che mi deve dire una cosa...speriamo in bene!
Ora ti lascio e vado a dormire. Domani racconterò tutto a Eve perchè adesso la vedo un pò..pensierosa diciamo!   Alla prossima,
                                                   Deirdre

'Ah già, quasi dimenticavo di raccontare i retroscena ad Eve!!'
penso, finito di leggere. Non faccio nemmeno in tempo a dire una parola che la porta dello scompartimento si apre e...appare Geert.
"Deirdre, puoi uscire un attimo?"
"Ma certo!!"
rispondo e guardo Eve che sghignazza sotto i baffi...
Ci allontaniamo un pò dalla cabina e Geert comincia a parlare "Senti Deirdre..." ho già paura, ma non lo lascio vedere, "ieri sono stato molto bene con te ma...". Forse non mi vuole più vedere...meglio che mi prepari qualcosa da dire..."...non voglio rimanere uno dei tanti, voglio che ci frequentiamo... in esclusiva..per te va bene?"
Lo guardo a lungo e lo lascio sulle spine per un pò. Sembra imbarazzato.
"Certo che mi va!" e sorrido.
"Fantastico! Allora ci vediamo dopo in castello". Mi bacia a stampo e se ne va. Sembra proprio un bambino!
Vado verso lo scompartimento. Lo apro. Entro. Richiudo. Guardo Eve sorridendo...è il momento di raccontarle tutto.












06/09/2007
commenti • tag: vacanze, serpeverde

Villa Norwood. La piastrina in oro luccicante con inciso sopra il cognome della famiglia Norwood è dinanzi a me. Sono tornato a casa e davanti a me si prospetta un’estate piena di cose da fare, escludendo i compiti estivi.
Il mese di giugno ormai è giunto agli sgoccioli ed io devo partire per casa del nonno paterno che, come ogni anno, mi aiuterà a svolgere i compiti obbligatori e mi darà grandi somme di denaro per fare nuovi acquisti. Così, preparo il solito baule contenente vestiti e compiti, sapendo poi di tornare, come minimo, con altri tre nuovi di zecca. E’ sempre bello andare in vacanza dal nonno. La villa dove abita è bellissima, antica, maestosa e la biblioteca è ben rifornita di formule, pozioni o scherzi da poter poi testare a scuola. Gli altri anni si sono sempre dimostrati divertenti e perché no, alle volte anche perfidi. Mi ricordo ancora quello attuato a quello stupido bamboccio dei grifondoro, quanto abbiamo riso io e Jasper vedendolo correre in qua e in là alla ricerca della bacchetta magica per scacciare i due Marciotti che gli avevamo portato in camera, quando ancora quelle dolci creature non facevano parte dei nostri studi e delle nostre conoscenze là a scuola.
E infatti, come già avevo prospettato il tempo dal nonno passò esattamente in quel modo: tra compiti, la maggior parte fatti da lui e shopping. La sera mi imbucavo a qualche festa di nipoti conoscenti del nonno dove ho trovato di che divertirsi, sono uscito anche per qualche giorno con una ragazza, una certa Alison, ragazza francese venuta in città da dei parenti. Si dice che la sua sia una delle famiglie più potenti in Francia, come non poter cogliere l’occasione dato che era anche una bellissima ragazza?! Così il tempo è passato veloce e il momento di ritornare a casa è arrivato.
A luglio mia madre ha deciso, con l’aiuto di suo padre, di comprare una casa in campagna. L’abitazione gli era stata segnalata dalla S.ra Blackster a lavoro, era proprio la villa vicino alla loro così siamo andati a dare un’occhiata per vedere come fosse prima di acquistarla. La villa è molto bella, con un grande giardino comprendente una fontana fantastica, a detta di mia madre, a me interessava poco invece, io volevo vedere le stanze. Dovevano essere ampie e così erano. Passammo così parte di luglio a sistemare “la villa”, io mi sono preso la stanza più grande al secondo piano per camera, con bagno comunicante, altrettanto gigante.
A lavori finiti Jasper mi raggiunse, ormai agosto era alle porte. Eveline avrebbe raggiunto Dè tra pochi giorni così intanto, io, Dè, le gemelle e Jasper passavamo il tempo insieme a raccontarci di cosa avessimo fatto i mesi precedenti.
Jasper era andato con la sua famiglia a girare l’europa e ci ha raccontato di varie conquiste e divertimenti con le ragazze, oltre allo shopping che aveva fatto per rinnovare l’armadio per il nuovo anno scolastico. Mentre io e le ragazza avevamo passato luglio a sistemare la mia casa, che poi a dire la verità Deirdre comandava e diceva soltanto la sua opinione. Le gemelle invece, per gran parte del tempo mi sono ronzate intorno. Entrambe si fanno sempre più belle anche se, come sempre, io ho un debole per Utopia che è molto più fine e aggraziata.
Finalmente anche Eveline ci degnò della sua presenza ed avando entrambe la ville libere passammo all’attacco. Era l’ora dei festini.
Così almeno una volta alla settimana organizzavamo qualcosa, fino a quando non si avvicinò il 31 agosto.
“Ragazzi dobbiamo organizzare una festa m-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-a!” esclama Eve.
”Certo cara! Voi due e le gemelle pensate alla fisicità della festa mentre io e Jasper penseremo al contenuto!”
La festa venne organizzata al meglio, tutto era perfetto e le mie due gemelle preferite erano riuscite a far venire a suonare i “Vampiri Letali”, in voga quest’anno. L’abito elegante era d’obbligo così indossai il mio nuovo acquisto e mi buttai nella mischia. Le belle ragazze non mancavano ed indossavano dei vestiti così belli, alcune ovvio, ma quella sera non riuscii a non distogliere lo sguardo e le mie attenzioni da poche ragazze: Utopia e Eveline. Le due. Per quanto mi riguardava, erano senza dubbio le reginette della festa. Per il resto Eve era impegnata nella ricerca di Ridde, che però non sarebbe venuto, il ragazzo mi aveva fatto sapere che non ci avrebbe raggiunto alla festa per degli impegni e che poi mi avrebbe detto tutto il giorno seguente o quello dopo ancora e che, dovevo tenere il silenzio su tutto. Chissà cosa stava combinando.
Io passai gran parte della sera a ridere, scherzare e bere con Utopia fino a quando non decisi di alzarmi per dare uno sguardo in qua e in là. Non potevo non sparire con qualcuna ad una festa del genere, la mia popolarità da sciupa femmine avrebbe avuto un grosso trauma. Così cercai l’unica ragazza più decente e sparii per un’oretta con lei, al mio ritorno vidi una scena al quanto divertente: Eveline che dava fuoco alla testa di una tizia. Meraviglia per i miei occhi. Presi la scusa di ‘dover andare a controllare’ e lasciai la ragazza lì, tutta sola, non so se sognante perché aveva Edward per se qualche ora o se traumatizzata della scena, ma puntavo più per la prima.
La serata finì comunque bene e ancora meglio quando Jasper mi raggiunse per dirmi che era riuscito a far litigare i due tipi del quinto che non sopportavamo avendo “stregato” la ragazza che a entrambi piaceva. Così alla festa non mancarono neanche le risse, peccato che non avevo assistito completamente a nessuna delle due.

[King's Cross, binario 9 e ¾]

“Jasper sei pronto?!” chiedo al mio amico che si sta ancora sistemando i capelli allo specchio.
”Si ci sono!” risponde lui.
”Ok allora, l’incantesimo per alleggerire i bauli te lo ricordi?!” chiedo poi. Come non dar spettacolo subito, il primo giorno?!
”Certo! Come dimenticarselo?!” Jasper mi fa un occhiolino e io rispondo con una sorriso. Perfetto i miei tre bauli di vestiti sono in macchina e quello contenente gli oggetti e le cose per la scuola lo porto giù adesso, anche a Jasper fortunatamente manca soltanto un baule. Quest’anno siamo a quota quattro. Scendiamo dove mia madre ci aspetta sull’uscio:
”Ragazzi, ma quanta roba vi portate! E’ un miracolo se riusciremo a portare tutto senza problemi!”
”Mamma, lo sai benissimo che il tuo caro figlioletto deve essere sempre perfetto e in quanto non può portare gli stessi vestiti un certo tot di volte!E poi non sono così tanti!” mia madre viene verso di me cercando di darmi una carezza sulla guancia ma istintivamente mi sposto “Jasper Andiamo?! Sennò facciamo tardi!” saluto mia madre dandole un lieve bacio sulla guancia e via.

Arrivati al binario 9 e ¾ riusciamo subito a visualizzare le ragazze che raggiungiamo con molta facilità. Entrambe stanno trasportando il loro baule. Io e Jasper ci guardiamo sapendo già cosa fare.
“Ev..ma ciao! Te lo porto io il baule non preoccuparti!” così la ragazza, senza ribadire, lascia subito a me il lavoro sporco. Poco dopo però ci ritroviamo a dover confessare alle ragazze la verità "Tanto sono leggeri, ci abbiamo fatto sopra un Levincanto... ma magari le nuove studentesse non lo conoscono e restano stupite della nostra forza!" spiega Jasper.
Ci guardiamo un po’ intorno, ogni anno la stessa storia: Hogwarts si sta sempre più popolando di persone dal sangue “sporco”. Sono proprio curioso di vedere quanti gabbani prescelti per diventare maghi ci saranno quest’anno. Tutto il mondo magico sta diventando così zozzo, sono poche le persone che hanno ancora  dignità. Ad un tratto sento una fitta tra le costole, mi volto e vedo Jasper –maledetto! Che dolore!- che fissa in un punto distante da noi. Seguo il suo sguardo e vedo dove, o meglio chi, lui stesse fissando: Violet Traviston e la sua amichetta. La salutiamo con un cenno della mano e ce ne saliamo sul treno, scomparendo alla sua vista. Quella ragazza è veramente odiosa. Crede di essere superiori agli altri, crede di aver sempre la meglio su tutto e tutti, ma così non è.
”Ed a cosa stai pensando?!” domanda Jasper fissandomi, e avendo già capito chiaramente a cosa stavo pensando.
”Uno di noi due, entro quest’anno deve dare una bella lezioncina a quella ragazza!”
”Del tipo?” vedo già Jasper esaltato, pronto per partire con la ‘missione’.
“Uno di noi due dovrà semplicemente spezzargli il cuore” concludo semplicemente, non dando neanche cadenza alla voce. Sul volto di Jasper cresce un ghigno che ci accompagna fino al nostro scompartimeto, lo stesso da ben tre anni.
Finalmente io ed Eve possiamo fumarci una dannata sigaretta in pace:
"Ed, hai da accendere?" scherziamo sempre così e ci accendiamo le sigarette a vicenda con la bacchetta. Io avvicino la mia bacchetta alla sua sigaretta e la accendo. Il primo tiro, finalmente. Finita la sigaretta lasciamo le ragazze a parlare di acconciature, maledette manie, e ce ne andiamo a fare un giro per il treno presentandoci ai nuovi acquisti e salutando i vecchi. E’ sempre così divertente vedere quelle ragazze imbambolate mentre ti guardano e cercano di dire qualcosa di sensato dopo che, per buona educazione, gli stampiamo un bacio sulla loro candida mano.
Il momento dello smistamento è arrivato e, come voleva si dimostrare, i veri serpeverde stanno pian piano diminuendo, dando vita a dei pappamolle senza cervello.

[Tre settembre]

Il primo giorno di lezioni è arrivato e fatico ad alzarmi dal letto. Jasper mi chiama e mi richiama una decina di volte fino a quando non decide di buttarmi direttamente giù dal letto. Arrivati in sala comune, cinque minuti in ritardo – tutto calcolato per avere tutti gli occhi su di noi – ci esibiamo in un saluto generale e ci dirigiamo verso le ragazze che continuavano a parlottare tra di loro.
“Che vi raccontate?”
”Ed, Jasper! Finalmente! Vi davamo per dispersi! Vabbp il farsi aspettare ma voi siete proprio esagerati eh!”
”Sapevamo già che voi, essendo il primo giorno di scuola, ritardavate, così abbiamo ritardato altrettanto per non danneggiare la vostra entrata da VIP”
le due sorridono.
”Insomma ragazze, di cosa stavate parlando così coloratamente?” chiede curioso Jasper.
”Bhè..di Geert! Quello del settimo con cui sta uscendo Dè!”
“Ma come Dè Esci con Geert?!”
irrompiamo io e Jasper conoscendolo come uno dei serpeverde che stanno dalla parte dei gabbani. Decidiamo però di tenere la bocca chiusa fino a quando la storia non si complica o non si fa seria.
“Già! Anzi vi devo lasciare che avevo appuntamento con lui qualche minuto fa! Ciao Principi!” già, gli affascinanti principi, il nostro nuovo soprannome. Bhè mi soddisfa, alla fine è la verità.
Finita la colazione mi alzo e mi dirigo in sala comune, Jasper ha fissato con una ragazza del quarto anno ieri in treno ed Eve è presa dai suoi marchingegni.
Arrivato mi siedo al tavolo vicino al camino e mi metto a giocherellare con i miei scacchi. Sembrano tutti così presi dall’inizio della scuola, non hanno nemmeno tempo per respirare. E, tanto per restare nell’argomento arriva la Traviston tutta presa da un libro
“Ehi, Violet, non sarai già indietro col programma” Chiedo alla ragazza tanto per “smuovere” un po’ quest’aria così…insipida.
"Non necessariamente si trascorre il proprio tempo libero cercando qualcuno con cui scopare, Edward." ed eccola che scatta subito.
"Spiritosa .." Non è che sarà per caso gelosa di non essere mai stata richiesta dal sottoscritto? Ora rimedio, e vedo un po’ come la prede e su che tasti poterla stuzzicare.
"A proposito, non è che ti andrebbe, tanto per inaugurare l'anno scolastico?" l suo volto muta lentamente.
"La risposta è sempre la stessa, Edward. No!" Cerca di tenere un’espressione indifferente ma qualcosa gli sfugge, la chiusura netta del libro e poi quel “risprendersi” alzandosi in modo quasi aggraziato e cortese. Appena la ragazza è lontana dalla mia traiettoria scoppio a ridere, fino a quando l’irruzione di Eve non mi calma.
”Che hai combinato stavolta?!” chiede guardandomi storto.
“Devo averla turbata!” dico indicando con un colpetto del volto Violet che era dal lato opposto della stanza, che mi guardava con uno sguardo torvo.
“Sempre il solito! Povere ragazze!” esclama lasciandosi scappare un sorriso “Andiamo a lezione?”.
Ci alziamo, prendendoci per mano -attirando così gli occhi di tutti- e abbandonando la sala comune per dedicarsi a due lunghe ore di pozioni.













05/09/2007
commenti • tag: serpeverde

Sempre lo stesso villaggio, piccolo e semi-deserto. I bambini che una volta mi inseguivano tirandomi sassi e ricci di castagne ( e che poi finivano gambe all'aria per merito di mio cugino Lochlainn ) adesso sono dei ragazzotti abbronzati che mi lanciano sguardi di fuoco quando passo davanti ai pub ( e che finiscono comunque gambe all'aria per merito di mio cugino Lochlainn ). Upton St.Leonard's è poco più di un borgo, il primo insediamento umano che si trova percorrendo la strada che esce dalla tenuta. Gli abitanti sono gente comune, anzi, miserabili plebei anche per lo standard Babbano, non hanno niente a che fare con la magia. Stringo la mano di mia sorella Ariel, mentre le teste color miele dei gemelli che giocano a inseguirsi ci precedono di diversi metri.
Le estati al Castello si snodano in modo omogeneo, tranquillo. Passeggiate con i bambini, libri, ogni tanto qualche festa organizzata da mia madre e dalle sorelle di mio padre.
Tutti qui sono abituati al rigore, all'ordine, quindi alle cinque in punto passiamo sotto l'arco di ferro battuto che riporta come chiave lo stemma della casata, seminascosto dalle rose bianche che vi crescono attorno da generazioni. Per primi i gemelli, figli di mia zia Elizabeth, seguiti da me e Ariel, e in coda Lochlainn con sua sorella Roisin intenta a litigare con mio fratello Egbert. Questa si chiama famiglia allargata, nonché riunita sotto il potere di Orson Traviston, mio nonno, che ha obbligato i suoi figli a rimanere al Castello con consorti e prole. Nonostante i problemi di rapporto con "l'irlandese", ovvero mio zio, che ha osato dare dei nomi tanto ridicoli a dei Traviston.
Ci si abitua, dopotutto, e comunque tra tre giorni torneremo a scuola.

***
King's Cross.

King's Cross, il solito fiume di marmaglia che ritroverò anche a Hogwarts, ma senza quegli abbigliamenti ridicoli. La mia famiglia mi saluta con compostezza, a differenza delle lacrime e delle urla di dolore delle altre madri isteriche - e molto probabilmente Babbane. Ariel agita appena la mano, stringendo con l'altro braccio il suo orsacchiotto; forse sono i suoi sei anni e la sua innocenza, ciò che mi mancherà di più. Egbert ride sguaiatamente con i suoi amichetti, poi salta in carrozza e ci saluta dal finestrino.
Mi allontano dai miei cercando con lo sguardo Catherine, una delle persone più assennate che conosca e una delle mie migliori amiche. Invece dei suoi capelli neri intercetto due figure evidenti, vestite in modo appariscente, simili a degli uccelli tropicali - e quindi decisamente fuori luogo. Eveline Sanders e Deirdre Blackster si infilano nel treno, chiocciando come loro solito, seguite da Edward Norwood e Jasper Lewis. La maggior parte dei Serpeverde le adora, le venera; probabilmente lo farei anch'io, se fossi completamente decerebrata. L'unico motivo per il quale non mi ribello alla loro supremazia è che non voglio scatenare casini che coinvolgano la mia persona: ho una reputazione da mantenere.
Probabilmente non faccio la loro figura nel mio scamiciato blu scuro, ma sicuramente sono meno ridicola; Edward e Jasper, soffermatisi per un momento sul binario, si voltano contemporaneamente verso di me e mi fanno un cenno di saluto con la mano, senza mai perdere la coordinazione. Significa che durante l'estate hanno preso lezioni di nuoto sincronizzato, oppure che stanno lentamente fondendosi in una sola entità ancora più idiota dei singoli e, probabilmente, di una bellezza disarmante.
« Dimmi che non l'hanno fatto davvero. »
« Catherine, è un piacere rivederti. » I suoi occhi profondi, neri, sono ancora fissi sulla porta dentro alla quale i due damerini sono ormai scomparsi. Il treno fischia; saliamo a bordo, respirando dal secondo passo in poi l'aria piena di polvere e di una vasta gamma di odori che caratterizza i vagoni dell'Hogwarts Express. Procediamo lentamente, scambiandoci le solite chiacchiere di circostanza sulle nostre vacanze e su cosa ci aspetterà per il prossimo anno scolastico. Volto appena la testa; di nuovo i pappagalli Sanders e Blackster. Non dico che siano vestite male, ma sono troppo evidenti; al loro stile manca la sobrietà, e anche alle acconciature della Sanders.
« Ciaaaaao! » trillano mentre vengo investita dal fumo delle loro sigarette. Non dico una grande amicizia, ma perlomeno ci sopportiamo.
« Buongiorno, ragazze. Avete passato una buona estate? » Le gemelle fissano il mio abito firmato con aria famelica, senza parlare; Jasper ed Edward stanno comunicando telepaticamente oppure stanno testando le loro capacità di conquista, perché non staccano lo sguardo l'uno dall'altro.
« Certo, lo mettevi in dubbio? » risponde Deirdre con una risatina.
« Per caso avete visto Tom Riddle? » chiede Eve, ignorando completamente il discorso che avevamo iniziato.
« No, mi dispiace ... ci vediamo a scuola! » Supero in fretta il loro scompartimento, tuffandomi in quello limitrofo e ancora vuoto. Lascio cadere la mia borsa di pelle scura, accasciandomi a mia volta sul sedile di tessuto rosso e consumato. Non si prospetta affatto un anno facile.

***
Hogwarts.

Tre settembre, primo giorno di scuola per l'intera Hogwarts; le lezioni della giornata hanno lasciato un segno indelebile sui residui della nostra spensieratezza estiva.
Una bambinetta di Tassorosso si mette sulla mia traiettoria; agito appena la bacchetta in aria, abbastanza per mandarla a sbattere contro un suo compagnuccio dall'aria affranta. Alle mie spalle procedono Catherine, Ian e Quentin. Questa faccenda dei gruppetti di Serpeverde non mi è mai andata particolarmente a genio, ma non posso certo andare a dire in giro che vorrei che formassimo una grande famiglia di purosangue che si muove in branco e segue - presumibilmente - la guida di Eve e Deirdre.
Entriamo in Sala Comune; gli studenti dei primi anni si affollano attorno al camino e si bisbigliano storie terrificanti sugli insegnanti e sui più torbidi segreti del castello; girano ancora racconti davvero originali su come e perchè sia morta Mirtilla nonsoché. E sulla conseguente espulsione di quel coso che non voglio neppure nominare. Mi chiedo dove siano i nuovi prefetti, sarebbe il loro turno di arginare questa ignobile fuga di notizie.
Ignorando la destinazione dei miei amici, mi siedo ad uno dei grandi tavoli di legno massiccio che sono piazzanti in sala comune. Poso la tracolla sul piano e tiro fuori il libro di Difesa Contro Le Arti Oscure, tanto per dare una ripassatina propedeutica. Sfoglio lentamente le pagine, cercando un argomento che non conosca già alla perfezione.
« Ehi, Violet, non sarai già indietro col programma. » Ma per tutti i folletti, cos'ho fatto di male per meritarmi questo? Lascio andare il libro aperto, che cade con un lieve tonfo sul tavolo; all'altra estremità, Edward mi rivolge un sorrisino divertito, mentre fa oscillare tra le dita affusolate un pezzo degli scacchi magici che ha di fronte. Sembra attendere che io balbetti qualcosa di incomprensibile e imbarazzato, abbagliata dalla sua bellezza.
« Non necessariamente si trascorre il proprio tempo libero cercando qualcuno con cui scopare, Edward. » sorrisino acido, inclino il capo di lato. Ha scelto proprio la persona sbagliata da seviziare.
« Spiritosa .. » colpito. « A proposito, non è che ti andrebbe, tanto per inaugurare l'anno scolastico? » Ma dico, questo ragazzo deve avere qualche malattia grave, oltre ad una abissale mancanza di decenza e tatto.
« La risposta è sempre la stessa, Edward. No! » chiudo il libro e mi alzo con un movimento lento, sinuoso, come mi è stato insegnato. Raccolgo la borsa e taglio la corda, mantenendo l'espressione seccata per dissimulare.
Ma cos'ho fatto di male, cosa?













01/09/2007
commenti • tag: serpeverde

Stesa nella stanza di Deirdre, al buio delle prime ore del mattino e illuminando la rivista "Strega oggi" con la mia Mano della Gloria, penso a quale acconciatura debba farmi.
Ce n'è una molto bella nelle pagine politiche, ma appartiene ad una sporca Mezzosangue che lavora al ministero. Non posso avere gli stessi capelli di una di quelle.
Rassegnata, visualizzo due trecce, immagino di attorcigliarle e di legarle alle sommità della testa, pronuncio la formula "Devincio comam!" e ho i miei capelli acconciati.
La stessa acconciatura che avevo alla festa di ieri, in effetti.
Guardo istintivamente la mia migliore amica addormentata nel letto affianco al mio. Sono nella sua casa in campagna, dove ieri Dè, Ed, Jasper ed io abbiamo invitato i migliori Serpeverde del nostro anno e degli altri anni.
La casa di Dè è piuttosto grande, non come i manieri che sono solitamente le nostre abitazioni, ma sicuramente meglio di una casa babbana. E poi è giusto affianco alla residenza estiva della famiglia Norwood, così che Jasper è venuto a dormire da Ed, io qui da Dè e così gli "affascinanti principi", come ci chiamano ultimamente quelli del primo anno, possono vedersi tutti i giorni. E organizzare party che rimarranno nella memoria di tutti gli studenti.
C'erano persino i Vampiri Letali a suonare sul palco improvvisato che abbiamo piazzato nel centro del salone.
Credo li abbiano scovati le gemelle, non so come, dato che sono famosissimi.
Sembrava tutto perfetto... tutte le ragazzine mi adoravano, ero con i miei amici di sempre, il mio Avversaspecchio non poteva essere più sfocato di così, c'era bella musica amplificata con un incantesimo di Ed, avevo un abito lungo nero di taglio impero... ma mancava qualcosa. Qualcuno.
Eppure avevamo invitato anche Tom... speravo che si presentasse, invece sono stata ad aspettarlo tutta la serata.
A Dè invece è andata meglio, molto meglio. Ad un certo punto è sparita con un Serpeverde piuttosto carino del settimo, con un'aria da predatrice. Jasper invece è andato a spezzare altri cuori tra le più piccole e Ed si è seduto su un divanetto con le gemelle. Sembrava una specie di principino, con Utopia da un lato e Belinda dall'altro...
Mi sembrava che Utopia sorridesse più spesso del solito... ma succede sempre così quando è con Ed. Non per niente ci chiamano gli affascinanti principi, dobbiamo pur incantare qualcuno.
Poi Belinda è venuta a parlare con me, quindi al principe è stata tolta una gemella.
"Ti presento Amanda Byron, Purosangue, del quinto anno..." mi ha detto Belinda, mostrandomi una ragazza dai capelli corti e neri e dalle lunghe ciglia scure.
"Sono contentissima di conoscerti, Eveline, ho sentito tanto parlare di te, naturalmente bene, e poi ti vedo sempre nei corridoi della scuola con dai capelli fantastici... sai, ti ammiro tanto! Sei sempre perfetta!" ha detto quella ragazzina senza riprendere fiato.
"I tuoi capelli non sono neanche paragonabili ai miei e non potresti mai farti le acconciature che mi faccio io... comunque piacere di conoscerti." Amanda ha fatto una faccia mortificata, ma ha fatto uno sforzo per ingoiare il veleno che le ho sputato addosso e  ha risposto:
"Sì, hai ragione... i tuoi capelli sono stupendi. Peccato che non ti abbiano aiutata ad attirare qui Tom Riddle... Evidentemente ha preferito lavorare che venire alla festicciola di una sua ammiratrice vanesia..."
Quella stronzetta. Ho fatto benissimo a vendicarmi di lei ieri sera. Ho convinto una delle mie fan a versarle del Whiskey Incendiario sui capelli mentre io la distraevo e poi ho avvicinato troppo la mia sigaretta alla sua testa... risultato: i capelli neri sono diventati rosso fuoco. Rosso fuoco e fiamme.
Sghignazzo a ripensarci. Sempre facendomi luce con la Mano della Gloria, prendo uno dei lucidalabbra di Dè dal suo comodino e me ne metto un pò. Troppo chiaro. Ne prendo un altro rosso più scuro, quando si accendono tutte le luci della stanza e si sente un urlo da Banshee.
Deirdre si sveglia. "Piccola ladra!" esclama. Wow, è raro vedere la mia amica così spontanea e poco controllata.
"Oh, scusa Eve... sai, ho messo un incanto di protezione sui miei lucidalabbra preferiti, perchè Utopia quando c'è Ed in giro vuole sempre usarli... solo che ne consuma una quantità enorme! Ma tu prendilo pure." mi spiega Dè.
"Ma... com'è andata ieri sera col tipo del settimo?" chiedo curiosa.
"Tutto bene... anche se quando hai dato fuoco alla testa di quella lì ci siamo staccati e siamo venuti a vedere che succedeva... ma che ti ha detto per farti arrabbiare così?"
"Mi ha detto qualcosa su Tom... non ci ho visto più!" confesso.
"Tu e la tua fissa per Riddle... comunque oggi a King's Cross lo vedrai!"
"E tu vedrai il tuo bel settimino!"  esclamo e io e è ridiamo compiaciute.



[King's Cross, binario 9 e ¾]

Jasper e Edward hanno aiutato me e Deirdre a portare i bauli. "Tanto sono leggeri, ci abbiamo fatto sopra un Levincanto... ma magari le nuove studentesse non lo conoscono e restano stupite della nostra forza!" spiega Jasper.
Al binario mi è salito un nervoso spaventoso, a vedere tutti quei Mezzosangue chesi abbracciavano, urlavano e scherzavano. Inquinano il mondo magico. Ma finchè non salgo sul treno non posso ancora usare la magia per fare qualcosa.
Poi ci siamo seduti in uno scompartimento tutto per noi e le gemelle, dove siamo ora. Il treno parte, e io ancora non ho visto Tom. Ci va una sigaretta, anche se in treno non si può fumare. Ma tanto ora che è incominciato l'anno scolastico possiamo usare gli incantesimi, quindi farò sparire fumo e sigaretta nel caso arrivi qualche professore.
"Ed, hai da accendere?" io e Ed scherziamo sempre così e ci accendiamo le sigarette a vicenda con la bacchetta. Lui avvicina la sua bacchetta alla mia sigaretta e la accende.
Tom, Tom, Tom, dove diavolo sei? Sembra una filastrocca.
Un specie di aeroplanino di carta bussa sul vetro dello scompartimento, io apro la porta e l'aggeggino comincia a girarmi intorno alla testa. Un messaggio per me.
Afferro il pezzo di carta e leggo in una calligrafia che conosco fin troppo bene la frase: "Ho scovato qualcosa per la tua collezione quest'estate. Vediamoci in Sala Comune stanotte."
Allora Tommi ha vista! Sono contenta. butto il mozzicone di sigaretta giù dal finestrino e comincio a chiedere a Dè se ha qualche idea per una nuova pettinatura che posso usare stanotte.













 

serpeverde

Edward Norwood

Edward appartiene ad una delle famiglie londinesi purosangue più prestigiose, la famiglia Norwood. All'età di undici anni, prima di ricevere la lettere per Hogwarts, si imbatte in un grave scontro dove suo padre perde la vita per mezzo dell'Avada Kedavra. Da allora Edward si è chiuso in se stesso diventando un tipo freddo e scontroso. Giurando vendetta a suo padre, nell'estate del suo tredicesimo compleanno decide di trasferirsi per un mese a casa di uno zio, un mago molto particolare, amante di tutto ciò che è illegale. E' proprio grazie agli insegnamenti di questo zio che Edward conoscerà le tre maledizioni senza perdono e si interesserà ancora di più alla magia oscura. Figlio unico, è al sesto anno di Hogwarts. Il cappello parlante non ha avuto nessun problema a trovare la sua collocazione infatti, Edward, ha tutte le qualità per far parte della casata dei serpeverde: astuto, furbo, viziato e ambizioso, oltre ad odiare con tutto il cuore coloro che non sono "puri". E' molto schietto ed è considerato tra i più bei ragazzi del quinto anno. E' dotato di occhi grigi dalle sfumature verdi molto profondi, capelli scuri e un fisico perfetto. Norwood ama mostrarsi sempre ben vestito e curato. Ha un unico vero amico, Jasper Lewis suo coetaneo e compagno di casa. I due si trovano spesso in compagnia di Eve Sanders, Deirdre Blackster e Morgan Lancaster, formando un gruppetto unito che passa la maggior parte del tempo a violare le regole e a sminuire gli altri. Le sue materie predilette sono pozioni e arti oscure in cui è anche molto portato.

Jasper Lewis

Sesto anno. Suo padre Leonard è un eminente ricercatore, e, dopo la morte della moglie Mary, l’ha cresciuto da lontano, essendo spesso via per lavoro; il padre gli regala tutto ciò che vuole, anche se la cosa di cui Jasper avrebbe più bisogno è il suo affetto, soprattutto dopo la morte di Sean, il fratello maggiore a cui era legatissimo. Jasper in parte rivede Sean in Edward Norwood, la persona a cui è più affezionato, e in Lucas Forsythe, anche se non al livello di Ed. Ha un’indole scontrosa, e non manca di ambizione, ma possiede una grande insicurezza di fondo; Edward conosce la sua fragilità, e dunque lo sostiene sempre. Spinge Lucas a provarci con Audrey Salinger, perché pensa lui stesso che sarebbe una bella preda, ma ne è intimidito a causa del carattere risoluto e poco manovrabile della ragazza. Purosangue dal fisico longilineo, con occhi verdi e capelli castano chiaro, è un casanova, come il suo compagno di stanza e di anno, e non si preoccupa dei sentimenti delle ragazze a cui ruba il cuore (e di solito anche qualcos’altro); le uniche con cui riesce a mantenere un legame sono Eve e Deirdre, in particolare con quest’ultima. È un buon studente, e dimostra una particolare predisposizione per Incantesimi, che conosce molto bene. Vorrebbe diventare un abile Legilimens come Edward, ed è esperto nell’uso delle Maledizioni Senza Perdono. Gioca nella squadra di Quidditch come Cacciatore.

Deirdre Blackster

Deirdre Blackster discende da una famiglia antica e potente di maghi purosangue. Come tutti i membri della sua famiglia disprezza le persone che hanno sangue impuro, definiti mezzosangue, e maggiormente i babbani. E' una ragazza castana, alta e sottile, e dagli occhi verdi e molto intensi. Nel complesso, Deirdre è una ragazza molto bella ed è pienamente consapevole di esserlo. Frequenta il sesto anno a Hogwarts ed è stata smistata nella casata dei Serpeverde, come lei tutti i membri delle sua famiglia (anche Belinda e Utopia, sue sorelle gemelle, sono al quarto anno serpeverde). Dal carattere caparbio, astuto è inoltre vanitosa, viziata e molto determinata a raggiungere il proprio obiettivo: il potere. Per raggiungerlo Deirdre si finge sempre disponibile con tutti quelli della sua Casa e con i professori, mascherando così la sua vera indole e mostrandosi in questo modo ‘perfetta’. Nonostante la popolarità,c’è solo una persona che la riesca a capire davvero, e questa è la sua migliore amica, Eveline Sanders. er la scuola è sempre in giro col gruppetto formato da Edward Norwood, Jasper Lewis, Morgan Lancaster e , naturalmente, Eve. A scuola Deirdre riesce sempre molto bene grazie alla sua dedizione allo studio, indispensabile per il suo ideale di perfezione che si è prospettata.

Violet 'Vi' Traviston

Sesto Anno. Primogenita ed erede di Bartholomew Traviston, conte del Goulcestershire, viene al mondo presso Upton St.Leonard's, cittadina non lontana dalla tenuta dei Traviston e dalla città di Goulcester. Violet dimostra già precocemente una inclinazione naturale alla magia, alla quale vengono posti dei freni tramite la ferrea disciplina a cui viene abituata sin da piccola e un ampio numero di istitutori a cui viene affidata la sua istruzione. Trascorre l'infanzia nel maniero di famiglia, situato su una scogliera a strapiombo sul mare. Sviluppa un'intensa passione per il disegno, oltre ad un carattere piuttosto chiuso. Compiuto l'undicesimo anno di età, viene iscritta ad Hogwarts. Lodata per l'assiduità nello studio, brilla soprattutto nelle Pozioni e a partire dal terzo anno fa parte del LumaClub del professor Horace Lumacorno. La condotta della ragazza non è impeccabile quanto la sua pagella, ma non si può considerare una criminale o un pericolo pubblico - si limita a compiere qualche bravata, o almeno co ì vuole far credere. In genere viene considerata una snob: oltre all'origine nobile, la loquacità non è tra le sue doti, e preferisce evitare il più possibile i Grifondoro e i Tassorosso. A differenza di molti compagni ed amici, si rapporta in modo non cordiale, ma perlomeno rispettoso con i figli di Babbani. Chi la punzecchia fino ad estorcerle qualche parola lo fa a suo rischio e pericolo: la quindicenne conosce l'arte di colpire con le parole, ed ha nel corso degli anni affinato il suo sarcasmo pungente. Agisce quasi sempre di testa sua, depreca il gioco di squadra, seleziona i suoi amici con scrupolo.

Scarlett Lywelyn

econdogenita di Lord e Lady Lywelyn, , i maghi più famosi e potenti della contea Irlandese. Purosangue al cento per cento, Scarlett conta una ferrea istruzione nell’arte magica che pratica, con successo, fin da piccolissima. Scaltra per dote, diffidente per natura, risulta complicata da comprendere una creatura come lei. Più simile ad un labirinto, a livello intellettivo, che ad un normale essere umano. Spigliata ma al tempo stesso introversa, ha l’abitudine di studiare con meticolosa cura le persone che le si avvicinano, che trovano difficoltoso, a volte, anche solo instaurare un dialogo. Dalla parlantina eclettica e svelta ( spesso velenosa ), riesce a far precipitare chiunque non abbia sicurezza quando le si porge confidenza. La sua schiettezza, a tratti brutale, la porta ad essere un tipo che si odia o si ama, senza vie di mezzo. Tuttavia, il suo aspetto da innocente ragazza le consente di giocare una carta in più quando vuole raggiungere i suoi obiettivi. Non molto alta, ma dal fisico perfetto possiede due grandi ed espressivi occhi verdi, con sfumature castane, che le imperlano il viso, ed una chioma fluente dalle tinte d’ebano. Caparbia, volitiva, possiede una calma che le assicura di mantenere sangue freddo anche nelle situazioni peggiori. Non ama parlare della sua famiglia. Fratello Aedan a parte, verso cui nutre un affetto totale e sincero…nonostante non ne condivida le ideologie sull’indifferenza verso i babbani. Si concede allo studio con buona volontà riuscendo brillantemente. Pratica il corso di magia per circa 5 anni presso Durmstrang , ma riesce a convincere con abile mossa e complicità della famiglia Norwood i suoi genitori a mandarla ad Hogwarts, che considera di sicuro una spanna al di sopra rispetto le altre scuole di magia. Curiosa, dalla mente aperta, ama poter avere sempre un quadro completo delle situazioni che le si palesano di fronte. Guai quando qualcosa sfugge alla sua mente vigile. Punto chiave, le persone che le stanno vicine, e che lei trova simpatiche ( e ciò capita di rado ), possono senza alcun dubbio fidarsi ciecamente. Così come per gli schemi della sua mente le piace essere assolutamente perfetta in ogni situazione. Gli incantesimi attuabili mediante ipnosi sono quelli che le riescono magnificamente. L’induzione è, senza alcun ragionevole dubbio, la sua mossa vincente. Viene vista spesso in compagnia di Edward Norwood, Jasper Lewis e Deirdre Blackster. Adora e studia la magia oscura con interesse sempre crescente.


grifondoro

Julia Versten

Settimo anno. Di origini norvegesi, Julia è nata a Oslo in una tiepida giornata estiva, figlia di un mago e di una Ondina (ninfa delle acque): per questo adora l’acqua, elemento che riesce a manipolare con facilità grazie al sangue materno. La sua risolutezza e caparbietà, talvolta la fanno risultare antipatica o troppo competitiva, ma la rendono un’ottima giocatrice di Quidditch, che pratica nel ruolo di Cacciatore. In campo scolastico se la cava abbastanza bene, in particolare in Trasfigurazione e Difesa contro le Arti Oscure, benché non apprezzi molto la professoressa Merrythought. Pur essendo all’ultimo anno, non ha ancora ben chiaro il suo futuro, anche se è molto affascinata dal lavoro di Auror, per il quale sarebbe portata grazie al suo coraggio. Nonostante la sua origine purosangue, ritiene che le distinzioni in base alla purezza di stirpe siano inutili e stupide, poiché la magia è un dono che tutti i maghi e le streghe possiedono nello stesso modo. L’anno scorso è stata Prefetto di Grifondoro, insieme con il suo migliore amico è Sebastian Lang(adesso Caposcuola), che ha conosciuto il primo giorno di scuola ad Hogwarts: sono legatissimi, ma non vi è alcun interesse romantico fra loro, poiché si considerano come fratello e sorella. Di solito ha rapporti difficili con le ragazze: in genere le sembrano troppo interessate ad argomenti futili, ma è buona amica di Georgiana Harrington. Non ha mai avuto un ragazzo serio, perché di fondo è molto timorosa dell’amore e della perdita di controllo sulla propria vita che può conseguirne. Ha una sorella più piccola, Ida, che frequenta il sesto anno, innamorata pazza di Tom Riddle, per disperazione di Julia, che invece non può vederlo a causa della sua aria di superiorità e della sua arroganza nei confronti dei Mezzosangue.

Damian Denholm

Sesto anno, Grifondoro. Figlio di un potente mago e di una strega residenti negli Stati Uniti. Purosangue, ma con idee ben diverse da molti suoi “simili”. Aperto, socievole, spigliato. Dalla parlantina vivace, e svelta. Raramente riesce a star zitto, e quando questo accade, le probabilità del suo malumore sono altissime, per non dire stratosfericamente certe. Schietto, sincero, non ama mascherare i propri pensieri. Dice tutto quello che pensa, senza preoccuparsi mai. Conscio del fatto che non vuole, in alcun modo, incappare nella menzogna, che considera una scappatoia per persone con la coda di paglia. Divertente e scherzoso, ama la vita e tutto ciò che gira attorno ad essa. Vive ogni attimo come fosse l’ultimo, non ama i rimpianti, né le mezze frasi. O tanto meno le opere incompiute. Coinvolgente, riesce a raggiungere ogni obiettivo percorrendo sempre la strada più difficile, poiché le ritiene ring decisivo per la formazione completa del suo essere. Punta sempre al massimo in qualsiasi cosa, più che per superbia, per rispetto verso se stesso.

Elodie Baudelaire

Elodie Baudelaire frequenta il quinto anno nella casata dei grifondoro. Figlia di padre mago e madre veela, ha preso da quest'ultima gran parte della sua bellezza. Definita da molti una bambola di porcellana, forse per la sua reale somiglianza ad esse: lunghi boccoli biondi che le circondano il viso dalla pelle diafana, guance rosate, profondi occhi blu. Ha un carattere molto sensibile, fa difficilmente amicizia e raramente si affeziona in modo forte alle persone, per paura di doverle un giorno perdere. Chi riesce ad entrare nel cerchio delle sue amicizie è sicuro di avere accanto una vera amica: fedele, comprensiva, che dà tutto pur di far star bene la persona che le è a fianco. Testarda e lunatica alle volte, un'enterna indecisa che però non si fa condizionare dagli altri. Non ha pregiudizi verso le persone ma tende molto a selezionarle, dopo un'accurato studio visivo di esse. Ama gli animali e stare a contatto con essi. Legatissima a schizzo, un kocker che le è stato regalato dalla nonna quando aveva pochi anni. Odia le mezze misure, per lei non hanno senso. O è bianco, o è nero. Decisamente impacciata nelle relazioni con i ragazzi, non solo sentimentali ma anche di semplice amicizia.

Annabel Bennett

Grifondoro del sesto anno e secondogenita di una semplice famiglia di babbani, residenti nei quartieri Nord di Londra, Annabel è una ragazza come tante altre. Dalla parlantina facile e la battuta sempre pronta, tende a dire sempre quello che pensa e questo spesso irrita chi le sta vicino, specialmente i soggetti più sensibili: in realtà conoscendola bene si può trovare in lei un'amica sincera. Estremamente leale, ama ridere e di conseguenza nutre una grandissima stima per chi provoca in lei questa reazione, attraverso qualunque mezzo. Non particolarmente incline allo studio, se la cava grazie a quel poco che riesce ad ascoltare in classe e alla sua abilità nella parte pratica delle lezioni, specialmente per quanto riguarda Pozioni e Incantesimi. Assolutamente incapace dal punto di vista canoro, in realtà ama cantare e lo fa spesso e volentieri, assicurandosi prima che tutti gli altri esseri umani siano a qualche isolato di distanza, per evitare di graziarli con i suoi toni soavi. Tutta la sua famiglia è sempre stata scettica riguardo alla sua situazione di strega e preferisce tenere nascosto tutto a più persone possibile, eccezion fatta per la sua sorellina minore, che durante le vacanze non fa altro che tartassarla di domande sul mondo magico e quel che è in relazione ad esso. Campionessa di figuracce, non passa attimo che non inciampi in qualcosa o si distrugga la reputazione; ma in fondo, dietro gli occhioni nocciola e il viso tondo di questa ragazza si nasconde una tenerezza infinita, che aspetta solo di essere scovata da qualcuno che la apprezzi per come gli viene presentata. E' raro che si arrabbi, e nelle poche occasioni in cui succede tende a passarle subito.

Daisy Brown

Proviene da una famiglia molto numerosa, è infatti la quarta di cinque fratelli, Evelyn, la maggiore, Carl, Doug ed Alice, la più piccola. E poi c'è lei, grifondoro del quinto anno, non tanto alta, capelli neri e lisci, carnagione chiara, magra, dal petto ed i fianchi piatti. Casa sua è sempre spaventosamente caotica e confusionaria, ogni giorno succede qualcosa, c'è sempre un parente più o meno stretto che viene a cena, o a prendere un the, o semplicemente a fare una visita. Se i primi anni in cui era ad Hogwarts ne sentiva la mancanza, dal quarto ha iniziato a palesare la sua insofferenza e a ritenersi fortunata di trascorrerci solo le vacanze. La sua materia preferita è pozioni, seguita da trasfigurazione e talvolta ottiene dei buoni risultati anche in Difesa contro le arti oscure. Non è eccessivamente riservata, ma nei momenti in cui ha bisogno dei suoi spazi non ammette di essere disturbata. Non è molto paziente e quando è nervosa per conto suo ha il vizio di essere scontrosa con tutti, salvo poi pentirsi un attimo dopo aver parlato. Ha spesso un'aria totalmente disinteressata ed annoiata, tanto da sembrare non avere attrazione per attività alcuna. Recentemente ha scoperto la passione di scrivere poesie, ma non le ha mai fatte leggere a nessuno, perchè se ne vergogna troppo; differentemente ha sempre mostrato attitudine nel disegno ed in particolar modo trova soddisfazione nell'eseguire le caricature dei professori o compagni. I genitori ed i fratelli sono maghi, ma in famiglia ci sono molti halfblood e babbani. Non ha mai dato peso alle prese in giro che le venivano fatte a causa della sua origine, anche se ultimamente le sembra che la situazione a scuola sia peggiorata, pur non essendo al corrente di niente.


tassorosso

Apollonia Pasco

Sedicenne Tassorosso figlia di babbani, di origini bretoni ma cresciuta nello Yorkshire. In una parola, il Disordine. L’organizzazione è qualcosa di avulso da lei, una confusionaria in senso lato. Distratta nel riporre la roba, nel vestirsi, nel fare i compiti, è anche piuttosto imbranata. Energica, vivace, ai limiti dell’iperattività, si muove continuamente, in alternativa parla. Scherza molto, ride molto, e lo fa in modo poco signorile. È una persona molto alla mano, con cui è facile parlare, basta solo non farla innervosire. Tendenzialmente ottimista, è d’altra parte anche un soggettino nervoso e facile alla rabbia. Cocciuta come un somaro, è permalosa e reagisce con irruenza ai torti subiti, non facendosi problemi ad arrivare alle mani. È molto orgogliosa; ammettere i propri errori le costa tremendamente tanto, e la maggior parte delle volte evita di farlo. Fierissima delle proprie radici, sia geograficamente e che magicamente parlando, coltiva la passione per le tradizioni bretoni e difende a spada tratta la popolazione babbana. Il suo rendimento scolastico è nella media, con voti particolarmente bassi in pozioni e note particolarmente alte in babbanologia. Detesta a livelli cosmici il proprio nome, e si presenta sempre e solo come Polly.

Eugene Pennington

VI anno. Nato e cresciuto a York in una famiglia basso-borghese, senza quasi entrare in contatto con il mondo magico e soprattutto con i nonni materni. E' infatti, nipote degli esponenti di due importanti famiglie nobili del nord dell'Inghilterra. Il problema fondamentale sono le origini di suo padre, figlio di Babbani. Lo stesso Eugene si è convinto che sia il suo sangue 'sporco di seconda generazione' ad essere l'origine del suo scarso talento magico, che è stato un grande motivo d'imbarazzo scolastico finché non l'ha ammesso pubblicamente, smettendo di scatenare l'ilarità altrui. La sua vera passione è la musica; dopo numerose pressioni sulla professoressa Bonnet, è riuscito ad ottenere l'istallazione di un pianoforte a coda in sostituzione di quello a muro presente nella stanza di Musica di Hogwarts. Fa parte del coro della scuola sin dai tempi in cui la sua straordinaria voce era bianca come la neve. Timido, introverso, non ha quasi nessun amico. Può dare l'impressione di voler essere misterioso, affascinante, ma non c'è alcuna premeditazione nel suo comportamento. Lo si vede raramente in giro per la scuola: quando passa, si può seguire solo la scia della sua testa biondissima, o al massimo il suono del motivetto che sta intonando. Frequenta molto volentieri Carlisle Hunnam, una delle poche persone per le quali non provi invidia, fastidio o astio. Non ha mai avuto una ragazza; certo è che sono poche quelle che sono riuscite ad approcciarlo, ma neppure lui ha mai dato segni di volere una relazione.

Rah Ching Page

Rah Ching è stata adottata da una famiglia di Babbani londinesi, non sa nulla delle sue origini di cui mantiene solo il nome. Sin da piccola si dimostrò timida con chiunque le rivolgesse la parola, rimane spesso taciturna. Cercò sempre più di scoprire qualcosa sulle sue origini ma i Page, i genitori adottivi, tentarono di tenerla in ogni modo lontana da qualsiasi cosa riguardasse il suo passato, la Cina e i suoi genitori. Questa situazione la rese sempre più insofferente e ogni volta che otteneva risultati negativi nelle sue ricerche o che la signora Page la scopriva a informarsi su qualsiasi cosa riguardasse la Cina la luce della stanza in cui si trovava Rah cominciava a lampeggiare e la lampadina scoppiava, oppure le pentole in cui la madre stava cucinando si fondevano e bruciavano. All’età di 11 anni ricevette la lettera che la metteva al corrente che avrebbe potuto frequentare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. I genitori adottivi le raccontarono allora la verità sui suoi genitori: erano dei maghi che l’avevano abbandonata perché pensavano che fosse una Maganò, che non avrebbe mai avuto un posto nella società magica. Ora Rah frequenta il 5° anno a Hogwarts ed eccelle in tutte le materie di studio, anche se predilige Trasfigurazione, Incantesimi e Difesa Contro le Arti Oscure.

Carlisle Hunnam

Sesto anno. Carlisle è nato e cresciuto a Londra, figlio di due eminenti personalità del mondo magico: il padre, Charlie, è primario al San Mungo, mentre sua madre, Hannah, è una famosa ricercatrice che collabora con l'ospedale. Purosangue. Sebbene non gli sia mai mancato nulla, sin da bambino dimostra di avere un'indole incredibilmente generosa e disponibile, al punto da trasformarmi, con il passare negli anni, in un vero e proprio galantuomo, l'incarnazione di un romanzo di fine '800. Studente nella media, si distingue particolarmente in Cura delle Creature Magiche e Difesa contro le Arti Oscure, ha la strordinaria capacità di ricordare tutto ciò che legge, indipendentemente da dove lo legga e quando lo legga. Ha un discreto successo tra le ragazze, ma non è particolarmente interessato a far strage di cuori, al punto da essere considerato universalmente l'Anti-Principe per eccellenza e da essere cordialmente detestato da Edward Norwood, sentimento ricambiato con altrettanta intensità. Le radici di questo odio tra i due belli per antonomasia rasentano oramai il mito e la leggenda: c'è chi vocifera, addirittura, del coinvolgimento di una bellissima Veela. Cerca sempre, costantemente, di rimanere fedele a se stesso e sa assumersi le proprie responsabilità, non teme i confronti e men che meno gli scontri. Le ragazzine di Tassorosso del primo anno gli hanno dedicato un fan-club.

Alexa Robinson

Alexa nasce in una ridente cittadina del Michigan, negli Stati Uniti, da madre babbana e padre mago. Deve scoprire le sue potenzialita` da maghetta da sola pero`, dato che il padre non e` mai in casa, e quando lo e` si limita a dormire e a picchiare e sgridare lei e la madre. Il padre ha da tempo rotto ogni contatto con il mondo magico e vive solo nella realta` del mondo babbano. Quando Alexa compie i sette anni il padre abbandona la famiglia scappando in macchina con una giovane ragazza. Da quel momento in poi Alexa e sua madre si devono rimboccare le maniche per sbrigarsela da sole. In questo modo Alexa si costruisce un carattere forte e perseverante, diventa una ragazza che difficilmente si arrende, e trova sempre un modo di superare gli ostacoli. Per queste ragioni Alexa viene smistata nella casata di Tassorosso quando arriva agli undici anni a Hogwarts. A scuola si trova un po` in difficolta`, si sente una estranea fra tutti i ragazzi dell'alta societa` inglese e cerca disperatamente di nascondere il suo marcato accento americano. Inoltre e` disprezzata ancor di piu` dai Purosangue perche` l'unica radice che l'attacca al mondo della magia, il padre, ha da tempo rinnegato il suo mondo, abbandonandosi ai piaceri babbani. Riesce comunque a fare subito amicizia con due simpatiche ragazze che diventeranno le sue compagne di stanza e amiche del cuore, Lory e Susan. Nonostante la sua personalita` decisa e forte Alexa ha una bassa autostima, e non e` il meglio a socializzare. Sa tirare fuori il suo lato combattivo e aggressivo quando e` necessario. E` alta e castana, ha un sorriso bellissimo, che sfodera solo agli amici piu` intimi. Ama scambiarsi pettegolezzi fra amiche nella sala comune di Tassorosso, davanti a un fuoco e con una barretta di cioccolato da gustare. Frequenta il quinto anno, ma il primo semestre lo ha trascorso a casa per accudire la madre malata. La sua materia preferita e` Erbologia.




corvonero

Audrey Salinger

Sesto anno. Nata e cresciuta nella città di Brighton, nel sud dell’Inghilterra, Audrey è figlia di Isabel e Julian Salinger; sua madre scomparve, quando lei era piccola, dunque suo padre decise di affidare l’educazione della figlia alla sorella della donna. Benché la sua famiglia sia fieramente purosangue, Audrey non condivide le loro idee in merito alla purezza di stirpe, grazie anche all’influenza di sua zia Diane. Non molto alta, ha un fisico esile, la pelle chiara e gli occhi verdi; tiene molto ai suoi boccoli biondi ed alle sue mani belle e curate. Fin da bambina manifesta i suoi poteri di strega, e stupisce la sua famiglia quando è assegnata a Corvonero invece che a Serpeverde. Possiede una memoria molto precisa e un’intelligenza brillante, non le interessa molto studiare, a differenza degli altri Corvonero; tuttavia, grazie alle sue doti, riesce bene anche nelle materie più complesse, e in modo particolare eccelle in Trasfigurazione ed Aritmanzia. È gentile con chi le si rivolge, ma riservata; la sua migliore amica e compagna di banco è Rachel Casey. È molto paziente, e talvolta dà ripetizioni agli studenti che lo chiedono, facendosi pagare profumatamente. Ama la natura, e spesso passeggia nel parco di Hogwarts; quando è triste, cerca un posto solitario e si rifugia lì finché non le passa la malinconia. Le piace molto leggere e disegnare.

Jillian McKanzie

Nata con lo scoccare del solstizio d'autunno nel castello di famiglia poco fuori Edimburgo, Jillian si è trasferisce a Londra alla tenera età di tre anni, in seguito all'assunzione dei genitori al San Mungo: proprio a causa della loro scarsa presenza in casa, la bimba viene cresciuta dalla nonna materna che, tra un biscotto e una fetta di torta scopre la spiccatissima dote della nipote per gli incantesimi. Di salute cagionevole, studia a casa fino ai suoi undici anni, quando la fatidica lettera di Hogwarts arriva, invitandola a frequentare quello che si rivelerà essere il più traumatico anno della sua vita: spaesata dalla frenesia scolastica, dalla confusione e dalle tante persone, fatica ad ambientarsi in quel mondo così diverso dal suo. Solo al terzo anno, le cose iniziano ad andare meglio e avviene la metamorfosi: da invisibile studentessa modello, Jillian si trasforma in una malinconica ma sempre sorridente splendida fanciulla. Adesso frequenta il sesto anno nella casata corvonero. E' una grande osservatrice, di indole schiva e per questo spesso scambiata per snob: in realtà è solo molto diffidente dei confronti di chi non conosce. Sebbene sia molto graziosa, con lunghi capelli biondi e occhi verdissimi, non ha un grande successo con i ragazzi a causa di una forma di timidezza cronica che la porta ad arrossire furiosamente ogni qualvota viene colta di sorpresa. Cosa che accade praticamente ogni volta. Ama particolarmente le giornate autunnali, quando i raggi del sole ancora scaldano la pelle. Ha una gattina nera, Chipie, che adora.

Georgiana Harrington

Caposcuola della casa di Corvonero. Figlia unica, nasce e cresce a Stratford-Upon-Avon, Warwickshire, che già diede i natali a William Shakespeare. Figlia dei proprietari di un serraglio del quartiere magico di Stratford, ama sin dalla più tenera età i gatti, che rimangono però uno dei pochi animali che possa sopportare. Influenzata dalla fama suo illustre concittadino, ama scrivere racconti dove regala le più improbabili personalità a lei e ai suoi amici; perde ore intere e fiumi d'inchiostro nell'immaginare le sue fantastiche vite. L'idea di frequentare Hogwarts non fa altro che gettare un'aura dorata sul suo futuro, tanto che il ritardo della sua lettera d'ammissione ( assegnata ad un gufo scarsamente affidabile e poi prontamente rintracciata ) le provoca una crisi di panico che richiederà un ricovero al San Mungo. Schietta, di carattere aperto, non riesce a stare per più di tanto tempo senza fare una battuta. Socializza con facilità ed è pronta ad aiutare il prossimo nei limiti del possibile. Dedica anima e corpo ai suoi compagni di casa, uno dei motivi per cui è stata nominata prima Prefetto, e ora Caposcuola. Grazie allo studio e ad una mente brillante ottiene ottimi risultati scolastici, in particolare in Trasfigurazioni; nutre una vera e propria adorazione per Albus Silente, d'altronde ricambiata dalla stima del professore. Detesta il Quidditch e non è praticamente in grado di salire su una scopa. Continua ad avere una fervida fantasia e non ha smesso di scrivere; ha un numero imprecisato di taccuini, e ne porta sempre uno con se. Ha lasciato il suo ultimo ragazzo a metà del sesto anno e per ora è single. Ha moltissimi amici, anche se solo pochi possono affermare di conoscerla veramente bene.

Aedan Lywelyn

Primogenito di Lord e Lady Lywelyn , i maghi più famosi della contea Irlandese. Studente modello dalla bellezza eterea si distingue per il suo carisma innegabile [ e per la lunga lista di conquiste nel corso degli anni di studio. ]. Dalla memoria pronta e sempre vigile, denota un curriculum scolastico inappuntabile.Nelle sue vene scorre sangue purissimo che gli permette di predisporre di una attitudine verso la magia innegabile.Quasi irreale.Plateale, ma per niente spaccone, si diverte nel mostrarsi.Vanesio senza dubbio, conquista e stravolge con il suo modo di fare esuberante ma mai fuori posto.Amante del bello e del divertimento, ambizioso e per nulla scontato.Dietro un sorriso si nasconde una creatura difficile da capire per conoscenti comuni, che tiene debitamente alla larga dal suo privato.Sottile e meticoloso nelle considerazioni personali, fa gruppo con pochi ragazzi a scuola, che però considera sicuramente gente fidata.Tra queste persone, strano a dirsi per le attitudini generali, fa coppia fissa con la sorella minore, Scarlett, anche lei studentessa di Hogwarts.Legati da un rapporto particolare, Scarlett è la sola che riesca a capirlo anche da uno sguardo.Silenzioso, valuta bene ogni mossa.La sua mente sveglia, straordinariamente incline nel prevedere le mosse altrui, lo fa risultare, senza dubbio un mago da cui è meglio guardarsi bene.Pronto a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi.Dall’aspetto forte e deciso, trae in inganno per i suoi modi di fare a volte teatrali.Gli eccessi della sua personalità, però, conducono ad una trappola, non facendo sospettare affatto la straordinaria pericolosità che può raggiungere, se provocato.

Sophie Davies

Frequenta il quinto anno nella Casa di Corvonero. Nata da madre strega e padre babbano nella cittadina di Harwich(est dell’inghilterra), Sophie rientra nella schiera dei cosiddetti ‘mezzosangue’, ma non nasconde per nulla le sue origini, anzi, ne va fiera. Ha un’intelligenza spiccata che ha ereditato dal padre e una certa spigliatezza(che mostra solo quando ne ha voglia), che è eredità materna. Adora ascoltare e guardare le persone con attenzione, cercando di coglierne ogni piccola sfumatura. Ha un fratello più grande, Randal, al quale mira come modello e col quale ha un buon rapporto di amicizia e di stima; proprio per la sua influenza, Sophie appare più grande della sua età. Non ha particolari difficoltà a crearsi nuove amicizie, ma sono davvero pochi quelli che possono definirsi suoi ‘amici’ nel vero senso della parola; in particolare è legata a Elodie Baudelaire, al suo stesso anno, ma smistata in una casa differente e ha un migliore amico, Henry Hallward . Persona simpatica e sincera. Nonostante non sia una ragazza superficiale, adora vestiti di ogni genere e si diverte a creare nuove mode o provare nuovi abbinamenti. C’è un’altra cosa che Sophie ama fare sin dalla tenera età, e quella cosa è cantare: canta sotto la doccia, canticchia nei corridoi, canta quando è triste o quando è felice; insomma la sua vita è il canto e cantare è la cosa che la rende più felice e la fa sentire accettata in una scuola in cui non è sempre facile sentirsi ‘diversi’.

Leen 'Ute' Neumann

Tedesca dal sangue puro; la sua famiglia è composta esclusivamente da maghi da generazioni e generazioni, ha un albero genealogico che sembra non finire mai. Questo, l'ha aiutata ad ambientarsi per bene a Durmstrang - scuola nella quale ha passato i primi sei anni scolastici prima di essere spedita ad Hogwarts. Ancora non si capacita di come, i genitori, abbiano potuto fare una cosa simile: ha dovuto abbandonare fidanzato, amici e studi e senza nemmeno poter aspettare ancora qualche mese - prima della fine dei corsi, per lo meno. Questo ha reso il suo trasferimento difficile e a suo dire, la decisione oramai presa è ingiusta e sconsiderata. Lei è quella che, forse per la troppa incoscienza, forse per la connaturata caparbietà che molti le attribuiscono, è convinta ad andare sempre fino in fondo, senza fermarsi neanche a costo di rischi inutili, sebbene neanche una volta abbia smesso di fingersi più forte di quello che è in realtà, ripugnando in quasi ogni circostanza le lacrime. Sicura, tuttavia: nel complesso è socievole, pacata quanto serve. Tende ad essere schieta, se colta in imbarazzo permalosa e acidella. Sa, però, essere di una fragilità e di un'ingenuità disarmante, spesso, per indole caotica e tragicamente sregolata. Bionda, i suoi occhi sono caratterizzati da bicromia oculare ( destro azzurro, sinistro verde ) ma è un particolare che spesso nasconde, tramite una lente colorata. Una naturale predilizione per incantesimi e pozioni, un rinomato fenomeno nei duelli.




morsmordre

Morsmordre è un Gioco di Blog ambientato nella scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, nel periodo di frequentazione di Tom Riddle.

E' durante gli anni scolastici vissuti a Hogwarts che a Tom Riddle sale un amaro disprezzo verso coloro che hanno "sangue impuro". In questi anni Tom inizia a reclutare persone che, come lui, sostengano tali ideali. Si vengono così a fondare dei Club segreti - oltre a quelli tipici scolastici-, più o meno rilevanti, Pro e contro questi ideali. Con la creazione di questi club, gli studenti più fermi nelle proprie idee prendono posizione e, nascono dei forti dissapori tra i vari schieramenti che non si limitano più a semplici antipatie, alle volte finiscono in veri e propri scontri.



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31.08.07: Aggiornate le regole. Domani parte il gioco!
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    Per iscrivervi al GDB non dovete far altro che mandare una mail a:

    morsmordre.gdb@hotmail.it

    Con i seguenti dati:

    - Nome
    - Età
    - Indirizzo e-mail
    - Nome del personaggio
    - Casa del personaggio
    - Breve storia del personaggio
    - Username con il quale vi siete registrati su Splinder
    - Due immagini del vostro personaggio
    - Che cosa mangio?




    regole

  • Per partecipare c'è bisogno della registrazione a splinder.com
  • Dopo aver fatto la richiesta di iscrizione siete pregati di postare entro una settimana per il primo post. Se avete problemi comunicatecelo.
  • Non ci possono essere nè nomi di pg/png uguali, nè uguali attori/attrici. Ricordate? Fantasia e creatività!
  • Dopo un certo periodo di BUONA frequenza, potrete chiedere alle amministratrici se potrete interpretare un nuovo pg. Decideremo se sarà possibile. SE otterrete il permesso, dovrete essere in grado di gestire tutti i pg; se vi accorgete di non riuscirci, avvisateci e noi provvederemo ad inserire il personaggio nei png. Nessun rancore.


  • regole complete; LEGGETELE prima di iscrivervi!



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    credits



    Questo è un gioco di blog che contiene personaggi inventati o appartenenti alla saga di Harry Potter. Ogni riferimento a cose o a persone realmente esistenti è puramente casuale.

    Grafica e HTM di Martyl.

    La founder del gioco è Giù.

    Il gdb è liberamente isipirato alla saga di Harry Potter di J.K.Rowling.

    Il blog non è una testata giornalistica in quanto non è aggiornato periodicamente. Le immagini postate sono reperite nel web e le proprietarie del blog non se ne assumono la proprietà, se non specificato.



    Non copiate niente, è REATO.